DIRITTI UMANI

I 21 ANNI DI DIRITTI CIVILI

 I 36 ANNI DI CORBELLI

 

ECCO PERCHE' LOTTEREMO SEMPRE PER AIUTARE GLI IMMIGRATI E PER DARE UNA DEGNA SEPOLTURA A TUTTI QUELLI PIU' SFORTUNATI CHE PERDONO LA VITA!

DI FRONTE A QUESTE IMMAGINI PROVIAMO DOLORE E RABBIA!

AYLAN, GALIP, HANAN, SAJIDA, SENA E LA STRAGE DEI BAMBINI INNOCENTI!

AYLAN, bambino siriano di 3 anni

bimbo-siriano-morto-corbelli

Foto tratta da Repubblica.it

 

 MALEDETTA GUERRA!

 In Birmania un altro Aylan, bimbo di 16 mesi muore annegato

nel fango: la foto commuove il mondo

Il piccolo si chiamava Mohammed Shohayet, è morto insieme a mamma, fratellino di tre anni e zio mentre, sotto al fuoco

dei militari, la sua famiglia scappava

 In Birmania un altro Aylan, bimbo di 16 mesi muore annegato nel fango: la foto commuove il mondo

Titolo e foto TISCALI.IT - 5 gennaio 2017

 

  

ECCO DOVE, A TARSIA, IN CALABRIA, SORGERA' IL CIMITERO INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI CHE SARA' INTITOLATO PROPRIO AL PICCOLO AYLAN 

 

I SALVAGENTI DEI POVERI MIGRANTI MOSTRATI A NEW YORK! 

Salvagenti a New York © EPA

foto Ansa - 17 settembre 2016

 

IL FOTOGRAFO-EROE AD ALEPPO BOMBARDATA CERCA DI SALVARE I BAMBINI

Autobomba ad Aleppo, la disperazione del fotografo eroe: in ginocchio dopo l'attacco suicida

STRAGE DI BAMBINI. OLTRE 60 LE VITTIME INNOCENTI   -   foto da Repubblica.it - 16 aprile 2017

 

GIORNALISTA DI AL JAZEERA PIANGE IN DIRETTA: "AD ALEPPO I BAMBINI(SONO 130 MILA QUELLI A RISCHIO!) MUOIONO PER LA FAME"! Senza commento. Solo infinito sdegno per questa maledetta guerra e onore a questo reporter, al fotografo (sopra ripreso) e a quanti rischiano la vita per salvare della povera gente 

inizio agosto 2016 - da Internet

 

ORRORE IN SIRIA. ASSASSINI E VIGLIACCHI CON L'USO DI GAS FANNO STRAGE DI BAMBINI! 

Siria: ong, almeno 58 morti in raid con sospetto gas © AP

foto Ansa - 4 aprile 2017

 

OMRAN, IL BAMBINO DI 5 ANNI SALVATO DALLE MACERIE AD ALEPPO!IL FRATELLINO E' MORTO! MALEDETTA GUERRA! 

Un fermo immagine tratto da un video (Youtube) (ANSA)

foto ANSA - 18 agosto 2016

 

 

Senza pietà! Turchia, bimbo siriano muore per cure negate: "È senza documenti"!

Un bimbo siriano di appena sette anni è morto in Turchia per una forte influenza dopo che diversi ospedali lo avevano rifiutato perché non aveva i documenti in regola.

 

Nella foto, ripresa da internet, lo sfortunato bambino e il suo papà - 5 gennaio 2017

 

 

  

AYA, LA BAMBINA SIRIANA FERITA IN UN RAID AEREO, PIANGENDO, CHIAMA IL SUO PAPA! E NESSUNO VUOLE FERMARE QUESTE ATROCITA'! VIGLIACCHI! 

Risultati immagini per ferita bambina in siria, chiama papà

foto da internet - 12 ottobre 2016

 

 AHMED, PICCOLO MIGRANTE-EROE DI 13 ANNI, E' ARRIVATO DALL'EGITTO IN ITALIA SU UN BARCONE PER FAR CURARE E SALVARE IL SUO FRATELLINO MALATO DI 7 ANNI, CHE SARA' ADESSO CURATO A FIRENZE. QUESTO E' IL VERO VOLTO, SOLIDALE E ACCOGLIENTE, DELL'ITALIA! QUESTI SONO I VERI DRAMMI DELL'IMMIGRAZIONE!

Migranti: Ahmed arrivato a Firenze

Il coraggioso piccolo migrante Ahmed all'arrivo a Firenze - 19 agosto 2016

 

GIORNO DI FESTA. PICCOLA MERCY NASCE SULLA NAVE DEI SOCCORSI, AL LARGO DI CATANIA 

La piccola Mercy con i genitori

la neonata con i genitori- foto MESSAGGERO - 21 marzo 2017

 

LA PICCOLA OUMOH,DOPO 4 MESI, RITROVA E ABBRACCIA LA MAMMA. LA BAMBINA ERA STATA SALVATA E SBARCATA DA SOLA, SENZA LA MAMMA, A LAMPEDUSA. LA GIOIA DI TUTTI

Palermo: dopo quattro mesi il commovente abbraccio tra Oumoh e la mamma

 foto Repubblica.it - 27 marzo 2017

  

SALVARE GHINA, LA BAMBINA SIRIANA, DI MADAYA, RIMASTA GRAVEMENTE FERITA E, PER NON MORIRE, BISOGNOSA DI CURE IN UN OSPEDALE ATTREZZATO

L'appello: "Salvate Ghina, bimba ferita in Siria"

foto repubblica.it - 14 agosto

 

 UNA GUERRA DIMENTICATA. YEMEN, LA NUOVA SIRIA! 10.000 MORTI IN DUE ANNI! 1400 i BAMBINI!

foto da Internet - 17 gennaio 2017 

 

 SALVIAMO ASIA BIBI, LA GIOVANE DONNA PAKISTANA CONDANNATA A MORTE PERCHE' CRISTIANA! ADERISCI ALLA NOSTRA CAMPAGNA UMANITARIA con una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ringraziamo quanti continuano a dare la loro adesione alla nostra campagna umanitaria

 

AYLAN E LE STRAGI DEGLI INNOCENTI DA NON DIMENTICARE MAI! 

 

HANAN AL JARWAN, BAMBINA SIRIANA di 4 ANNI! RITROVATA PRIVA DI VITA SULLA SPIAGGIA, COME AYLAN, DUE SETTIMANE DOPO LA TRAGEDIA DEL BAMBINO SIRIANO!

Risultati immagini per HANAN AL JARWAN, BAMBINA SIRIANA di 4 ANNI

 

NUOVA TRAGEDIA! SAJIDA ALI, ALTRA BAMBINA MORTA, RITROVATA, COME AYLAN, SULLA SPIAGGIA!

Il corpo della bimba siriana trovata sulla spiaggia di Pirlanta, Turchia (ANSA)

foto Ansa - 8 dicembre 2015

SENA, altra bambina siriana di 4 anni, viene recuperata sugli scogli!

Il corpo di una bambina di 4 anni è stato ritrovato da alcuni pescatori sulla costa egea della Turchia © EPA

Foto Ansa - 24 novembre 2015

NELLA PAGINA ULTIMISSIME 2015-2016 VENGONO RICORDATE TUTTE LE STRAGI DI INNOCENTI!

 

ECCO COME I BAMBINI VENGONO PREPARATI PRIMA DI ESSERE MESSI SUI BARCONI DELLA MORTE! PUO' IL MONDO CONSENTIRE QUESTA DISUMANITA' E QUESTA STRAGE DI INNOCENTI?

Rifugiati © EPA

foto Ansa - 11 dicembre 2015

BAMBINA DI 9 MESI, RIMASTA SOLA, SBARCATA A LAMPEUDUSA. LA MAMMA MORTA NEL NAUFRAGIO

Perde la madre durante la traversata, a nove mesi sbarca sola a Lampedusa

FOTO LA REPUBBLICA.IT - 25 MAGGIO 2016

 

NONNA CORAGGIO! PROFUGA AFGHANA DI 105 ANNI E' ARRIVATA IN CROAZIA!

Migranti, il viaggio di Bibihal, 105 anni, da Kunduz alla Croazia

Foto tratta da Repubblica.it - 27 ottobre 2015

 

PROFUGO SIRIANO DI 92 ANNI! E' SALITO SU UN BARCONE PER RAGGIUNGERE LA SORELLA IN GERMANIA. IL SUO DESIDERIO: PRIMA DI MORIRE, VORREBBE RIVEDERLA E RIABBRACCIARLA! Il nostro intervento in questa pagina

Abdel, il migrante più anziano di sempre 

 

DISUMANITA' DELL'UNIONE EUROPEA! MIGRANTI IN FUGA ATTRAVERSO UN FIUME!

CONFINE TRA GRECIA E MACEDONIA 

 

Serbia. La Vergogna dell'Unione Europea!

MIGRANTI TRATTATI COME GLI EBREI! In fila, sotto la neve, per un pasto, li stanno facendo morire di freddo e gelo!

Belgrado, migranti in fila per il cibo sotto la neve

Belgrado, 12 gennaio 2017

 

UNA FOTO CHE COMMUOVE E CONDANNA I PAESI CHE CHIUDONO LE FRONTIERE! 

NEONATO VENUTO ALLA LUCE NELLA TENDOPOLI DISUMANA DI IDOMENI, IN GRECIA!

Idomeni, primi vagiti nel fango: il neonato nella tendopoli dei migranti

Foto Getty Images - 12 marzo 2016

 

 IL BAMBINO DELLA TENDOPOLI DI IDOMENI CHIEDE SCUSA PER LA STRAGE IN BELGIO!

Idomeni, i messaggi dei piccoli migranti: "Sorry for Bruxelles"

La "lezione" all'Europa del piccolo profugo! Il suo cartello : "Mi dispiace per Bruxelles" ha fatto commuovere il mondo!

 

A IDOMENI, BAMBINI PRIGIONIERI!

Gli scontri a Idomeni con la polizia macedone © EPA

foto Ansa - 12 aprile

 

 PASQUA A IDOMENI, DOVE FINISCE L'UMANITA'!

Idomeni, Pasqua al confine

foto Reuters - 27 marzo 2016

 

I MIGRANTI E I BAMBINI IN VIAGGIO CON LA NEVE, BLOCCATI ALLE FRONTIERE CHIUSE DA ALCUNI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA! UNA DISUMANITA' E UNA VERGOGNA! 

Quell'infanzia negata al confine tra Grecia-Macedonia

foto Repubblica - 1 marzo 2016

foto Ansa - 5 gennaio 2016

foto ANSA - 5 gennaio 2016

Foto ANSA - 22 novembre 2015

IL DRAMMA DEI BAMBINI! 

Migranti, continua la strage di bambini: altri quattro morti nell'Egeo

UN BAMBINO IN BRACCIO ALLA SUA MAMMA NEL VIAGGIO DELLA SPERANZA!

 

LUI CE L'HA FATTA, IL PICCOLO AYLAN, IL FRATELLINO GALIP E TANTI ALTRI BAMBINI, NO! TUTTI QUESTI BAMBINI E QUELLI POVERI DEL MONDO SONO NEL NOSTRO CUORE!

SIERRA_500

 

                                                     Le donne del Niger con i loro bambini aspettano un aiuto                                                   

 

 

UN PREMIO MERITATO!

 

PREMIO PULITZER 2016 AL NEW YORK TIMES

IN VIAGGIO(PER 40 GIORNI) CON I MIGRANTI

DALLA GRECIA ALLA SVEZIA!

La foto di  Sergey Ponomarev, del New York Times © AP

Foto NEW YORK TIMES .- 19 aprile 2016

 

 

OLTRE IL CALCIO, LA GRANDE UMANITA'

IL PICCOLO ORFANO LIBANESE, HAIDAR,
E IL SUO IDOLO, IL CAMPIONE RONALDO

Ronaldo abbraccia Haidar orfano delle bombe di Beirut    L'abbraccio di CR7 al piccolo orfano commuove il web

Questa foto ci ha molto commosso! Il bambino che ha perso i suoi genitori

in un attentato è stato accolto dal Real Madrid, dal presidente e da Ronaldo

foto Repubblica e Tiscali- 20 e 21 dicembre 2015

 

IL GRANDE MESSI INCONTRA IL PICCOLO TIFOSO AFGANO

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IL PICCOLO MURTAZA AVEVA ESPRESSO COSI' IL SUO DESIDERIO

Risultati immagini per messi incontra piccolo afgano

foto da Internet - dicembre 2016

 

 

LA "LEZIONE" DI CIVILTA', SOLIDARIETA' E UMANITA'

DEI CALCIATORI GRECI CHE DENUNCIANO, CON UN SIT IN,

IL DRAMMA DEI MIGRANTI MORTI IN MARE

Migranti, un'altra strage in mare Oltre 30 morti nell'Egeo, 5 bambini   video

Foto La Repubblica - 30 gennaio 2016

 

 

CHIEDONO SOLO DI ESSERE AIUTATI E SALVATI!

