Editoriale

 

                    I 29 ANNI DI DIRITTI CIVILI

                       I 40 ANNI DI CORBELLI

 

Il mio messaggio al Paese e la risposta a Facebook nella Sezione Video 

 

 

 

Lascio(come corretta informazione) il breve scritto che segue, pur non avendo, purtroppo, il mio appello

ottenuto il risultato(umanitario) sperato! 

 

Ultim'ora. 14 agosto 2022.

Direttore MENTANA prendo atto della rettifica di oggi a La VERITA'. Le rinnovo l'appello. Faccia quel gesto nobile che le ho

chiesto, di nuovo, anche con la nota di ieri, come avrà visto: ci aiuti adesso a far cancellare la vergognosa censura di Fb alla

nostra iniziativa umanitaria a favore delle vittime delle gravi reazioni avverse! Sono certo, come ho scritto ieri, che Lei ha a

cuore, così come La Verità e Diritti Civili, e vorrebbe poter fare qualcosa per aiutare queste povere, sfortunate persone. 

 

P.S.

Come preannunciato, poco dopo la sua rettifica,  ho rimosso, da questa pagina, le dieci domande a Mentana

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Informazione. Anche su Facebook (quando non censura!) per comunicare le nostre battaglie civili

 

a seguire gli EDITORIALI(e altre battaglie e iniziative, in questa pagina, dopo una breve nota riassuntiva)

 

 

Una storia, lunghissima ed esemplare, di impegno civile, libertario, di giustizia e umanitario,

tutto sempre e soltanto autofinanziato, senza mai aver né chiesto, né ottenuto una sola 

lira-euro di finanziamento, né pubblico, né privato!

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Kate, la nigeriana "salvata"   Napoli, 1994          Roma, 1995    

 

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Roma, Giugno 1995. Nasce Il Movimento DIRITTI CIVILI.

La presentazione, 29 anni fa, alla Camera dei Deputati,

insieme al cofondatore, Amico e compagno di tante

battaglie civili e di giustizia, VITTORIO SGARBI

 

 

 

Tarsia, 25 aprile 2017. Il presidente Oliverio, con il sindaco Ameruso, Corbelli e 

uno dei progettisti, ing. Danzi, presenta sul posto il grande progetto umanitario del

CIMITERO INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI

(i cui lavori, superati gli ultimi ostacoli, abbiamo finalmente iniziato sabato 22 dicembre 2018.

I particolari di questa storica giornata sul profilo Fb e nelle pagine Media, Video e altre di questo nostro sito)

 

Tarsia, 25 aprile 2019. Il sopralluogo del Presidente Oliverio al cantiere della GRANDE OPERA UMANITARIA

 

 

Il Movimento Diritti Civili nel 2021 compie 26 anni. Inizialmente(nel 1994)era nato come 

Comitato per i diritti dei detenuti. L'anno dopo venne trasformato in Movimento Diritti Civili.

Franco Corbelli ne è stato promotore, insieme a Sgarbi, e al gruppo storico e soci fondatori:

 avv. Pasquale De Vita, prof. Giorgio Serra, direttore Mario Lo Gullo, dott. Mario

Corbelli, e dopo un anno, prof.ssa Rosetta Vitale e prof.Enzo Bonavita, di Bari,

attuale responsabile della sede regionale in Puglia e vicecoordinatore nazionale.

Corbelli in realtà iniziò il suo lungo, ininterrotto impegno civile, umanitario e le sue battaglie 

di giustizia, molti anni prima, oltre 40 anni fa, nel lontano 1979, dagli schermi delle prime tv 

private calabresi (Cam Teletre e, a seguire, Ten, Cinquestelle, Metrosat)come 

corrispondente dalla Calabria del quotidiano L'Occhio, diretto da Maurizio Costanzo 

successivamente (dal 1985) come direttore del periodico quindicinale, Contro, e

successivamente del periodico Diritti Civili. Nel 1974, all'età di 17 anni, aveva

iniziato la sua collaborazione giornalistica come corrispondente, dal suo comune

(Torano Castello) e da altri centri, del quotidiano romano Il Tempo. Corbelli è,

da oltre 30 anni, giornalista pubblicista, si è laureato all'Università della Calabria

in Scienze Economiche e Sociali ed è docente di Economia Aziendale

                                                                             Oliverio nomina Corbelli Ambasciatore dei diritti civili

                          Aprile 2014. Corbelli nominato Ambasciatore dei diritti civili dal Presidente Oliverio

 

Nella pagina Diritti Civili Global trovate la storia ultratrentennale di Corbelli e i 26 anni di Diritti

Civili, con le più significative battaglie civili,di giustizia e le iniziative umanitarie e di solidarietà. 

Tantissime altre battaglie e iniziative sono ricordate e documentate(con atti, articoli, foto e

video) nelle altre pagine del sito. 

 

"COMBATTETE SEMPRE CONTRO OGNI FORMA DI INGIUSTIZIA E VIOLENZA"

(Giovanni Paolo II)

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[Comunicato stampa Giunta regionale Calabria]

Presentata a Cosenza “La favola del piccolo Cisse” di Corbelli

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Nella foto il Presidente Iacucci, il Governatore Oliverio, Corbelli, il Questore Conticchio,

il Viceprefetto vicario, Greco, l'Assessore Chiurco

giovedì 4 gennaio 2018

E’ stato presentato questa mattina, presso il Salone degli Stemmi della Provincia di Cosenza, “La favola del piccolo Cisse”, un romanzo di 200 pagine, ricco di foto, scritto da Franco Corbelli, che sarà distribuito gratuitamente in abbinamento ad un volume della casa editrice Rubbettino e che racconta la favola di un bambino ivoriano sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio del 2017. La presentazione del libro è avvenuta a pochi giorni dalla consegna del bambino al suo papà.

Si tratta di una favola per bimbi e per adulti, che racconta il dramma epocale dell’immigrazione e la grande risposta data dalle Istituzioni e dallo Stato alla drammatica emergenza degli sbarchi che, tra fine giugno e metà luglio, ha toccato nella nostra regione il suo apice più alto e pericoloso. Alla presentazione del libro sono intervenuti, oltre all’autore, il Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, il Questore di Cosenza, Giancarlo Conticchio, il Viceprefetto Vicario, Emanuela Greco, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Corigliano, Marisa Chiurco. Ha concluso il lavori il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio che, prima di entrare nel merito della vicenda raccontata da Corbelli, ha voluto ringraziare quanti, istituzioni, chiesa e volontari, si sono prodigati nell’accoglienza e nei soccorsi, mostrando il vero volto della Calabria, che è quello di “una terra che accoglie”.

“Questo libro -ha detto Oliverio- ha un grande valore, non solo perché racconta il dramma di un bambino e della sua famiglia, ma perché mostra i caratteri veri di una regione come la nostra, che è una terra che accoglie l’uomo in quanto tale, le persone con la loro storia e i loro bisogni ed in cui si è realizzato un approccio diverso, fatto di grande umanità e accoglienza, con un fenomeno di portata enorme, con il quale dovremo fare i conti ancora per un lungo periodo. Qui, rispetto alla logica dei muri, del filo spinato e del respingimento a mare, è prevalso l’aspetto umanitario. Un aspetto che, per fortuna, si sta facendo strada anche nel resto dell’Europa dove si è finalmente compreso che, anche laddove sono stati eretti i muri è difficile, direi impossibile, governare questi fenomeni. E’ un fatto importante perché credo che questa sia l’unica strada per affrontare un fenomeno di questa portata, anche grazie all’iniziativa assunta dal nuovo governo e, in particolare, dal ministro Minniti, che ha aperto un’interlocuzione nuova carica di speranza con i paesi di provenienza”.

“La Calabria -ha rimarcato ancora Oliverio- è la regione in cui 201 comuni al 30 di ottobre scorso hanno aderito ai progetti Sprar, sottoscrivendo a Taverna, alla presenza del Ministro dell’Interno, il relativo protocollo d’intesa. Vedremo nei prossimi giorni quanti saranno quelli che avranno aderito al 31 dicembre. Un fatto è certo: l’adesione dei comuni al metodo Sprar, che noi abbiamo molto sostenuto e che continueremo a sostenere, è cresciuta notevolmente soprattutto negli ultimi tempi. Ciò evidenzia che in Calabria c’è una grande disponibilità delle nostre comunità ad accogliere quanti scappano dalla loro terra per fame e per guerre, alla ricerca di un futuro migliore. Oggi, tra l’altro, è presente tra noi anche il sindaco del Comune di Tarsia che ha accolto immediatamente la proposta avanzata da Franco Corbelli all’indomani della tragedia di Lampedusa, di costruire in Calabria un cimitero dei migranti. Un progetto che noi abbiamo sostenuto finanziariamente e di cui a breve inizieranno i lavori del primo lotto. Anche questo è un fatto significativo che indica una dimensione nuova nel rapporto con il fenomeno migratorio. Il carattere umanitario non è riconducibile né alle etnie né al colore della pelle, ma è espressione di una cultura che guarda all’uomo in sé, come valore centrale, dalla sua nascita alla morte. Questo è il vero misuratore della civiltà”.

“Ho voluto svolgere queste brevi considerazioni – ha concluso il Presidente della Regione- per dire che non considero affatto il libro di Corbelli come un’opera ordinaria e circoscritta, ma come un patrimonio della nostra regione. Per questo motivo ho chiesto all’editore Rubbettino di stampare questo libro e a lui chiederò di fare in modo che un certo numero di copie sia distribuito nelle scuole della nostra regione perché i nostri giovani riconoscano i caratteri fondamentali della loro terra e affinchè si dibatta, alla presenza e con la testimonianza di quanti hanno partecipato all’accoglienza dei migranti nel momento degli sbarchi, di questo straordinario fenomeno umanitario”. f.d.

  

 

Comunicato stampa

Il piccolo ivoriano (il bambino sbarcato da solo al porto di Corigliano),

dopo oltre due mesi di colloqui, consegnato, pochi giorni fa, al suo papà.

Domani(giovedì) alla Provincia di Cosenza la presentazione del libro

“La favola del piccolo Cisse”. Corbelli. “Il romanzo è un evento destinato

a restare nella storia”. 

corbelli

La copertina del libro

 Sarà presentato domani, giovedì, alle ore 11, nel Salone degli Specchi della Provincia di Cosenza,La favola del piccolo Cisse, il libro scritto da Franco Corbelli, che sarà distribuito gratuitamente, in abbinamento ad un volume della casa editrice Rubbettino. La presentazione avviene pochi giorni dopo che il bambino è stato consegnato al suo papà. “Il libro è un evento destinato a restare nella storia. E’ un romanzo di 200 pagine, ricco di foto, che racconta la favola del bambino ivoriano, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio, alla ricerca del suo papà che (forse) si trovava in Francia e che grazie alla straordinaria mobilitazione promossa da Diritti Civili, in collaborazione con altri soggetti istituzionali e una Ong, Save The Children, è stato rintracciato e, su richiesta del Tribunale dei Minori di Catanzaro, fatto arrivare in Calabria, dove dopo oltre due mesi di colloqui, pochi giorni fa, è stato consegnato al genitore, afferma Corbelli. Anche la mamma del piccolo Cisse che era stata imprigionata dagli scafisti mentre stava con il suo bambino, sulla spiaggia libica di Sabratha, per salire sul barcone, è stata individuata e fatta liberare, grazie sempre alla forte campagna di Diritti Civili. La donna è ritornata nel suo Paese, la Costa D’Avorio. Ma il libro, frutto di un lavoro di alcuni mesi, attraverso il romanzo del piccolo Cisse, racconterà la tragedia epocale dell’immigrazione, le orribili stragi in mare con, sino ad oggi, oltre 33mila vittime(uomini, donne e bambini!), i cadaveri di poveri migranti divorati dagli squali, gli immigrati prigionieri venduti come schiavi, l’orrore delle carceri lager libiche, dove, con una crudeltà inaudita e senza alcuna pietà, anche i bambini vengono violentati, le donne(pure quelle incinte!) stuprate e i diritti umani più elementari brutalmente calpestati, una ferocia mai vista che l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, Zeid Ra’ ad Al Hussein, ha definito ”un oltraggio alla coscienza dell’umanità”, che non può lasciare indifferente e inerte il mondo. Il romanzo descrive la grande risposta delle Istituzioni dello Stato, con il significativo esempio di Corigliano e della Calabria, di Reggio, Crotone, Vibo, alla drammatica emergenza degli sbarchi che tra fine giugno e metà luglio ha toccato il suo apice più alto e pericoloso. Ma quella che viene raccontata è soprattutto la favola di questo bambino ivoriano con un retroscena fiabesco (ma in questo caso assolutamente vero) che, viene reso noto per la prima volta, renderà questo romanzo immortale, come le fiabe dei grandi autori del passato”.

3 gennaio 2018

 

 

Comunicato stampa

Stragi in mare. Cifre impressionanti. 200 morti da inizio anno. Mai così in passato nei

primi giorni di gennaio. L’appello di Corbelli (Diritti Civili) , che questa catastrofe

umanitaria racconta e documenta nel suo libro: “Le Ong ritornino nel Mediterraneo

per scongiurare altre tragedie”.

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ha da pochi giorni stampato( a sue spese e distribuito gratuitamente) il libro La favola del piccolo Cisse, per raccontare e documentare il dramma dell’immigrazione, interviene sulle nuove tragedie di migranti morti in questo inizio d’anno(“un dato impressionante: quasi 200 le vittime dei tragici naufragi”!) e chiede che “le Ong ritornino ad operare nel Mediterraneo per scongiurare nuove stragi”.  “Più di 160 migranti morti negli ultimi tre giorni, 200 dall’inizio dell’anno. Una tragedia immane superiore anche a quella dello scorso anno. Mai ci sono stati così tanti morti nei primi dieci giorni dell’anno, di cui solo pochi parlano. Purtroppo queste stragi non si arrestano e i morti aumentano spaventosamente perché nel Mediterraneo di fatto non ci sono più Ong a salvarli. Solo due dovrebbero infatti essere le Ong rimaste nel canale di Sicilia per le operazioni di salvataggio. Diritti Civili lancia un appello alle Ong e al Governo affinché si ristabilisca nel Mediterraneo la situazione precedente al varo del decreto Minniti, che vedeva tutte le Ong presenti insieme alle navi dell’operazione Triton impegnate nel soccorso ai barconi in difficoltà, afferma Corbelli. Gli sbarchi continueranno e così purtroppo le stragi. Solo con le Ong presenti e operative possiamo scongiurare nuove stragi. E’ grazie a queste Organizzazioni, ingiustamente criminalizzate per motivi politici, che si salvano migliaia di vite umane, così come racconto e documento nel mio libro La Favola del piccolo Cisse, narrando la vicenda del bambino ivoriano, salvato in mare da una di queste Ong, e sbarcato da solo, il 15 luglio 2017, al porto di Corigliano. Questo bambino (a cui il nostro Paese, Diritti Civili insieme ad altri soggetti istituzionali, è riuscito a ridare, dopo averli rintracciati, il papà in Francia e la mamma, che era prigioniera, in Libia) è stato più fortunato e ce l’ha fatta ma migliaia di altri bambini hanno perso la vita nei tragici naufragi. Bisogna assolutamente scongiurare che continui questa strage di innocenti. Anche se poi anziché essere ringraziato il nostro Paese riceve ingratitudine, addirittura da chi è stato salvato! Ma non sarà certo questa ingratitudine a fermare la nostra azione umanitaria che deve continuare incessantemente. E il mio libro, stampato a mie spese e distribuito gratuitamente, che andrò a promuovere nelle scuole vuole far riflettere su questa tragedia epocale dell’immigrazione. Io racconto una favola vera e meravigliosa, che sarà studiata e, sono sicuro, ricordata per sempre, come le grandi fiabe del passato, nei libri di scuola, ma quello che continua purtroppo ad accadere nell’insanguinato Mar Mediterraneo è una storia diversa di tragedie, morti, dolore”.   

 

11 gennaio 2018

 

  

 

NUOVO PRESTIGIOSO RICONOSCIMENTO PER CORBELLI

Comunicato Presidenza Regione - Catanzaro, 01/09/2017

 

Dopo il prestigioso Premio “Acquaformosa che Accoglie”, che ha ricevuto nei giorni scorsi, per il suo ultratrentennale impegno a difesa dei diritti umani, un altro importante riconoscimento è giunto a Franco Corbelli, delegato della Presidenza della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani e fondatore e storico leader del Movimento Diritti Civili.

Una grande Agenzia di Stampa Quotidiana Nazionale, Prima Pagina News, ha dedicato un lunghissimo reportage (una sorta di biografia) alla storia di Corbelli, raccontando alcune delle più significative, storiche battaglie civili, di giustizia e diverse grandi iniziative umanitarie nazionali e internazionali promosse in oltre 23 anni di attività del Movimento Diritti Civili, da lui fondato nel 1994, inizialmente, il primo anno, come Comitato a difesa dei diritti dei detenuti. Corbelli è stato definito nel titolo del lungo reportage “Apostolo di carità, leader e icona del Movimento Diritti Civili”.

Sono state ricordate insieme alle infinite battaglie (dalla scarcerazione della giovane nigeriana, Kate, salvata dalla lapidazione, ai fratellini serbi non vedenti, Marko e Branko, che aiuta da 16 anni; dalla grazia fatta ottenere al giovane emigrante calabrese di Sorianello, Natale Stramondinoli, arrestato perché renitente alla leva 20 anni prima, alle lotte, iniziate oltre 20 anni fa a Napoli, per togliere i bambini dal carcere dove sono con le mamme detenute; alla battaglia per il piccolo Cocò Campolongo, che, un anno prima che venisse ucciso, aveva fatto uscire dal carcere di Castrovillari, dove si trovava con la giovane madre reclusa….e tante altre battaglie e storiche conquiste civili, l’elenco è assai lungo), le oltre 1500 lettere arrivate a Corbelli in questi anni da quasi tutte le regioni italiane, l’intervista sul New York Times (22 anni fa, per le sue lotte sul dramma delle carceri in Italia), gli speciali che gli sono stati dedicati su importanti settimanali e giornali nazionali (tra gli altri Gente, Il Giornale, Libero…), tutti i prestigiosi riconoscimenti, nazionali e internazionali, ottenuti, la nomina (che Corbelli non ha mai voluto in questi anni pubblicizzare più di tanto) nel settembre del 2003, da parte dell’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dell’alta Onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana, la lettera di ringraziamento del Governo dell’Etiopia per l’aereo umanitario, carico di aiuti alimentari, che Corbelli ha allestito, regalato e consegnato all’Ambasciatore etiope in Italia, all’aeroporto Fiumicino di Roma, il 17 febbraio 2003, il ringraziamento della stampa bulgara per l’aiuto dato ad un loro connazionale, le parole dell’ex arcivescovo di Cosenza, Mons. Giuseppe Agostino, che definì Corbelli “Una grazia di Dio, che per fortuna esiste”.

Nel reportage viene anche ricordata la nomina ad Ambasciatore dei diritti civili che l’allora Presidente della Provincia, oggi Governatore della Calabria, Mario Oliverio, conferì a Corbelli, l’11 aprile del 2004, nel corso di una solenne manifestazione nel Salone degli Specchi del Palazzo Provinciale in occasione dei dieci anni di collaborazione tra Corbelli e lo stesso Oliverio e per ricordare le tante iniziative umanitarie promosse insieme. Il leader di Diritti Civili si è detto “commosso e contento di questo riconoscimento ad una intera vita spesa sempre a difesa dei diritti umani, al servizio sempre degli ultimi e contro ogni forma di ingiustizia”. “Leggere quello che è stato scritto da Roma su una autorevole Agenzia di stampa quotidiana nazionale, come Prima Pagina News, è un riconoscimento non solo alla mia umile persona e alla storia del Movimento Diritti Civili, che ho fondato 23 anni fa, ma a quanti in tutti questi anni mi hanno sempre aiutato e sostenuto in tutte le mie mille battaglie civili e innumerevoli iniziative di solidarietà. Penso soprattutto a quei media (e mi fa piacere che l’autore dello speciale lo abbia sottolineato) che mi hanno sempre dato un prezioso sostegno consentendomi di superare tanti ostacoli, e a cui oggi va il mio grande ringraziamento.

La storia, le battaglie e le conquiste di Diritti Civili devono essere motivo di orgoglio di una intera regione, di quella nostra Calabria che lotta ogni giorno per affermare la legalità e la solidarietà, che sa essere umile ma determinata, che combatte contro i soprusi e i prepotenti , che è contro ogni forma di xenofobia, razzismo, di intolleranza e sta dalla parte dei più poveri, degli indifesi e dei migranti. Se una prestigiosa Agenzia Nazionale dedica pagine e pagine alla storia di un piccolo calabrese, che è riuscito, con passione, sacrifici e onestà a varcare i confini regionali e nazionali e ad attirare l’attenzione e l’apprezzamento della stampa(e non solo) mondiale come per la grande opera umanitaria che sta per sorgere a Tarsia, il Cimitero internazionale dei Migranti, significa che anche in questa martoriata terra ce la possiamo fare a vincere le battaglie più importanti e difficili. Prima Pagina News mentre ricorda la lunga, incredibile storia di Corbelli, critica la classe politica di questa regione, contro cui molto spesso il leader di Diritti Civili ha dovuto protestare e combattere.

L’autore del reportage si chiede come sia possibile che un personaggio così, con la sua storia, non sieda ancora in Parlamento, a rappresentare la sua terra e la sua gente e a dare ancora più forza e valenza istituzionale alle sue importanti battaglie. Un auspicio che sembra non interessare molto Corbelli che preferisce rimanere nella strada, il suo mondo, accanto agli ultimi, per continuare le sue battaglie e le sue iniziative umanitarie.

Il Reportage di PRIMA PAGINA NEWS(nella pagina Media)  

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 Asta migranti e prigioni libiche disumane sono negazione

civiltà e umanità! Italia e Ue perché non intervengono?

Nel ghetto libico dei trafficanti di uomini: la foto dell'orrore. E' caccia al feroce generale Alì 

La immagini dell'orrore nel ghetto libico! foto Repubblica-13 novembre

Roma

"L’asta di migranti e le carceri orribili della Libia sono la negazione di ogni principio di civiltà e umanità. Rappresentano solo l’orrore e la crudeltà di feroci criminali senza scrupoli”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. “La ferma condanna del patto tra l’Ue e la Libia per il respingimento dei barconi e la detenzione dei migranti nelle orribili prigioni libiche, che è stata fatta ieri dall’Alto Commissario dell’Onu per i diritti Umani, Zeid Ra’ ad Al Husein, è esattamente la stessa denuncia che Diritti Civili ha iniziato a fare quasi un anno fa, a partire precisamente dal 3 febbraio 2017, quando definimmo “l’accordo Italia Libia per bloccare i migranti, simile al patto disumano Ue-Turchia. Non abbiamo certo perso tempo, né purtroppo mai avuto alcun dubbio nel giudicare subito un anno fa disumano il patto tra l’Italia e la Libia per respingere i migranti e non farli partire per il nostro Paese. Le denunce di queste ore confermano quanto fosse fondata, giusta, onesta e coraggiosa la nostra denuncia. Abbiamo sempre denunciato l’inferno delle prigioni libiche dove finisce l’umanità e inizia la crudeltà. Purtroppo è passato un anno senza che sia concretamente mosso un dito per fermare questo autentico massacro dei diritti umani. Ci si è soli preoccupati di fermare gli sbarchi anche a costo di mandare a morire, dopo aver subito, tra atroci sofferenze, violenze e torture i poveri migranti nei centri lager e nel deserto. Oggi chiedo: cosa si aspetta a intervenire? L’Ue, l’Italia, lo stesso Onu, al di là delle denunce, perché non intervengono per porre fine al genocidio delle prigioni libiche e al disumano mercato dei migranti? Il governo italiano, non può limitarsi alle mera  condanna di questo orrore, come ha fatto di recente, il Premier Gentiloni. Promuova una forte e concreta iniziativa internazionale per riportare un minimo di umanità nell’inferno libico”.