SI PUO' RESTARE INSENSIBILI DI FRONTE A QUESTA POVERA GENTE?

migranti

foto Firenze post - 24 dicembre 2015

 

 

UMANITA' CANCELLATA!

Serbia, centinaia di migranti in marcia sotto la pioggia verso la Croazia: "Aprite le frontiere"

Serbia, centinaia di migranti in marcia sotto la pioggia verso la Croazia: "Aprite le frontiere"

Il viaggio al freddo lungo l'autostrada scortati dalla polizia e dall'assistenza umanitaria della Croce Rossa

Foto LA STAMPA e, sopra, Foto ANSA e Titolo REPUBBLICA. IT - 12 NOVEMBRE 2006

 

 

SI POSSONO CHIUDERE GLI OCCHI DI FRONTE A

QUESTO SFORTUNATO RAGAZZO?
IN SIRIA SI MUORE DI FAME A MADAYA, ASSEDIATA DAI LEALISTI © AP

Foto ANSA - 8 gennaio 2016 - Ragazzo siriano ridotto così dalla fame nel suo paese assediato

 

Ansa

Migranti, il Papa elogia il Sud: Corbelli lo ringrazia

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, ringrazia Papa Francesco che "ieri ha elogiato il Sud Italia per la solidarietà e l'accoglienza dei migranti, che ha definito un esempio per tutto il mondo", e lo invita "a venire a Tarsia, a visitare e benedire il luogo dove sorgerà il cimitero internazionale dei migranti, per simbolicamente aprire, in occasione del Giubileo, anche questa porta della pace e dell'amore tra i popoli".    "Come calabrese e meridionale, che da oltre 30 anni aiuta gli immigrati - afferma Corbelli - ringrazio Papa Francesco perché sono certo che elogiando il Sud Italia e la Guardia Costiera per l'accoglienza e solidarietà ai migranti avrà sicuramente pensato in particolare alle due regioni meridionali, Calabria e Sicilia, che più di tutte continuano, con generosità, a farsi carico quotidianamente dell'emergenza immigrazione. Così come sono certo che, parlando anche delle stragi in mare, difficili da perdonare, avrà pensato anche a quella grande opera umanitaria universale, il cimitero internazionale dei migranti, che, con la Regione Calabria, con l'impegno del presidente Mario Oliverio, stiamo per realizzare a Tarsia proprio per dare una degna sepoltura a quegli fortunati immigrati che perdono la vita in mare mentre cercano di arrivare in Europa alla ricerca di una vita migliore".

 

 

 

AL BAMBINO SIRIANO, AYLAN KURDI, SARA' INTITOLATO IL

CIMITERO INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI  

 

L'ORRORE! LE FOTO-SIMBOLO DELLE TRAGEDIE DEL MARE

E DELLA STRAGE DEGLI INNOCENTI!

(le pubblichiamo con il cuore colmo di dolore e di rabbia e con le lacrime agli occhi)

IL MONDO DEVE VEDERE QUESTE IMMAGINI PER CAPIRE QUALI CRIMINI
ORRENDI CONTRO L'UMANITA' PIU' POVERA(ANCHE I BAMBINI!) SI STANNO
CONSUMANDO OGNI GIORNO CALPESTANDO I DIRITTI DEI POVERI MIGRANTI!

bimbo-siriano-morto-corbelli

IL PICCOLO AYLAN, MORTO SULLA SPIAGGIA!

Affaritaliani.it

Migranti, una foto per far tacere il mondo

AYLAN, IL BAMBINO SIRIANO, IL PICCOLO PROFUGO MORTO, VIENE PORTATO

VIA IN BRACCIO DA UN MILITARE TURCO! NELLA TRAGEDIA SONO MORTI ANCHE

IL FRATELLINO, GALIP, E LA LORO MAMMA!

A QUESTO BAMBINO INTITOLEREMO IL CIMITERO INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI

CHE DIRITTI CIVILI E LA REGIONE CALABRIA STANNO PER REALIZZARE A TARSIA

(i particolari nella pagina Ultimissime 2015 e anche nelle pagine Iniziative e Politica)

Foto tratte dal sito di Repubblica.it e Affaritaliani.it- 2 e 3 settembre 2015

 

SENA, BAMBINA SIRIANA, COME AYLAN

VIENE RECUPERATA AL LARGO DI BODRUM

Il corpo di una bambina di 4 anni è stato ritrovato da alcuni pescatori sulla costa egea della Turchia © EPA

foto Ansa - 23 novembre 2015

 


IL CORAGGIO!

LA STORIA INCREDIBILE DI QUESTA PROFUGA AFGHANA

DI 105 ANNI ARRIVATA IN CROAZIA!

Migranti, Juncker apre a flessibilità costi "Paesi facciano sforzi straordinari"   video

foto tratta da Repubblica.it - 27 ottobre 2015

 

 

LA DISUMANITA'! PAESI SENZA PIETA'!

MIGRANTI IN VIAGGIO CON BAMBINI

IN BRACCIO SOTTO ACQUA E NEVE! 

Foto ANSA - 20 ottobre 2015

 

migranti rifugiati serbia croazia

Foto Panorama.it - 23 ottobre 2015

 

 

LA FOTO DELLA VERGOGNA (E DELLA SPERANZA?)! LA PROFUGA BABY!

PUO' UN PAESE CIVILE IMPEDIRE A QUESTA BAMBINA DI PROSEGUIRE

IL VIAGGIO DELLA SPERANZA INSIEME ALLA SUA FAMIGLIA?

Migranti, bimba gattona a ridosso dei poliziotti con scudi in Turchia

La profuga baby gattona davanti ai soldati schierati come in guerra, ai confini tra

Grecia e Turchia(foto tratta dal sito di Repubblica - 19 settembre 2015)

 

 

 

LA TRAGEDIA

Barcone alla deriva
quaranta mortiDal sito della GAZZETTA DEL SUD - 15 agosto 2015

LAMPEDUSA

Barcone alla deriva 
quaranta morti

 

 

LA DISUMANITA'

IL PICCOLO IMMIGRATO NASCOSTO IN UNA TROLLEY! 

UNA DISUMANITA' CHE NON DOVRA' MAI PIU' VERIFICARSI

Risultati immagini per foto piccolo immigrato nella trolley   Risultati immagini per foto piccolo immigrato nella trolley  Risultati immagini per foto piccolo immigrato nella trolley

 

 

L'UMANITA'

BENVENUTA TRA NOI, PICCOLA FRANCESCA MARINA, PRINCIPESSINA DEL MARE

NATA E SALVATA, INSIEME ALLA SUA GIOVANE MAMMA, IN UNA NAVE MILITARE ITALIANA 

   

 
"SALVARE ANCHE UNA SOLA VITA E' COME SALVARE IL MONDO INTERO"(espressione ebraica in ricordo dell'Olocausto)

 

 

LA DISPERAZIONE

Spagna. Migrante nascosto nel vano motore di un'auto!

Bruxelles: "No a muri, regole comuni sull'asilo" Austria stop a treni di profughi da Ungheria   foto

Dal sito di Repubblica.it - 31 agosto 2015

 

 

LA SPERANZA

Grecia 15 agosto(dal sito di Repubblica)

Migliaia in arrivo a Kos, traghetti e navi  come centri d'accoglienza  foto

MIGRANTI SALVATI. PADRE E SUO

BAMBINO APPENA SBARCATI

 

 

IL FUTURO E LA SPERANZA


E' arrivata in Germania, come voleva,

la famiglia della piccola Raghad, la

bambina siriana diabetica morta

perché gli scafisti avevano buttato

in mare lo zainetto con l'insulina.

Diritti Civili era intervenuto, con un

appello al Premier Renzi, per aiutare

questa famiglia

(foto tratta dal sito di Corriere.it)

 

 

LA VERGOGNA! 

Polizia ceca marchia migranti con numeri sul braccio (ANSA)

I profughi vengono "marchiati" dalla polizia Ceca! 

La foto(della vergogna!) tratta da Il Fatto.it - 02/09/2015

 

 

L'ASSALTO AI TRENI! UNGHERIA VERGOGNA! 1

(LaPresse)

foto tratta dal sito di QN.it - 3 settembre 2015

 

 

UNGHERIA VERGOGNA! 2

LA MARCIA DEI MIGRANTI. EROICI!

Immigrazione: rifugiati Budapest verso Vienna anche a piedi (ANSA)

LA MARCIA DEI MIGRANTI DA BUDAPEST A VIENNA

foto tratta dal sito dell'ANSA - 4 settembre 2015

 

 

PROFUGHI IN FUGA! UNGHERIA VERGOGNA! 3

Ungheria, muro al confine croato   mappa       Quote, Berlino sfida il blocco Est   video

foto tratta da Repubblica.it - 18 settembre 2015

 

 

LA TRAGEDIA

BAMBINA CON L'ORSACCHIOTTO APPENA SBARCATA A PALERMO

HA PERSO LA GIOVANE MAMMA NEL NAUFRAGIO DEL 9 LUGLIO 2015

Foto tratta dal sito del Corriere della Sera - 11 luglio 2015

 

IL NOSTRO IMMEDIATO INTERVENTO
Aiutiamo la bimba con l'orsacchiotto, Corbelli chiede intervento istituzionale 

ANSA. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge un appello per aiutare la bambina con l'orsacchiotto sbarcata ieri a Palermo. Corbelli chiede anche che il cadavere della mamma della bambina sia sepolto in Calabria in quello che sarà il cimitero internazionale dei migranti. "L'ultima tragedia dei 12 migranti morti su un gommone, arrivati ieri nel porto di Palermo, ha una immagine simbolo - afferma - e cioè quella della bambina con l'orsacchiotto, che ignara aspetta la sua mamma, morta schiacciata nel gommone. Rivolgo un appello a tutte le autorità per aiutare quella bambina. Chiedo che la mamma venga seppellita nel cimitero dei migranti, dove un giorno potrà portare un fiore e dire una preghiera. Lotterò con tutte le mie forze perché la mamma di quella bambina venga seppellita nel nostro cimitero dei migranti. Farò di tutto e non mi fermerò un istante sino aquando non la vedrò realizzata questa importante operaumanitaria, il cimitero dei migranti. Lo faccio per tutte quelle povere e sfortunate persone che anche dopo aver perso la vita si vedono il loro diritto, ad una degna sepoltura in un loro cimitero, letteralmente calpestato. Lo faccio pensando soprattutto ai tanti bambini che perdono la vita mentre cercano, con le loro famiglie, di arrivare in Italia fuggendo dalla misera, dalle guerre e dalle persecuzioni"(ANSA).

 

Immigrati, Corbelli insiste: Fare cimitero migranti in Calabria

 

Calabria - ANSA, Domenica 16 Agosto 2015

 

ANSA. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, "profondamente colpito dall'ultima immane tragedia del mare, al largo di Lampedusa, il giorno di Ferragosto", è scritto in una nota, "difende la Chiesa e il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, dai volgari e ignobili attacchi del segretario della Lega, Matteo Salvini", e chiede alle "diverse autorità preposte che non si perda più tempo, si proceda immediatamente con la realizzazione, in Calabria, del cimitero internazionale dei migranti, per dare una degna sepoltura a tutte queste vittime del mare".   

"La tragedia di Lampedusa, con oltre 40 migranti morti - afferma - riempie il cuore di dolore. E' stato, per me, un giorno di Ferragosto di tristezza, dolore e rabbia. Quelle immagini di poveri migranti non possono lasciare indifferenti, chi ha un minimo di umanità. Penso a quegli essere umani, tra cui anche diversi bambini, poveri e sfortunati, che hanno perso la vita mentre cercavano di arrivare in Italia e in Europa, in cerca di speranza, fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni, e che adesso anche dopo morti si vedranno calpestato finanche il diritto ad un degna sepoltura in un loro cimitero. Penso a questo e al fatto che Diritti Civili è da oramai quasi due anni, dalla tragedia del 3 ottobre 2013 di Lampedusa, lasciato da solo per la realizzazione del cimitero internazionale dei migranti. Penso a chi ignobilmente specula per fini elettorali su queste immani tragedie. Penso anche alla Chiesa per quello che fa per aiutare questi migranti e per le coraggiose denunce di mons. Galantino, contro i piazzisti anti-immigrati".   

"Spero adesso - conclude Corbelli - che il sacrificio di questa ultima immane tragedia di poveri migranti possa aiutare ad arrivare finalmente alla realizzazione del cimitero internazionale dei migranti, a questa importante opera umanitaria"(ANSA).

 

 

22 e 25 agosto 2015. Articoli QUOTIDIANO - GAZZETTA - GARANTISTA - LA PROVINCIA
21 agosto 2015. Dal sito del Giornale di Calabria e Nuova Cosenza(notizia Ansa e Agi)

L'altra faccia dell'immigrazione e

della poverta'. Chi non ha neppure la forza e la possibilità di poter salire su un barcone! MAROCCHINO MALATO CHIEDE CURE IN ITALIA, APPELLO CORBELLI

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
CATANZARO. “E’ una storia drammatica e incredibile. E’ l’altra faccia del dramma dell’immigrazione e della povertà. C’è chi tenta il viaggio della speranza su un barcone e molto spesso purtroppo trova la morte in mare e chi invece, gravemente malato e poverissimo, spera di poter arrivare in Italia per potersi curare e non morire, ma non ha la possibilità e la forza per salire su una carretta del mare, tentare il viaggio della speranza ed è costretto a restare nel suo paese soffrendo e aspettando solo la sua dipartita. E’ questa la tristissima vicenda di un poverissimo marocchino, malato di sclerosi multipla che, tramite un parente che vive in Italia, in Calabria, ha chiesto aiuto a Diritti Civili”. E’ quanto afferma il leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli che rivolge un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Premier Matteo Renzi, al Ministro degli Interni, Angelino Alfano, e al Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni chiedendogli di “consentire a questo poveruomo del Marocco, per motivi meramente umanitari, di arrivare in Italia per poter essere curato e salvato da una morte altrimenti purtroppo certa e atroce! Questo poveruomo non ha la forza e la possibilità per salire su un barcone dei migranti e tentare il viaggio , mai come in questo caso, della speranza! E’ malato di sclerosi multipla, oggi è quasi non più autosufficiente, ha urgente bisogno di una medicina per non morire e per cercare di arrestare in qualche modo la sua grave malattia e continuare a sopravvivere . Il medicinale purtroppo non si trova in Marocco ed è anche molto costoso. Chi se lo può permettere lo compra in Francia o in Italia. Questo poveruomo invece, padre di 5 figli, di cui 4 minorenni, e disoccupato, non ha la possibilità di acquistarlo. In Italia questa medicina c’è, costa purtroppo molto ma è coperta dal sistema sanitario. A cercare di salvare quest’uomo è un suo cugino, un professionista che ha la cittadinanza italiana, che vive e lavora in Calabria, in una struttura pubblica”. Questo parente, dopo aver personalmente incontrato Corbelli, ha scritto adesso al leader di Diritti Civili chiedendogli accoratamente di aiutarlo, di far arrivare in Italia questo suo cugino per poterlo curare e salvare.



Dal sito di Reggio Tv(notizia Ansa) - 19 luglio 2015 

DOPO LE DRAMMATICHE VICENDE 

 

Appello di Corbelli a Renzi per due piccole profughe (Cz)

 

 

Catanzaro. Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, rivolge un appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e gli chiede un "gesto importante e particolarmente significativo da parte del Governo e del nostro Paese, per le drammatiche vicende di due piccole profughe: Raghad, la bambina siriana, malata, morta perché gli scafisti hanno buttato in mare lo zainetto con l’insulina e Prospery, la bambina con l’orsacchiotto in mano, che, in braccia al suo papà, aspetta sul molo del porto di Palermo la sua mamma che non vedrà mai più, perché deceduta nell’ultimo naufragio al largo delle coste della Libia".

Corbelli chiede a Renzi di "incontrare a Palazzo Chigi la piccola Prospery e il suo papà e la famiglia della bambina siriana e di aiutarli a rimanere, i primi due, in Italia e la famiglia della piccola siriana ad arrivare in Germania, come è loro desiderio". Il leader di Diritti Civili chiede inoltre al Premier di "far seppellire la mamma della piccola Prospery in Calabria nel cimitero dei migranti, dove un giorno, quando sarà più grande, quella povera e sfortunata bambina possa recarsi per trovare la sua mamma, portarle un fiore e dire una preghiera".

Corbelli ricorda come "ieri Renzi, nel corso dell’assemblea del Pd a Milano, abbia voluto citare le drammatiche storie di queste due bambine. Per questo, coerentemente con quanto il Premier ha detto, gli chiedo di intervenire e di aiutare le famiglie di queste due piccole profughe. A Renzi infine, chiedo un’ultima cosa, anche se so essere assai difficile se non impossibile: far fare alla nostra Marina almeno qualche tentativo per cercare di localizzare e recuperare il corpicino di Raghad".



Immigrazione:Corbelli, dopo ennesima tragedia serve cimitero
(ANSA) - COSENZA, 11 LUG - "Il racconto dei superstiti dell'ultima tragedia dei 12 migranti morti nel rovesciamento del loro barcone, davanti alle coste libiche, arrivati oggi nel porto di Palermo, mi ha profondamente colpito. Quello che continua a verificarsi nel Mediterraneo è un vero e proprio genocidio, che bisogna assolutamente fermare. L'Italia, l'Europa e il mondo hanno il dovere di scongiurarlo". Lo afferma in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. "Ma sino a quando questo non avverrà è doveroso - aggiunge - che un grande Paese civile, cattolico, accogliente e ospitale come l'Italia dia una degna sepoltura a tutti quelli che perdono la vita in mare nei tragici sbarchi. Per questo da oramai quasi due anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, sto combattendo una battaglia di giustizia e civiltà per la realizzazione, in Calabria, in un luogo fortemente simbolico, vicino l'ex campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, del cimitero internazionale dei migranti, per dare una degna sepoltura a questi poveri e sfortunati immigrati che perdono la vita in mare mentre cercano di arrivare in Italia fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni". "Come si fa - prosegue Corbelli - a restare insensibili di fronte all'immane tragedia di questa povera gente? Tra le dodici vittime c'erano sul quel barcone dei disperati anche quattro donne incinte. Due hanno perso la vita, una fine orribile , schiacciata dalla calca sul gommone. Il marito e il figlioletto di una di queste donne hanno visto morire la povera donna che oggi piangono insieme. Chiedo alle autorità preposte di portare la salma di questa povera donna e quelle degli altri 11 sfortunati migranti a Tarsia perché possano essere seppellite tutte insieme nel cimitero internazionale dei migranti che si sta per realizzare in Calabria. Una grande opera umanitaria che servirà a cancellare la disumanità degli immigrati, senza nome e senza volto, deceduti in mare e seppelliti (e dispersi per sempre) in tanti sperduti piccoli cimiteri, che ne cancellano definitivamente ogni riferimento e ricordo. Il cimitero dei migranti servirà a dare a queste persone che perdono la vita una degna sepoltura in un loro cimitero, dove i loro cari possano un giorno andare a trovarli, per portare un fiore e dire una preghiera". (ANSA).

 

 

 

Corbelli: Seppellire a Tarsia salme naufragio

 Cosenza, ANSA. Mercoledì 01 Luglio 2015

 

 "Per fortuna non ci sono solo le miserie e i miserabili della politica, in Calabria e in Italia, ci sono anche le cose importanti, per cui vale la pena continuare a combattere, ci sono gesti umanitari ed esemplari che fanno onore al nostro Paese. E il recupero delle salme degli oltre 700 migranti, vittime del naufragio del 18 aprile scorso, che giacciono in fondo al mare, a Sud della Sicilia, è un fatto di civiltà, pietà e umanità". Lo afferma, in una nota, il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli.    "Per questo - prosegue Corbelli - ringrazio il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per aver dato una immediata risposta ai ripetuti, accorati appelli di Diritti Civili per il recupero di quei corpi di poveri e sfortunati immigrati. Ribadisco adesso la richiesta al Premier che queste salme una volta terminato il loro recupero (ci vorranno alcuni mesi), per non disperderle e conservarne invece un riferimento e un ricordo, vengano portate e seppellite tutte nel cimitero internazionale dei migranti che sarà realizzato in Calabria, a Tarsia, in un luogo fortemente simbolico, vicino l'area dell'ex campo di concentramento di Ferramonti".    "Il mio auspicio e desiderio adesso - sostiene ancora Corbelli - è che quei migranti che sono morti insieme mentre cercavano di arrivare in Italia, fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni, vengano seppelliti tutti in un solo cimitero, per conservare un loro ricordo e dare la possibilità ai loro familiari di recarsi un giorno in questo luogo, dove saranno sepolti, per portare un fiore e dire una preghiera". (ANSA).

 

 

DAL SITO DELLA  GAZZETTA DEL SUD(17 giugno 2015)

MIGRANTI

Richiamo del Papa 
accolto appello

17/06/2015

Papa Francesco oggi ha rivolto un forte monito all'Italia e all'Europa sul dramma dei migranti e sullo sgombero forzato di Ventimiglia. Accolto l'appello di Diritti Civili.

Richiamo del Papa
accolto appello

Papa Francesco ha accolto l’appello del Movimento Diritti Civili sul dramma dei migranti e l’invito a intervenire con un gesto eclatante su questa gravissima emergenza umanitaria. Soddisfatto il leader, Franco Corbelli che ringrazia il Santo Padre per il forte intervento di oggi con un richiamo preciso all’Italia e all’Europa, a proposito dello sgombero forzato degli immigrati che stazionavano sulla scogliera a Ventimiglia in attesa di poter entrare in Francia.”Ringrazio Papa Francesco per aver accolto il mio appello, che gli avevo rivolto pubblicamente pochi giorni fa. Dalla Calabria, regione in prima fila per l’accoglienza ai profughi, avevo rivolto un appello a Papa Francesco invitandolo a compiere un gesto forte, simbolico per richiamare l’attenzione dell’Europa e del mondo intero sul dramma dei migranti. Gli avevo chiesto di parlare di questo dramma e di invitare in Piazza San Pietro i migranti che stazionano davanti alle stazioni di Tiburtina e Termini, a Roma, quelli accampati davanti alla stazione Centrale di Milano, quelli che vivono da giorni su una scogliera a Ventimiglia e vengono vergognosamente rifiutati dalla Francia. Il Santo Padre non ha perso tempo e, con la sua umanità e sensibilità, oggi nel corso dell’udienza generale del mercoledì in Vaticano, ha denunciato al mondo il dramma dei migranti, ha criticato e poi perdonato chi chiude la porta e non accoglie i profughi. In Piazza San Pietro oggi idealmente accanto a Papa Francesco c’erano tutti loro, quell’esercito di poveri e sfortunati migranti che cercano di arrivare nel nostro Paese e in Europa fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni e che spesso purtroppo trovano la morte nei tragici sbarchi e il rifiuto di quanti dovrebbero invece accoglierli, ospitarli e  aiutarli. Grazie a Papa Francesco oggi chi come me da oltre 30 anni lotta per aiutare (e spesso salvare) tanti immigrati trova la forza per continuare. Contro ogni forma di razzismo e contro chi per meschini calcoli elettorali critica finanche il Santo Padre che ricorda e difende i diritti degli immigrati”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Dal sito della Gazzetta del Sud - 2 giugno 2015

IMMIGRAZIONE

Profugo 92enne bloccato 
in Sicilia appello 
a ministro Gentiloni

Il leader di Diritti Civili ha chiesto al ministro Gentiloni di attivarsi per consentire al profugo siriano 92enne approdato in Sicilia di poter raggiungere la sorella in Germania.