15 novembre 2017

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Soddisfazione e gioia per sbarco nave dei bambini a Palermo.

Pronti ad accogliere in Calabria un gruppo di questi piccoli migranti

A Palermo una nave di bambini, a bordo 240 profughi minorenni © ANSA

 foto Ansa - 13 ottobre 2017. L'arrivo dei bambini al porto di Palermo

“Esprimo tutta la mia soddisfazione e la mia gioia per la ripresa degli sbarchi e l’arrivo oggi nel porto di Palermo della nave dei bambini. Il popolo di disperati, in fuga da guerre, persecuzioni, miseria e dalle orribili carceri della Libia, è riuscito oggi a salvarsi e a raggiungere, a bordo della nave Aquarius, il porto del capoluogo siciliano. Un grazie di cuore va a quell’Ong, Sos Mediterranee, e alla Guardia Costiera che hanno in queste ultime 36 ore salvato in mare oltre 600 migranti, tante le donne, anche incinte, 240 i minori, tantissimi, tra questi, i bambini, tra cui anche un neonato di soli sei giorni. In Calabria siamo pronti ad accogliere un gruppo di questi bambini e altri minori non accompagnati”. E’ quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili. “Nonostante il decreto Minniti la solidarietà e l’accoglienza non si fermano. Il nostro Paese continua a salvare i migranti in mare. Li salva e li accoglie, li cura, i malati, e riesce, come, durante l’estate, abbiamo fatto in Calabria, grazie alla straordinaria mobilitazione di Diritti Civili e alla collaborazione di Save The Children e altri soggetti istituzionali, a compiere il miracolo di rintracciare e ridare ad un bambino ivoriano, sbarcato da solo a Corigliano il 15 luglio scorso, i genitori: il papà ritrovato in Francia e fatto arrivare in Calabria all’inizio di settembre e la mamma, prigioniera in Libia, rintracciata in un campo lager a Sabratha, fatta scarcerare, rientrata in Costa D’Avorio e che siamo pronti, non appena ne farà richiesta, a far venire in Italia con un corridoio umanitario. Quella di oggi, la nave dei bambini, è una notizia che riempie il cuore di speranza perché significa che tanta altra povera gente potrà salvarsi, non morire nel deserto o nei naufragi(come è purtroppo accaduto nei giorni scorsi, sulla nuova rotta tunisina) ed evitare l’inferno delle crudeli prigioni libiche, dove vengono brutalmente calpestati i diritti umani, e approdare in Italia per poi proseguire il loro viaggio della speranza verso il paese europeo che vogliono raggiungere per motivi personali e familiari. Mi auguro e spero adesso che l’Ue, che ipocritamente loda l’Italia che ha salvato l’onore dell’Europa con il salvataggio in mare di centinaia di migliaia di migranti, apra adesso le sue porte e accolga queste persone povere che chiedono solo di essere salvate.  Non c’è nessuna invasione, come strumentalmente, per ignobili interessi politici, vogliono far credere populisti e razzisti, vecchi e nuovi. Lo dicono in modo inconfutabile i numeri. Lo scorso anno sono infatti arrivati in tutta Europa poco più di 400mila immigrati. L’Ue conta oltre 500 milioni di abitanti. Se venissero distribuiti in tutti i paesi europei, sarebbe una percentuale irrilevante, meno dell’1%”. Adesso, conclude Corbelli, l’augurio e la speranza è che si aprano i cancelli e si svuotino tutti i campi lager della Libia per far uscire e ridare la libertà a tutti quei poveri migranti prigionieri, uomini, donne e bambini, tenuti, peggio delle bestie, ammassati come sacchetti di spazzatura, in condizioni disumane”.

13 ottobre 2017       

 

L'Editoriale del 7 ottobre 

Il Sindaco di Riace è un simbolo dell’accoglienza e della Calabria migliore

 Risultati immagini per foto sindaco lucano

Mimmo Lucano è un simbolo dell’accoglienza dei migranti e della Calabria migliore, che ha subito un autentico massacro mediatico, sulla stampa italiana e internazionale per un semplice avviso di garanzia. Esprimo la mia totale e convinta solidarietà al Sindaco di Riace, che, anche se non lo conosco personalmente, considero un pioniere e un simbolo dell’accoglienza ai migranti. Da una vita sono e resto garantista, con tutti(poveri cristi e personaggi eccellenti), come dimostrano le mie centinaia di battaglie in tutti questi anni.  A maggior ragione lo sono garantista con un personaggio simbolo come il sindaco di Riace. Rispetto sempre la magistratura (anche quando non condivido e critico, correttamente e senza alcun timore, il suo operato, per inchieste e sentenze sbagliate!) ma considero l’avviso di garanzia al sindaco Lucano un danno devastante per l’immagine non solo del primo cittadino ma dell’intero modello Riace e della stessa Calabria. La Calabria ha pochissimi simboli, della società civile, rimasti ancora in piedi, se si abbattono anche questi è la fine di ogni speranza. Mi considero umilmente uno di questi simboli, al di sopra, come è noto, di ogni sospetto e inattaccabile da ogni punto di vista, ma non posso accettare l’idea che anche altri, che come me sono da tantissimi anni impegnati accanto agli ultimi e agli immigrati, come nel caso del sindaco Lucano,  vengano all’improvviso trasformati, per un semplice avviso di garanzia per una accusa tutta ancora da  chiarire e dimostrare, e sbattuti come un mostro in prima pagina sulla stampa italiana e internazionale! Un fatto(l’attacco a Lucano  sui media di mezzo mondo!) di inaudita gravità. La Giustizia faccia adesso velocemente il suo corso e accerti la verità. Una cosa è certa:  Lucano è una immagine positiva della Calabria migliore. Un pioniere e un modello per l’accoglienza dei migranti. Non sarà certo questa accusa (per quanto grave e tutta da provare!) ad inficiare la sua credibilità, la sua storia, tutto quello che di esemplare ha costruito nel suo piccolo comune, guadagnandosi meritatamente, insieme alla sua ospitale comunità, la fama e l’apprezzamento in ogni parte del mondo. Per questo difendo senza alcuna esitazione il sindaco di Riace e con lui la Calabria migliore, quella vera, positiva, solidale e accogliente, che lotta per poveri e migranti, combatte le mafie e difende la legalità(f.c.).

 

 

Il Fatto Quotidiano - 20 settembre

Migranti, Gentiloni: “In Libia condizioni dei diritti umani scandalose”. 

Ma diceva: “Abbiamo ridotto flussi con umanità”

Migranti, Gentiloni: “In Libia condizioni dei diritti umani scandalose”. Ma diceva: “Abbiamo ridotto flussi con umanità”

POLITICA

A New York per l'Assemblea generale dell'Onu, il presidente del Consiglio ha ammesso che molti dei centri di detenzione nei quali vengono tenuti i migranti fermati dalle milizie libiche per conto dell'Italia sono carceri in cui non sono garantiti i più elementari diritti umani. Una presa di coscienza tardiva, quella del premier, che solo il 2 settembre diceva il contrario per esaltare i risultati raggiunti dal ministro Minniti

“Le condizioni di rifugiati e migranti in Libia hanno bisogno di essere sorvegliate e migliorate, sui diritti umani sono in alcuni casi vergognose e scandalose“. A New York per l’Assemblea generale dell’Onu, Paolo Gentiloni ammette anche se a scoppio ritardato l’esistenza del problema: molti dei centri di detenzione nei quali vengono tenuti i migranti fermati dalle milizie libiche per conto dell’Italia sono carceri in cui non sono garantiti i più elementari diritti umani e i migranti sono sottoposti a torture e stupri.  L’obiettivo, ha proseguito Gentiloni parlando con i cronisti in attesa dell’intervento previsto per le 20 ore italiane, è “proporre, sollecitare l’Onu a tornare in Libia, ce n’è bisogno per il processo pace e per la questione migratoria perché le condizioni dei rifugiati in Libia hanno bisogno di essere sorvegliate e migliorate sul fronte dei diritti umani. E nessuno meglio dell’Onu ci può aiutare”

  

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 Catalogna. La nostra solidarietà al popolo catalano, ferma  condanna per inaudita violenza contro

popolazione inerme e sdegno per silenzio Ue. “In Spagna una ferita profonda per la democrazia”!

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, esprime, in una nota, la “solidarietà ai catalani caricati selvaggiamente dalla polizia spagnola, la ferma condanna per questo attentato alla democrazia e alla libertà di un popolo e lo sdegno per il silenzio dell’Europa su questo grave atto autoritario del Governo spagnolo sull’inerme e pacifica popolazione della Catalogna che ha scelto di indire un referendum per chiedere al popolo catalano di pronunciarsi sulla propria indipendenza”. “Quanto sta accadendo in Spagna è un fatto di inaudita gravità. E’ una barbarie. E’ la negazione della libertà e della democrazia. E’ qualcosa che accade solo nei regimi dittatoriali. Viene con la forza impedito ad un popolo di recarsi alle urne per decidere il futuro della Catalogna. E’ qualcosa di inaccettabile. E un fatto orribile, mostruoso. Una ferita profonda per la democrazia del mondo(non solo spagnola). Vengono caricati, picchiati e feriti uomini, donne, anziani e bambini. E mentre succede tutto questo nella civilissima e democratica Spagna, l’Ue sta a guardare. Tace, ignobilmente. Non c’è ancora stata infatti nessuna reazione di condanna. Se questo teatro di guerra, di violenza di massacro dei diritti più elementari fosse avvenuto in qualche paese canaglia ci sarebbe stata l’unanime condanna dell’Ue. Ma trattandosi della Spagna, membro importante dell’Unione europea, non si può condannare. E mentre L’Ue tace, l’Europa affonda definitivamente nella vergogna della Catalogna militarizzata per impedire al popolo di votare”.     

1 ottobre 2017

 

Nessuno parla di questa immane catastrofe umanitaria che spezza il cuore!

Strage in India: più di 1000 bambini morti dall’inizio dell’anno

 

 

Cosenza: Corbelli dedica il Premio “Acquaformosa che

Accoglie” alle vittime dei tragici naufragi

 

Da Il Fatto Quotidiano - 15 agosto

Migranti, Alto commissariato Onu: “Codice ong riduce la capacità di salvare vite. Rischio violazione diritti umani”

Migranti, Alto commissariato Onu: “Codice ong riduce la capacità di salvare vite. Rischio violazione diritti umani”

CRONACA

Secondo Agnes Callamard dell'Unhcr c'è il sospetto che l’Italia, la Commissione Ue e gli altri Stati europei "considerano il rischio e la realtà delle morti in mare un prezzo da pagare per dissuadere i migranti e rifugiati". I finanziamenti alla Libia inoltre espongono chi viene riportato nel Paese a "violenze abominevoli"

 

 

IL NOSTRO EDITORIALE del 13 agosto(pubblicato sul Quotidiano del Sud)

Difendo Ong, preti-eroi e quanti salvano la vita di migliaia 

di migranti          di Franco Corbelli

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foto ANSA - 12 agosto 2017

Rispetto sempre l’operato della magistratura (anche quando non lo condivido) ma difendo, senza alcuna esitazione, l’attività umanitaria di tutte le Ong e del prete eritreo, padre Mussie Zerai, e di tutti quelli come lui impegnati, in ogni angolo del mondo, a fronteggiare i drammi dell’immigrazione, della povertà, delle malattie, delle guerre, che salvano ogni giorno migliaia di vite umane. Criminalizzare, come sta purtroppo accadendo, le Ong, che operano per scongiurare nuove stragi nel Mediterraneo, è la negazione di ogni elementare principio di civiltà e di umanità. Indagare poi addirittura, come ha fatto la Procura di Trapani, questo sacerdote, che considero un eroe, perché aiutando e salvando migliaia di poveri migranti, favorirebbe la immigrazione clandestina, è qualcosa che lascia esterrefatti. Domando: è questa una Giustizia giusta? Al di là comunque dell’intervento della magistratura che agisce per individuare e nel caso perseguire eventuali reati, quello che indigna è l’attacco indiscriminato, una vera e propria caccia alle streghe, che si è scatenato contro le Ong. Chi lo fa per ignobili interessi politici ed elettorali, per raccattare qualche voto, non merita alcuna considerazione. Sorprende e dispiace invece che anche la Chiesa sembra abbia adesso (a mio avviso, sbagliando) preso le distanze da queste meritorie Organizzazioni Umanitarie. Per quella che è la mia umile ma lunga ed esemplare storia e il mio ininterrotto ultratrentennale impegno civile e umanitario, a difesa dei diritti soprattutto degli ultimi e degli immigrati, sto senza alcuna esitazione dalla parte delle Ong e di quei preti-coraggio, come il religioso eritreo, che compiono ogni giorno, in mare(e in terra), azioni di grande valore umanitario. Ho evitato in questi giorni di intervenire in questa polemica, impegnato come sono quotidianamente con le tante battaglie civili e le diverse iniziative umanitarie. Ma adesso è giunto il momento di dire basta a chi criminalizza e calpesta una delle più belle iniziative di solidarietà promosse da meritorie Ong. Cosa si dovrebbe fare di fronte a questo esercito di disperati, uomini, donne e bambini, in fuga da guerre, persecuzioni e miseria: lasciarli affogare in mare o riportarli indietro per rinchiuderli e farli morire, tra atroci sofferenze, nei campi lager della Libia? E’ questa la soluzione disumana che propongono, senza vergogna e nessuna pietà, i soliti noti personaggi, populisti vecchi e nuovi, pentiti dell’ultima ora (come segretari di partito ed ex Premier e ragazzini ignoranti miracolati da un comico!)? Perché non vanno questi politici a verificare in che condizioni, quali trattamenti disumani, quali violenze subiscono in Libia questi poveri, sfortunati migranti, uomini, donne e bambini, ammassati,come bestie, in quelle che l’inviato speciale dell’Unhcr( Agenzia dell’Onu per i rifugiati), Vincent Cochetel, ha definito nei giorni scorsi delle “prigioni orribili” e che le immagini televisive di un noto programma de La 7 hanno ieri sera mostrato in tutta la loro crudeltà!  Difendo le Ong perché, pur con qualche possibile sbaglio o violazione, sono quotidianamente impegnati a salvare la vita a quella povera gente, che fugge da guerre, persecuzioni e miseria, da un vero e proprio inferno. Un dato purtroppo agghiacciante dovrebbe far riflettere tutti sull’importanza fondamentale delle Ong. Lo scorso anno(2016) nel Mediterraneo sono morti oltre 5000 migranti. Nel 2007, sono già oltre 2400 quelli che hanno perso la vita nei tragici naufragi e di questi più di 200 i bambini. Tanti di loro, senza nome e senza volto, sono seppelliti nei cimiteri calabresi, in attesa, per dare dignità alla loro morte, della oramai imminente realizzazione a Tarsia del Cimitero internazionale dei Migranti, che sarà dedicato proprio ad uno di questi bambini- simbolo, al piccolo siriano Aylan Kurdi. E le tragedie dei poveri migranti purtroppo continuano non solo nel Mediterraneo (come non ricordare e non condannare duramente quello che sta avvenendo nello Yemen, con la strage di centinaia di migranti adolescenti affogati da scafisti criminali!). Ecco perché difendo le Ong in ogni parte del mondo dove operano e apprezzo scrittori come Roberto Saviano ed Erri De Luca e quanti come loro sono schierati a fianco di queste Organizzazioni umanitarie, e quei (purtroppo rarissimi) politici, come un deputato di SI, Palazzotto, che ieri si è autodenunciato in segno di solidarietà al prete eritreo indagato dalla magistratura per il suo aiuto ai migranti. Tre giorni fa avevo fatto esattamente anch’io la stessa cosa, autodenunciandomi (e chiedendo di essere indagato, processato e condannato!) per gli stessi “reati”(!) del prete-eroe, che aiuta e salva i migranti, e rendendo nota, con un comunicato al Quotidiano, la mia iniziativa solidale più che provocatoria! Per fortuna c’è anche chi al tornaconto elettorale(vergognoso e miserabile) antepone il diritto alla vita di queste persone povere e sfortunate. Un segnale di civiltà. Una risposta all’intolleranza, al razzismo e alla xenofobia. Una piccola speranza per il futuro. 

 

 

 

CORBELLI INTERVIENE SULLE MORTI DEGLI INNOCENTI NEL MEDITERRANEO

 

Comunicato Presidenza Regione - Catanzaro, 10/07/2017

 

Corbelli interviene sulle morti degli innocenti nel Mediterraneo

Il delegato della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, interviene sulle stragi degli innocenti nel Mediterraneo che definisce “veri e propri crimini contro l’umanità”. Il fondatore del Movimento “Diritti civili” e promotore del cimitero internazionale dei migranti, per la cui realizzazione lotta ininterrottamente da quasi 4 anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, ricorda che “Sabato altri 7 bambini sono morti e sono oltre 220 le piccole vittime del 2017, di cui purtroppo nessuno parla più. Ma la Calabria - rimarca -, terra di accoglienza e solidarietà, non si lascia condizionare dall’ondata populista e xenofoba, e darà dignità alla morte di questi bambini e degli altri profughi con il Cimitero internazionale dei Migranti che sta per essere realizzato a Tarsia. Non ci sono più parole e lacrime per denunciare il dramma dei migranti e la strage di innocenti nel mare Mediterraneo, di cui purtroppo non si parla più. L’altro ieri l’ultima immane, dolorosa tragedia, con oltre 35 dispersi, tra cui 7 bambini. Sono centinaia i bimbi morti dall’inizio di quest’anno nel disperato tentativo di attraversare il Canale di Sicilia per raggiungere l’Italia e l’Europa. Per l’Unione europea, che vigliaccamente lascia da sola l’Italia ad affrontare questa drammatica emergenza umanitaria, negando finanche un corridoio umanitario per i piccoli profughi, anche la vita di quei poveri sfortunati bambini non vale niente. È la fine di ogni principio di umanità. Considero questa strage di innocenti un crimine contro l’umanità, quella più povera, indifesa e sofferente. Nessuno purtroppo parla più di questa immane tragedia dei bambini che continuano a morire nei tragici naufragi, si preferisce (in Europa) chiudere gli occhi e (in Italia) polemizzare strumentalmente e addirittura criminalizzare le Organizzazioni non governative che centinaia di bambini e migliaia di migranti salvano ogni giorno in mare. Noi – spiega Corbelli - con la realizzazione a Tarsia del cimitero dei migranti, i cui lavori (già in parte finanziati dalla Regione, grazie all’impegno del Presidente Mario Oliverio, che ancora una volta ringrazio pubblicamente) inizieranno in questo mese, vogliamo dare dignità alla morte di questi poveri bambini e agli altri profughi che perdono la vita nei loro viaggi della speranza, mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria, prosegue Corbelli. Il cimitero dei migranti sarà un Parco della pace, un’opera di grande civiltà, monumentale, bella e significativa, che consegneremo all’umanità e alla storia, un luogo anche di riflessione (per tutto il mondo) per ricordare alle generazioni che verranno la immane tragedia dell’immigrazione, perché non accada mai più in futuro. Non a caso abbiamo scelto Tarsia per la realizzazione di questa grande opera umanitaria, un luogo di grande valore simbolico, su una collinetta, immersa tra gli ulivi secolari (che resteranno), di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale, in parte ebraico, e a poca distanza dall’ex campo di internamento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti, che fu, durante la seconda guerra mondiale, luogo di prigionia ma anche di grande umanità e rispetto della dignità della persona. E oggi – afferma infine il delegato della Regione per i diritti umani - questo piccolo comune calabrese, grazie all’ospitalità del suo sindaco, Roberto Ameruso e della sua comunità, è pronto ad accogliere questa grande opera umanitaria che il mondo apprezza e aspetta, come dimostra l’interesse della stampa, italiana e internazionale, che continua a mandare a Tarsia i suoi inviati”. p.g.

 

 

L'EDITORIALE(del 18 giugno) - pubblicato sul Quotidiano del Sud

Ius soli, atto di grande civiltà, no a populismo e xenofobia

Lo ius soli spiegato in 5 punti

Lo Ius soli è una legge di grande civiltà e assoluta umanità. Chi lo contrasta solo per cavalcare l’ondata populista ed xenofoba e raccattare qualche voto in più, calpesta i più elementari diritti e principi umanitari e non merita alcuna considerazione e fiducia da parte degli italiani, che non si riconoscono e condannano queste posizioni razziste. A quanti, senza alcuna pietà e senza nessuna vergogna, continuano addirittura a negare il diritto della cittadinanza ai bambini stranieri nati in Italia e che hanno frequentato le scuole nel nostro Paese, ricordo la tragedia immane di quelle migliaia di piccoli migranti che continuano a perdere la vita nei tragici naufragi mentre fuggono, con le loro famiglie, da guerre, persecuzioni e miseria. Ricordo il dramma del piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni, morto, due anni fa, su un barcone, in una spiaggia della Turchia, insieme al fratellino Galip di 5 anni e alla mamma Rhian, dopo che il Canada gli aveva negato l’asilo. Solo nel 2017 degli oltre 1800 migranti morti nel Mediterraneo, oltre 200 sono i bambini. I populisti e demagoghi non si fermano nemmeno di fronte a queste cifre così drammatiche e inscenano, dentro e fuori il Parlamento, gazzarre indegne e scrivono sul blog cose indecorose per negare il sacrosanto diritto della cittadinanza italiana ai bambini stranieri nati in Italia. Per questi politici la migliore risposta è continuare con l’accoglienza e la solidarietà, come l’Italia sta facendo, purtroppo, da sola in Europa. La Calabria è non solo in prima fila, in modo esemplare per l’accoglienza e la solidarietà, ma, pensando anche a quei bambini e agli altri profughi più sfortunati, morti nei naufragi, sta per realizzare, a Tarsia, e consegnare alla umanità e alla storia, un’opera umanitaria di immenso valore, il Cimitero dei Migranti, per dare dignità alla morte di quei poveri sfortunati immigrati(uomini, donne e bambini) che muoiono, su quei maledetti barconi, durante i loro viaggi della speranza. Sarà un Parco della Pace(intitolato al piccolo  Aylan), immerso tra gli ulivi secolari e i cipressi, in un luogo fortemente simbolico, davanti al vecchio cimitero comunale, in parte anche ebraico, e a poca distanza dall’ex campo di internamento di Ferramonti (luogo, durante la guerra,  di prigionia ma anche di grande umanità e rispetto della persona) che cancellerà definitivamente la disumanità di quei poveri corpi, quasi tutti senza volto e senza nome, che vengono sepolti, con un semplice numerino, in tanti piccoli sperduti cimiteri calabresi e siciliani, che di fatto ne cancellano per sempre ogni ricordo e riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera.