 

 

 

 

 

Diritti Civili pronto a pagare le spese del viaggio

 

 

Profugo 92enne bloccato
in Sicilia appello
a ministro Gentiloni

Abdel Taktak

 

 

 

 

 

 

Ricorderete tutti il profugo siriano di 92 anni arrivato su un barcone, ebbene ancora l'anziano è bloccato in Sicilia e cosi il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che si è detto pronto a pagare personalmente le spese di viaggio, ha rivolto un appello  al Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, perché “si attivi immediatamente per esaudire il desiderio del migrante più anziano mai sbarcato in Italia, Abdel Fahim Taktak, un siriano 92enne, arrivato nei giorni scorsi in Sicilia, a bordo di un peschereccio, insieme alla sua famiglia (il figlio, la nuora e tre nipotini) e ad altri profughi e che ha chiesto, prima di morire, di poter raggiungere sua sorella in Germania. In 30 anni ho raccontato  - afferma Corbelli - tante storie di poveri immigrati e combattuto per molti di loro tante difficili battaglie, ma mai avrei immaginato di apprendere un giorno di una storia simile, di un vecchietto di 92 anni, che lascia il suo paese, la Siria, per un viaggio della speranza, prima a bordo di un furgone dalla Siria in Egitto e poi imbarcandosi su un peschereccio insieme alla sua famiglia(figlio, nuora e tre nipotini) e ammassato con altri 234 profughi, per un viaggio in mare, per lui particolarmente sofferto e rischioso, durato cinque giorni e sei notte, con la speranza prima di morire di poter riabbracciare sua sorella che vive in Germania. Come si può non commuoversi di fronte ad una storia simile? Sorprende che le tv e gli altri media non abbiano aperto i loro giornali con questa vicenda. Le immagini di quel vecchietto, la sua storia, il suo coraggio sono lo spot più bello per esaltare l’umanità e l’importanza delle operazioni di salvataggio in mare dei migranti. L’immagine di quel vecchietto dovrebbe far vergognare quanti, per motivi elettorali,  promuovo le loro crociate contro gli immigrati e contro le operazioni di salvataggio! Chiedo al Ministro degli Esteri, Gentiloni, di attivarsi subito per esaudire il desiderio del migrante più anziano mai arrivato in Italia, che chiede di poter riabbracciare la sorella che vive in Germania e trascorrere insieme a lei quel che gli resta da vivere. Diritti Civili raccoglie l’accorato appello di questo anziano. Confidiamo nella sensibilità e in una pronta risposta del Ministro Gentiloni”.

 

Dal sito del Giornale di Calabria(notizia Ansa) - 2 giugno 2015 

IMMIGRAZIONE, DIRITTI CIVILI: “ESAUDIRE RICHIESTA 92ENNE”

 

 

 

CATANZARO. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge un appello al Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, perché “si attivi per esaudire il desiderio del migrante più anziano sbarcato in Italia, Abdel Fahim Taktak, un siriano 92enne, arrivato nei giorni scorsi in Sicilia, a bordo di un peschereccio, insieme alla sua famiglia e ad altri 234 profughi il quale ha chiesto, prima di morire, di poter raggiungere sua sorella in Germania”. “In 30 anni – aggiunge Corbelli – ho raccontato tante storie di poveri immigrati e combattuto per molti di loro tante difficili battaglie, ma mai avrei immaginato di apprendere un giorno di una storia simile, di un vecchietto di 92 anni, che lascia il suo paese, la Siria, per un viaggio della speranza, prima a bordo di un furgone dalla Siria in Egitto e poi imbarcandosi su un peschereccio insieme alla sua famiglia e ammassato con altri 234 profughi, per un viaggio in mare, per lui particolarmente sofferto e rischioso, durato cinque giorni e sei notti, con la speranza prima di morire di poter riabbracciare sua sorella che vive in Germania. Come si può non commuoversi di fronte ad una storia simile?”. “Mi appello al Ministro Gentiloni – conclude – perchè venga esaudito il desiderio del migrante più anziano arrivato in Italia”.

 

 

 

Corbelli chiede di portare le salme dei 17 immigrati, arrivate oggi nel porto di Augusta, a Tarsia dove è tutto pronto per iniziare la costruzione del cimitero internazionale dei migranti. Una grande opera umanitaria che dovranno adesso finanziare Regione Calabria, Governo e UE

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo l’ultima tragedia dei 17 migranti senza vita trovati su un gommone al largo delle coste della Libia e arrivati oggi nel porto di Augusta, chiede che “i corpi di questi poveri e sfortunati immigrati, per conservarne per sempre un ricordo e un riferimento per tutti i loro familiari, non vengano adesso dispersi in tanti piccoli sperduti cimiteri ma vengano tutti degnamente seppelliti nel cimitero internazionale dei migranti che sarà costruito in Calabria, a Tarsia, in un luogo di grande valore simbolico, nell’area dell’ex campo di concentramento di Ferramonti. In questo cimitero internazionale dovranno essere portati, una volta recuperati, anche le salme degli 800 migranti, vittime del naufragio  del 18 aprile, che giacciono in fondo al mare”. Corbelli oggi a questo proposito informa che “a Tarsia, grazie alla sensibilità e disponibilità del sindaco Roberto Ameruso, della sua amministrazione e al senso di vera solidarietà dell’intera sua comunità, è tutto pronto per iniziare i lavori per la costruzione del cimitero internazionale dei migranti, per dare una degna sepoltura a  tutti quei poveri immigrati che mentre cercano di arrivare in Italia, fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni, perdono la vita in mare, nei tragici sbarchi. Per far partire subito i lavori per la costruzione di questo  cimitero occorrono adesso solo i finanziamenti necessari. La Regione Calabria, il Governo e l’Unione Europea devono farsi carico del finanziamento di questa importante, grande opera umanitaria. Senza perdere più altro tempo. Per recuperare le salme degli 800 migranti, come ha promesso il Premier Renzi, occorrono 4 mesi di tempo. Il cimitero internazionale dei  migranti di Tarsia sarà realizzato prima e sarà così pronto per accoglierle. Intanto già  a partire da oggi, dai 17 immigrati trovati morti su un gommone, non bisogna più disperdere queste salme ma conservarle tutte per seppellirle nel cimitero internazionale dei migranti di Tarsia, un luogo dove ogni familiare di queste persone scomparse saprà  dove un giorno poter andare per portare un fiore e dire una preghiera. Bisogna cancellare la disumanità di quei corpi di poveri migranti(senza nome) seppelliti e dispersi per sempre in tanti piccoli sperduti cimiteri. E’ questa la crudeltà che sto cercando, da oltre un anno e mezzo, da subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, di far cancellare realizzando il cimitero internazionale dei migranti a Tarsia, in Calabria”. Il 25 aprile scorso, in occasione della Festa della Liberazione, Corbelli, il sindaco di Tarsia, Ameruso, e il vice sindaco Gianfranco Iusi, hanno mostrato l’area dell’ex campo di concentramento di Ferramonti dove sarà realizzato il cimitero internazionale dei migranti.

 

31 maggio 2015

 

 

 

  

Dal sito del Giornale di Calabria(notizia Ansa e Agi) - 20 maggio 2015

IMMIGRAZIONE, CORBELLI: “BENE RENZI,

                                                                 ORA FARE CIMITERO migranti A TARSIA

COSENZA. Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, “dopo l’annuncio ieri sera in tv – è detto in un comunicato – del premier Matteo Renzi, del recupero delle salme degli 800 migranti, che giacciono in fondo al mare”, esprime “apprezzamento per questo importante e significativo atto umanitario che fa onore all’Italia”, recupero dallo stesso Corbelli, da diversi giorni, invocato con una serie di appelli sulla stampa ad alcune tra le più alte cariche dello Stato. Corbelli chiede che “i corpi di quegli immigrati, per conservarne per sempre un ricordo e un riferimento per tutti i loro familiari e per l’intera umanità, non vengano dispersi in tanti piccoli sperduti cimiteri ma vengano tutti degnamente seppelliti nel cimitero internazionale dei migranti che sarà costruito in Calabria, a Tarsia, in un luogo di grande valore simbolico, nell’area dell’ex campo di concentramento di Ferramonti”. Il fondatore di Diritti civili, a tale proposito, invita “il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, a non perdere più tempo, ad erogare subito al comune di Tarsia i finanziamenti necessari per la realizzazione del cimitero internazionale dei migranti” e chiede “al premier Renzi e all’Ue di sostenere questa importante opera umanitaria”.

 

 

Dal sito del Corriere della Calabria- Reggio Tv - Nuova Cosenza(notizia Ansa) - 17 maggio 2015

Corbelli: dare sepoltura alle salme dei migranti

Il leader del movimento "Diritti civili" chiede di intervenire per le vittime del naufragio del 18 aprile

Corbelli: dare sepoltura alle salme dei migranti

CATANZARO "Le salme degli oltre 800 poveri migranti, vittime del drammatico naufragio del 18 aprile, che si trovano in un barcone in fondo al mare a sud della Sicilia, devono essere assolutamente e al più presto recuperate e, per non disperderle e conservarne invece un riferimento e un ricordo, seppellite tutte in un solo luogo che dovrà essere il cimitero internazionale dei migranti che sarà realizzato in Calabria, a Tarsia, in un luogo fortemente simbolico, nell'area dell'ex campo di concentramento di Ferramonti". Lo sostiene il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli. "Questa immane tragedia e quei corpi di sfortunati migranti in fondo al mare - prosegue Corbelli - non devono essere dimenticati. Quei migranti che sono morti mentre cercavano, tutti insieme, di arrivare in Italia, fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni, non sono cittadini di serie B. Sono degli essere umani come tutti. Con i loro diritti. Anche dopo morti. Recuperare quelle salme è un fatto di pietà e umanità. E' il dovere di un Paese civile. Bisogna assolutamente farlo per quei poveri immigrati e per tutti i loro familiari che da diverse parti del mondo continuano a chiedere loro notizie. Può un Paese civile, cattolico, abbandonare quei corpi in fondo al mare?".

 

 

 

Dal sito di Reggio Tv, Corriere della Calabria, InfoOggi, Il Lametino, Telemia, Nuova Cosenza(notizia Ansa - Agi) - domenica 10 maggio e lunedì 11 maggio 2015 

                                                   IL LEADER DEL MOVIMENTO DIRITTI CIVILI RIVOLGE UN APPELLO AL PREMIER RENZI 

Migranti, Corbelli: “Portare cadaveri in cimitero Tarsia” (Cs)

Catanzaro. "Le salme delle centinaia di migranti, vittime del naufragio del 18 aprile, che si trovano in un barcone in fondo al mare a sud della Sicilia, devono essere recuperate e, per non disperderle e conservarne invece un riferimento e un ricordo, seppellite tutte in un solo posto: il cimitero internazionale dei migranti che sarà realizzato a Tarsia, in un luogo fortemente simbolico, nell’area dell’ex campo di internamento di Ferramonti". Lo afferma il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in un appello al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. "Questa immane tragedia - aggiunge - e quei corpi di sfortunati migranti in fondo al mare non devono assolutamente essere dimenticati. Apprezzo l’impegno del Premier che ha promesso che sarà fatto di tutto per recuperare quei corpi di poveri migranti che giacciono in quel barcone in fondo al mare. E’ un fatto di pietà e umanità, recuperare quelle salme e darle una degna sepoltura. Chiediamo a Renzi che quei corpi una volta recuperati vengano provvisoriamente sistemati tutti in qualche struttura cimiteriale capace e idonea per ospitarli in attesa di essere tutti poi degnamente tumulati nel cimitero internazionale dei migranti che il comune di Tarsia è pronto e disponibile a far realizzare nel suo territorio".

 

 

 

In questa pagina sui Diritti Umani l'ultima nostra campagna(quella di oggi) e alcune altre nostre iniziative internazionali. Tutte le altre(che sono innumerevoli) li trovate documentate nelle altre pagine del nostro sito  

 

 

Dal sito del Giornale di Calabria(notizia Ansa) - 8 maggio 2015

 

IMMIGRAZIONE: APPELLO DI CORBELLI

RENZI E PAPA PER CIMITERO migranti

 

 

 

 
 

COSENZA. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo la localizzazione del barcone affondato il 18 aprile scorso, rivolge un appello al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ed a Papa Francesco “affinché sostengano – afferma – il cimitero dei migranti per ospitare le tante vittime di questi naufragi”. Corbelli si rivolge anche al presidente della Regione, Mario Oliverio, che invita “a fare presto, a non perdere altro tempo e a procedere subito con la realizzazione di questo importante e significativa opera”. “Le vittime di quel naufragio – afferma Corbelli – una volta recuperate dove saranno sepolte? Dove sono state sepolte le salme dei quattro migranti sbarcate l’altro ieri nel porto di Crotone e le cinque arrivate a Catania? In quali sperduti cimiteri sono stati o saranno seppelliti questi corpi? Nessun loro familiare saprà mai dove andare per portare un fiore e pronunciare una preghiera. È questa la disumanità che sto cercando da un anno e mezzo, da subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, di far cancellare realizzando un cimitero internazionale dei migranti, in Calabria, a Tarsia, in un luogo di grande valore simbolico, per dare una degna sepoltura a tutti quei poveri e sfortunati migranti che, mentre cercano di arrivare in Italia, fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni, perdono la vita in mare nei tragici sbarchi”.

 

 

 

Notizia ANSA - 25 aprile 2015(le foto sul sito Ansa.it)

Tarsia: Sindaco Ameruso e Corbelli hanno presentato area cimitero internazionale migranti

 


ANSA.
 L'area dove sorgerà il cimitero dei migranti, adiacente all'ex campo d'internamento di Ferramonti di Tarsia, è stata presentata oggi, in occasione della Festa di Liberazione, dal Sindaco Roberto Ameruso, dal vicesindaco Gianfranco Iusi, e dal leader di Diritti Civili, FrancoCorbelli.

L’area, situata a ridosso dell’autostrada Sa-Rc, si estende su alcune decine di ettari di terreno comunale dove sono ancora visibili i resti dell'ex luogo di prigionia, i muri e una torretta. Il luogo è stato scelto da Franco Corbelli in comune accordo con il presidente della Regione Mario Oliverio e il sindaco di Tarsia per il grande valore simbolico.

"Abbiamo scelto il 25 aprile come data simbolica - hanno dichiarato Ameruso e Corbelli - per presentare questa iniziativa. Sarà il luogo dove rendere omaggio a quanti hanno perso la vita nei viaggi della speranza".

"Grazie a questo cimitero finirà la disumanità di quei poveri e sfortunati migranti, morti in mare, sepolti in tanti piccoli sperduti cimiteri, che di fatto - commenta Corbelli - in questo modo ne cancellano per sempre ogni riferimento e ogni ricordo . Tutti gli immigrati che perdono la vita in mare mentre cercano di arrivare nel nostro Paese avranno un loro cimitero dove i loro corpi (anche se non si riuscirà a dare ad essi un nome) saranno tumulati e dove ogni loro familiare potrà un giorno recarsi per portare un fiore e dire una preghiera. Sarà un'opera di grande valore umanitario. Ringrazio il sindaco Ameruso, la giunta comunale, la comunità di Tarsia per la grande sensibilità, umana e istituzionale, dimostrata".

"La grande umanità che da sempre contraddistingue la storia e la popolazione di Tarsia, - afferma Ameruso- come dimostra anche la drammatica esperienza dell'ex campo di concentramento di Ferramonti, il piu' grande lager costruito dal Fascismo in Italia durante la seconda guerra mondiale, ma noto nel mondo per la solidarietà, l'umanità che caratterizzava la vita in questo luogo di prigionia. Per questo, d'accordo con Corbelli e il presidente Oliverio, abbiamo voluto che il cimitero internazionale dei migranti sorgesse proprio in questa area, accanto all'ex campo di concentramento di Ferramonti, dove ancora si vedono i resti di quel luogo di prigionia. Per dare anche un grande valore simbolico a questa importante iniziativa umanitaria promossa dal leader del Movimento Diritti Civili e sostenuta dal presidente della Regione".

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(con notizia ANSA)

Domani, 25 aprile, giornata importante e storica. In occasione Festa Liberazione, a Ferramonti di Tarsia, Sindaco Ameruso e Corbelli mostreranno  e annunceranno ufficialmente luogo dove sorgerà cimitero internazionale migranti, accanto ad ex campo concentramento. “Finirà disumanità migranti sepolti in tanti sperduti cimiteri”!

 

Cosenza

“Quella di domani, 25 aprile, sarà una giornata molto importante, storica, destinata ad essere ricordata. Insieme al sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, e alla giunta comunale , infatti, in occasione della Festa di Liberazione, mostreremo all’Italia e al mondo, per la prima volta, e annunceremo ufficialmente il luogo scelto, di grande valore simbolico, dove realizzare il cimitero internazionale dei migranti: accanto all’ex campo di concentramento di Ferramonti, il più grande lager costruito dal Fascismo in Italia durante la seconda guerra mondiale, ma noto nel mondo per l’umanità che caratterizzava la vita in questo luogo di prigionia. Finirà la disumanità di quei poveri e sfortunati migranti, morti in mare, sepolti in tanti piccoli sperduti cimiteri, che di fatto in questo modo ne cancellano per sempre ogni riferimento e ogni ricordo. Questa crudeltà sta per finire. Tutti gli immigrati che perdono la vita in mare mentre cercano di arrivare in Italia, fuggendo da miseria, guerre e persecuzioni, avranno un loro cimitero dove i loro corpi (anche se non si riuscirà a dare ad essi un nome) saranno tumulati e dove ogni loro familiare potrà un giorno recarsi per portare un fiore e dire una preghiera. Sarà una opera di grande valore umanitario. Domani, 25 aprile, ci sarà l’annuncio ufficiale”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che continua, oramai da un anno  e mezzo, da subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, la sua battaglia per realizzare, in Calabria, il cimitero internazionale dei migranti che “considera la più importante e significativa conquista civile tra tutte quelle (innumerevoli) ottenute nei 20 anni di vita del Movimento Diritti Civili”. L’iniziativa di Diritti Civili è sostenuta dal Presidente della Regione, Mario Oliverio. Lo scorso anno con una lettera indirizzata a Corbelli anche la Presidente della Camera, Laura Boldrini, ha espresso tutto il suo apprezzamento per questa iniziativa e ha invitato le autorità preposte a fare presto per la realizzazione di questa importante opera umanitaria. “Da 30 anni mi occupo e aiuto gli immigrati. Dei vivi, senza dimenticare quelli morti. E oggi, dopo le tante tragedie in mare, è anche di loro che bisogna occuparsi. L’Italia e l’Unione Europea - conclude Corbelli - hanno il dovere di farlo, consentendo e sostenendo la realizzazione in Calabria, a Tarsia, terra di pace di solidarietà, del cimitero internazionale dei migranti”.

 

24 aprile 2015

 

 

LA LISTA DI 100 METRI CON I NOMI DEI MIGRANTI MORTI ANNEGATI(OLTRE 17MILA)

LA PROTESTA DAVANTI LA SEDE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Protesta al Parlamento europeo: una lista di 100 metri con i nomi dei migranti annegati 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Presidente Repubblica invitato a Tarsia per 25 aprile per

Festa Liberazione e per visitare luogo(Ferramonti) dove

sorgerà cimitero internazionale migranti.

Indignazione di Corbelli per silenzio stampa nazionale,

Governo e politica su questa importante opera umanitaria

“Calabria ancora una volta discriminata e umiliata”!

 

Cosenza, 21 aprile 2015

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, il giorno dopo l’incontro con il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, il vice sindaco, Gianfranco Iusi, e la Giunta comunale, in una nota, ha denunciato “l’ignobile silenzio della stampa nazionale, del Governo e della politica sull’importante opera umanitaria del cimitero internazionale dei migranti” e ha reso noto che “il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stato invitato a Ferramonti di Tarsia per la Festa di Liberazione del 25 aprile e per visitare il luogo dove sorgerà il cimitero degli immigrati”. “Quello con il sindaco di Tarsia, il vicesindaco e la Giunta comunale è stato un incontro assai proficuo che è servito ad avviare l’iter che dovrebbe portare alla realizzazione del cimitero internazionale dei migranti. Si è anche deciso di invitare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a essere presente a Ferramonti di Tarsia il 25 Aprile per la Festa della Liberazione e per visitare per l’occasione il luogo dove sorgerà il cimitero dei migranti, vicino l’ex campo di concentramento di Ferramonti, così come indicato inizialmente anche da me e dal presidente della Regione, Mario Oliverio, che sostiene l’iniziativa umanitaria. L’invito ufficiale al Capo dello Stato è stato già recapitato dal sindaco Ameruso, afferma Corbelli. Quella di ieri pomeriggio è stata la prima riunione operativa, nel municipio di Tarsia, per discutere della realizzazione del cimitero internazionale dei migranti, in un luogo di grande valore simbolico, vicino all’ex campo di concentramento di Ferramonti, per dare una degna sepoltura a tutti gli immigrati, vittime dei tragici sbarchi e non disperdere così quelle salme, senza nome e senza volto, in tanti piccoli sperduti cimiteri. Il cimitero internazionale dei migranti per cancellare questa disumanità e per creare un luogo dove ogni familiare che ha perso un congiunto in queste tragedie del mare possa un giorno andare a portare un fiore e dire una preghiera. Nel corso dell’incontro è stato sottolineato il grande valore umanitario di questa opera e la scelta giusta, ideale di Tarsia, terra di pace e di solidarietà. Purtroppo su questa importante opera umanitaria, il cimitero internazionale dei migranti, continua l’ignobile silenzio della stampa nazionale, del Governo e dei partiti che continuano solo ad insultarsi anche di fronte a tragedie cosi immani. Questo silenzio, su una iniziativa umanitaria così importante e significativa, dimostra come la Calabria della solidarietà viene , ancora una volta, cancellata, discriminata e umiliata”!

 

  

Dal sito del Corriere della Calabria(notizia Ansa) - 19 aprile 2015

Corbelli: un cimitero dei migranti a Tarsia

Il leader di Diritti civili dopo l'ultima immane tragedia

  •                                                              Franco Corbelli

 

TARSIA Sono in pieno fermento le istituzioni e il movimento Diritti civili che hanno avviato il progetto per la realizzazione di un cimitero dei migranti a Tarsia, il comune calabrese conosciuto per la presenza dell'ex campo di internamento di Ferramonti. Il leader del movimento, Franco Corbelli, dopo i contatti con il presidente della Regione, Mario Oliverio, con il quale è stata individuata l'area ha sentito telefonicamente il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, per discutere degli ultimi dettagli sulla realizzazione dell'opera.
Il sito preciso dove realizzare il cimitero dei migranti è quello dell'area del lago di Tarsia, adiacente il cimitero comunale, a poca distanza dall'ex campo di Ferramonti.
«Il sindaco di Tarsia – afferma Corbelli – con grande sensibilità, umana e istituzionale, ha dato la sua immeditata e convinta disponibilità a sostenere questo progetto umanitario e a ospitare nel suo comune il cimitero internazionale dei migranti. Ringrazio il sindaco di Tarsia, Ameruso, e il presidente della Regione, Oliverio, per la loro disponibilità a sostenere il progetto umanitario di Diritti civili, che ricordo è stato, lo scorso anno, subito sostenuto anche dal presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. Ma adesso, soprattutto dopo purtroppo la nuova immane tragedia in mare occorre fare presto».