 

 

L'EDITORIALE(del 7 giugno)

L’Italia risparmiata dal terrorismo grazie all’accoglienza e al salvataggio in 

mare e a quel Cimitero dei Migranti che tutto il mondo arabo conosce,

apprezza e aspetta (nella Sezione Video il nostro appello)

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Tarsia. Il sito dove sorgerà il Cimitero internazionale dei Migranti

Mentre purtroppo il feroce terrorismo islamico continua a colpire in diverse parti del mondo, seminando morte e terrore e facendo stragi di innocenti, l'Italia, per nostra fortuna, continua ad essere volutamente risparmiata. Io ritengo, e spero e prego di non essere mai smentito, che il mancato attacco al nostro Paese sia dovuto all’accoglienza, al salvataggio in mare dei migranti e, lo dico con grande umiltà ma con forte convinzione, a quel Cimitero internazionale dei Migranti che stiamo per realizzare a Tarsia, in Calabria. Bisogna chiedersi perché il feroce terrorismo islamico che riesce a colpire brutalmente ovunque nel mondo continua, per nostra fortuna, a non fare attentati in Italia. C’è una sola ragione che spiega questa scelta dei terroristi: è la parola accoglienza. E’ quello che l’Italia fa, da sola in Europa, ogni giorno salvando in mare e accogliendo migliaia di poveri immigrati(uomini, donne, tantissime quelle incinte, malati e bambini), che fuggono da guerre, persecuzioni e miseria.  Il salvataggio di questi migranti e la realizzazione a Tarsia, in Calabria, del Cimitero internazionale dei Migranti, per dare dignità alla morte di quelli più sfortunati che non ce la fanno a coronare il loro sogno di  salvezza e perdono la vita nei tragici naufragi, sono queste due grandi  opere umanitarie(accoglienza e Cimitero Migranti), la migliore, più efficace e sicura difesa del nostro Paese dalla minaccia terroristica. E l'Italia che accoglie e cura i bambini e i migranti malati, che(come stiamo facendo, in questi giorni, io e Giovanni Manoccio, delegato della Regione per l'immigrazione) fa restare le 11 giovani madri(sbarcate undici giorni fa a Crotone insieme ai loro bambini morti nel naufragio) in Calabria, nei comuni vicini ai cimiteri dove sono stati sepolti questi sfortunati piccoli. Sbaglia, a mio avviso, chi sostiene che l’Italia non viene colpita grazie all’azione di prevenzione dei nostri sistemi di intelligence e di sicurezza. Basta del resto vedere  quanto è successo sabato sera a Torino, con una piazza strapiena, completamente indifesa e una strage sfiorata, per un semplice falso allarme bomba! Bisogna dunque avere il coraggio di dire la verità. Se oggi l’Italia non subisce stragi e non piange vittime innocenti è (nonostante qualche frangia politica razzista e xenofoba, che continua per ignobili interessi ad esistere nel nostro Paese) solo grazie all’accoglienza e, lo dico con infinita umiltà, a quella grande opera umanitaria, di pace e di civiltà, il Cimitero dei Migranti, che tutto il mondo(in particolare quello arabo e musulmano) conosce, apprezza e aspetta, come dimostra l'interesse della stampa internazionale che continua a mandare a Tarsia i suoi inviati. Questa, ripeto, è la verità. Per capirlo basta solo pensare che in Italia vivono(onestamente) quasi 5 milioni e mezzo di stranieri regolari(chiunque di loro, un immigrato, uno dei cosiddetti lupi solitari che vivono nel nostro Paese e in Europa, potrebbe teoricamente colpire l’Italia! Come si può pensare di scongiurare completamente questo rischio?) e che, per citare, gli ultimi due esempi del terrorista che ha colpito sabato a Londra, figlio di un italiana(residente a Bologna) e di un marocchino e un altro tragico episodio, l’attentatore di Berlino che per andare a colpire in Germania era partito da Milano dove era poi ritornato prima di essere ucciso a Sesto San Giovanni. Se avessero voluto entrambi i terroristi avrebbero potuto agevolmente colpire prima in Italia. Bastano queste elementari considerazioni per affermare una verità inconfutabile: l’accoglienza dei migranti sta salvando l’Italia dagli attentati terroristici. Mi auguro che anche tutti gli altri Paesi, grazie anche all’Italia ospitale e accogliente, non vengano più colpiti dall’Isis e si fermino per sempre le orribili stragi.

 

 

L'EDITORIALE(del 23 maggio)

Dolore, rabbia e smarrimento per orribile strage di 

Manchester che ha strappato alla vita questi adolescenti

Kamikaze al concerto dei ragazzini, 22 morti a Manchester. Bambini fra le vittime

 

Attentato Manchester e tragedie in mare(tanti i bambini morti).

La strage degli innocenti!

Un terrorista, che non può essere definito un essere umano, ma solo una bestia feroce e vigliacca ha, con una strage orribile, che spezza il cuore, distrutto la vita di bambini e adolescenti. A distanza di poche ore di questo feroce attentato si consumava davanti alle coste della Libia l’ennesima immane tragedia in mare con la morte di decine di poveri migranti, i cui corpi sono stati recuperati. Io che da una vita lotto per difendere i diritti degli immigrati e sto, per i più sfortunati di loro, che perdono la vita nei tragici naufragi, per realizzare a Tarsia, in Calabria, Il Cimitero internazionale dei Migranti, una grande opera umanitaria, per dare dignità alla loro morte, provo insieme al dolore per quelle povere vittime innocenti, un sentimento oltre che di rabbia di smarrimento. Anche dopo una strage orribile come quella di Manchester, in Inghilterra, bisogna continuare a lottare per aiutare i migranti, salvarli in mare, accoglierli, dare una degna sepoltura a chi muore su quei maledetti barconi. Lo so che è difficile dopo questo orrore continuare con l’accoglienza e la solidarietà. Ma, come purtroppo dimostrano i continui tragici naufragi di queste ultime ore, è questa l’unica strada da continuare a perseguire. Non possiamo per le colpe di questi terroristi vigliacchi abbandonare al loro destino uomini, donne e bambini che fuggono da guerre, persecuzioni e miseria e molto spesso, purtroppo, trovano la morte nei tragici naufragi, come, ripeto, è nuovamente avvenuto nelle ultime ore davanti alle coste della Libia, con la morte di decine di poveri, sfortunati migranti.  Dobbiamo continuare ad aiutarli. Io non so, e non è certo questo un motivo di consolazione, se l’Italia è volutamente risparmiata dai terroristi proprio per questa nostra accoglienza, per quel grande Cimitero dei Migranti che tutto il mondo (in particolare quello arabo) apprezza e aspetta. Io lotto e cerco, con questa grande opera di civiltà, che stiamo per realizzare in Calabria, di mandare un messaggio di pace e di speranza affinché non ci siano mai più stragi in ogni parte del mondo.  Oggi, turbato e smarrito, piango per quelle povere, giovanissime vittime, di Manchester e di quel maledetto mare Mediterraneo. Anche se addolorati e sconvolti da queste stragi, dobbiamo continuare a dare a chi chiede aiuto risposte di solidarietà e di civiltà. Bisogna porre fine alle stragi di migranti nel Mediterraneo, a quelle tragedie che continuano a provocare decine di morti   Sono convinto che solo quando questa catastrofe umanitaria sarà cancellata un giorno potremo sperare di fermare anche la violenza e l’orrore del terrorismo.

  

L'EDITORIALE(del 16 maggio)

La Calabria vera, accogliente e solidale è agli antipodi

di quella emersa al Cara di Isola Capo Rizzuto

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Cara di Isola Capo Rizzuto

La Calabria vera, accogliente e solidale è agli antipodi di quella emersa al Cara di Isola Capo Rizzuto. E’ la Calabria che un anno e mezzo fa Papa Francesco ha definito un esempio( insieme al Sud Italia) di accoglienza e di solidarietà per tutto il mondo. La brutta, squallida vicenda del centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto (se le accuse saranno confermate nel processo) è la negazione di ogni principio di umanità e civiltà.  Di fronte a questa triste storia (che la meritoria inchiesta della magistratura catanzarese ha portato alla luce) si prova una grande amarezza pensando all’umiliazione riservata ai poveri migranti, trattati come degli animali, con i più elementari diritti umani calpestati. Resta il danno devastante che questa brutta vicenda (per le colpe di alcuni soggetti) ha arrecato ad una intera regione che ogni giorno, con generosità, sacrifici e passione accoglie e aiuta centinaia di poveri migranti, pensando anche a quelli più sfortunati (uomini, donne e bambini) che non ce la fanno a coronare il loro sogno di salvezza e muoiono nei tragici naufragi, mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Per dare dignità alla loro morte sta per sorgere a Tarsia, in Calabria, il Cimitero internazionale dei Migranti, una grande opera umanitaria, unica al mondo, un monumento simbolo di pace e di civiltà che il mondo apprezza e aspetta come dimostra l’interesse della stampa nazionale e internazionale che continua a mandare a Tarsia i suoi inviati. Per questa Calabria in tanti lottiamo ogni giorno, con il prezioso sostegno dei maggiori media della nostra regione. Per difendere i diritti dei più indigenti, degli ultimi e degli immigrati siamo, da una vita, ogni giorno in strada, come di nuovo anche ieri, per distribuire, come ogni lunedì a Cosenza, insieme al Paradiso dei poveri di Padre Fedele, Teresa Boero e Giovanni Valentino, il latte della solidarietà (offerto da Diritti Civili) ai bambini poveri, alle loro famiglie, ai disoccupati, ai disabili, agli anziani e agli immigrati. E’ questo il volto vero della Calabria che nessuno, nemmeno la ‘ndrangheta, potrà mai minimamente scalfire.   

 

 

L'EDITORIALE(del 10 maggio)

 L'appello. Portare il povero e sfortunato bambino di 3 anni, morto sul

barcone e sbarcato a Salerno, a Tarsia per conservarne il ricordo e dargli

degna sepoltura nel Cimitero dei Migranti che sta per sorgere in Calabria 

La bara bianca del bimbo di 3 anni morto © ANSA

La salma del povero bambino all'arrivo a Salerno(foto Ansa)

Chiediamo di portare il povero e sfortunato bambino di 3 anni, del quale non si conosce la provenienza, morto sul barcone, e sbarcato oggi nel porto di Salerno, a Tarsia, in Calabria, per conservarne il ricordo e darle degna sepoltura nel Cimitero internazionale dei Migranti che sta per sorgere nel piccolo paese calabrese. Mentre c’è chi criminalizza le Ong che salvano ogni giorno migliaia di vite umane, le stragi in mare di poveri sfortunati migranti continuano ininterrottamente, provocando centinaia di morti, secondo l’Onu oltre 200 nell’ultimo weekend(oltre 1400 dall’inizio dell’anno), tra cui anche questo altro bambino, senza nome, di soli 3 anni morto sul barcone e arrivato ieri, nel porto di Salerno. A tutti loro va il mio commosso e sofferto pensiero. Per dare dignità a questi morti, le vittime(uomini, donne e bambini) dei tragici naufragi, che sta finalmente per sorgere a Tarsia, in Calabria, il Cimitero internazionale dei Migranti, la grande opera di pace, per la quale lotto ininterrottamente da oltre tre anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, e che sarà realizzata grazie alla collaborazione e disponibilità del sindaco, Roberto Ameruso, e dell’amministrazione comunale di Tarsia e del Presidente della Regione, Mario Oliverio, che finanzia il progetto umanitario. Oggi di fronte all’ultima tragedia e a quel corpicino di quel povero e sfortunato bambino chiedo, con commozione  e sofferenza, per conservarne il ricordo, di portare quella piccola salma nel vecchio cimitero comunale(che ha una parte anche ebraica) di Tarsia, che si trova accanto al Lago, proprio di fronte(separato dalla sola strada provinciale) la collina dove sta per sorgere il Cimitero internazionale dei Migranti. Voglio che quel bambino e tutti gli altri piccoli migranti che hanno perso la vita non vengano dimenticati e il loro ricordo cancellato per sempre. Per questo rivolgo oggi un appello alle autorità ‘preposte(nella fattispecie, Ministero degli Interni e Prefettura di Salerno) affinché autorizzino il trasporto di questa piccola salma nel cimitero di Tarsia, quale promotore del grande progetto umanitario del Cimitero internazionale dei Migranti, che eliminerà definitivamente la disumanità di quei corpi, quasi tutti senza volto e senza nome, seppelliti, con un semplice numerino in tanti piccoli sperduti cimiteri che di fatto ne cancellano per sempre ogni ricordo e ogni riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera. Chiedo solo che almeno i bambini poveri e sfortunati che muoiono su quei barconi maledetti mentre fuggono, con le loro famiglie, da guerre, persecuzioni e miseria, trovino, con una degna sepoltura, quell’accoglienza che un destino crudele gli ha negato. Almeno i bambini chiedo che vengano portati subito a Tarsia. Il Cimitero internazionale dei Migranti nasce pensando soprattutto a loro, a questi poveri e sfortunati bambini, e ad uno di loro, il piccolo siriano Aylan Kurdi, ho infatti voluto che venisse intitolata questa grande opera di pace e di civiltà, che il mondo apprezza e aspetta come dimostra l’interesse anche della stampa internazionale.  

 

LA RISPOSTA DELLA PREFETTURA DI SALERNO AL NOSTRO APPELLO 

 

LA TRAGEDIA DEL PICCOLO NIGERIANO SBARCATO, PRIVO DI VITA,

NEL PORTO DI SALERNO. L'INTERVENTO DI CORBELLI

 COMUNICATO STAMPA PRESIDENZA REGIONE CALABRIA - Catanzaro, 10/05/2017

Corbelli su tragedia piccolo nigeriano

Il delegato della Presidenza della Regione Calabria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, è intervenuto sulla triste storia relativa alla morte di un bambino di tre anni, avvenuta ieri durante l'ennesimo sbarco di migranti al porto commerciale di Salerno.

 “La piccola salma giunta ieri nel porto di Salerno era quella di un bambino nigeriano di tre anni. Si è riusciti, per fortuna, almeno in questo, a dargli un'identità grazie ai suoi genitori che sono stati individuati. Così, nella mattinata di oggi, si sono potuti celebrare i funerali a spese del Comune. Il piccolo è stato quindi sepolto nel cimitero della Citta di Salerno nella parte riservata ai migranti”. Questo è quanto ha riferito, nel corso di una telefonata, il capo di gabinetto della prefettura di Salerno, Rosa Falasca al delegato della presidenza della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, che aveva questa mattina contattato dall'ufficio della presidenza regionale, la Prefettura di Salerno per offrire la disponibilità ad accogliere la salma del bambino nel cimitero di Tarsia.

Pur nella tristezza per la morte di quel povero bambino – ha dichiarato Franco Corbelli - esprimo soddisfazione per aver appreso che il bambino sia stato identificato e abbia potuto ritrovare per il suo ultimo saluto i propri genitori. Ringrazio per questo il capo di gabinetto della prefettura di Salerno, Rosa Falasca, il sindaco di Tarsia Roberto Ameruso che aveva messo subito a disposizione un loculo del Comune per accogliere il bambino e il capo di gabinetto della Regione Calabria, Gaetano Pignanelli, che fin da questa mattina, ha messo a disposizione la sua struttura per una soluzione umanitaria di questa triste vicenda. Un destino crudele che ha strappato alla vita quel povero e sfortunato bambino, ha almeno scongiurato che venisse poi sepolto senza un nome in un posto sperduto che di fatto ne avrebbe cancellato il suo ricordo e ogni riferimento per sempre. Per questo eravamo immediatamente intervenuti per portarlo a Tarsia e accoglierlo in quel cimitero internazionale dei migranti che stiamo per realizzare per tragedie come questa, proprio per dare rispetto e dignità non solo ai migranti che fuggono dai loro Paesi, ma anche per quelli che non ce la fanno a sopravvivere durante questi terribili viaggi”.

 

 

L'EDITORIALE(del 29 aprile) diffuso da AGI e ANSA

MIGRANTI. IGNOBILE CRIMINALIZZARE LE ONG CHE SALVANO OGNI GIORNO MIGLIAIA DI VITE UMANE

L'Italia contro tutti sull'emergenza migranti e l'Europa rischia di saltare

Criminalizzare le Ong che salvano migliaia di vite umane nel Mediterraneo è la negazione di ogni elementare principio di civiltà e di umanità. Chi lo fa per interessi politici ed elettorali non merita alcuna considerazione. Per quella che è la mia umile ma lunga storia e il mio ininterrotto impegno civile e umanitario, a difesa dei diritti soprattutto degli ultimi e degli immigrati, sto senza alcuna esitazione dalla parte delle Ong che compiono ogni giorno, in mare, azioni di grande valore umanitario. Ho evitato in questi giorni di intervenire in questa polemica, impegnato come sono quotidianamente con le tante battaglie civili e le diverse iniziative umanitarie. Ma adesso è giunto il momento di dire Basta a chi criminalizza e calpesta una delle più belle iniziative di solidarietà promosse da meritorie Ong e, in gran parte, dal nostro Paese. Al Procuratore di Catania, il cui operato naturalmente rispetto, dico di contestare, se ci sono naturalmente, accuse precise nei confronti di quelle Ong che, secondo lui, avrebbero violato la legge. Lo faccia al più presto per porre così fine all’ignobile criminalizzazione e speculazione politica e mediatica che è in atto nel nostro Paese. Io sto, e sarò sempre, dalla parte di chi salva la vita di queste persone. Io sto e difenderò sempre tutta quella povera gente(uomini, donne e bambini) che fugge da guerre, persecuzioni e misera e molto spesso purtroppo perde la vita nei tragici naufragi. Per dare dignità alla morte di questi poveri e sfortunati nostri fratelli sto per far realizzare a Tarsia, in Calabria, il Cimitero internazionale dei Migranti, una grande opera umanitaria, un Memoriale e Parco  della Pace(che sarà intitolato al bambino siriano Aylan Kurdi, che chi oggi criminalizza le Ong ha forse dimenticato!), immerso tra gli ulivi secolari e i cipressi, in un luogo fortemente simbolico, davanti al vecchio cimitero comunale, in parte anche ebraico, e a poca distanza dall’ex campo di internamento di Ferrramonti(luogo, durante la guerra,  di prigionia ma anche di grande umanità e rispetto della persona) che cancellerà definitivamente la disumanità di quei poveri corpi, quasi tutti senza volto e senza nome, che vengono sepolti, con un semplice numerino, in tanti piccoli sperduti cimiteri calabresi e siciliani, che di fatto ne cancellano per sempre ogni ricordo e riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera.

 

L'EDITORIALE(del 5 aprile) diffuso dall'AGI

 Siria. Strage di bambini con il gas! La nostra dura condanna per questo crimine contro l’umanità

 Siria: ong, almeno 58 morti in raid con sospetto gas © AP

foto Ansa - 4 aprile 2017

Il crimine orrendo commesso ieri in Siria, con la strage di tanti bambini, con l’utilizzo di gas, è qualcosa che gela il sangue! Provoca dolore e rabbia. Le immagini di quei bambini morti o agonizzanti spezzano il cuore. Non si può restare inerti e silenti di fronte a tanta crudeltà. Bisogna che arrivi forte da ogni parte del mondo la dura condanna per gli autori dell’orribile crimine. La Calabria non tace e fa sentire forte la sua voce di protesta e di indignazione. Bisogna dire a voce alta che gli autori di quei delitti atroci contro i bambini sono degli assassini e dei vigliacchi! Doppiamente vigliacchi: per aver colpito e ucciso dei bambini e per averlo fatto utilizzando il gas. Hanno commesso un crimine contro l’umanità. Quella più debole e indifesa. Hanno strappato alla vita, in quel modo agghiacciante, dei bambini innocenti. Chi ha compiuto questa atrocità non merita di far parte degli esseri umani! Sono solo dei mostri! E come tali vanno trattati. La Calabria leva forte la sua voce di protesta e di indignazione. La Calabria dell’accoglienza e della solidarietà condanna duramente questo crimine mostruoso. Quale delegato, della Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei Diritti Umani, esprimo lo sdegno della Calabria per questo crimine terrificante. Proprio ieri avevo dato, con soddisfazione e gioia, la notizia della nascita di un bambino, il piccolo Bongiu, figlio della giovane donna nigeriana incinta, che insieme a Padre Fedele abbiamo, lo scorso Natale, salvato, ospitandola(dopo che nessuno, in Austria, in Italia e in Calabria, ha voluto accogliere) nei container dei poveri a Cosenza e facendola, in questi mesi, visitare e curare.  Una gioia cancellata poi dalla notizia e dalle immagini agghiaccianti arrivate ieri dalla Siria con la strage di quei poveri bambini. Noi abbiamo gioito per aver aiutato quella giovane migrante a salvare e dare alla luce il suo bambino. Ieri in Siria invece decine di bambini sono stati vigliaccamente uccisi con l’uso del gas! Un colpo al cuore per tutta l’umanità!   

 

 

 

L'EDITORIALE(del 25 marzo)ripreso da Gazzetta, Quotidiano e Cronache Calabrie

Container dei poveri a Tv7(Rai1). Soddisfazione di Corbelli e Padre Fedele

Roma

“I due dignitosi container della Protezione Civile che, dal mese di ottobre dello scorso anno, a Cosenza, in via degli Stadi(nello spazio dell’ex Afor), ospitano i poveri sono un esempio, per il nostro Paese, di accoglienza e di rispetto dei poveri e senzatetto, nostri connazionali e immigrati. A questa significativa iniziativa di solidarietà ha dedicato ieri sera(venerdì)un ampio servizio il popolare programma Tv7, la rubrica di approfondimento del TG1. Il reportage è stato realizzato dal bravo e noto giornalista Riccardo Giacoia, che voglio ringraziare per aver fatto conoscere in tutto il Paese e all’estero il nostro piccolo gesto solidale, che è uno spaccato dell’altra Calabria, quella della solidarietà e dell’accoglienza, nient’altro che l’immagine vera, ospitale della nostra città, della nostra regione e della nostra gente”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore, insieme a Padre Fedele Bisceglia, di questa bella, significativa pagina di solidarietà e di accoglienza. “Corbelli e Padre Fedele, intervistati da Giacoia, hanno raccontato come è nata nell’ottobre scorso questa iniziativa umanitaria e come continua ogni giorno e come grazie ad essa si sono scongiurate a Cosenza durante l’inverno delle tragedie di clochard, come è invece purtroppo successo in tante città italiane(dal Nord al Sud) dove molti poveri, che dormivano in strada, sono morti per il freddo! A Cosenza questo non è accaduto. E due poveri, che erano ospiti nei container, sono morti(alla fine dell’anno) per le loro gravi condizioni di salute. Hanno terminato la loro esistenza in modo dignitoso, non in mezzo ad una strada o in una macchina ma in quei dignitosi container, dove alla vigilia di Natale hanno anche festeggiato come tutti, grazie al pranzo che Diritti Civili gli ha offerto e che Padre Fedele,  e i suoi due preziosi collaboratori, Teresa Boero e Giovanni Valentino, hanno voluto consumare insieme e accanto a loro. Giacoia nel servizio realizzato di sera ha scelto di far parlare una donna ospite di questo container, è una anziana bulgara che per oltre un anno aveva dormito sulla panchina dell’ospedale dell’Annunziata, accanto alla Statua di Padre Pio, e che dall’ottobre scorso è ospite tutti i giorni in uno dei due container. Questa povera donna ha espresso tutta la sua gioia per essere stata salvata. Quel container è oggi la sua casa. C’è anche un televisore. E quando c’è stato un problema elettrico, per un blackout, siamo prontamente intervenuti e, insieme a Padre Fedele, Teresa e Giovanni, abbiamo provveduto a riparare il guasto. Mi sono personalmente fatto carico delle spese per il nuovo impianto elettrico, così come ho fatto per i primi mesi pagando il custode che guardava durante la notte i due container. E’ bello e importante che ieri in un popolare programma nazionale della Rai sia andata in onda questa storia di solidarietà, che rende onore ad una città, alla sua storia e alla sua gente”. 