 

 
 
Dal sito della Gazzetta del Sud(Notizia Ansa) - 19 aprile 2015
 

STRAGE MIGRANTI

Governatore Oliverio 
'basta solo parole'

 

Il presidente della regione chiede un intervento sinergico dell'Europa 'basta con le parole'. Incontrerà Alfano per programmare accoglienza. Bene proposta Corbelli per cimitero migranti a Tarsia

Governatore Oliverio
'basta solo parole'

“Basta con le parole! Dopo l’immane tragedia della notte scorsa, in cui 700 profughi sono annegati nel Canale di Sicilia in quella che è stata definita la più grande tragedia di sempre, le parole e le polemiche stanno a zero. Ora occorre assumere decisioni urgenti e concrete che mettano finalmente fine ad un dramma che, più passa il tempo, più assume le proporzioni di un’immane carneficina”. Lo ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, a margine di una manifestazione a Paterno Calabro in cui è intervenuto nel pomeriggio di oggi. “E’ giunto il momento –ha proseguito Oliverio- che il mondo intero si mobiliti per fermare questa strage infinita. Personalmente e come rappresentante della Calabria più volte siamo intervenuti su questa continua tragedia, confessando la nostra impossibilità e quella dei singoli comuni ad affrontare un  problema così drammatico e sproporzionato alle nostre forze e sollecitando gli organismi preposti ad accendere i riflettori soprattutto sul problema dell’accoglienza e dell’integrazione di quanti, disperati, affamati e perseguitati, sono costretti a fuggire dai loro paesi per trovare una speranza, un rifugio ed un futuro altrove. Nelle prossime ore–ha proseguito Oliverio- chiederò un incontro al ministro Alfano per verificare quali iniziative possiamo assumere, come Regione, soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza e l’integrazione di quanti scappano dai loro Paesi. Chiamerò alla mobilitazione il mondo della cultura, della Chiesa e del volontariato,  i giovani, le forze sociali, i movimenti, le associazioni per concordare, insieme ad essi, iniziative concrete e credibili. Tutti, nessuno escluso, abbiamo il dovere di assumere iniziative coerenti con la nostra storia e con quello che diciamo. Dobbiamo lavorare perché si crei un clima nuovo e più umano rispetto a questo fenomeno e si apra una nuova stagione di attenzione, di civiltà e di rispetto umano e civile verso una problematica che, se non governata adeguatamente, rischia di esplodere e di ritorcersi contro il nostro Paese e la stessa Comunità Europea. Per questo motivo –ha concluso il Governatore della Calabria-  siamo concretamente  al fianco di chi, come il leader del Movimento dei Diritti Civili, Franco Corbelli, si batte con tutte sue forze, perchè si realizzi un cimitero dei migranti, una iniziativa di grande valore umanitario che ha l’obiettivo di realizzare un luogo simbolico nel comune di Tarsia, in prossimità dell’ex campo di concentramento di Ferramonti, in cui ricordare quanti perdono la vita nei lunghi viaggi della speranza. Un luogo dove tanti familiari possano ricercare i loro affetti perduti e dove l'umanità intera possa rendere omaggio e ricordare il dramma che sta coinvolgendo milioni di esseri umani, vittime della miseria e di uno sviluppo squilibrato. Una dramma che sta segnando questa fase storica così come le guerre ne hanno segnato altre più o meno recenti”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Diritti Civili

 

Dopo nuova strage immigrati, Corbelli chiede a Presidente Oliverio

di annunciare impegno per realizzazione in Calabria cimitero migranti.

“Per perorare questa grande opera umanitaria ho, il mese scorso,

incontrato Oliverio. Abbiamo insieme anche individuato luogo simbolo

dove costruirlo. Gli chiedo di fare oggi questo importante annuncio,

per cancellare disumanità di cadaveri migranti, senza nome e volto,

seppelliti (e dispersi per sempre) in sperduti piccoli cimiteri”

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo l'ultima strage di immigrati al largo delle coste della Libia(9 migranti morti per il ribaltamento di un barcone, ma si teme che le vittime possano essere di più) rivolge un appello al Presidente della Regione, Mario Oliverio, chiedendogli di “avviare subito, in Calabria, la realizzazione del cimitero  dei migranti, dove seppellire tutti i morti delle tragedie degli sbarchi". Corbelli, da tantissimi anni impegnato in favore degli immigrati, da circa un anno e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, si batte per la realizzazione di questo cimitero in Calabria, definisce questa opera “una iniziativa di grande civiltà, solidarietà e umanità, degna di un grande Paese civile e cattolico”. Il responsabile di Diritti Civili rende noto che proprio per perorare questa opera umanitaria ha recentemente, il mese scorso, incontrato il Governatore calabrese che a favore di questa iniziativa si era già espresso quand’era presidente della Provincia di Cosenza. Analogo sostegno era arrivato, lo scorso anno, anche dalla Presidente f.f. della Regione, Antonella Stasi(che dopo aver incontrato Corbelli aveva scritto al Ministro degli Interni, chiedendo la collaborazione per questo progetto), e dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini(che aveva scritto e risposto ad un appello del leader di Diritti Civili). “Dopo la nuova tragedia, non si può più aspettare e stare a guardare. Possiamo e dobbiamo subito cancellare almeno quella disumanità di quei corpi di migranti, senza nome e senza volto, che muoiono nei tragici sbarchi e vengono seppelliti e dispersi in tanti piccoli sperduti cimiteri siciliani e, qualcuno, anche calabrese.  Si tratta di una emergenza sociale e umanitaria che deve essere affrontata rispettando queste povere e sfortunate persone che, fuggendo da guerre, miseria e persecuzioni, arrivano nel nostro paese e trovano la morte in mare e nei tragici sbarchi, afferma Corbelli. Chiedo che almeno dopo morti vengano rispettati i diritti di questa povera gente di avere una degna sepoltura in un loro cimitero, dove i loro cari possano un giorno andare a trovarli, a portare un fiore, a piangere e pregare per loro. Per questo il mese scorso ho voluto incontrare il presidente Oliverio. Per parlare proprio solo di questa importante opera umanitaria: il cimitero dei migranti. Ho naturalmente subito avuto la sua totale disponibilità. Al posto di un mio terreno che avevo offerto gratuitamente, abbiamo invece insieme individuato un luogo in Calabria, di grandissimo valore simbolico e conosciuto in Italia e nel mondo, dove costruire questo cimitero dei migranti. Oggi dopo l’ultima tragedia in mare di altri nove poveri migranti, chiedo al Presidente Oliverio di annunciare ufficialmente che la Regione procederà subito con la realizzazione del cimitero dei migranti. E’ l’unica cosa che gli ho chiesto. E’ la sola cosa che mi interessa ottenere. Il Presidente lo sa. Aspetto adesso per questo solo il suo annuncio, per portare a compimento questa mia iniziativa umanitaria, sicuramente la più importante di tutte quelle promosse in 30 anni a favore degli immigrati”.  

 

13 aprile 2015

 

 

  

 Dal sito del GIORNALE di CALABRIA, di TELEMIA e NUOVA COSENZA(notizia AGI-ANSA) - 7 aprile 2015

 IMMIGRAZIONE, CORBELLI: “A

CAULONIA SCRITTA BRUTTA PAGINA”

 

 

 

 

 

CATANZARO. “Quella appena trascorsa è stata una Pasqua eroica, che fa onore all’Italia, con 1500 migranti salvati nel Canale di Sicilia, con una sola macchia: quella purtroppo di Caulonia, con la reazione sbagliata di alcuni genitori che hanno impedito agli immigrati, sbarcati sulle coste calabresi, di poter essere provvisoriamente alloggiati nella scuola del paese della Locride”. Lo afferma, in una nota, il leader del movimento Diritti civili Franco Corbelli. “La Calabria della solidarietà – prosegue – da sempre accoglie, con generosità e umanità, profughi e immigrati, non li respinge o rifiuta, sigillando la scuola per non farli entrare. Sorprende e amareggia che questo brutto episodio sia avvenuto in un comune della Locride, terra da sempre particolarmente accogliente e ospitale”. “Nei giorni di Pasqua – aggiunge Corbelli – in condizioni difficili e rischiose, gli operatori delle navi della Marina Militare e della Guardia Costiera hanno salvato 1500 migranti, hanno evitato l’ennesima tragedia in mare di poveri migranti. Questo dimostra quanto sia importante e assolutamente indispensabile mantenere queste operazioni di salvataggio in mare, si chiamino Mare Nostrum, Triton, non importa. Quello che conta è che ci siano sempre disponibili navi, con uomini e donne pronti ad intervenire per salvare questi poveri e disperati che cercano di arrivare in Italia fuggendo dalla miseria, dalle guerre, dalle persecuzioni e dalle malattie e molto spesso purtroppo trovano la morte nei tragici sbarchi. Purtroppo in una giornata di così grande solidarietà e umanità viene scritta la brutta pagina di Caulonia. Quanto accaduto non solo non appartiene alla storia, alla tradizione e alla cultura della Locride e della nostra regione, ma è esattamente agli antipodi del popolo calabrese, solidale e ospitale. Non solo. La Calabria, ricordo, è la regione dove, grazie al Movimento Diritti Civili, si sta cercando di realizzare anche un cimitero dei migranti, per dare una degna sepoltura e un riferimento certo a tutti quegli immigrati, senza un volto e senza un nome, che perdono la vita nei tragici sbarchi e vengono seppelliti in tanti piccoli sperduti cimiteri siciliani, che ne cancellano in questo modo di fatto per sempre la loro memoria e il loro ricordo”.

 

 

 

Dal sito di Catanzaro.weboggi.it(notizia Ansa)

Ripartire con Mare nostrum, Corbelli a Mattarella:

Sia garante dell'accoglienza

Calabria, Mercoledì 04 Marzo 2015

"Dopo l'ennesima tragedia di migranti rivolgo un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché intervenga in modo da far riprendere l'operazione Mare Nostrum". Lo afferma in una nota il leader del Movimento diritti civili, Franco Corbelli. "Chiedo al Capo dello stato di essere, oltre che il garante della legalità, della Costituzione, dei diritti e della solidarietà, anche dell'accoglienza. Il presidente della Repubblica sia il difensore dei diritti dei tanti poveri immigrati che cercano di arrivare in Italia e trovano purtroppo molto spesso la morte in tragici sbarchi. Come è purtroppo di nuovo avvenuto nelle ultime ore con l'ennesima tragedia di migranti nel Canale di Sicilia".

 

 

 

Dal sito del CORRIERE della CALABRIA e dal LAMETINO(Notizia ANSA)-domenica 15 febbraio 2015

Corbelli: non lasciare soli i migranti di Camini

L'appello del leader del movimento "Diritti civili" per il centro di accoglienza, vittima di un vile gesto

Corbelli: non lasciare soli i migranti di Camini

 

CATANZARO "Solidarietà ai migranti del centro di accoglienza di Camini e condanna del vile gesto commesso nei giorni scorsi contro questa struttura, che è stata incendiata. Un invito alla Regione a non lasciare soli e ad aiutare questi immigrati e la Chiesa e i volontari che sono impegnati a loro fianco". E' quanto afferma, in una nota, il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli. "L'incendio del centro di accoglienza - prosegue Corbelli - è un fatto assai grave e particolarmente odioso perché colpisce persone extracomunitarie e povere che vivono in condizioni molto difficili e sofferte e che vanno per questo solo aiutate e sostenute", dichiara Corbelli. "Condivido - aggiunge - e apprezzo la coraggiosa denuncia della Chiesa e del vescovo di Locri, monsignor Francesco Oliva che, subito dopo il grave fatto, aveva parlato di attentato compiuto con metodi mafiosi. Adesso è il momento di ricostruire e ripartire. Quell'importante centro di accoglienza va subito ripristinato. Per questo chiedo alla Regione, al suo presidente e a chi è delegato a occuparsi dei problemi dell'immigrazione, di non lasciare soli questi migranti e la diocesi di Locri, che ospita da anni questo centro di accoglienza. Questa struttura deve essere subito ricostruita. La Regione deve farsi carico di questo problema". "La Calabria deve dimostrare soprattutto in queste occasioni - sostiene ancora Corbelli - che è la regione dell'accoglienza, dell'ospitalità, dell'integrazione e della solidarietà. Auspico un immediato incontro a Camini tra i migranti del centro di accoglienza, i volontari, la Chiesa e chi oggi governa la Regione".

 

 

 

 

 

 

 

 

Notizia ANSA, AGI, La Cnews24, ZoomSud, articolo Quotidiano

Corbelli: 'Le tendopoli di Corigliano e San Ferdinando, una vergogna disumana’

Il leader del Movimento Diritti Civili Franco corbelli, interviene, in una nota, sulla condizione delle tendopoli di Corigliano e San Ferdinando. 'Due vergogne che devono essere subito cancellate’.

 2 febbraio 2015

 

 

“Le tendopoli di contrada Boscarello, a Corigliano, e quella di San Ferdinando, nel Reggino, sono due vergogne che devono essere subito cancellate- lo ha affermato in una nota, Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili - La Regione Calabria deve immediatamente farsi carico del problema e intervenire". "In questi giorni che vedono la Calabria flagellata dal maltempo - prosegue Corbelli - penso spesso a quelle centinaia e centinaia di poveri e sfortunati immigrati costretti a resistere in quelle tendopoli vergogna. Come si può, in questi giorni di forte maltempo, sopravvivere in quelle condizioni allucinanti e disumane? Quello che continua ad accadere nelle tendopoli di Corigliano e San Ferdinando è un fatto indegno di un Paese civile e di una regione ospitale e accogliente come la Calabria”.

Questi migranti che sono qua per lavorare onestamente, impegnati soprattutto per la raccolta delle arance, sono letteralmente abbandonati al loro destino. Una grande ingiustizia - prosegue il leader del movimento - come ha giustamente denunciato nei giorni scorsi la Cgil che, con una delegazione, ha fatto visita alla tendopoli di Corigliano. Questo drammatico problema non può essere più né ignorato, né lasciato solo ai comuni che sono nell'impossibilità di farvi fronte. La Regione Calabria deve intervenire e affrontare questa vera e propria emergenza sociale e umanitaria". "Una cosa è certa - conclude Corbelli - non si può più continuare a chiedere gli occhi di fronte al dramma di questi poveri immigrati, che arrivano nel nostro Paese in cerca di un lavoro, fuggendo dalla miseria, dalle guerre, dalle persecuzioni e che molto spesso purtroppo trovano la morte in tragici sbarchi. Chi ha la fortuna di riuscire ad arrivare in Italia non può poi essere abbandonato in una tenda vergogna e disumana".

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli(Diritti Civili) “L’impiccagione della giovane donna

iraniana(mentre la ragazza aveva anche la febbre!) è un

crimine orrendo, che va oltre la barbarie, è la negazione

della civiltà e della umanità! L’uccisione della giovane

iraniana è pari all’orrore delle esecuzioni eseguite, senza

alcuna pietà, dai terroristi dell’Isis! Il mondo civile e

democratico deve reagire duramente”!

 

 

Roma

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime “grandissimo sdegno” e invita “i paesi civili e democratici del mondo ad una durissima protesta, per l’impiccagione, avvenuta oggi, della giovane donna iraniana, la 26enne Reyhaneh Jabbari, che era stata condannata a morte per aver ucciso, per difendersi, il suo stupratore”. Corbelli, che, così come anche altre Associazioni internazionali, aveva subito promosso, on line, sul proprio sito(www.diritticivili.it), una campagna di mobilitazione “per salvare Reyhaneh”, dichiara in una nota: “La crudele esecuzione della ragazza iraniana è non solo un crimine orrendo, che va oltre la barbarie, è la negazione della civiltà e della umanità. L’impiccagione della giovane iraniana è pari all’orrore delle esecuzioni eseguite, senza alcuna pietà, dai terroristi dell’Isis! Nessuno è riuscito a fermare e scongiurare questa atrocità dell’uccisione della ragazza iraniana. Anche Diritti Civili aveva promosso una campagna on line di mobilitazione per evitare questa crudeltà, afferma Corbelli. Avevamo rivolto un accorato appello alla Chiesa, a Papa Francesco e ai potenti del mondo, chiedendo a tutti loro di fare l’impossibile per fermare la barbarie. Non è servito a niente. L’Iran ha  impiccato questa mattina quella giovane donna, lo ha fatto senza alcuna pietà, nemmeno per una ragazza oggi malata e con la febbre! E’ la fine! I diritti civili e umani sono stati letteralmente cancellati e calpestati! Mi chiedo a che serve continuare a lottare e combattere se poi non si riesce ad evitare un crimine così crudele. Quale risposta può il mondo civile dare ad un Paese come l’Iran che ha dimostrato il suo volto così disumano e criminale? L’Italia e i Paesi democratici del mondo dovrebbero subito ritirare e far rientrare i propri ambasciatori in Iran. La stampa libera e democratica del mondo, i giornali domani dovrebbero uscire a lutto dedicando tutte le loro prime pagine alla foto di questa ragazza e alla scritta a caratteri cubitali “Barbarie e Orrore. Iran, Vergogna del mondo”!

 

 

25 ottobre 2014

 

SOTTO LA NOSTRA CAMPAGNA. PURTROPPO NON E' BASTATA PER EVITARE L'ORRORE!  

"SALVIAMO REYHANEH, LA GIOVANE DONNA IRANIANA"

Mandate una vostra e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Gli interventi e gli appelli che Diritti Civili aveva fatto per questa ragazza  

L'IMPICCAGIONE DELLA RAGAZZA IRANIANA, PREVISTA PER OGGI,

E' STATA RINVIATA DI 10 GIORNI.

L'ATTENZIONE E LA MOBILITAZIONE NON DEVONO INTERROMPERSI,

DEVONO CONTINUARE ININTERROTTAMENTE

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

  

Campagna internazionale on line(su sito www.diritticivili.it)

e appello Corbelli a Papa Francesco e ai potenti del mondo

”Intervenire per scongiurare crimine orrendo, esecuzione,

prevista in queste ore, di giovane donna iraniana condannata

a morte per aver ucciso, per difendersi, il suo stupratore”!

  

Roma

Mobilitazione internazionale on line(sul sito www.diritticivili.it) e appello del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, a Papa Francesco e ai potenti del mondo per “tentare di scongiurare un crimine orrendo, l’esecuzione, prevista per domani(mercoledì), di una giovane donna iraniana, condannata a morte per aver ucciso, per difendersi, il suo stupratore”. “Il mondo e la Chiesa non possono restare inerti e silenti di fronte alla inaudita crudeltà che sta per consumarsi domani mattina in Iran con l‘esecuzione di una giovanissima donna, la 26enne Reyhaneh Jabbari, colpevole di aver ucciso, per difendersi, il suo stupratore! Per questo oggi mentre sul nostro sito (www.diritticivili.it) parte subito una campagna di mobilitazione internazionale “per salvare Reyhaneh, la giovane donna iraniana” con una raccolta di adesioni on line, rivolgo un accorato appello a Papa Francesco, afferma Corbelli. Faccia sentire forte la sua autorevole voce per denunciare questo crimine orrendo che sta per essere commesso in Iran, cerchi di evitare questa atrocità. Purtroppo è una corsa contro il tempo. Restano solo poche ore per cercare di evitare che si compia questo crimine così brutale. I potenti del mondo dovrebbero far sentire tutta la loro indignazione, dovrebbero rivolgere un forte monito all’Iran, dirgli che uccidendo quella donna si compie un crimine contro l’umanità, contro innanzitutto lo stesso loro Paese, contro il futuro del popolo iraniano, si calpesta la civiltà, si cancella la speranza, si afferma la barbarie, l’inciviltà, la crudeltà condannando l’Iran all’immagine di una Nazione violenta e barbara, senza rispetto per i diritti e la dignità delle donne vittime di stupri e di violenza. Occorre reagire, con una immediata e forte mobilitazione internazionale e tentare contestualmente ogni soluzione diplomatica (e non solo) per cercare di scongiurare sino all’ultimo questo crimine mostruoso” . 

30 settembre 2014

 

 

  

 

MERIAM E' LIBERA!

 

La donna sudanese è stata scarcerata(23 giugno 2014) e oggi(24 luglio) ha finalmente potuto lasciare il suo Paese ed è arrivata in Italia

"Una vittoria della civiltà e dell'Italia"

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Corbelli “La liberazione di Meriam è una vittoria della civiltà e, anche, dell’Italia”!

L’impegno e l’iniziativa di Diritti Civili, nel maggio scorso, per salvare questa giovane

donna sudanese. (Il nostro intervento ripreso, a maggio, tra gli altri, dal GR1, da

AVVENIRE e altri media)

 

 

 

Roma

 

 “La liberazione  della giovane donna del Sudan, Merian Yahia Ibrahin Ishag, 27 anni (che era stata condannata a morte con l’accusa di apostasia, perché cristiana), arrivata oggi in Italia, è una notizia che riempie il cuore di gioia. E’ una vittoria della civiltà sulla barbarie. Grande merito per questa importante pagina di giustizia va ascritto all’Italia, che ha promosso una straordinaria e ininterrotta mobilitazione. Il Movimento Diritti Civili era subito sceso in campo e si era impegnato per questa causa umanitaria. Il nostro Paese ha ancora una volta saputo difendere i diritti civili e umani anche per casi e Paesi molto lontani, come nel caso di Meriam e del Sudan”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ricorda l’iniziativa e l’appello che il 15 maggio scorso aveva lanciato invitando “tutti i sindaci delle città italiane, ad iniziare da quelle capoluogo di provincia, ad esporre una foto della donna sudanese dal palazzo municipale così come si è fatto per altre iniziative umanitarie”. “Bisogna, aveva scritto Corbelli, lanciando il suo appello, che in ogni parte del mondo ci si mobiliti per salvare questa giovane donna. Certamente l’Italia non può stare a guardare e non fare nulla per fermare questa barbarie, per scongiurare questo orrore. Per questo aveva sollecitato una forte e immediata iniziativa delle massime istituzioni del nostro Paese, con una decisa e significativa presa di posizione di tutti i sindaci delle maggiori città italiane: l’esposizione della foto di questa donna dai balconi dei palazzi municipali. Meriam oggi è finalmente libera  grazie solo alla grande mobilitazione internazionale che si è creata così come - ricorda Corbelli - abbiamo fatto, oltre 12 anni fa, per le due donne nigeriane, Safiya e Amina, e così, come più recentemente, nel 2011, il Movimento Diritti Civili ha fatto per un’altra giovane nigeriana, Kate Omoregbe, che abbiamo salvato dalla lapidazione nel suo paese facendola restare in Italia e facendole ottenere l’asilo politico per motivi umanitari. Ricordo che per questa donna, Kate, Diritti Civili ha raccolto, in collaborazione con l’associazione americana per i diritti umani, Care 2, oltre 12.650 adesioni da 60 Nazioni di tutti i cinque Continenti. Adesioni che abbiamo poi recapitato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”.

 

24 luglio 2014

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili (con il nostro intervento e la nostra iniziativa per questa causa umanitaria)

 

Diritti Civili si mobilita per salvare donna sudanese condannata a morte perché cristiana.

Appello ai sindaci. “Esponete foto della donna dai balconi dei Palazzi municipali”

  

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, scende in campo per sostenere la mobilitazione internazionale per salvare la giovane donna del Sudan, Merian Yahia Ibrahin Ishag, 27 anni,  condannata a morte con l’accusa di apostasia, perché cristiana e invita “tutti i sindaci delle città italiane, ad iniziare da quelle capoluogo di provincia, ad esporre una foto della donna dal palazzo municipale così come si è fatto per altre iniziative umanitarie. Bisogna che in ogni parte del mondo ci si mobiliti per salvare questa giovane donna, afferma Corbelli. Certamente l’Italia non può stare a guardare e non fare nulla per fermare questa barbarie, per scongiurare questo orrore. Per questo occorre insieme ad una forte immediata iniziativa delle massime istituzioni del nostro Paese  una decisa e significativa presa di posizione di tutti i sindaci delle maggiori città italiane. Si inizi subiti esponendo la foto di questa donna dai balconi dei palazzi municipali. Ad iniziare da quelli della Calabria. Bisogna creare una grande mobilitazione internazionale così come ricordo abbiamo fatto, oltre 10 anni fa, per le due donne nigeriane, Safiya e Amina, e così, come più recentemente, nel 2011, Diritti Civili da solo ha fatto per un’altra giovane nigeriana, Kate Omoregbe, che abbiamo salvato dalla lapidazione nel suo paese facendola restare in Italia e facendole ottenere l’asilo politico per motivi umanitari. Per questa donna, Kate, abbiamo raccolto, in collaborazione con l’associazione americana per i diritti umani, Care 2, oltre 12.650 adesioni da 60 a Nazioni di tutti i cinque Continenti. Adesioni che abbiamo poi recapitato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano”.

 

16 maggio 2014

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Ragazze nigeriane rapite a scuola. Appello di Diritti Civili a Papa Francesco e  Napolitano.

Corbelli ricorda la sua lunga  battaglia per salvare tre anni fa da una fine ancora più

orribile(la lapidazione) un’altra ragazza nigeriana, Kate Omoregbe, che era detenuta in Calabria.