25 marzo 2017

 

L'EDITORIALE(del 2 marzo) diffuso dall'Agi e ripreso dal Giornale di Calabria

MIGRANTI, CORBELLI: “BIMBI CHIUSI COME BESTIE IN GABBIA IN LIBIA”

CATANZARO. “L’approvazione, mercoledì sera, al Senato, del disegno di legge per la tutela dei piccoli migranti, minori non accompagnati, è un primo, importante passo, una risposta di grande civiltà, solidarietà e umanità al dramma di questi minori non accompagnati che arrivano in Italia. Un Paese civile ha il dovere di accoglierli e tutelarli”. È quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili e delegato, per la Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, da sempre impegnato ad aiutare gli immigrati. “L’emergenza dei minori non accompagnati – dice – va purtroppo ben oltre i confini nazionali e in Libia diventa un fatto ancora più drammatico con tantissimi bambini, chiusi(con gli altri migranti, uomini e donne), come bestie in gabbia, nei centri di detenzione libici, veri e propri lager, e sottoposti a violenze inaudite! Bisogna tutelare tutti questi bambini prigionieri e violentati! Le immagini di questi bambini, trasmesse da alcune tv, sono un colpo al cuore per chiunque abbia un briciolo di pietà e umanità. Quei poveri innocenti bambini che porgono le loro piccole mani, fuori dalle celle, supplicando di liberarli e aiutarli, provocano dolore e rabbia, sono la negazione di ogni principio di civiltà, solidarietà e umanità! È qualcosa di orribile, un orrore, che calpesta i diritti più elementari e la stessa dignità della persona umana! Mi domando: è questo il risultato del recente accordo con la Libia per fermare il flusso dei migranti verso il nostro Paese? È questo il prezzo da pagare? In questo modo aiutiamo quelle povere e sfortunate creature e persone, pagando i libici per arrestarli e farli morire chiusi, peggio delle bestie, nei centri di detenzione, nei lager della Libia? Le crudeli prigioni libiche non possono certamente essere queste le alternative ai barconi e ai viaggi della speranza! Questo sta invece purtroppo accadendo – denuncia – nel silenzio e nell’indifferenza dell’Ue, al di là dei proclami(inascoltati) del Commissario Juncker. Perché non si interviene per cancellare questa disumanità dei bambini rinchiusi, violentati e condannati a morire nei lager libici? Perché non si impone ai Paesi europei di farsi tutti carico del problema dell’immigrazione? Perché non si sceglie la via dei corridoi umanitari per far arrivare questi bambini (almeno loro, subito) in Europa, così come è stato fatto anche nelle ultime ore con l’arrivo in Italia, all’aeroporto di Fiumicino, di un gruppo di profughi siriani (provenienti da un campo in Libano), alcuni dei quali sono arrivati e sono stati accolti ieri anche in Calabria, a Riace e Gioiosa Jonica?”.

 

L'EDITORIALE(del 20 febbraio) ripreso da Gazzetta del Sud e Cronache delle Calabrie

Nessuno parla dei tre giovanissimi migranti morti (per la fame e la

sete patiti durante il lungo viaggio) dopo l’ultimo sbarco in Calabria.

C’è una tragedia  immane che si sta consumando purtroppo nell’indifferenza e nel silenzio generali. Sono alcuni giovanissimi migranti, sbarcati a Vibo, due settimane fa, che continuano a morire per le conseguenze della  fame e della sete patiti durante il lungo viaggio. E’ delle ultime ore infatti la notizia della morte di un’altra giovanissima migrante quindicenne, arrivata al porto di Vibo, insieme agli altri immigrati, domenica 5 febbraio, che porta a tre il numero delle giovani vittime dell’ultimo sbarco, dopo i due ragazzi del Mali e dell’Etiopia, di 15 e 20 anni, deceduti subito dopo il loro arrivo nell’ospedale vibonese. E’  una catastrofe umanitaria che addolora profondamente e dà un’idea della sofferenza e disperazione di questa povera gente, che l’Italia, L’Europa, tutti noi abbiamo il dovere di aiutare. A chi criminalizza i migranti, alza dei muri della vergogna, minaccia ignobilmente pulizia di massa, via per via, va ricordata la tragedia di questi ragazzi che hanno terminato la loro breve esistenza terrena in modo così orribile e atroce! Morire per la fame e la sete.  E’ qualcosa che sconvolge e spezza il cuore. Tre giovanissimi migranti sono morti in questo modo crudele, mentre inseguivano il sogno di una vita dignitosa. Nessuno purtroppo si occupa di loro. A parte gli operatori e i volontari che li hanno accolti e assistiti al loro arrivo nel porto di Vibo e negli ospedali della città e della provincia. Di loro hanno parlato solo, con la consueta sensibilità, alcuni importanti media calabresi. Per il resto solo silenzio e indifferenza, come se quelle morti, per disidratazione e malnutrizione, di tre ragazzi non fosse un fatto drammatico, una tragedia immane e orribile. A questi poveri e sfortunati giovani, alcuni anche senza nome e senza volto, darò assai presto una degna sepoltura nel Cimitero dei Migranti che stiamo per realizzare a Tarsia, In  Calabria. Darò dignità alla loro morte. Almeno questo loro sacrosanto diritto lo farò rispettare.

 

 

L'EDITORIALE(del 5 febbraio 2017) ripreso da Ansa e Agi, Quotidiano e Gazzetta

 CHIAREZZA SU VACCINO CONTRO MENINGITE! QUALI I RISCHI PER I BAMBINI?

 Quale responsabile del Movimento Diritti Civili e delegato, per la Presidenza della Regione Calabria, per la tutela e promozione dei diritti umani, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni e richieste di intervento, chiedo alle autorità preposte(Ministero salute, Dipartimento regionale salute, struttura regionale Commissariale, Primari ed esperti del settore) di dare, tramite la stampa, una immediata e chiara risposta sulla obbligatorietà o meno (spiegando naturalmente quelli che potrebbero essere i gravi effetti collaterali) della vaccinazione dei bambini contro la meningite e fornire così alle famiglie, giustamente preoccupate per l’allarmismo(secondo alcuni esperti assolutamente ingiustificato) di questo periodo e per questo indecise su come comportarsi, le informazioni necessarie. C’è un'assoluta priorità e urgenza che tutti(Governo, Regioni, autorità sanitarie) hanno il dovere di affrontare subito, alla luce di quanto sta succedendo in alcune regioni italiane e delle notizie che continuano a susseguirsi creando, in tutto il Paese, un allarmismo assolutamente ingiustificato, secondo diversi esperti. Per questo motivo è assolutamente indispensabile e urgente dare delle risposte immediate e chiare a queste domande. C’è una emergenza meningite oggi in Italia? Conviene vaccinare i bambini e quali sono i rischi? La vaccinazione per i bambini contro la meningite è obbligatoria o è solo raccomandata? C’è una età entro cui va fatta(si parla dei neonati e degli adolescenti tra gli 11 e 12 anni, le due fasce d’età sembra più esposte al rischio contagio)? Chi non l’ha fatta deve farla? Sino a che età va fatta? E’ vero, come denunciano alcune associazioni di categoria, che la vaccinazione potrebbe avere degli effetti collaterali gravi? C’è un rischio meningite in Calabria o l’allarme, come dicono alcuni esperti, è circoscritto soltanto ad alcune province di una regione italiana, la Toscana? In conclusione si dica ai tanti genitori, assai preoccupati, come devono comportarsi di fronte a questo angosciante dilemma: devono vaccinare contro la meningite i loro bambini(come dicono alcuni) oppure no(come sostengono altri)? Possibile che ancora oggi nonostante questo (ingiustificato) allarmismo in Italia non si è riusciti a dare una risposta chiara e univoca a questa domanda? Spero e chiedo, anche per il mio ruolo istituzionale, che qualcuno lo faccia subito ad iniziare dalla Calabria.

 

 

L'EDITORIALE(del 3 febbraio 2017)

Accordo Italia-Libia, per bloccare i migranti,

è come il patto disumano Ue-Turchia!

L’accordo Italia-Libia, che dovrebbe adesso avere il sostegno dell’Ue, per impedire la partenza dei migranti dal paese africano è un grave errore, è come il vergognoso e disumano accordo economico Ue-Turchia che ha chiuso la rotta balcanica, è destinato ad avere le stesse drammatiche conseguenze di quella assurda e infelice scelta. Impedire la partenza dei migranti è un grosso sbaglio che non risolve assolutamente il problema dell’immigrazione che va affrontata in modo diverso ponendo fine alle guerre e allo sfruttamento dei paesi poveri dell’Africa(e non solo) e creando corridoi umanitari che consentano di far arrivare in Italia e nelle altre Nazioni europee un flusso regolare e controllato di migranti con precedenza per profughi,  donne , bambini, anziani e persone malate da curare, afferma Corbelli. Questa è la soluzione. Il flusso migratorio si gestisce e governa in questo modo. Gli arrivi di un anno(poco più di 360mila nel 2016) se distribuiti in tutti i Paesi dell’Ue(e non solo in Italia!) che conta oltre 500 milioni di abitanti, diventa meno dell’1%. Altro che invasione, come strumentalmente si vorrebbe far credere per meschini calcoli e interessi, soprattutto, elettorali! I migranti, se saputi gestire e integrati, nel rispetto delle leggi delle diverse Nazioni,  sono una ricchezza sotto tutti i punti di vista. Per questo oggi bisogna evitare di ripetere il tragico errore fatto con l’accordo con la Turchia. Per evitare nuove tragedie nel Mediterraneo(che non si fermerebbero purtroppo pattugliando e controllando le sole coste libiche!) e per scongiurare che si creino nei paesi africani tanti nuovi campi-lager(come quelli in Grecia, Turchia e Serbia) dove ammassare e far morire, come bestie, migliaia di poveri migranti, lasciati al gelo e sotto la neve, in fila, come gli ebrei, per avere un pezzo di pane da mangiare!

 

 

L'EDITORIALE(del 29/01)ripreso da Gazzetta del Sud e Quotidiano del Sud

Trump come Orban!

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 Il Presidente Trump, che chiude le porte del suo grande Paese ai migranti poveri del mondo, è  come Orban, il premier ungherese, quello del muro (e non solo!) della vergogna! Ricordo al Presidente Usa la immane tragedia dei migranti, degli oltre 5000 morti nei tragici naufragi nel Mediterraneo nel 2016”(vittime a cui si darà adesso degna sepoltura con la costruzione a Tarsia, in Calabria, del Cimitero internazionale dei Migranti, per la cui realizzazione si batte ininterrottamente da oltre tre anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, Diritti Civili), e lo invito a venire a vedere da vicino, a bordo di una delle tanti navi americane, cosa fa l’Italia per salvare ogni giorno, nel Canale di Sicilia, migliaia di poveri migranti in fuga da guerre, persecuzioni e miseria. Quale fondatore e, da oltre 20 anni, coordinatore in Italia del Movimento Diritti Civili, non posso non esprimere una ferma condanna e tutto il mio sdegno per i provvedimenti disumani posti in essere dal Presidente degli Stati Uniti che sta impedendo l’ingresso in America agli immigrati di sette paesi islamici tra cui anche tante donne, molti bambini e anziani malati e disabili! Una vergogna che offende la storia del più grande, democratico e accogliente Paese del Mondo! Trump preferisce ignorare la immane tragedia dell’immigrazione. Quei barconi carichi di disperati che ogni giorno cercano di arrivare sulle coste italiane e che tante volte purtroppo finiscono tragicamente il loro viaggio della speranza. Qualcuno ricordi a Trump gli oltre 5000 morti nel Mediterraneo nel solo 2016! Qualcuno se può lo porti, Trump, su una nave americana a vedere da vicino la sofferenza e disperazione di questa povera gente, a rendersi conto di cosa fanno i tanti coraggiosi volontari  e operatori  del nostro Paese che ogni giorno salvano in mare, nel Canale di Sicilia, migliaia di poveri migranti.

 

L'EDITORIALE(del 13 gennaio 2017) pubblicato su Il Quotidiano del Sud

La vergogna di Belgrado! Migranti trattati come gli ebrei!

Risultati immagini per migranti in fila a belgrado

Mentre esprimo tutto il mio cordoglio per la morte del povero migrante nel rogo di un capannone disumano di Firenze per il cui caso(l’uomo, Ali Muse, un profugo somalo, è morto mentre tentava di salvare i suoi documenti, che gli servivano per il ricongiungimento familiare) va fatta piena luce e va resa giustizia, mi chiedo perché  l’Italia e l’Unione europea non intervengono per porre fine alla crudeltà e all’orrore di Belgrado dove migliaia di poveri migranti vengono trattati come gli ebrei durante la guerra! I poveri immigrati in fila sotto la neve, per un pasto, li stanno facendo  morire di freddo e gelo! I disperati di Belgrado come e forse anche peggio(ammesso che sia possibile andare oltre quell’orrore!) dei migranti della tendopoli disumana di San Ferdinando! Di fronte alle immagini terribili, che spezzano il cuore, che arrivano dalla vecchia stazione ferroviaria di Belgrado, non si può restare insensibili, silenti e inerti. Occorre che l’Italia, l’Ue, il mondo civile intervengano per porre fine a quella disumanità. Come si può ignorare l’orrore di Belgrado? Come si fa a restare indifferenti di fronte alla disperazione, alla sofferenza e alla tragedia  di quella povera gente che chiede solo, per non morire, di potersi proteggere dal freddo e dal gelo, per poi proseguire il viaggio della speranza, che per loro, che fuggono dalla guerra, dalle persecuzioni e dalla miseria, significa salvezza! Quegli immigrati chiedono solo di essere trattati come esseri umani e non come gli ebrei durante la seconda guerra mondiale! Per loro e per tutti quelli che si trovano nelle stesse situazioni di sofferenza(penso anche ai nostri migranti della tendopoli-vergogna di San Ferdinando ) va fatta giustizia, rispettando i loro diritti e assicurando condizioni di vita dignitose. Anche la Calabria può e deve fare qualcosa per quei poveri sfortunati migranti, definiti i disperati di Belgrado. Quale responsabile del Movimento Diritti Civili e delegato, per l’Ufficio del capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Calabria, per la tutela e promozione dei diritti umani, chiedo al Presidente Oliverio un intervento concreto della Regione in questo senso. Un significativo segnale per dire che la Calabria, terra di accoglienza e di emigrazione, non chiude gli occhi e non si gira dall’altra parte di fronte alle immani tragedie dell’umanità più povera e sofferente. A Belgrado come a Rosarno. I migranti di Belgrado e di Rosarno, abbandonati al loro drammatico destino, non sono né prigionieri, né schiavi, né criminali, ma nostri fratelli, poveri e sfortunati, che devono essere aiutati dalle Istituzioni. Oggi chi si prende cura di loro, cercando di aiutarli e salvarli, è solo il mondo del volontariato(f.c.).

 

L'EDITORIALE(del 5 gennaio 2017) pubblicato su Il Quotidiano del Sud

I Cie sono dei lager! L’Italia dell’accoglienza(forse proprio per

questo sino ad oggi volutamente risparmiata dal terrorismo islamico!)

deve dire di no. Problema migranti si risolve diversamente.

 

I Cie che il Governo vorrebbe riaprire sono dei lager, la negazione dell’accoglienza, sono delle prigioni che, come dimostra l’esperienza del passato, offendono la dignità della persona e calpestano i diritti umani. Chi li ha proposti ha commesso un errore. Il Ministro degli Interni, Marco Minniti, che ha avuto questa infelice idea, pensi piuttosto a risolvere finalmente, in Calabria, il drammatico problema della vergogna e disumanità della tendopoli di San Ferdinando che nonostante le promesse e le riunioni delle varie Istituzioni è ancora lì con, per migliaia di poveri e sfruttati migranti, tutto il suo carico di disperazione, sofferenza e crudeltà. E’ quanto pensa chi, come me, da oltre 30 anni è impegnato ad aiutare gli immigrati ed è promotore, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, di una ininterrotta battaglia per la realizzazione a Tarsia, in Calabria, del Cimitero internazionale dei Migranti, una grande opera umanitaria per dare dignità alla morte di quanti (nel 2016 si è registrata la punta più alta di questa immane tragedia, con oltre 5000 persone decedute nel Mediterraneo! ) perdono la vita, nei tragici naufragi, mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Al ministro Minniti, che da reggino ben conosce la realtà calabrese, che sa dell’ospitalità della nostra terra e della nostra gente, gli chiedo di fare un passo indietro sui Cie. Non serve dire che saranno diversi rispetto a quelli del passato. I Cie erano e saranno sempre dei lager, dei luoghi disumani, che sono agli antipodi dell’accoglienza e dell’ospitalità. Il problema dei migranti non si risolve con le espulsioni (di fatto, in molti casi, quasi impossibili), perché a fronte di mille rimpatri forzati(per rimandarli poi dove, i tanti apolidi?) altre migliaia di disperati sono pronti a sbarcare sulle nostre coste. Il problema si risolve solo con una politica a livello europeo dell’accoglienza e dell’integrazione, con una equa ripartizione dei migranti in tutti i paesi dell’Unione europea. Basterebbe solo questo, perché non c’è nessuna invasione, come falsamente e strumentalmente (per sporchi interessi politici ed elettorali!) si vorrebbe far credere! Basta vedere le cifre degli sbarchi in un anno, pari a meno dell’1% della popolazione europea! Nel 2016 sono infatti arrivati in Europa poco più di 368.000 migranti a fronte di una Unione europea che conta oltre 500 milioni di abitanti! Il problema si pone solo se l’Italia viene lasciata da sola ad affrontare questa emergenza epocale. Il nostro Paese(sino ad oggi forse proprio per questo volutamente risparmiato dal terrorismo islamico!) deve continuare a salvare in mare e ad accogliere gli immigrati. L’Europa deve abbattere i muri della vergogna e accogliere equamente questi migranti. Intanto al ministro calabrese Minniti chiedo di intervenire subito per la tendopoli disumana di San Ferdinando”(f.c.).

 

L’EDITORIALE(del 20 dicembre 2016)

Il terrorismo non deve fermare l’accoglienza e l’integrazione  

Mentre esprimiamo tutto il nostro dolore per le povere vittime e lo sdegno per la strage di Berlino(e di Ankara), non possiamo e non dobbiamo assolutamente dimenticare tutte le altre immani tragedie delle guerre, delle città distrutte e assediate, dei bambini uccisi e del sangue dei migranti nel Mediterraneo dove anche oggi purtroppo, davanti alle coste della Turchia, ci sono stati dei naufragi con nuovi morti, tra cui 4 bimbi e una povera donna. Bisogna fare ogni sforzo per fermare ogni guerra, sconfiggere il terrorismo e scongiurare le stragi in mare. L’accoglienza e l’integrazione non si devono però assolutamente fermare. Solo in questo modo, con un mondo più giusto, possiamo un giorno sperare di non piangere più altre vittime innocenti. Condivido e apprezzo quanto ha coraggiosamente detto la Cancelliera tedesca Angela Merkel, anche dopo la strage di ieri a Berlino. L’integrazione deve proseguire. Deve farlo la Germania, così come l’Europa. Deve proseguire a farlo l’Italia continuando ad aiutare, salvare, in mare, e accogliere i poveri migranti e facendo sentire la sua voce perché cessino le guerre. E’ questa la strada giusta che deve essere da tutti perseguita. E’ questa la risposta  umana da dare. Aiutare e salvare i bambini e i poveri migranti e dare dignità alla morte di quelli più sfortunati che non ce la fanno a coronare il loro sogno di salvezza e perdono la vita nei loro viaggi della speranza mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Proprio per questo in Calabria sta per essere realizzato il Cimitero internazionale dei Migranti, la grande operaumanitaria che il mondo(ad iniziare da quello arabo) apprezza e aspetta, come dimostra l’interesse della stampa internazionale che continua a mandare a Tarsia i suoi inviati. E’, questa opera di civiltà che sorgerà in Calabria, il nostro contributo alla Pace nel mondo. 

 

 

 A BREVE, ENTRO L'ESTATE, A TARSIA FINALMENTE L'INIZIO DEI LAVORI

(nella pagina Video, nell'intervista di Corbelli a BUONGIORNO REGIONE su RAI3, le ragioni del ritardo)

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili
 
Presidente Oliverio firma decreto per finanziamento lavori 

Cimitero internazionale Migranti. Diritti Civili lo ringrazia.

“Finalmente potranno iniziare i lavori della grande opera

umanitaria e di civiltà, che il mondo apprezza e aspetta”

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Il presidente Oliverio il giorno(il 23 luglio 2016) del sopralluogo a Tarsia

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, informa, in una nota, “che il Presidente della Regione, Mario Oliverio, che ha incontrato oggi alla Cittadella regionale, sta per firmare, in queste ore(lo farà poi infatti il giorno dopo), il decreto che di fatto segna l’inizio dei lavori del Cimitero internazionale dei Migranti, la grande opera umanitaria che sarà realizzata a Tarsia, per dare, in un unico luogo di pace e di riposo, una degna sepoltura alle vittime dei tragici naufragi”. “Esprimo tutta la mia soddisfazione per la notizia che nel piccolo cimitero reggino di Armo sono seppellite le salme di 45 migranti. Ringrazio quanti si sono spesi per questa meritoria iniziativa umanitaria. Informo che il Cimitero internazionale dei Migranti, che sorgerà a Tarsia, accoglierà tutti gli immigrati che perdono la vita nei tragici naufragi, mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria, afferma Corbelli, in una nota. Informo a questo proposito che proprio oggi con il Presidente della Regione, Mario Oliverio, e il dirigente generale, ing. Domenico Pallaria, ho affrontato e, finalmente, avviato a soluzione questo problema. Il Governatore Oliverio ha, sempre oggi, nel corso del nostro incontro, informato per telefono il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, che sta per firmare, lo farà(il Presidente) già nelle prossime ore(esattamente il giorno dopo, 18 ottobre), il decreto con il quale finanzia l’inizio della grande opera umanitaria, che cancellerà per sempre la disumanità  di quei corpi di poveri migranti, quasi tutti senza volto e senza nome, seppelliti(per terra, con un numerino!) in tanti piccoli sperduti cimiteri calabresi e siciliani che di fatto ne cancellano così, per sempre, ogni ricordo e  riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno per trovarli, per portare un fiore e dire una preghiera. Confermo quindi che inizieranno (spero al più presto) i lavori di questa grande opera umanitaria e di civiltà, che il mondo apprezza e aspetta. Come è noto lotto ininterrottamente da oltre 3 anni(dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013) per la realizzazione del Cimitero dei Migranti. Purtroppo sono stati tanti gli intoppi e i ritardi burocratici che abbiamo dovuto superare, ma grazie alla volontà e determinazione del Presidente Oliverio, che ringrazio pubblicamente, siamo finalmente riusciti a farcela. Oggi, con il decreto del Governatore Oliverio, è stato il giorno che di fatto segna l’inizio della realizzazione del Cimitero dei Migranti, un luogo di pace dove saranno sepolti, nel rispetto delle diverse culture religiose, le vittime del dramma dell’immigrazione. Ricordo che il Cimitero dei Migranti, che sarà dedicato al piccolo siriano Aylan Kurdi, sorgerà su un’area di 10mila metri quadri. Sarà costruito su una collinetta in un luogo di grande valore simbolico, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale ebraico di Tarsia e a poca distanza dall’ex campo di internamento di Ferramonti, luogo, durante la seconda guerra mondiale, di prigionia ma anche di umanità e di rispetto della dignità umana”.

17 ottobre 2016

 

 

Cimitero Migranti. Corbelli “L’opera è stata, in parte,

già finanziata un mese fa dalla Regione. Ho chiesto al

sindaco di Tarsia  di iniziare subito i lavori, già entro

questo mese, e di ultimarli in breve tempo.

Le salme dei poveri migranti continuano ad essere

portate in Calabria. La grande opera umanitaria è per

questo molto importante e assolutamente urgente".