 

 

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge un appello a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché “promuovano, nell’ambito delle loro competenze e dei loro ruoli, ogni possibile iniziativa utile  per salvare le oltre 200 ragazze nigeriane rapite il 14 aprile scorso in una scuola, prima dell’ultimo esame e che rischiano di essere vendute o sposate con la forza”. Corbelli parte da questo gravissimo, drammatico episodio per ricordare la lunga battaglia promossa tre anni fa per salvare da una fine ancora più orribile(la lapidazione), una ragazza nigeriana, Kate Omoregbe, che era in carcere in Calabria e che rischiava, se espulsa dal nostro Paese, di essere lapidata per essersi rifiutata di convertirsi alla religione musulmana(lei che è cristiana) e per non aver voluto sposare un uomo molto più grande di lei. Per questo era fuggita dalla Nigeria e, dopo un viaggio avventuroso, attraverso la Spagna e la Francia era poi arrivata in Italia, prima in Toscana, a Prato, e poi a Roma, dove per una vicenda di droga (che ha visto coinvolto, durante una perquisizione, alcune sue connazionali; una storia  per la quale lei giura di essere completamente innocente) era stata condannata a quattro anni e 4 mesi di carcere. Da Roma era stata poi trasferita in Calabria, a Castrovillari. Dal carcere calabrese, disperata scrisse, nel luglio del 2011, una commovente lettera a Corbelli, che subito intervenne con una straordinaria mobilitazione internazionale.  Dopo una lunga battaglia e una petizione internazione, realizzata da Diritti Civili in collaborazione con l’Associazione americana per i diritti umani Care 2 che ha raccolto oltre 12.650 adesioni da 60 Nazioni di tutti i cinque continenti (adesioni con nome, cognome e nazionalità,  che sono state tutte poi recapitate al Presidente della Repubblica). Il 5 settembre 2011 Corbelli è riuscito prima a farla scarcerare. Quindi a farle ottenere l’asilo politico in Italia per motivi umanitari. L’ha aiutata durante e anche dopo la detenzione, pagandole anche per un po’ di tempo le ricariche del telefonino. Il leader di Diritti Civili le ha trovato quindi ospitalità a Lodi, presso una struttura religiosa. Da quasi tre anni adesso questa ragazza lavora come badante a Lodi, in Lombardia. “Oggi dopo quanto è successo a queste ragazze nigeriane, afferma Corbelli, si capisce quanto fosse importante quella battaglia di Diritti Civili di tre anni fa per salvare Kate e quanto fosse reale  e concreto il rischio che la ragazza nigeriana, se estradata, finisse lapidata nel suo Paese. Basta leggere quello che mi scriveva nella lettera per capire il dramma che vivono oggi le ragazze nigeriane rapite e tutte le altre giovani donne a rischio. Questo spiega perché uscendo dal carcere Kate, sorprendendo non solo me ma tutti i presenti, personale penitenziario e  giornalisti, si è inginocchiata davanti a me, il suo salvatore, come mi ha definito, e piangendo mi ha abbracciato per ringraziarmi di averle salvato la vita. Una scena commovente che ha fatto il giro del mondo e che resterà indelebile nella mia memoria e nel mio cuore”.

 

10 maggio 2014

 

 

 

CAMPAGNA UMANITARIA E DI GIUSTIZIA DI DIRITTI CIVILI

SALVIAMO I DUE MARO' ITALIANI PRIGIONIERI IN INDIA

Per aderire basta una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili promuove campagna on line per chiedere liberazione marò italiani.

Le adesioni saranno subito recapitate all’Ambasciata dell’India in Italia. 

 

Roma

Il Movimento Diritti Civili promuove, on line, attraverso il proprio sito(www.diritticivili.it) una iniziativa umanitaria e di giustizia per chiedere la immediata liberazione dei due marò italiani, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, prigionieri in India che rischiano addirittura, se condannati, la pena di morte. Tutte le adesioni raccolte saranno recapitate all’Ambasciata dell’India a Roma. Promotore di questa campagna è il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da oltre 20 anni combatte per aiutare le persone più povere, emarginate, gli immigrati, i detenuti malati, per difendere i diritti di tutti, soprattutto degli ultimi, che spiega così la sua iniziativa. “L’Italia, e non solo, non può più restare immobile e silente di fronte al dramma e all’ingiustizia che stanno subendo i nostri due marò. Non solo le Istituzioni ma l’intero Paese deve reagire, mobilitarsi. Per questo Diritti Civili ha promosso questa campagna di raccolta adesioni on line. Adesioni che saranno subito recapitate all’Ambasciatore Indiano in Italia. Il Movimento Diritti Civili, che opera da 20 anni, ha la storia, la credibilità, la forza e l’autorevolezza per chiedere all’India l’immediato rilascio dei due marò. Ricordiamo all’India, e invitiamo a questo proposito il suo ambasciatore in Italia a visitare il nostro sito per rendersi conto di chi siamo, di quante centinaia di persone povere, emarginate, in tutti questi anni, abbiamo aiutato, soprattutto quante decine e decine immigrati (anche indiani!) di molti paesi poveri del mondo abbiamo in 20 anni aiutato e spesso salvato, di quante campagne per la vita e iniziative umanitarie abbiamo promosso ogni anno per aiutare il Terzo Mondo. Ricordo che una nostra recente iniziativa umanitaria internazionale (della quale ha parlato tutta la stampa italiana) per salvare una giovane nigeriana, Kate Omoregbe, dalla lapidazione nel suo paese(l’abbiamo, il 6 settembre 2011, fatta scarcerare, restare nel nostro paese e le abbiamo fatto ottenere l’asilo politico, sotto forma di protezione umanitaria, per evitare l’espulsione e la lapidazione in Nigeria, terribile sorte che l’aspettava per il suo rifiuto di convertirsi, lei cristiana, all’Islam e per il rifiuto di sposare una persona molto più grande di lei), ha fatto registrare (alla petizione on line promossa da Diritti Civili in collaborazione con l'Associazione americana per i diritti umani, Care 2)  oltre 12 mila adesioni da sessanta paesi  di tutti i cinque Continenti. Tutte le firme  sono state poi recapitate al presidente della Repubblica, Napolitano. Oggi contiamo per i due marò di ricevere una valanga di adesioni, quale testimonianza della vicinanza e della solidarietà degli italiani ai nostri due militari.”.

12 gennaio 2014

 

 

La Gazzetta del Sud, 13 gennaio 2014

 

 

 

Unicef: ancora 18 mila bambini al giorno muoiono prima dei 5 anni.

PUO' L'UMANITA' RESTARE INDIFFERENTE DI FRONTE A QUESTA TRAGEDIA?

 

  
Unicef: ancora 18 mila bambini al giorno muoiono prima dei 5 anni

Roma. Nel 2012, circa 6,6 milioni di bambini in tutto il mondo - 18.000 di bambini ogni giorno - sono morti
prima di aver compiuto cinque anni. È quanto dichiara il nuovo rapporto presentato oggi da Unicef, Organizzazione mondiale della
Sanità (Oms), Banca Mondiale e Dipartimento degli Affari sociali ed Economici delle Nazioni Unite - Divisione Popolazione. Questo
numero rappresenta circa la metà del numero di bambini sotto i cinque morti nel 1990, che in quell'anno è stato di oltre 12
milioni. "Questa tendenza è positiva. Milioni di vite sono state salvate", ha detto Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef.
"E noi possiamo fare ancora meglio. La maggior parte di questi decessi possono essere evitati, utilizzando misure semplici che
molti Paesi hanno già messo in atto - ma ciò di cui abbiamo bisogno è che dobbiamo agire con molta più urgenza".

Le principali cause di morte dei bambini sotto i cinque anni sono polmonite, nascite premature, asfissia neonatale, diarrea e
malaria. A livello mondiale, circa il 45% dei decessi sotto i cinque anni sono legati alla malnutrizione.

Circa la metà dei decessi sotto i cinque anni si verificano solo in cinque Paesi: Cina, Repubblica democratica del Congo, India,
Nigeria e Pakistan. L'India (22%) e la Nigeria (13%) insieme contano oltre un terzo di tutte le morti di bambini sotto i
cinque anni (articolo de IL MONDO  /  esteri  / Novembre 2013)

 

 

AUGURI ALI'. SEI SEMPRE NEI NOSTRI CUORI. TI VOGLIAMO BENE 

                      

Ve lo ricordate questo bambino, oggi è un giovanotto, che la guerra in Irak 

privò delle braccia e di tutta la sua famiglia? Il piccolo Ali' lo abbiamo aiutato

nell'aprile del 2003 quando vedemmo la sua foto, senza braccia, la testa e

il torace fasciati. Ogni sera Corbelli, tra i primi in Italia, ne parlò in televisione,

mostrando ogni giorno nel suo programma quell'immagine del piccolo Alì mutilato 

e chiedendo a tutti di aiutarlo.  Ci furono poi due campagne umanitarie promosse

per Alì in Inghilterra e in Italia da due quotidiani. In Italia dal Giornale.

Ad Ali' (la cui famiglia venne distrutta dalla guerra) arrivò l'aiuto di Diritti Civili.

Chiedemmo all'allora Presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti,

di aiutare questo sfortunato bambino. Pubblichiamo la lettera appello che recapi-

tammo al Governatore calabrese, attraverso il suo capo di gabinetto, l'amico Franco

Morelli. La risposta fu immediata. Chiaravalloti accolse il nostro appello, rinunciò alla

indennità e destinò questa somma(20 milioni delle vecchie lire) a questo bambino,

alla sottoscrizione promossa in Italia dal Giornale di Milano. 

           

         la lettera è del 23 aprile 2003                                                         Il Quotidiano della Calabria, 6 maggio 2003

 

AUGURI PICCOLO ALI', CHE IL SIGNORE TI PROTEGGA E TI RIPAGHI DI

TUTTA LA SOFFERENZA CHE HAI VISSUTO. NOI NON TI DIMENTICHEREMO MAI 

 

 

 

2002. La mobilitazione in tutto il mondo per salvare Amina, la donna nigeriana condannata

alla lapidazione con l'accusa di adulterio. Diritti Civili ha partecipato attivamente a questa

gara di solidarietà. 

                                                                          

                                                                                                      

                                                                                 La Provincia Cosentina, 26 settembre 2003

 

UN ANNO PRIMA(AGOSTO 2002) ERA INIZIATA LA MOBILITAZIONE DI DIRITTI CIVILI

 LA GAZZETTA DEL SUD(prima pagina), 20 agosto 2002

 

LA GAZZETTA DEL SUD(pag.5), 20 agosto 2002

 

 

2002. La campagna internazionale per salvare Safiya, l'altra donna nigeriana condannata

alla lapidazione per adulterio. Diritti Civili è stato in prima fila con una serie di appelli e

iniziative come documentiamo con dei diversi titoli di giornali

 

 

                                                                                                                       Il Quotidiano della Calabria, 30 dicembre 2001 

 

                                                                                                   

   

                                                                                                                                        Il Quotidiano della Calabria, 4 gennaio 2002

 

                                                                                                                                  

                                                                                   Gazzetta del Sud, 17 gennaio 2002 

                                                                                                                                                                     

                                                                              

                                                                                                                                                                                                                   

                                                                                 L'UNITA',28 dicembre 2001

 

     

 

 La nostra lunga battaglia per la scarcerazione in Kenia di due

italiani(innocenti), detenuti da 17 mesi, dimenticati, che

rischiavano l'ergastolo!

                                                                                                                                                                                                                               

                                                                             La Gazzetta del Sud, 15 maggio 2006                                                                                                                                                                            

 

 

Il nostro intervento, 20 anni fa, per Gabriella Guarino e Silvia Baraldini, due italiane prigioniere all'estero 

 

La Gazzetta del Sud, 1994

 

 

 

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo

adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948

 

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Dopo questa solenne deliberazione, l'Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di provvedere a diffondere ampiamente la Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuire il testo non solo nelle cinque lingue ufficiali dell'Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse possibile usando ogni mezzo a sua disposizione.
Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo.
Il testo qui pubblicato è identico a quello approvato dal Governo Italiano.


Preambolo

  • Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
  • Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;
    Considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;
  • Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo dei rapporti amichevoli tra le Nazioni;
  • Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un migliore tenore di vita in una maggiore libertà;
  • Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;
  • Considerato che una concezione comune di questi diritti e di queste libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;

L'Assemblea Generale

proclama

la presente Dichiarazione Universale dei Diritti Dell'Uomo come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; La schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento o punizioni crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad un'eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad un'eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibiltà di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonchè della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11

1) Ogni individuo accusato di reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie per la sua difesa.
2) Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetrato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, nè a lesioni del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

1) Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
2) Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese.

Articolo 14

1) Ogni individuo ha diritto di cercare e di godere in altri Paesi asilo dalle persecuzioni.
2) Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

1) Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, nè del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

1) Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
2) Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3) La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

1) Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà privata sua personale o in comune con gli altri.
2) Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

1) Ogni individuo ha il diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2) Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Articolo 21

1) Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2) Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio Paese.
3) La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonchè alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

1) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2) Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3) Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia un'esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, ad altri mezzi di protezione sociale.
4) Ogni individuo ha il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha il diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

1) Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2) La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

1) Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria.
L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2) L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3) I genitori hanno diritto di priorità nella scelta di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

1) Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2) Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e la libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

1) Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2) Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e della libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3) Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e i principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di qualsiasi Stato gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione dei diritti e delle libertà in essa enunciati.