 

Il sopralluogo del Presidente Oliverio al sito del Cimitero dei Migranti

Catanzaro

“Mentre la tragedia dei poveri immigrati non si arresta e molte delle vittime sconosciute dei tragici naufragi vengono portate in Calabria(oggi 9 salme, dopo le 6 di pochi giorni fa e le 12 di fine ottobre, sono sbarcate nel porto di Reggio)  per essere seppellite, da qualche parte, con un semplice numerino, i lavori per la realizzazione del Cimitero internazionale dei Migranti (che ricordo è stato già inizialmente finanziato, con un decreto emesso dalla Regione, esattamente un mese fa, il 18 ottobre), per dare dignità alla morte di questi sfortunati immigrati,  dovrebbero finalmente iniziare, già entro la fine di questo mese, ed essere ultimati nel più breve tempo possibile. Questo è quello che ho chiesto al sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso. Questa grande opera umanitaria, che il mondo apprezza, è, alla luce purtroppo delle continue tragedie di migranti, non solo particolarmente importante ma assolutamente urgente”. E’ quanto afferma, in una nota, il responsabile del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. “Dopo aver ottenuto, dalla Regione, grazie al Presidente Oliverio, un primo finanziamento e superato ogni intoppo burocratico, ho chiesto di iniziare subito questi lavori e di concluderli rapidamente. E’ quanto ho ribadito, ancora una volta, in questi ultimi giorni, al sindaco di Tarsia, che ringrazierò sempre per la sua disponibilità ad ospitare nel suo comune l’opera umanitaria. Sto personalmente facendo di tutto perché il comune di Tarsia possa iniziare subito questi lavori. Considero il Cimitero dei Migranti (per la cui realizzazione, come è noto, lotto ininterrottamente da oltre tre anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013) un’iniziativa di grande civiltà e umanità(che ho molto a cuore), che il mondo apprezza e aspetta, come dimostra l’interesse della stampa internazionale che continua a mandare a Tarsia i suoi inviati. Il Cimitero dei Migranti  cancellerà la disumanità di quei corpi, di poveri migranti morti nei viaggi della speranza, quasi tutti senza volto e senza nome, sepolti, con un semplice numerino, in tanti piccoli sperduti cimiteri calabresi e siciliani che di fatto ne cancellano, in questo modo, per sempre, ogni ricordo e  riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno per trovarli, per portare un fiore e dire una preghiera. Ricordo che il Cimitero dei Migranti, che sarà dedicato al piccolo siriano Aylan Kurdi, sorgerà su un’area di 10mila metri quadri. Sarà costruito su una collinetta in un luogo di grande valore simbolico, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale ebraico di Tarsia e a poca distanza dall’ex campo di internamento di Ferramonti, luogo, durante la seconda guerra mondiale, di prigionia ma anche di umanità e di rispetto della dignità umana”.

18 novembre 2016

 

  

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(diffuso dall'ANSA)

Terremoto. Diritti Civili chiede(va) rinvio inutile, dannoso e costoso

referendum costituzionale e destinazione oltre 500 milioni di euro

risparmiati per popolazioni colpite da continui devastanti sisma!

NORCIA distrutta - Foto ANSA - 31 ottobre

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede di annullare “l’inutile, dannoso e costoso referendum costituzionale e di destinare le centinaia di milioni di euro (oltre 500 quelli che si andranno a spendere per sostenere, il 4 dicembre, la consultazione referendaria) alle popolazioni colpite dai continui, devastanti terremoti”! “Il rinvio del referendum costituzionale è una proposta assolutamente sensata, rappresenta una prova di responsabilità e di attaccamento al proprio Paese, è quasi un atto doveroso di fronte all’emergenza terremoto e al dramma dei centomila sfollati, afferma Corbelli, in una nota. Può un Paese civile, serio e responsabile di fronte alla immane tragedia, alla sofferenza e disperazione di centinaia di migliaia di suoi cittadini lacerarsi ancora per un altro mese per andare a votare per la più inutile, dannosa e antidemocratica delle riforme? Mentre l’Italia crolla, letteralmente e drammaticamente, travolta da continui, devastanti terremoti , da mesi i partiti si accapigliano per modificare qualche articolo della Costituzione! Una vergogna e uno scandalo! Si annulli il referendum, si destinino le centinaia di milioni di euro (che si andrebbero a spendere per sostenere la inutile consultazione referendaria) alle popolazioni colpite. Ci si impegni tutti insieme per aiutare gli sfollati, anziché continuare ad andare a fare passerelle e propaganda in giro per l’Italia, ferita, devastata e terrorizzata(dal Nord al Sud) dal terremoto. Questo si aspettano gli italiani dai partiti e dalle istituzioni. Almeno da quelli che hanno a cuore le sorti del nostro Paese e il bene e gli interesse del popolo italiano, soprattutto oggi di quello più  sofferente e colpito dal terribile terremoto”.

31 ottobre 2016

La nostra proposta non e' stata accolta! Conoscendoli (assai bene!) non c'erano dubbi!  

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 Anche sulla stampa cattolica tedesca il reportage sul

Cimitero dei Migranti. Cresce l’attenzione della stampa

internazionale per la grande opera umanitaria.

RIVISTA CATTOLICA TEDESCA

Dai Paesi arabi all’Europa, dalla Germania al Brasile il mondo guarda con crescente interesse al Cimitero internazionale dei Migranti. O Globo, il primo storico giornale del Brasile, ha pubblicato il reportage sul Cimitero dei Migranti, realizzato a Tarsia, il 22 agosto, dalla sua inviata, la giornalista Adriana Carranca. Un altro articolo è stato dedicato alla grande opera umanitaria dalla stampa cattolica della Germania. Un servizio è stato pubblicato ieri dalla Rivista cattolica tedesca, Publik Forum. Ancora, dunque, nuovi, importanti e significativi riconoscimenti della stampa internazionale (dopo quelli di Al Jazeera, la più importante tv del mondo arabo, della Radio pubblica tedesca, Ard, del principale quotidiano della Svizzera, Neue Zurcheng Zeitung, che hanno mandato, per realizzare i reportage, i loro inviati a Tarsia; della Bbc e altri grandi media mondiali che hanno preannunciato il loro arrivo in Calabria) per quella che è considerata nel mondo una opera umanitaria universale. “L’inviata di O Globo, che era arrivata a Tarsia insieme al fotoreporter brasiliano, Roberto Setton, nel suo reportage racconta la grande iniziativa umanitaria che darà dignità alla morte dei tanti poveri migranti(uomini, donne e bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi nel Mediterraneo mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria e vengono sepolti, senza volto e senza nome, con un semplice numerino, in tanti piccoli sperduti cimiteri, che ne cancellano per sempre in questo modo ogni ricordo e riferimento per tutti i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno a trovarli per portare un fiore e dire una preghiera. Di dignità parla pure la rivista cattolica tedesca. La giornalista brasiliana e il periodico tedesco hanno intervistato il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore da tre anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, di una lunga e ininterrotta battaglia per la realizzazione del Cimitero dei Migranti, questa grande opera che sta per essere realizzata a Tarsia, grazie alla disponibilità del sindaco, Roberto Ameruso, e con il sostegno del presidente della Regione, Mario Oliverio. Corbelli ha illustrato il progetto della grande opera che sorgerà su un’area di 10mila metri quadri e sarà intitolata al bambino siriano Aylan Kurdi. O Globo nel reportage ha mostrato il luogo, di grande valore simbolico, l’ex campo di internamento fascista di Ferramonti, dove a poca distanza sarà realizzato il Cimitero dei Migranti. Grande apprezzamento è stato espresso dall’inviata di O Globo e dalla rivista cattolica tedesca, Publik Forum, per questa opera universale. La stampa internazionale continua dunque a restare favorevolmente impressionata da questa grande iniziativa umanitaria e di pace. “Un luogo della memoria e della riflessione sulla grande tragedia dell’immigrazione. Un motivo di orgoglio, non solo per la nostra Calabria ma per l’intero Paese. Un’opera universale che la stampa internazionale continua a seguire con particolare attenzione, mentre i media nazionali italiani, tranne poche lodevoli eccezioni, continuano a tacere”, ha concluso Corbelli.

23 settembre 2016

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(diffuso dall'AGI)

Cimitero Migranti. A Tarsia l’inviata di O Globo, il più

importante giornale del Brasile. Un fatto straordinario! 

Il mondo apprezza ed esalta la grande opera umanitaria che

sta per essere realizzata a Tarsia, in Calabria”.

IL REPORTAGE NELLA PAGINA MEDIA

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L'inviata speciale di O Globo, Adriana Carranca 

Il Cimitero internazionale dei Migranti, che sarà realizzato a Tarsia, in Calabria, sempre più al centro dell’attenzione della stampa internazionale, adesso anche di quella di oltre Oceano! Dopo Al Jazeera, la tv più importante del mondo arabo, che sabato a Tarsia ha, con le sue tre inviate, realizzato un reportage, ieri(lunedì), nel tardo pomeriggio, è arrivata nel piccolo comune del cosentino l’inviata speciale, Adriana Carranca, del giornale O Globo, il quotidiano più importante del Brasile. Lo rende noto il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore (con una lunga, ininterrotta battaglia iniziata 3 anni fa, dopo la tragedia di Lampedusa del  3 ottobre 2013) della grande opera umanitaria che sta per essere realizzata a Tarsia dalla Regione Calabria, di concerto con il comune del piccolo centro del cosentino e il ministero degli Interni. “La giornalista brasiliana era accompagnata da un suo connazionale, Roberto Setton, fotografo e cineoperatore tv, e dal giornalista italiano Giacomo Zandolini. L’inviata brasiliana e il suo collega sono rimasti a Tarsia anche questa mattina(martedì) per completare il reportage che sarà pubblicato sullo storico giornale brasiliano(nell’edizione cartacea e anche on line) e sarà proiettato anche al Festival sull’immigrazione che si svolgerà a San Paolo. Accompagnati da Corbelli(che era stato contattato dalla giornalista brasiliana) e dalla consigliere delegata alla integrazione Monia Martorano hanno visitato il sito(un luogo di grande valore simbolico, una collinetta immersa tra gli ulivi, simbolo di pace, che non saranno toccati, di fronte il vecchio cimitero comunale e il Lago e a pochissima distanza dall’ex campo di concentramento di Ferramonti) dove sorgerà la grande opera umanitaria, si sono quindi portati al vecchio cimitero ebraico di Tarsia a fotografare la tomba che ospita alcuni degli ex internati (tra cui un bambino ebreo di appena tre mesi nato e morto nel campo nel 1941; una tragedia quella del bambino ebreo che inevitabilmente richiama alla mente quella dei piccoli migranti che continuano a morire nei naufragi nel Mediterraneo e che spiega il perché della scelta di Tarsia per la realizzazione dell’opera) e hanno concluso, questa mattina, il loro lavoro, con le ultime interviste e riprese. Dunque la stampa internazionale continua a sbarcare a Tarsia per raccontare questa straordinaria pagina di solidarietà, di accoglienza, di civiltà e di pace. Corbelli parla di “un fatto straordinario. Il mondo apprezza ed esalta la grande opera umanitaria che sta per essere realizzata a Tarsia, in Calabria. Dopo il mondo arabo(con Al Jazeera), la Germania(con la Radio pubblica tedesca, Ard), la Svizzera(con il principale giornale Neue Zurcher Zeitung), tutti e tre questi importanti media già stati a Tarsia, l’Inghilterra(con la storica Bbc, che ha preannunciato il suo arrivo in Calabria per un reportage), adesso finanche dall’altra parte della Terra, dal lontanissimo, grande Paese del Brasile si manifesta interesse e apprezzamento per questa importante opera universale che il più autorevole giornale brasiliano vuole raccontare e far conoscere ai tanti milioni di propri connazionali(e non solo). L’inviata di O Globo che dal lontano, immenso Brasile arriva nella piccola Calabria è un evento eccezionale che deve far riflettere sul valore universale del Cimitero dei Migranti e su quella che è l’attesa e la condivisione in ogni parte del mondo per questa grande opera umanitaria e di pace. Un fatto questo che carica di ulteriore responsabilità il Movimento Diritti Civili, il Presidente della Regione, Mario Oliverio, che questa opera finanzia insieme al ministero degli Interni, e il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso che, con il consenso della sua amministrazione, questo importante e significativo Cimitero dei Migranti farà costruire e ospiterà nel suo comune. Il mondo intero guarda a Tarsia e al Cimitero dei Migranti. La Calabria grazie a questa grande opera avrà una occasione di riscatto a livello internazionale. Il Cimitero dei Migranti sarà un’opera umanitaria che servirà a dare dignità alla morte di quanti perdono la vita nei tragici naufragi, mentre fuggono da guerre, miseria e persecuzione. Un luogo della memoria, della riflessione e una speranza per un mondo migliore, più giusto, più umano dove non ci siano più né tragedie in mare, né guerre e bombardamenti, né stragi terroristiche. Il Cimitero sorgerà su un’area di 10mila metri quadrati, avrà un costo di quasi 4 milioni di euro e sarà intitolato al piccolo siriano Aylan Kurdi”.

23 agosto 2016

 

 Notizia AGI

Cimitero Migranti. Tre giornaliste di Al Jazeera sono state a Tarsia

per realizzare lo speciale. Grande apprezzamento da parte loro per

questa opera umanitaria universale

IL REPORTAGE TV NELLA SEZIONE VIDEO

Risultati immagini per al jazeera logoSonia Gallego

                                              Sonia Gallego, inviata di AL JAZEERA, che è stata a Tarsia

Una troupe di Al Jazeera, interamente al femminile , quella arrivata oggi a Tarsia in Calabria per realizzare uno speciale sul Cimitero internazionale dei Migranti. Tre giornaliste donne, due inglese, Sonia Gallego e Alina Gracheva, e una italiana, Martina Crichi, sono state inviate da Al Jazeera a Tarsia per raccontare la grande opera umanitaria che darà dignità alla morte dei tanti poveri migranti(uomini, donne e bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi nel Mediterraneo mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Al Jazeera, a distanza di 3 mesi, è ritornata, con una  squadra di giornaliste, a Tarsia per realizzare uno speciale sul Cimitero internazionale dei Migranti, nell’immediata vigilia dell’inizio dei lavori della grande opera umanitaria. Grande apprezzamento è stato espresso dalle tre giornaliste per questa opera universale. La troupe di Al Jazeera è stata accolta nel municipio dal sindaco Roberto Ameruso e dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore di questa grande iniziativa umanitaria, con una lunga ininterrotta battaglia iniziata tre anni fa, subito dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Anche il Tg Rai Calabria ha voluto essere presente oggi a Tarsia per continuare a raccontare questa straordinaria pagina di solidarietà e di civiltà. IL sindaco Ameruso e Corbelli, hanno mostrato e illustrato il progetto della grande opera che sorgerà su un’area di 10mila metri quadri e sarà intitolata al bambino siriano Aylan Kurdi. Le giornaliste di Al Jazeera si sono quindi recate nel luogo, di grande valore simbolico, dove sarà realizzato il Cimitero dei Migranti, su una collinetta, immersa tra gli ulivi(che, quale simbolo di pace, non saranno toccati), proprio di fronte il Lago e il vecchio cimitero comunale e a poca distanza dall’ex campo di internamento di Ferramonti che hanno poi visitato(il campo e il vecchio camposanto, la parte ebraica dove tra gli altri internati sepolti, vi riposa anche un bambino ebreo, nato e morto nel campo nel 1943, dopo soli 3 mesi di vita; “una tragedia, quella del bambino ebreo, che richiama alla mente quella dei piccoli migranti di oggi, che muoiono nel Mediterraneo, e che mi ha portato, ha detto Corbelli, a scegliere Tarsia per realizzare questa grande opera umanitaria”). Giudizi estremamente positivi sono stati espressi dalle tre giornaliste per questa opera umanitaria che li ha particolarmente colpite. La stampa internazionale continua dunque a restare favorevolmente impressionata da questa grande opera umanitaria e di pace. Le inviate di Al Jazeera hanno intervistato Corbelli e il sindaco Ameruso che hanno annunciato che, grazie al primo contributo della Regione Calabria, concesso dopo l’intervento e il sopralluogo(il 22 luglio scorso) all’area, dove sorgerà il Cimitero dei Migranti, del Presidente Mario Oliverio, stanno per iniziare i lavori della grande opera umanitaria che potrebbero in due-tre mesi essere già conclusi. Sicuramente a ottobre, in occasione della Giornata nazionale dedicata alle vittime dell’immigrazione, il Cimitero internazionale dei Migranti di Tarsia sarà già a buon punto e visibile. Ameruso e Corbelli hanno espresso grande soddisfazione per l’arrivo della troupe di Al Jazeera e per la presenza, anche oggi, del Tg Rai Calabria e hanno parlato di una giornata importante e storica non solo per Tarsia, la Calabria e l’Italia ma per il mondo intero e la storia perché è stato ufficialmente annunciato l’imminente inizio dei lavori della grande opera umanitaria e di pace che il mondo(ad iniziare in particolare da quello arabo) apprezza e segue con attenzione, interesse e speranza che possa questo gesto nobilissimo dell’Italia contribuire a fermare, un giorno speriamo non lontano, l’odio e la violenza, le guerre e gli attentati terroristici”.

20 agosto 2016

 

QUOTIDIANO DEL SUD - 21 agosto 2016

 

Notizia AGI

Cimitero Migranti. Ritorna Al Jazeera per realizzare uno speciale.

Mercoledì è stata a Tarsia l’inviata del TgCom24!  Apprezzamento in Italia

e nel mondo(in particolare quello arabo) per la grande opera umanitaria.  

 

Al Jazeera ritorna a Tarsia per realizzare uno speciale sul Cimitero internazionale dei Migranti, nell’immediata vigilia dell’inizio dei lavori della grande opera umanitaria, che darà dignità alla morte dei tanti poveri migranti(uomini, donne e bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi nel Mediterraneo mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Domani(sabato) una troupe della storica emittente del mondo arabo sarà a Tarsia per il reportage. Tre mesi fa Al Jazeera aveva dedicato un lunghissimo articolo sul proprio sito al Cimitero dei Migranti. Una giornalista inglese, collaboratrice di Al Jazeera, era stata due giorni a Tarsia e aveva realizzato il reportage. Questa volta la tv araba manda una troupe e una nuova inviata per uno speciale televisivo. “Il ritorno di Al Jazeera a Tarsia è una notizia molto importante, è una nuova autorevole conferma del grande valore umanitario universale di questa opera che il mondo apprezza. La troupe di Al Jazeera a Tarsia significa che soprattutto i Paesi arabi guardano con particolare attenzione, interesse e condivisione alla nostra iniziativa umanitaria. Questo fatto(il ritorno di Al Jazeera a Tarsia), particolarmente significativo, dovrebbe far riflettere tutti sul valore e l’importanza che questa grande opera umanitaria rappresenterà nel mondo, quale anche messaggio di pace di speranza in un momento drammatico per l’umanità con guerre e terrorismo islamico che seminano odio, morte e violenza dovunque. Come ha detto il Governatore calabrese, Mario Oliverio, il giorno(il 22 luglio scorso) che ha effettuato il sopralluogo a Tarsia, il Cimitero internazionale dei Migranti sarà un simbolo di civiltà e di pace. Questo è il forte e significativo messaggio che parte dalla Calabria con la realizzazione, grazie al sostegno della Regione Calabria e alla disponibilità del sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, della sua amministrazione e della sua comunità, questa grande opera umanitaria che l’Italia e il mondo(non solo quello arabo) stanno molto apprezzando, come dimostrano i titoli elogiativi dei servizi e degli articoli degli inviati della Radio pubblica tedesca e del principale giornale svizzero, che sono stati a Tarsia per realizzare i loro reportage. E intanto dopo la stampa internazionale(anche la storica e mitica Bbc arriverà prossimamente a Tarsia) anche i media nazionali italiani iniziano a interessarsi del Cimitero internazionale dei Migranti. Mercoledì è stata a Tarsia l’inviata di Mediaset, Maria Luisa Sgorbo, che ha realizzato un servizio(con una intervista a Corbelli) per il Tg Com24, trasmesso mercoledì e giovedì.

19 agosto 2016

QUOTIDIANO DEL SUD - 20 agosto 2016

 

L’Editoriale(pubblicato sul Quotidiano del 28 luglio)

Terrorismo.  Perché siamo tutti a rischio!

L’inaudita ferocia dell’ultimo atto terroristico, l’anziano sacerdote francese, Jacques Hamel, sgozzato in chiesa, in Normandia, al di là della unanime reazione di sdegno nei confronti di questi spietati e vigliacchi assassini, ci dice una cosa purtroppo terribilmente vera: l’Isis può colpire ovunque e chiunque! E continua a farlo con i suoi fanatici e folli adepti senza alcuna pietà. Siamo di fronte ad una minaccia globale. Tutti siamo a rischio. Nessuno escluso. In qualunque parte del mondo! Ci sono Nazioni a cui l’Isis ha dichiarato guerra, ma nessun cittadino del mondo può sentirsi al sicuro perché può rimanere coinvolto in un attentato solo perché si trova, in un determinato momento, nel posto preso di mira dai terroristi per la loro folle azione suicida. Come è successo ad esempio a molti nostri connazionali, rimasti uccisi per attentati compiuti fuori dal nostro Paese e in posti anche molto lontani, come nel caso della strage in Bangladesh. Questo dimostra il rischio concreto che tutti oggi corriamo in qualunque parte del mondo ci troviamo. Questo è il pericolo e la drammatica realtà con cui si è costretti a convivere. La domanda che il mondo si pone è: cosa fare, come reagire, come difendersi. Da sempre sono personalmente convinto che non è la guerra, non sono i bombardamenti ad alcune postazioni dell’Isis(che finiscono con il provocare tante vittime innocenti aumentando in questo modo l’odio e la violenza dei terroristi) la risposa efficace, in grado di fermare e sconfiggere il terrorismo islamico. Resto sempre dell’idea che anche di fronte ad azioni così crudeli, come la barbara esecuzione del povero anziano sacerdote, bisogna avere il coraggio di rispondere con messaggi di pace, di solidarietà, di rispetto e accoglienza verso profughi e migranti. Solo in questo modo, costruendo un mondo migliore, più giusto, più umano, possiamo sperare di fermare un giorno la mano di questi feroci terroristi. Per questo do particolare importanza alla grande opera umanitaria, il Cimitero internazionale dei Migranti, che stiamo per costruire a Tarsia, in Calabria. Per l’alto valore umanitario e fortemente simbolico che il Cimitero dei Migranti rappresenta nel mondo, come dimostrano gli inviati di importanti media stranieri che continuano ad arrivare a Tarsia, in Calabria, sono infatti sempre più convinto e fiducioso che la realizzazione di questa straordinaria opera umanitaria( i cui lavori stanno per iniziare), non solo darà dignità alla morte dei poveri immigrati, uomini, donne e bambini, vittime dei tragici naufragi, ma contribuirà (almeno questo è il mio desiderio, la mia speranza e il mio sogno) anche a fermare, un giorno spero non lontano, la mano dei terroristi ed evitare così altre stragi e nuove tragedie in ogni parte del mondo. Quanto continua, per mano dell’Isis, ad accadere in Francia, in Germania e in altre parti del mondo (odio e violenza che vanno sempre duramente condannati e contrastati) dimostra, come scrivevo all’inizio, che siamo tutti a rischio, perché non c’è paese o città dove non ci siano centinaia e/o migliaia di immigrati musulmani. In Italia ci sono 5 milioni di stranieri, di questi un milione e 700mila sono i musulmani! In Calabria gli immigrati(comunitari ed extracomunitari) sono oltre 86mila. E’ semplicemente folle criminalizzarli  e praticamente impossibile prevenire e scongiurare un’azione criminale e suicida di uno di loro! Per questo, a livello internazionale, la risposta non può certo essere quella dei bombardamenti in alcuni Paesi(che, ripeto, fanno tante vittime innocenti e aumentano solo l'odio e la violenza dei terroristi islamici) o la guerra(impraticabile e perdente) a dei kamikaze-fantasma (pronti a materializzarsi, in ogni angolo del nostro Paese e del mondo, solo al momento della strage!)ma deve diventare l’accoglienza, l’integrazione, devono essere gesti di pace e di amicizia e non la discriminazione e il rifiuto degli immigrati. E il Cimitero dei Migranti è non solo una iniziativa di grande solidarietà e umanità ma un forte messaggio di pace e di speranza in un momento drammatico, caratterizzato dalle minacce e stragi terroristiche. Un messaggio che arriva da un Paese, l’Italia, che non solo non partecipa ad alcun bombardamento e ogni giorno salva in mare e accoglie migliaia di poveri immigrati, ma pensa anche a dare una degna sepoltura a quelli più sfortunati che non ce la fanno a coronare il loro sogno di salvezza e di un mondo migliore e perdono la vita nei viaggi della speranza, mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Forse anche e soprattutto (solo) per questa incessante e straordinaria azione umanitaria nei confronti dei fratelli migranti e musulmani(non certo per la difficilissima e inattuabile opera di prevenzione di servizi segreti e forze dell’ordine del nostro Paese!) l’Italia continua a non essere colpita  dai terroristi islamici. La speranza è che anche grazie alla grande opera umanitaria che stiamo per realizzare a Tarsia, in Calabria, non solo l’Italia ma nessun Paese del mondo venga più colpito dalle stragi terroristiche!(f.c.)

 

 

L'editoriale del 15 luglio 2016

I terroristi sono i primi nemici della pace e dei migranti !

 

Gli spietati e sanguinari terroristi sono i primi nemici della pace e dei migranti. Gli autori dell’orrenda strage di Nizza strappano brutalmente alla vita tanti innocenti(tra cui molti bambini) e condannano e distruggono anche la speranza per milioni di loro fratelli immigrati, musulmani, arabi, cristiani che cercano di salvarsi e arrivare in Europa fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria. Eppure, anche di fronte ad una strage così orribile, che provoca grande dolore, tanta rabbia e indignazione, bisogna dire che, a parte la lotta senza quartiere al terrorismo, è anche con la solidarietà e l’accoglienza che si può sperare di fermare un giorno questi feroci terroristi. Da Tarsia, con la realizzazione della grande opera umanitaria, il cimitero internazionale dei migranti, parte un messaggio di pace e di speranza per il mondo intero, che grazie adesso all’attenzione della stampa internazionale viene fatto conoscere in molti Paesi del Pianeta. Ho subito condiviso e apprezzato la decisione, che il Presidente della Regione, Mario Oliverio, mi ha anticipato, telefonandomi questa mattina, di annullare oggi in segno di cordoglio per la strage di Nizza tutte le manifestazioni in programma, compresa la visita a Ferramonti di Tarsia e al sito dove sorgerà il Cimitero dei Migranti. Di fronte ad un crimine così orrendo bisogna fermarsi e riflettere sul rischio che oggi corre l’umanità intera per colpa di una folle ferocia terroristica. Ma anche se con il cuore spezzato dal dolore per l’orribile strage di Nizza bisogna avere il coraggio di continuare sulla strada della solidarietà, dell’accoglienza che è un ‘arma’ non violenta per sperare un giorno di fermare la mano di questi sanguinari terroristi. Non c’è altra strada  e soluzione per combattere contro questo esercito di kamikaze invisibili pronti a colpire e a fare strage di innocenti  in qualsiasi parte del mondo. Non si può pensare di fare (soltanto)la guerra a dei fantasma, pronti a materializzarsi(in ogni angolo del Pianeta) solo nel momento di compiere la strage suicida. Per questo do grande importanza a quella opera umanitaria universale, il cimitero internazionale dei migranti, che stiamo per realizzare a Tarsia. Il mio auspicio, il mio sogno, la mia speranza è che quel luogo della memoria che accoglierà i corpi di tutti quei poveri sfortunati migranti, che perdono la vita nei loro viaggi della speranza, intrapresi per fuggire da guerre, persecuzioni e miseria, possa diventare anche un monumento simbolico da cui far partire un forte, significativo messaggio di pace per il mondo intero. La mia speranza è che questa grande opera umanitaria possa fare breccia e arrivare(grazie ai tanti media internazionali che continuano ad arrivare a Tarsia per raccontare al mondo questa straordinaria pagina di pace, di solidarietà, di umanità e civiltà) anche al cuore di questi folli e feroci assassini e contribuire così a fermare, in un futuro speriamo il più vicino possibile, anche il crudele terrorismo islamico ed evitare così tante altre stragi. Anche i terroristi più sanguinari hanno un cuore e non potranno ignorare che l’Italia non solo salva in mare e accoglie ogni giorno migliaia di loro fratelli migranti, ma pensa anche ai più sfortunati che non ce la fanno a coronare il loro sogno di salvezza e di un mondo migliore e più giusto e per dare una degna sepoltura a queste povere vittime realizzerà a Tarsia, in Calabria, il cimitero internazionale dei migranti. Nel mio piccolo, continuo a lottare con questa speranza di vedere un giorno un mondo diverso, più giusto, più umano, senza più guerre e terrorismo.(f.c.)

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Cimitero Migranti. Il 21 luglio a Tarsia per un reportage

l’inviato della Radio Pubblica Tedesca e il corrispondente,

dall’Italia, del principale giornale della Svizzera.

Ad accoglierli, al comune, il sindaco Ameruso e Corbelli

Cosenza

Oggi(giovedì) arriveranno a Tarsia l’inviato della Radio Pubblica Tedesca, Ard, e la corrispondente, dall’Italia, del principale giornale della Svizzera, Neue Zurcher Zeitung, per realizzare dei reportage sul cimitero internazionale dei migranti, la grande opera umanitaria universale, che sta per essere realizzata in Calabria per dare dignità e ricordo alla morte dei poveri e sfortunati migranti, che perdono la vita nei tragici naufragi mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Ad accogliere, alle ore 12, al comune, i due giornalisti stranieri, Jan-Christoph Kitzler e  Andrea Spalinger, ci saranno il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, e il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della iniziativa umanitaria, per la cui realizzazione lotta ininterrottamente da quasi 3 anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Ne dà notizia, in una nota, lo stesso Corbelli, che, esprime “grande soddisfazione per questo crescente interesse della stampa internazionale per la grande opera umanitaria universale” e informa che “la prossima settimana arriverà a Tarsia anche una giornalista Finlandese”. Il cimitero internazionale dei migranti continua dunque a far registrare l’interesse della stampa internazionale. Dopo Al Jazeera, che, due mesi fa, ha realizzato, con una sua inviata, rimasta due giorni in Calabria, un lunghissimo reportage pubblicato sul sito della più grande tv del mondo arabo, domani altre due importanti testate stranieri saranno a Tarsia per raccontare la straordinaria iniziativa di pace, di solidarietà e civiltà che Corbelli spera, “per il grande valore umanitario dell’opera, possa contribuire a fermare, un giorno non lontano, il feroce terrorismo islamico, evitando così altre stragi e nuove tragedie”. Il cimitero dei migranti, con il contributo della Regione Calabria e grazie alla disponibilità del sindaco Ameruso, sarà realizzato a Tarsia, in un luogo di grande valore simbolico, di fronte al Lago, a poca distanza dall’ex campo di internamento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti. La grande opera umanitaria sorgerà su un’area di 10mila metri quadrati e sarà intitolata al bambino siriano Aylan Kurdi.

21 luglio 2016

segue resoconto visita  

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Cimitero Migranti. Corbelli: “Oggi ho mostrato alla stampa straniera

il vero volto della nostra Calabria”! Grande interesse dei due inviati

per l’importante opera umanitaria.

 

Cosenza

“Come calabrese, ancor prima che come italiano, sono orgoglioso di aver potuto oggi mostrare a due autorevoli rappresentanti della stampa straniera, corrispondenti dall’Italia di importanti testate internazionali, la Radio pubblica della Germania, Ard, e il principale giornale della Svizzera, Neue Zurcher Zeitung il volto vero della nostra Calabria, che è quello della solidarietà, dell’accoglienza e dell’ospitalità. Sono particolarmente soddisfatto e contento di aver riscontrato il grande interesse della stampa straniera per la importante opera umanitaria, il Cimitero internazionale dei Migranti, che stiamo per realizzare a Tarsia, grazie al contributo della Regione Calabria e alla disponibilità del sindaco Roberto Ameruso”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore della grande iniziativa umanitaria, per la cui realizzazione lotta ininterrottamente da quasi 3 anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, per dare dignità e ricordo alla morte dei poveri e sfortunati migranti, che perdono la vita nei tragici naufragi mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria. Ad accogliere, oggi a mezzogiorno, al comune, i due giornalisti stranieri, il tedesco Jan-Christoph Kitzler e l’elvetica Andrea Spalinger, c’erano il sindaco Ameruso, il responsabile dell’ufficio tecnico, Francesco Sansone, che ha redatto e mostrato il progetto preliminare del Cimitero dei migranti, il consigliere delegato alla cultura, Roberto Cannizzaro, e Corbelli, che hanno fornito tutte le informazioni utili sulla grande opera. Successivamente Corbelli ha accompagnato i due giornalisti stranieri a visitare il sito, una collinetta che domina il Lago, dove sarà realizzata l’opera umanitaria. I due inviati hanno voluto visitare anche il vecchio cimitero comunale(che è proprio di fronte all’area dove sorgerà il cimitero dei migranti) dove sono sepolti anche alcuni degli internati del vicino ex campo di concentramento di Ferramonti, tra cui un bambino ebreo nato nel campo, nel gennaio del 1943, e morto dopo soli tre mesi, nell’aprile dello stesso anno. Una scena questa(la lapide con il nome di quel povero e sfortunato bambino ebreo) che ha molto colpito i due giornalisti(richiamando alla mente le tragedie dei bambini, i piccoli migranti, morti nei tragici naufragi, nei viaggi della speranza) e che ha fatto capire perfettamente l’infinito valore umanitario di questa opera e il perché della scelta di Tarsia per la realizzazione del cimitero dei migranti, per continuare quella storia di solidarietà, accoglienza, umanità e civiltà che contraddistingue la popolazione di questo piccolo centro, sin dai tempi della seconda guerra mondiale. I due giornalisti, accompagnati sempre da Corbelli, prima di lasciare la Calabria, hanno visitato anche l’ex campo di Ferramonti. Realizzeranno adesso, con tutto il materiale acquisito e le lunghe interviste fatte, dei reportage per i loro giornali.

21 luglio 2016


 

IL TEATRO DELLA VERGOGNA, DELLE TRAGEDIE E DELLA DISUMANITA'!

L'EUROPA CHIUDE LE FRONTIERE E CONDANNA A MORTE I MIGRANTI!

foto Adnkronos

 

L'EUROPA CHIUDE DISUMANAMENTE LE SUE FRONTIERE E I MIGRANTI

CONTINUANO A MORIRE NELLE TRAGEDIE IN MARE. 25,26 e 27 MAGGIO 

e 30 GIUGNO ALTRE STRAGI. OLTRE 700 MORTI(TANTI I BAMBINI!) 

CHE PESANO SULLA COSCIENZA DEI GOVERNANTI DI QUEI PAESI CHE

RESPINGONO, SENZA ALCUNA PIETA', UN POPOLO DISPERATO, IN FUGA

DA GUERRE, PERSECUZIONI E MISERIA!

 

 

L'EDITORIALE del 3 luglio

Il senatore Giovanardi chieda scusa per la sua “interrogazione choc"

su recupero salme migranti tragedia 18 aprile 2015!

 

Di fronte all’orrore che sta emergendo dal relitto della tragedia del 18 aprile 2015, riportato in superficie al largo di Catania, con centinaia di cadaveri, molti gli scheletri di bambini innocenti, non si può non restare profondamente colpiti e non provare un sentimento di dolore, di pietà e di rabbia per queste immani catastrofe! Indigna perciò che possa esserci chi, come il senatore Carlo Giovanardi, attacca il Governo per questa grande iniziativa umanitaria del recupero delle salme! Il senatore Giovanardi, cattolico e cristiano, come può criticare chi recuperando quelle  salme compie un gesto di grande umanità, dando dignità alla morte di quei poveri e sfortunati migranti, tra cui tanti bambini? Giovanardi ha firmato una interrogazione che giudico vergognosa che neppure i partiti razzisti e anti immigrati hanno pensato di presentare! Giovanardi da cattolico e cristiano avrebbe dovuto plaudire a una delle pochissime cose buone fatte dal Governo Renzi e non invece firmare una interrogazione-choc  e vergognosa chiedendo conto della spesa sostenuta per il recupero di quelle povere vittime! Sappia Giovanardi che un Paese civile, ancora di più se cattolico, ha il dovere, quando è possibile, di tentare di recuperare ogni essere umano che perde la vita in questi tragici naufragi. Per questo invito il senatore Giovanardi a chiedere scusa per questo suo gesto anticristiano e antiumano. Il senatore Giovanardi avrebbe dovuto tacere anche pensando a quella minaccia terroristica dell’Isis che continua a fare vittime innocenti in ogni parte del mondo, uccidendo, come ieri in Bangladesh, anche dei nostri connazionali.  Il recupero di quelle salme è un gesto di distensione, un segnale di pace, di solidarietà, di rispetto e di amicizia che non deve essere sporcato! Al senatore Giovanardi ricordo infine che Diritti Civili da oltre due anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, lotta ininterrottamente per realizzare a Tarsia, in Calabria, il cimitero internazionale dei migranti, proprio per dare, con la sepoltura, dignità alla morte di questi poveri e sfortunati immigrati. Cimitero che sino ad oggi non è stato possibile realizzare per colpa purtroppo del Governo(f.c)

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Seppellite tutte le 45 salme. La Calabria ha scritto un’altra

bella pagina di solidarietà, umanità e civiltà, mentre

l’Europa, sbarrando disumanamente le frontiere, ha sulla

coscienza tutti questi morti dei tragici naufragi!

La tragedia di Creta e i corpi di 120 migranti su coste Libia!

Sepolte a Reggio le 45 vittime senza nome del naufragio

Foto ANSA

Reggio Calabria 

“Esprimo il mio commosso ringraziamento al personale dell’Ufficio sanitario della Questura di Reggio e alla Polizia scientifica della città dello Stretto, che, in pochi giorni, sono riusciti a dare una identificazione a molte delle 45 salme(36 donne, 6 uomini e tre bambini, vittime degli ultimi naufragi, sbarcate domenica al porto di Reggio) e a ottenere la loro sepoltura nel piccolo cimitero di Armo della città reggina, messo a disposizione dal comune, evitando in questo modo che quei corpi, tenuti per quattro giorni in un tir, venissero sballottati nei diversi ospedali della regione che erano stati allertati dal Prefetto di Reggio”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. “Oggi la Calabria ha scritto un’altra bella, commovente pagina di solidarietà , di umanità e civiltà dando a molte delle 45 salme un nome e un cognome e, a tutte, una degna sepoltura. Un grazie commosso va alla Questura di Reggio, all’Amministrazione comunale e a quanti altri hanno contribuito a questa iniziativa di solidarietà. Oggi ho risentito al telefono il bravo e sensibile dirigente della Questura che lunedì sera aveva chiesto aiuto a Diritti Civili per la sepoltura di queste salme. Ho così appreso direttamente da lui che l’operazione si era conclusa, con l’identificazione di molte salme e la sepoltura di tutte e 45. Dei tre bambini, di età tra 6 mesi e un anno, due(un maschietto e una femminuccia) sono stati già identificati. Resta da identificare una bambina. Sono stati raccolti tutti i loro effetti personali, per poter consentire in futuro la loro identificazione. Dei tre bambini uno, nel naufragio, ha perso anche la mamma. Sono nuove vittime(come tutte quelle recuperate oggi davanti alla Libia e nel Mediterraneo) che pesano sulla coscienza dell’Unione europea che sottoscrivendo, nei mesi scorsi, il disumano e vergognoso patto con la Turchia e sbarrando le frontiere, ha di fatto condannato a morte questo popolo povero e disperato, in fuga da guerre, persecuzione e miseria. Oggi l'ennesima tragedia di Creta, nell'Egeo, e i corpi di 120 migranti restituiti dal mare sulle spiagge della Libia! Questi poveri migranti, la Calabria li accoglie, dando anche una degna sepoltura ai morti. L’Europa invece gli chiude le porte e li condanna a morte! Le storie di questi sfortunati immigrati, che perdono la vita nei tragici naufragi e che non si sa nemmeno dove seppellire, spezzano il cuore e purtroppo confermano quanto sia assolutamente indispensabile e urgente la realizzazione, a Tarsia, in Calabria, del cimitero internazionale dei migranti, per il quale lotto ininterrottamente da oltre due anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013”.

3 giugno 2016

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili condanna Europa per stragi migranti, denuncia disumanità

e chiede “Dove saranno sepolte le 45 salme di migranti, senza volto e

senza nome, sbarcate oggi nel porto di Reggio Calabria?“

Risultati immagini per foto tragedia migranti creta

Reggio Calabria

“Con il cuore colmo di dolore e di rabbia, per le nuove tragedie degli ultimi giorni nel Canale di Sicilia, con oltre 700 poveri migranti morti(tra cui tantissimi bambini), una vera ecatombe, che pesa sulla coscienza dell'Europa, che ha disumanamente chiuso le sue frontiere, chiedo di sapere dove saranno sepolte le vittime, senza volto e senza nome, che continuano ad essere recuperate, ad iniziare dai 45 immigrati(tra cui anche tre neonati) le cui salme sono arrivate oggi nel porto di Reggio Calabria?”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. “Questi poveri sfortunati, migranti, come le 45 salme arrivate oggi al porto di Reggio, saranno sepolti con un semplice numerino in tanti piccoli sperduti cimiteri che di fatto ne cancelleranno per sempre ogni ricordo e ogni riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove poterli andare un giorno a trovare per portare un fiore e dire una preghiera! Tutto ciò è semplicemente disumano e crudele, è qualcosa che offende la dignità umana, che calpesta i diritti di questa povera gente anche dopo che sono morti, nei tragici naufragi, mentre inseguivano il loro sogno di salvezza e di una vita migliore, più dignitosa, fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria. Un Paese civile ha il dovere non solo di accogliere quelli che ce la fanno ad arrivare, ma anche quello di pensare a quelli più sfortunati che non ce la fanno. A questi va data una degna sepoltura, va data dignità alla loro morte. Per questo Diritti Civili si batte ininterrottamente, da oltre due anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, per la realizzazione a Tarsia, in Calabria, del cimitero internazionale dei migranti. Purtroppo per la realizzazione della grande opera umanitaria è successo un fatto assai grave del quale daremo notizia”.

29 maggio 2016

 

 

L'EDITORIALE del 3 aprile

MIGRANTI. CONTRO LA VIOLENZA (SEMPRE!), MA CON I

CENTRI SOCIALI CHE HANNO MANIFESTATO CONTRO L'UE!

 

I GIOVANI DEI CENTRI SOCIALI HANNO PROTESTATO AL BRENNERO PER DENUNCIARE

QUESTA VERGOGNA E QUESTA DISUMANITA' DELL'UE  PER IL CAMPO PROFUGHI DI IDOMENI! 

Esprimo tutto il mio apprezzamento per i giovani dei centri sociali che oggi in  centinaia, provenienti da tutta Italia, dall'Austria e dalla Germania, hanno preso parte ad una manifestazione al valico italo-austriaco del Brennero per protestare contro le politiche europee sui profughi. Mi dispiace non aver oggi, per motivi familiari, potuto lasciare la Calabria per unirmi a loro. Avrei voluto essere lì con i manifestanti dei diritti, della solidarietà e della pace. Idealmente lo sono stato. Da oltre 30 anni sono impegnato a combattere per aiutare gli immigrati e sono promotore, da oltre due anni, della realizzazione, a Tarsia, in Calabria, del cimitero internazionale dei migranti, per dare una degna sepoltura alle vittime dei tragici naufragi. La manifestazione è stata indetta dai centri sociali dell'Italia settentrionale. Grazie a questi ragazzi per aver ricordato l’ingiustizia dell’Europa che chiude le sue frontiere, le condizioni disumane del campo profughi di Idomenie e la tragedia dei migranti(tra cui purtroppo anche tantissimi innocenti bambini!) che perdono la vita nei tragici naufragi. Per richiamare l’attenzione dell’Europa e del mondo su questa immane tragedia i giovani dei centri sociali durante il corteo hanno indossato giubbotti di salvataggio, per ricordare i migranti che muoiono annegando in mare nei loro viaggi della speranza. I giovani dei centri sociali oggi hanno scritto una bella pagina di giustizia, solidarietà e di civiltà. Una lezione per quell’Ue che disumanamente sbarra, con muri e filo spinato della vergogna,  i propri confini e abbandona al freddo, alla fame e alla disperazione, oltre 10 mila profughi, la maggior parte donne e bambini, in quel campo profughi di Idomeni, dove finisce e viene, dall’Europa, brutalmente cancellata l’umanità e la pietà”!(f.c.)

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(diffuso da ANSA e AGI)

Migranti. Diritti Civili: “Patto Ue-Turchia, una delle pagine

più vergognose e disumane della storia dell’umanità!

Perché l’Italia, accogliente e ospitale, non si è opposta?”

 

Catanzaro

“Il patto Europa-Turchia sui migranti è una delle pagine più vergognose e disumane della storia dell’umanità. E’ la negazione non solo di ogni sacrosanto diritto d’asilo per un povero e disperato popolo in fuga da guerre, persecuzioni e miseria, ma è la cancellazione brutale di ogni principio di accoglienza, di solidarietà e di sentimento di pietà umana! Non si ha pietà più nemmeno per quei poveri, innocenti bambini costretti a nascere in una tenda, a cercare di sopravvivere in tendopoli-vergogna e disumane, immerse nel fango, e, per quelli ancora più sfortunati, mandati a morire nel maledetto mare Egeo! Io che aiuto e combatto per gli immigrati da oltre 35 anni, sono per questo, con rabbia e dolore per questa immane tragedia umana, totalmente dalla parte della Chiesa che con coraggio continua a denunciare questa barbarie e disumanità dell’Europa nei confronti dei poveri migranti”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che critica il Governo italiano che non si è opposto a questo Patto che definisce “un vero e proprio crimine contro l’umanità, quella più povera e sofferente! Una ferita profonda! Una macchia indelebile! Una vergogna planetaria”! “A cosa serve il grande cuore, la generosità, l’accoglienza del nostro Paese che ogni giorno continua a salvare in mare e ad accogliere centinaia di migranti e pensa anche a quelli più sfortunati che non ce la fanno, e perdono la vita nei tragici naufragi, dando dignità alla loro morte, con la realizzazione a Tarsia, in Calabria, del cimitero internazionale dei migranti, se poi l’Italia avalla (e non si oppone) un patto disumano come quello sottoscritto ieri a Bruxelles tra l’Unione europea e la Turchia sul respingimento dei migranti? Perché il Premier Renzi non si è opposto a questa disumanità? Lui, che critica spesso e volentieri l’Europa, ieri non ha avuto il coraggio di difendere i diritti di un disperato popolo in fuga, di quei poveri migranti(tra cui migliaia di bambini!) i cui più elementari diritti vengono quotidianamente calpestati con brutalità! L’Ue anziché imporre un corridoio umanitario almeno per i bambini ha disumanamente e senza alcuna pietà sbarrato le proprie frontiere a tutti i poveri migranti in fuga, dai loro paesi distrutti dalle guerre e devastati dalla fame, e alla disperata ricerca di salvezza e di un mondo migliore, più giusto e umano”!

19 marzo 2016

  

Migranti. Appello Diritti Civili a Papa Francesco 

“Accolga in Vaticano bambino nato nella tendopoli di Idomeni”

 Quel bambino nato nel fango ai piedi del nuovo muro 

foto Iker Pastor/Anadolu Agency/ Getty Images 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, fa gli auguri a Papa Francesco che ieri ha compiuto i primi tre anni del suo pontificato e gli chiede “proprio come regalo per questa ricorrenza un gesto umanitario simbolico, forte, come solo lui sa fare: accolga in Vaticano quel neonato venuto alla luce nella disumana tendopoli di Idomeni, ai confini tra la Grecia e la Macedonia, la cui immagine ha commosso il mondo. Un gesto per richiamare, con forza, ancora una volta, l’attenzione del mondo sulla immane tragedia dei migranti, per dare un futuro a quel neonato e una speranza a tutti quegli altri bambini che alcuni Paesi continuano disumanamente a tenere fuori dai propri confini sbarrando le loro frontiere con muri e filo spinato della vergogna, afferma Corbelli. Chiedo a Papa Francesco, che la sua Chiesa continua ogni giorno ad aprire ai poveri del mondo, di accogliere in Vaticano o in una parrocchia della Capitale quel neonato e la sua famiglia, così come ha già fatto per altri immigrati. Quel bambino, nato nella tendopoli, simbolo della tragedia dei migranti, deve scuotere le coscienze, deve non solo commuovere ma far riflettere (sulle loro responsabilità!)i governanti dell’Ue e del mondo, deve aprire il cuore alla speranza. Papa Francesco che, come pochi nel mondo, si batte caparbiamente per difendere i diritti del popolo dei migranti, lottando contro tutti i muri, invocando ponti di solidarietà, di pace e di amore, chiami quel bambino in Vaticano. Lo mostri al mondo chiedendo ai potenti della terra di abbattere i muri, di aprire le frontiere e di accogliere quei poveri sfortunati bambini in fuga, con le loro famiglie, da guerre, persecuzioni e miseria, alla ricerca di un mondo migliore, più giusto e umano. Accolga quel bambino in Vaticano e chieda all’Ue che almeno i bambini vengano accolti e salvati e non mandati invece a morire nel maledetto mare Egeo”.

14 marzo 2016

 

 

L’EDITORIALE del 29 febbraio 2016

Dramma migranti. Frontiere chiuse! Pietà almeno per i bambini!

Un corridoio umanitario per farli passare ed evitare nuove tragedie!

L'esempio dell'Italia che continua ad accogliere i migranti. 

 

Non è possibile e accettabile che il mondo assista inerte e silente alla tragedia di quei poveri e innocenti bambini in braccio ai loro genitori in viaggio verso l’Europa nel fango, sotto l’acqua, il vento, la neve e il gelo, che vengono disumanamente respinti alla frontiera tra la Grecia e la Macedonia. Molti di questi bambini sono rimasti feriti e hanno rischiato di morire. Quelle immagini sono una vergogna planetaria non solo per quei Paesi che quei bambini disumanamente respingono alle frontiere ma per l’intera umanità! Non c’è più alcuna pietà nemmeno per quei bambini, bagnati, infreddoliti e piangenti. Perché L’Unione europea (se ancora esiste e ha un ruolo!) non impone a tutti i Paesi membri un corridoio umanitario per far passare tutti i bambini, per salvare almeno loro? E’ quello che chiedo dalla piccola, povera, lontana, solidale e ospitale terra di Calabria, che, al pari dell'Italia(un esempio di accoglienza per il mondo intero, come ha detto Papa Francesco, a proposito del Sud Italia), questo disperato e povero popolo in fuga continua ad accogliere con generosità, dando anche, a quelli più sfortunati che non ce la fanno a coronare il loro sogno di salvezza e perdono la vita nei tragici naufragi, una degna sepoltura nel cimitero internazionale dei migranti, la grande opera umanitaria universale che sta per essere realizzata a Tarsia. Le immagini choc di questi bambini, le drammatiche storie di tutti quelli che hanno perso la vita(due bambini al giorno muoiono nel mare Egeo! A causa proprio delle frontiere chiuse questi bambini vengono messi sui barconi della morte!), quelli che vediamo in braccio ai loro genitori in marcia, nel fango, sotto l’acqua, il vento, la neve, il gelo, accampati e buttati per terra in condizioni disumane, devono assolutamente provocare un moto di ribellione in ogni paese civile, devono far scattare un sussulto di dignità e umanità in quelle stesse Nazioni che hanno provocato queste drammatiche situazioni, sbarrando le frontiere(addirittura con muri e filo spinato della vergogna!) e impedendo a questi piccoli profughi di continuare il viaggio della speranza insieme ai loro genitori. Salviamo questi bambini. Almeno loro. Qualsiasi Paese civile al mondo non può tenere(non deve assolutamente essergli  consentito!) quei poveri, sfortunati bambini come prigionieri, in quelle drammatiche condizioni di disumanità e di sofferenza! Si lascino passare, attraverso questo corridoio umanitario, almeno i bambini. Non ci dovrà essere più un solo bambino bloccato e tenuto, di fatto, prigioniero alle frontiere di una Nazione. Quando tutti i bambini saranno tolti da quelle situazioni di ingiustizia, di crudeltà e i loro diritti rispettati, l’umanità potrà definirsi tale.(f.c.)

 

 

 

MIGRANTI. LA RISPOSTA A SALVINI(notizia ANSA e AGI)

 

Catanzaro

 

“Le pesanti e incredibili affermazioni di Matteo Salvini sono non solo un attacco gravissimo e inaudito al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ma uno schiaffo e un’offesa all’Italia solidale e accogliente che ogni giorno salva e accoglie centinaia di essere umani chiamati migranti, tra cui tantissimi bambini! Il Presidente della Repubblica che difende i diritti dei migranti è motivo di orgoglio per l’intero Paese. Il Premier accusato di avere le mani sporche di sangue è, ricordo, lo stesso che, accogliendo gli appelli di Diritti Civili, sta per scrivere una delle più grandi, importanti e significative pagine di solidarietà della storia italiana: il recupero delle salme dei migranti della tragedia del 18 aprile 2015 e la loro degna sepoltura nel cimitero internazionale dei migranti che lo stesso Governo sta per realizzare a Tarsia”. E’quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da sempre accanto agli immigrati e da oltre due anni (dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013) ininterrottamente impegnato a promuovere la realizzazione in Calabria del cimitero internazionale dei migranti per dare dignità alla morte di quanti, fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria, perdono la vita nei tragici naufragi nel Mediterraneo. “Io e il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, abbiamo, lo scorso anno, pubblicamente invitato Salvini a venire a Tarsia il giorno dell’inaugurazione e benedizione del cimitero dei migranti. Gli rinnovo l'invito ancora una volta anche oggi. Solo allora, davanti a quelle bare di poveri e sfortunati migranti, tra cui tantissimi bambini, di fronte a quel sangue di innocenti, si renderà conto che le mani sporche di sangue sono quelle di chi quel povero e disperato popolo in fuga non ha voluto aiutare e salvare. Solo allora forse si renderà conto dell'immane tragedia dei migranti e capirà il valore e l'importanza della solidarietà, quale anche messaggio di pace e di speranza in un mondo minacciato dal terrorismo e dominato dall'odio e dalla violenza".

 

3 marzo 2016

 

 

 

L'EDITORIALE del 30 gennaio 2016(ripreso dall'ANSA e dall'AGI)

Strage innocenti, crimine contro l’umanità!

 

Non ci sono più parole e lacrime per denunciare l’orrore del dramma dei migranti e la strage di innocenti nel mare Egeo. Oggi l’ultima immane, dolorosa tragedia, con altri 40 migranti morti, tra cui 5 bambini. Sono oltre 100 i bambini morti nel mare Egeo, negli ultimi due mesi(gennaio e dicembre), nel disperato tentativo di attraversare l’Egeo per raggiungere l’Europa. Per l’Unione europea, che con diversi suoi Stati membri chiude disumanamente le frontiere ai migranti, negando finanche un corridoio umanitario per i piccoli profughi, la vita di quei poveri sfortunati bambini non vale niente! E’ la fine di ogni principio di umanità. Considero anzi questa strage di innocenti un crimine contro l’umanità, quella più povera, indifesa e sofferente. Mi dispiace sinceramente e amareggia che ieri nella sua breve visita in Calabria il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non abbia  affrontato il dramma dell’immigrazione e il tema dell’accoglienza che fa della Calabria e della Sicilia esempi, come ha detto recentemente Papa Francesco, per il mondo intero. Mi aspettavo che un passaggio del suo discorso lo dedicasse al dramma dei migranti e alla tragedia di quei poveri bambini, mandati a morire sui barconi della morte. Bambini e migranti, morti nei tragici naufragi, mentre cercano di arrivare in Europa, fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni, che la Calabria non solo non dimentica, ma il cui sacrificio ricorderà per sempre dando a tutti loro una degna sepoltura nel cimitero internazionale dei migranti che sta per essere realizzato a Tarsia, grazie alla disponibilità e sensibilità del sindaco, Roberto Ameruso, e della sua ospitale comunità, in un luogo fortemente simbolico, vicino l’ex campo di internamento di Ferramonti, come ha avuto modo di ribadire ancora una volta tre giorni fa il Presidente della Regione, Mario Oliverio, presente a Tarsia in occasione della ricorrenza del 27 gennaio. Questa Calabria solidale, ospitale, accogliente ieri Mattarella l’ha purtroppo ignorata nel suo discorso”.

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(con notizia AGI e ANSA)

Ue responsabile stragi innocenti! Portare adesso in Calabria,

per seppellirli in cimitero internazionale migranti, bambini

morti nei naufragi

(28 gennaio, nuova strage con 18 bambini morti!)

 

“Considero l’Unione europea responsabile di queste stragi di innocenti perché non ha consentito un corridoio umanitario via terra tra Grecia e Turchia che avrebbe evitato a questi bambini di essere messi sui barconi della morte, nel disperato e, purtroppo, tragico tentativo di attraversamento del mare Egeo. Con il cuore colmo di dolore e di rabbia per la nuova immane tragedia del mare e per le drammatiche immagini di tutta quella povera gente(uomini, donne, bambini, anziani) che cerca di salvarsi arrivando in Europa, camminando anche sotto la neve, e viene, da alcuni Paesi, respinta e trattata in modo disumano, chiedo adesso che quegli oltre 20 bambini che hanno perso la vita oggi nel corso di tre naufragi davanti le coste della Grecia, i 18 morti oggi(28 gennaio) vengano portati in Calabria per essere seppelliti tutti insieme nel cimitero internazionale dei migranti, che sta per essere realizzato dalla Regione Calabria a Tarsia, per conservarne per sempre un ricordo e un riferimento e per fare di questi piccoli, sfortunati profughi, insieme a tutti gli altri bambini che hanno perso la vita nelle tragedie del mare, ad iniziare dal piccolo siriano Aylan Kurdi (la cui immagine choc ha commosso e scosso il mondo e a cui sarà intitolato il cimitero dei migranti), il simbolo dell’orrore delle stragi del Mediterraneo, perché ogni cittadino del pianeta e tutti i capi di stato e di governo del mondo che verranno in visita in Italia, possano andare per rendere omaggio, per chiedere perdono per non aver salvato questi poveri bambini e tutte le altre migliaia di vittime delle tragedie dell’immigrazione ”! E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da oltre due anni (dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013) si batte per realizzare in Calabria il cimitero internazionale dei migranti per dare una degna sepoltura a tutti quei poveri immigrati e profughi che mentre cercano di arrivare in Europa, fuggendo dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni, trovano purtroppo la morte in mare, come i poveri sfortunati bambini e gli altri migranti morti oggi nei naufragi davanti alla Grecia. “Il sacrificio di questi bambini e di tutti gli altri migranti non può e non deve mai essere dimenticato. Soprattutto quelle piccole vittime innocenti dovranno rappresentare per sempre l’emblema della immane tragedia dell’immigrazione, il simbolo di una vergogna planetaria, un monito per l’Unione europea e per i potenti del mondo che non hanno fatto nulla per impedire che questa strage continua si consumasse giorno per giorno con il sacrificio di migliaia di poveri migranti, uomini, donne e bambini! Chiedo che questi bambini che hanno perso la vita vengano portati in Calabria, nel cimitero internazionale dei migranti, per non disperderli in qualche sperduto cimitero greco, per conservarne invece per sempre un ricordo e un riferimento per i loro parenti e per il mondo intero”.

22-28 gennaio 2016

 

L'EDITORIALE(del 16 gennaio)

La vignetta oltraggiosa di Charlie Hebdo su Aylan 

Esprimo tutta la mia indignazione per l’oltraggiosa vignetta sul povero, sfortunato bambino Aylan Kurdi, apparsa sul foglio satirico francese Charlie Hebdo, con la scritta “Aylan da grande? Un palpatore di sederi”! E’ peggio della barbarie, è qualcosa di orribile, di mostruoso, che non può avere alcuna giustificazione! Non ci si è fermati nemmeno davanti alla morte, in quel modo atroce, di quel povero bambino. In nome di una finta satira si è calpestata brutalmente la memoria di quel bambino, uccidendolo in questo modo ancora una volta! Chi prova a dare una giustificazione a questo atto disumano va condannato allo stesso modo di chi ha realizzato quella vignetta infame! Per fortuna in un’altra parte del mondo, in Italia, nella terra di Calabria, c’è chi, come il Movimento Diritti Civili, questo bambino lo ricorderà per sempre intitolandogli il cimitero internazionale dei migranti che sarà realizzato, dalla Regione, a Tarsia, grazie alla disponibilità e sensibilità del sindaco Roberto Ameruso e della sua ospitale comunità. Ricorderemo, con la realizzazione di questa opera umanitaria universale, il sacrificio del piccolo Aylan, del suo fratellino Galip, degli altri bambini (sono oltre 750, ricordo, i bambini che hanno perso la vita nel 2015; di questi oltre 200 sono deceduti nel maledetto Mare Egeo!) e di tutti gli altri migranti morti nei tragici naufragi, mentre fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria cercavano solo di arrivare in Europa alla ricerca di un mondo migliore, più giusto e umano. Il piccolo Aylan lo ricorderemo in questo modo alla presenza, questo è il mio desiderio, il giorno dell’inaugurazione del cimitero internazionale dei migranti, del papà di questo povero e sfortunato bambino siriano.(f.c.)

 

 

EDITORIALE del 5 gennaio 2016(con anche articolo su Il Quotidiano)

Europa "disumana" chiude le sue frontiere ai migranti e i bambini innocenti

continuano a morire nel mare Egeo! Un piccolo siriano, Khalid, 2 anni, la

prima vittima del 2016! Oggi nuova strage! 36 migranti morti. 7 i bambini!

 

L’Europa chiude, di nuovo, le frontiere(questo di fatto significa l’annuncio di ieri di alcuni Paesi dell’Ue di ripristinare i controlli ai loro confini!) e i bambini innocenti, come il piccolo siriano di 2 anni, Kalid, trovato ieri privo di vita, davanti alle coste della Turchia(è lui la prima vittima innocente del 2016!), e come è successo di nuovo anche oggi, altri 36 migranti, tra cui altri 7 bambini, continuano a morire nel mare Egeo, mentre cercano, fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria, di arrivare in Europa, via mare, inseguendo, con le loro famiglie, il sogno della salvezza! Non sono bastate le cifre della catastrofe umanitaria che ha segnato tragicamente il 2015 (con oltre 3700 migranti morti nel Mediterraneo, di cui oltre 750 erano bambini; 200 di questi hanno perso la vita nel maledetto mare Egeo!), non sono servite le parole e gli  appelli di Papa Francesco e del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per scuotere le coscienze dei Paesi dell’Ue e aprire il cuore ai governanti di quelle Nazioni, che continuano invece, non solo a negare un corridoio umanitario, via terra, per questi bambini(che eviterebbe agli stessi di essere messi sui barconi della morte!), ma, in tanti casi, arrivano alla disumanità di proseguire ad alzare muri e chiudere le frontiere, calpestando i diritti umani più elementari di quella parte di umanità più povera e sofferente. Il 2016 è purtroppo iniziato in questo modo drammatico, ingiusto e disumano, come il 2015! Con le stesse ingiustizie! Senza alcun rispetto per la tragedia dei poveri migranti, che vengono abbandonati al loro tragico destino! Oggi la nuova strage nel mare Egeo. 36 migranti morti, tra cui altri 7 bambini! Il Movimento Diritti Civili questa tragedia, soprattutto dei piccoli migranti, continua da molto tempo, a denunciare, con rabbia e sofferenza, criticando l’Unione europea per “la mancata apertura di un corridoio umanitario (almeno)per questi bambini per evitare che gli stessi vengano mandati a morire, nel disperato tentativo di arrivare in Europa attraverso il mare Egeo. A questi poveri e sfortunati bambini che hanno perso la vita (e agli altri migranti morti nei tragici naufragi) Diritti Civili farà dare una degna sepoltura, un ricordo (del loro sacrificio) e una dignità(alla loro morte) con la realizzazione, a Tarsia, in Calabria, grazie all’impegno del presidente della Regione, Mario Oliverio, e del sindaco di questo piccolo centro del cosentino, Roberto Ameruso, del cimitero internazionale dei migranti, la grande opera umanitaria universale che sorgerà, in un luogo di grande valore simbolico, vicino l’ex campo di concentramento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti.(f.c.)

 

 

EDITORIALE pubblicato dal QUOTIDIANO(2 gennaio 2016)

MIGRANTI, IL DISCORSO DI MATTARELLA

                                                                         di Franco Corbelli

 Ringrazio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il suo discorso di fine anno e in particolare per aver ricordato la tragedia dei migranti e la strage dei bambini innocenti, che continuano a morire, purtroppo, come ha detto il Capo dello Stato, nell’indifferenza. Un passaggio, questo, molto importante e particolarmente significativo del discorso del Presidente Mattarella, su una tragedia, soprattutto dei piccoli migranti, che Diritti Civili continua da molto tempo a denunciare, criticando l’Unione europea per la mancata apertura di un corridoio umanitario (almeno)per questi bambini per evitare che gli stessi vengano messi sui barconi della morte, nel disperato tentativo di arrivare in Europa attraverso il mare Egeo. Il Presidente Mattarella non solo ha avuto la sensibilità di ricordare il dramma dell’immigrazione e la tragedia dei bambini, ricordando il piccolo Aylan (ricordo che sono oltre 750 i piccoli profughi morti nel 2015 nel Mediterraneo! 200 di loro hanno perso la vita nel maledetto mare Egeo! Solo nell’ultimo mese di dicembre sono stati 50 i bambini che hanno perso la vita nel tratto di mare compreso tra la Turchia e la Grecia!), ma posso annunciare che anche se non ne ha fatto riferimento nel suo discorso, per un fatto di stile e di rispetto dei ruoli istituzionali, il Capo dello Stato, dopo aver ricevuto due mesi e mezzo fa il mio appello, è già intervenuto, con la discrezione e la correttezza che lo contraddistingue, per acquisire, presso gli organismi preposti, tutte le informazioni necessarie sul progetto  della realizzazione del cimitero internazionale dei migranti, la grande opera umanitaria universale che sorgerà in Calabria, in un luogo di grande valore simbolico, vicino l’ex campo di concentramento fascista più grande d’Italia, a Ferramonti di Tarsia, per dare una degna sepoltura, un ricordo(del loro sacrificio) e una dignità (alla morte) a tutti questi bambini e agli altri migranti morti nei tragici naufragi, mentre fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria cercavano solo di arrivare in Europa con la speranza di trovare un mondo migliore e più giusto. Il Presidente Mattarella apprezza e segue questa iniziativa umanitaria, voluta da Diritti Civili, dal Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e  dal sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso. Dico questo dopo aver avuto, martedì scorso, per diversi minuti, una cordiale telefonata con uno dei collaboratori del Presidente della Repubblica. Del resto non avevo dubbi sulla costante attenzione e particolare sensibilità del Capo dello Stato per il dramma dei migranti e la tragedia dei bambini. Non a caso infatti il Presidente Mattarella la sua prima visita, in Sicilia, tre giorni dopo la sua elezione alla Presidenza della Repubblica,  l’ha significativamente fatta, il 3 febbraio, al cimitero di Castellamare del Golfo per presenziare all’inaugurazione e benedizione di uno spazio destinato  alla sepoltura di alcuni immigrati vittime della tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Sono certo che il Presidente della Repubblica sarà presente a Tarsia il giorno dell’inaugurazione e benedizione del cimitero internazionale dei migranti, per testimoniare, con la sua autorevolezza, il valore umanitario universale dell’opera e il messaggio di solidarietà, di pace, di fratellanza tra i popoli che questo cimitero rappresenterà, nel mondo, per tutta l’umanità.  E oggi più che mai, come ha ancora una volta ricordato in questi ultimi giorni anche Papa Francesco,  c’è bisogno di segnali di pace e solidarietà per sconfiggere la violenza e le ingiustizie”.

 

 

 

La risposta all'editoriale di Galli della Loggia sul Corriere del 21 dicembre

Le due facce del Sud che merita più attenzione

                                                  di Franco Corbelli

 Ernesto Galli della Loggia, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, ha “stroncato” il Sud(per il vuoto che lo circonda, per le inefficienze e incapacità della sua classe dirigente e per la mancata reazione della società civile e il silenzio di chi dovrebbe darle voce) e, giustamente, criticato il Premier Matteo Renzi per averlo cancellato dall’agenda di governo. Papa Francesco recentemente lo stesso Sud Italia lo ha invece elogiato e definito, per l’ospitalità ai migranti, “un esempio di accoglienza e solidarietà per tutto il mondo”! Sono esattamente queste le due facce del Sud, che non sono(come potrebbe di primo acchito apparire) in contraddizione tra di loro. Sono le due realtà che convivono anche se in conflitto tra di loro. C’è il Sud descritto da Galli della Loggia, uscito dall’agenda dei governi e ridotto ad “una sorte di fantasma o cumulo di macerie e disservizi”(sintetizzo con parole mie il concetto del noto storico). Scrive l’editorialista del Corriere della Sera “Ciò che colpisce di questa situazione è la sostanziale assenza di una reazione forte e continua da parte dell’opinione pubblica meridionale e di chi dovrebbe darle voce. Mancano larghi dibattiti, autocritiche, progetti: mancano gruppi attivi, iniziative di mobilitazione duratura, leader moderni e capaci. Le eccezioni sono la conferma della regola. E’ la  società civile del Mezzogiorno  che si direbbe oramai disaminata, svuotata di energie, perfino quasi di risorse intellettuali desiderose e capaci di parlare al Paese, come pure in passato tante volte essa ha fatto”. E’ vero. Difficile confutare questa analisi oggettiva e dargli torto. Ma accanto al “Sud ignorato, derelitto e colpevolmente silente”, (sintetizzo ancora una volta con mie espressioni) descritto benissimo da Galli della Loggia c’è anche un altro Sud, quello vero, vivo richiamato da Papa Francesco. Parlando di quel Sud voglio soffermarmi sull’esperienza calabrese, citata dal popolare opinionista per alcune brutture e criticità(“il terrificante panorama di Catanzaro”, la sanità che non funziona, con l’invito a Renzi a “provare a fare una tac in un ospedale calabrese”…), che è la regione , ad esempio, da dove opera, ininterrottamente da oltre 20 anni, il Movimento Diritti Civili, una espressione di quella società civile(del Mezzogiorno) richiamata criticamente da Galli della Loggia ed elogiata dal Santo Padre. Il Sud è anche questo. E’ quella Calabria solidale che accoglie i migranti(Riace, Acquaformosa, Reggio, Crotone, Vibo, sono solo alcuni degli esempi-modello di questa accoglienza) e che reagisce, che non ci sta a subire passivamente e in silenzio la lenta agonia del suo territorio per le precise responsabilità dei vari governi, nazionali e regionali. E’ quella Calabria che fuori dai confini regionali non riesce purtroppo ad avere voce e spazio. Nonostante anche, in alcuni casi, l’importanza di certe battaglie e iniziative di solidarietà internazionale. Per restare, in particolare, al tema dell’accoglienza ai migranti che hanno portato Papa Francesco a indicare il Sud(con naturalmente Calabria e Sicilia in testa) come “esempio per tutto il mondo”, va sottolineato che questa incessante opera umanitaria è resa possibile dal grande impegno e dai sacrifici del mondo dell’associazionismo, del volontariato e della Chiesa calabrese, delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali, con l’attenzione e il sostegno importante della stampa calabrese, soprattutto dei maggiori quotidiani regionali. La Calabria è, ricordo, la stessa regione dove, grazie ad una lunga battaglia del Movimento Diritti Civili, iniziata oltre due anni fa, dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, si sta(come si può vedere nel nostro sito www.diritticivili.it, dove è inoltre raccontata e documentata tutta la storia ventennale del nostro Movimento, le mille battaglie e innumerevoli conquiste civili ottenute in tutti questi anni) per realizzare, nel comune di Tarsia(a Ferramonti, in un luogo fortemente simbolico, vicino l’ex campo di concentramento fascista più grande di Italia) una grande opera umanitaria universale, il cimitero internazionale dei migranti, per dare una degna sepoltura a tutti quei poveri migranti(tra cui purtroppo tantissimi sfortunati bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi mentre cercano di arrivare in Italia e in Europa fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria. C’è anche questo Sud, questa altra Calabria che reagisce, che opera, che aiuta gli immigrati, che compie quotidianamente piccoli grandi miracoli, ma che, fuori dai confini regionali, tranne poche eccezioni(come, ad esempio per la realizzazione del cimitero dei migranti, Radio Vaticana, Il Fatto Quotidiano, Radiotre, Ansa, Agi e Adnkronos…) non riesce ad avere voce e spazio. Se non che per fatti negativi, drammatici e per i soliti scandali. Non c’è dunque solo, in Calabria e nel Sud, una classe dirigente assolutamente incapace, inadatta e in alcuni casi anche collusa con la criminalità. C’è anche quell’altro Sud, quello dell’accoglienza ai migranti che Papa Francesco ha indicato come “esempio per tutto il mondo”. Questo Sud, questa Calabria non devono essere dimenticati. Ne’ dal Governo, né dalla grande stampa nazionale. Solo così il Mezzogiorno può essere aiutato a liberarsi dai suoi cattivi politici e pessimi governanti(che un anno e mezzo fa, il 20 luglio del 2014, in un altro suo editoriale Galli della Loggia definiva “miserabili politicanti, una vergogna nazionale”), ad affrancarsi dai vecchi stereotipi e ad uscire lentamente dal tunnel dell’oblio e della crisi.   

Questa risposta di Corbelli è stata pubblicata sul GARANTISTA del 23 dicembre

 

 

 L'EDITORIALE del 21 dicembre

(ripreso, come al solito dai tre quotidiani calabresi Il Quotidiano, Il Garantista e La Provincia di Cosenza, che ringraziamo)

Appello a Papa Francesco: “Santità fermi Lei la strage di innocenti"!

 

"Santità, lei è l’ultima speranza per cercare di fermare la strage di innocenti nel mare Egeo. Denunci lei al mondo, da Piazza San Pietro, di qui al Natale, questa immane tragedia che continua a fare vittime innocenti ogni giorno. Chieda lei con la sua forza, la sua autorevolezza e la sua credibilità all’Unione europea e ai grandi Paesi del mondo di fermare questa strage. Ricordi ai governanti dei vari Paesi le loro responsabilità(per queste tragedie) e i loro doveri (di salvare quelle  vite umane)"! E’ l’accorato appello che a nome del Movimento Diritti Civili rivolgo a Papa Francesco, dopo l’ennesima ultima strage di migranti(tra cui purtroppo di nuovo altri 10 bambini) avvenuta nella notte tra venerdì e sabato nel mare tra la Grecia e la Turchia. Avevo chiesto al Santo Padre di fare questo appello, domenica, nel corso dell’Angelus. Per questo sono sinceramente rimasto deluso dal mancato intervento del Pontefice. Ho visto che domenica Papa Francesco (a mio avviso, sbagliando) non ha fatto cenno, nel corso dell’Angelus, alla immane tragedia di questi poveri e sfortunati bambini che continuano a morire nel Mare Egeo. Sinceramente mi dispiace che anche Papa Francesco abbia oggi ignorato questa strage di innocenti. Spero che di qui al Natale, denunci e chieda di fermare questa catastrofe umanitaria. Sarebbe,  come ho scritto nel mio appello al Santo Padre, molto importante, io spero decisivo, un suo autorevole intervento. Voglio oggi anche denunciare il silenzio dell’Italia, del Premier Matteo Renzi e del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dei leader dei Paesi dell’Ue su questa strage di innocenti, che ricordo pesano, come un macigno, sulla coscienza dell’Unione europea i poveri e sfortunati bambini che continuano a morire nei naufragi nel mare Egeo e nel Mediterraneo! Mentre, come nei giorni scorsi, l’Ue si riuniva a Bruxelles(per litigare e non decidere!), continuavano le stragi di innocenti con altre decine di bambini morti nei tragici naufragi nell’Egeo. Continua così drammaticamente a salire il numero delle piccole vittime: sono oltre 750 i bambini deceduti nel Mediterraneo, solo nel 2015! Di questi quasi 200 sono quelli che hanno perso la vita nel tratto di mare tra Grecia e Turchia! Le responsabilità maggiori sono dell’Ue che non fa aprire un corridoio umanitario tra Grecia e Turchia per consentire almeno ai soli bambini di poter passare ed evitare così che gli stessi piccoli profughi vengano messi sui barconi della morte! Con dolore e rabbia continuo a denunciare questa catastrofe umanitaria, da tutti purtroppo ignorata! Oggi chiedo aiuto a Papa Francesco, l’unico che può abbattere i tanti muri della disumanità, dell’indifferenza e del silenzio sulla strage degli innocenti”!(F.C.)  

 

 

L'EDITORIALE del 18 e 19 dicembre

ALTRI BAMBINI MORTI! NON SI VUOLE FERMARE LA STRAGE DEGLI INNOCENTI!

                                                                                                                           

Non trovo più le parole e non bastano più nemmeno le lacrime per esprimere tutta la mia rabbia e il mio dolore per la continua strage di innocenti! Dolore per questi poveri e sfortunati bambini e per tutti gli altri migranti morti nei naufragi, rabbia per tutti quei Paesi che hanno sulla coscienza queste piccole vittime per aver disumanamente sbarrato le loro frontiere, negando finanche un corridoio umanitario per questi bambini, che vengono per questo messi sui barconi della morte! Non potendo purtroppo far nulla per poterli salvare(se non continuare a gridare nel deserto, come faccio da anni, supplicando di fermare questa strage di innocenti!) chiedo che almeno dopo morti vengano rispettati questi bambini. Per questo chiedo di portarli, almeno loro, in Calabria, per seppellirli tutti insieme nel cimitero internazionale dei migranti, che stiamo per realizzare a Tarsia, per ricordare per sempre il loro sacrificio. Continua, purtroppo nell’indifferenza dell’Ue e dei grandi Paesi del mondo, la strage di innocenti! 10 bambini morti questa notte nel mare tra Grecia e Turchia. 5 bambini erano morti ieri(18 dicembre) nell'Egeo. Altri 6 bambini erano morti il 16 dicembre sempre nell'Egeo in due naufragi. 5 bambini erano tra i migranti morti il 9 dicembre al largo delle coste della Turchia. Altri 7 bambini morti, il giorno dell'Immacolata e dell'apertura del Giubileo! Altri 6 bambini avevano perso la vita al largo della Turchia in due tragici naufragi, il 27 novembre. Il giorno prima un'altra bambina di circa 4 anni vittima di un altro tragico naufragio sulla costa egea della Turchia. Tre giorni prima, il 23 novembre, un’altra bambina siriana di 4 anni, pare di nome Sena, era stata rinvenuta priva di vita da alcuni pescatori sugli scogli al largo di Bodrum, lo stesso posto dove era stato trovato il piccolo Aylan Kurdi, la cui immagine choc scosse e sconvolse il mondo. Più di 30 bambini sono morti negli ultimi quindici giorni. Perché il mondo non si indigna anche per queste piccole vittime? Perché l’Unione europea e le grandi potenze mondiali non fermano questa strage di innocenti? Sono oltre 750 i bambini morti solo in questo anno(nel 2015) nel Mediterraneo. Solo di alcuni conosciamo (forse) il nome: Aylan, il fratellino Galip, Hanan, Sajida, Sena. Tutti gli altri sono e resteranno purtroppo per sempre senza nome e senza volto, seppelliti con un semplice numerino in tanti piccoli sperduti cimiteri di alcuni Paesi. Soprattutto per loro, per questi poveri e sfortunati bambini, per non dimenticarli e per ricordare il loro sacrificio, sarà realizzato in Calabria il cimitero internazionale dei migranti. (F.C.)

 

 

L'EDITORIALE dell'8 dicembre

Fermare strage bambini innocenti 

                                                         di Franco Corbelli

 

Una nuova strage di innocenti! 7 bambini morti, il giorno dell'Immacolata e dell'apertura del Giubileo! Altri 6 bambini avevano perso la vita al largo della Turchia in due tragici naufragi. il 27 novembre. Il giorno prima un'altra bambina di circa 4 anni vittima di un altro tragico naufragio sulla costa egea della Turchia. Pochi giorni prima un’altra bambina siriana di 4 anni, pare di nome Sena, era stata rinvenuta priva di vita da alcuni pescatori sugli scogli al largo di Bodrum, lo stesso posto dove era stato trovato il piccolo Aylan Kurdi, la cui immagine choc scosse e sconvolse il mondo. Perché il mondo non piange e non si indigna anche per queste piccoli vittime?Sono oltre 700 i bambini morti solo in questo anno(nel 2015) nel Mediterraneo. Una strage continua di innocenti, una vergogna che pesa sulla coscienza dei Paesi che hanno sbarrato le loro frontiere, negando finanche un corridoio umanitario per questi bambini, che vengono per questo messi sui barconi della morte! Una catastrofe umanitaria che l’Unione europea e i grandi Paesi del mondo devono assolutamente fermare. Hanno il dovere di farlo. Non c’è solo l’Isis da sconfiggere, c’è da fermare anche questa immane tragedia. Fermando questa strage di innocenti si inizierà anche a sconfiggere il terrorismo islamico. E’ giunto il momento adesso che si avvii subito a Tarsia, in Calabria, la realizzazione del cimitero internazionale dei migranti per dare una degna sepoltura a tutti questi bambini e a tutti gli altri migranti morti nelle tragedie del mare. Il sacrificio, soprattutto, di questi bambini non deve essere mai dimenticato, per questo motivo lotto ininterrottamente da oltre due anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, per far realizzare a Tarsia, in un luogo di grande valore simbolico, a Ferramonti, a poca distanza dall’ex campo di concentramento fascista più grande di Italia, il cimitero internazionale dei migranti. Aspetto adesso, dopo la presentazione, un mese fa, da parte del sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, del progetto preliminare del cimitero dei migranti, che il Ministero degli Interni supporti adeguatamente questa importante opera umanitaria, che la Regione Calabria, grazie al presidente Mario Oliverio, si appresta a realizzare a Tarsia. Continuerò a combattere, con il cuore colmo di dolore e di rabbia per queste tragedie e stragi di innocenti, sino a quando non vedrò realizzato questo importante, indispensabile, assolutamente urgente e doveroso cimitero internazionale dei migranti. Solo allora, come ho annunciato e confermo oggi, finirà definitivamente, dopo oltre 30 anni, il mio impegno civile, di giustizia e umanitario.

 

 

L'EDITORIALE Il terrorismo si vince con la solidarietà sul GARANTISTA(21 novembre 2015)

 

L'EDITORIALE pubblicato sul QUOTIDIANO della CALABRIA(18 novembre 2015)

 Non solo le armi contro il terrorismo

                                                                                                                                        di Franco Corbelli

 Di fronte all’orrore della strage di Parigi, al di là della umana unanime grande indignazione, bisogna chiedersi, con freddezza e razionalità: basta la risposta militare(anche se come oggi purtroppo assolutamente inevitabile) per fermare l’attacco terroristico, sempre più spietato e sanguinario o, come ha auspicato il cardinale Bagnasco, serve un dialogo della Chiesa con l’Isis? Il massacro di Parigi purtroppo dimostra che la risposta militare non basta e che anzi è stata (l’azione bellica, i bombardamenti, della Francia contro l’Isis) la causa scatenante della violenza dei terroristi islamici. Per questo occorre interrogarsi sulle cause che sono alla base del fenomeno Isis e, più in generale, del fondamentalismo islamico. Bisogna scoprire i motivi per individuare i possibili rimedi, le soluzioni per cercare di fronteggiare e sconfiggere il terrorismo. Certamente bisogna partire dai due maggiori, più cruenti e pericolosi teatri e focolai internazionali di guerra: Siria e Libia, dove l’Isis spadroneggia e addestra i suoi terroristi, preparando i suoi kamikaze alle azioni di morte e da dove partono le grandi ondate migratorie verso l’Europa. L’obiettivo prioritario e urgente è quello di dare una soluzione politica stabile e democratica a questi due importanti e strategici Paesi del Medio Oriente e dell’Africa per mettere fuori gioco l’Isis, il terrorismo e cercare di arginare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, che tocca in queste due Nazioni il livello massimo dei flussi di partenza. Per la risoluzione di queste due decisive questioni internazionali non basta la sola azione militare. Occorre oltre che una unità e cooperazione diplomatica internazionale, sotto l’egida dell’Onu, anche una forte, concreta risposta di solidarietà per i drammi dell’umanità più povera. Occorre da parte della comunità internazionale intervenire e aiutare i paesi più poveri, favorire la loro crescita, il loro sviluppo, l’affermazione, in questi Stati, della democrazia e della legalità. Serve poi, comunque, sino a quando il fenomeno dei flussi migratori non si arresterà, una soluzione politica dignitosa che l’Unione europea deve trovare per la tragedia dell’immigrazione. Il terrorismo islamico va combattuto anche con una azione politica concreta di solidarietà e accoglienza per i poveri migranti, che cercano di arrivare in Europa, fuggendo dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla miseria. Senza dimenticare quelli che non ce la fanno e perdono la vita nei tragici naufragi. Ecco perché il cimitero internazionale dei migranti che la Regione Calabria e il Governo italiano(con il Ministero degli Interni) stanno per realizzare a Tarsia, nel cosentino, è la migliore risposta a questa violenza e a chi oggi minaccia di altri attentati anche l’Italia. Anche i terroristi islamici più sanguinari e spietati, come quelli che hanno compiuto il massacro di Parigi, non possono non fermarsi di fronte ad un Paese(l’Italia) che non solo continua ad accogliere e salvare migliaia di loro fratelli immigrati ma si appresta a realizzare, in Calabria, un’opera umanitaria universale per dare una degna sepoltura a tutti i poveri migranti(ad iniziare dai tanti sfortunati bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi. Ecco l’altra valenza straordinaria(oltre a quella umanitaria) che acquista oggi, di fronte all’offensiva violenta del terrorismo, il cimitero internazionale dei migranti. Ecco l’importante contributo che può dare la piccola e lontana Calabria alla causa internazionale di pace. Un’opera umanitaria, il cimitero dei migranti, come segnale di solidarietà, di pace, di amicizia, di fratellanza, di rispetto per le vittime delle tragedie del mare dei tanti paesi poveri del mondo, delle diverse culture e religioni. Per questo motivo chiedo al Premier Matteo Renzi e al Ministro degli Interni, Angelino Alfano, di non limitarsi alle solite dichiarazioni di circostanza, dopo un attentato così grave, ma di andare oltre e di rimarcare l’impegno dell’Italia per l’accoglienza agli immigrati, con, pensando a quelli che non ce la fanno e perdono la vita, la realizzazione della grande opera umanitaria universale: il cimitero internazionale dei migranti. Il terrorismo islamico si combatte certamente con la fermezza, con le iniziative diplomatiche e con la risposta militare, ma anche con segnali di pace, di distensione, di amicizia, con la solidarietà, l’accoglienza ai migranti dei paesi poveri del mondo e con la realizzazione, per le vittime delle tragedie del mare, del cimitero internazionale dei migranti. Il cardinale Bagnasco ha, come ricordavo all’inizio, auspicato un dialogo della Chiesa, con l’Isis. Se non un dialogo almeno un segnale di pace, di solidarietà di attenzione per il popolo dei migranti e per l’umanità più povera e sofferente questo sì, deve essere non solo possibile ma doveroso per l’altra parte del mondo più ricca e fortunata.

 

 

FATTI E DOCUMENTI DELLA STORIA VENTICINQUENNALE DI DIRITTI CIVILI

 

 NAPOLI(E ITALIA), 20 ANNI FA. OGGI, COME IERI, LE BATTAGLIE DI DIRITTI CIVILI

CONTINUANO ININTERROTTAMENTE, COME DIMOSTRIAMO IN QUESTA E IN TUTTE

LE ALTRE PAGINE DEL NOSTRO SITO

IL MATTINO, 8 febbraio 1995

 

LE TANTISSIME "FOTO, TITOLI E IMMAGINI-SIMBOLO"(COME QUELLA DEL MATTINO DI NAPOLI DEL 1995

CHE PUBBLICHIAMO SOPRA, IN APERTURA DI QUESTA PAGINA E LE ALTRE CHE INSERIAMO ALLA FINE

DI QUESTA PRESENTAZIONE) CHE TROVATE NEL NOSTRO SITO RACCONTANO 25 ANNI DI IMPEGNO

CIVILE, LIBERTARIO,GARANTISTA E UMANITARIO DEL MOVIMENTO DIRITTI CIVILI.

LA STORIA DI CORBELLI INVECE INIZIA ANCOR PRIMA, DA 40 ANNI INFATTI PORTA AVANTI

LE SUE BATTAGLIE CIVILI E LE INIZIATIVE DI SOLIDARIETA’.

Numerosi i riconoscimenti nazionali e internazionali. Dal Presidente Ciampi al …New York Times!

Dalla Chiesa italiana ..all'Ambasciatore dell'Etiopia. A un importante giornale della Bulgaria.

CORBELLI, NOMINATO DAL PRESIDENTE CIAMPI, COMMENDATORE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. 

GRAZIE PRESIDENTE CIAMPI.

 

                                         

 

Le foto che compaiono nelle  pagine di questo sito raccontano tante storiche battaglie e iniziative umanitarie internazionali,

dagli inizi ad oggi, decenni di impegno civile, libertario, garantista e umanitario. La foto nella copertina ritrae Corbelli davanti al

Tribunale di Castelcapuano di Napoli in una fredda giornata di dicembre del lontano 1994. Era a Napoli a manifestare per

denunciare al Paese e alle Istituzioni il dramma delle carceri, dei detenuti malati e , per far conoscere la triste e inverosimile vicenda

della piccola Carmela Parisi, una bambina(allora) di un anno nata in carcere dove la mamma , Assunta, era detenuta. Corbelli iniziò

per la piccola Carmela(e, piu' in generale, per i detenuti malati e sepolti vivi nelle carceri del nostro Paese) una battaglia che da allora

va avanti ininterrottamente (come viene ricordato e documentato nelle pagine del nostro sito) e che porto' all'approvazione da

parte del Parlamento di una legge di grande civilta' e umanita' , purtroppo però ancora oggi inapplicata, quella che evita il carcere

alle madri detenute con bambini da assistere(sono infatti previsti gli arresti domiciliari e altre forme alternative alla detenzione in

prigione).

Questa battaglia per far cancellare la disumanita' dei bimbi in carcere viene ancora ricordata dall'altra foto dei bambini, i due

fratellini della piccola Carmela, che Corbelli accompagna (nel 1997) dal Prefetto di Napoli.

Le altre foto raccontano tutte le importanti, iniziative di solidarietà e di giustizia. Queste storie  vengono tutte raccontate nelle

pagine di questo sito, soprattutto (quelle più significative) nella pagina Diritti Civili Global. Anni di impegno civile, libertario,

garantista e umanitario in Italia e, in alcuni casi, in altre parti del mondo (come ad esempio, l'aereo di "Diritti Civili"con un carico

di aiuti alimentari consegnato il 17  febbraio 2003 all'Ambasciatore dell'Etiopia in Italia).

Le battaglie del Movimento "Diritti Civili" sono finite finanche sul piu' autorevole giornale del mondo The New York Times

che il 28 febbraio 1995 dedico' un'inchiesta al dramma delle carceri in Italia e alle denunce e proteste di Corbelli con

un'intervista allo stesso leader di Diritti Civili, allora presidente del Comitato diritti detenuti (che divenne pochi mesi dopo

Movimento Diritti Civili). Dal New York Times al…….. Presidente della Repubblica , Ciampi , che agli inizi di luglio (2003)

ha fatto pervenire a Corbelli, dapprima, una sua missiva nella quale esprimeva il suo apprezzamento e la grande , crescente

considerazione dell'intero Paese nei suoi confronti e per il Movimento Diritti Civili che rappresentava e , poi, il 2 ottobre 2003

ha conferito allo stesso Corbelli l'alta , prestigiosa onorificenza di COMMENDATORE DELLA REPUBBLICA!

Una considerazione per il nostro impegno civile che ha fatto dire all'ex Arcivescovo di Cosenza(la citta' di Corbelli), Monsignor

Giuseppe Agostino, che.…"Corbelli e' una Grazia di Dio"!  Una stima e un riconoscimento che il Giornale di Milano il

19 agosto 2002 ha titolato(in una lunga intervista a Corbelli, che trovate nella pagina Media)……Il paladino Corbelli:

"Ho rinunciato a tutto per difendere tutti"! Così come un'altra importante intervista speciale del quotidiano Libero, a firma di

un grande giornalista, Giancarlo Perna, nel gennaio 2016. Così come le interviste di storici media internazionali (come la storica

tv del mondo arabo, Al Jazeera, il più importante giornale del Brasile, O Globo, la Radio pubblica della Germania,

Radio Vaticana, il primo quotidiano della Svizzera, Neue Zurcher Zeitung, e altri media, per la grande opera

umanitaria del Cimitero internazionale dei Migranti, in fase di realizzazione a Tarsia. 

Apprezzamento per l'impegno di Corbelli è venuto anche da un importante giornale della Bulgaria, per l’aiuto dato ad un

giovane bulgaro. E' questa la vita e la storia di Corbelli(che inizia molti anni prima di Diritti Civili, nel lontano 1980, quando iniziò

dagli schermi della storica emittente della Chiesa cosentina, Cam Tele3, e come corrispondente dalla Calabria del quotidiano

L’Occhio, le sue prime battaglie civili e iniziative umanitarie, come la campagna Sos Somalia e una raccolta fondi per far

operare due sorelline calabresi nate cieche, sopra ricordate) e quella del Movimento Diritti Civili, un gruppo di pochi giovani

volontari che hanno scritto in questi lunghi e difficili anni(e continuano ogni giorno a scrivere!) alcune delle piu' belle pagine di

vera solidarieta' , di giustizia e di impegno civile, che (lo diciamo con umilta') non hanno eguali e precedenti in Italia e nel mondo e

la cui grandezza e importanza si possono capire solo visitando le pagine di questo sito, dove vengono raccontate

innumerevoli battaglie e conquiste civili (ma non tutte, tante altre devono ancora essere inserite).

GIUSTIZIA. ABBIAMO SCELTO DI RICORDARE IN QUESTA PAGINA, CON I TITOLI DEI GIORNALI, ALCUNE DELLE

TANTISSIME  BATTAGLIE DI GIUSTIZIA CONDOTTE DAL MOVIMENTO DIRITTI CIVILI IN 20 ANNI.

Tutte queste storie (abbiamo scelto solo alcune, quelle più significative) e moltissime altre li troverete poi raccontate anche

nelle altre pagine del nostro sito, insieme a tutte le numerosissime iniziative umanitarie e di solidarietà.

IL GARANTISTA, 19 giugno 2014

 

IL QUOTIDIANO, 6 giugno 2014

 

LA GAZZETTA DEL SUD, 30 maggio 2014

 

IL QUOTIDIANO, 18 maggio 2014

 

IL QUOTIDIANO, 25 aprile 2014

 

IL QUOTIDIANO, 22 aprile 2014

 

IL QUOTIDIANO, 11 aprile 2014

 

IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA, 10 aprile 2014

 

L'ORA della CALABRIA, 9 aprile 2014

 

Il Quotidiano della Calabria, 5 marzo 2014

 

 L'Ora della Calabria, 16 gennaio 2014

 

 

Il Quotidiano della Calabria, 18 dicembre 2013

 

Il Quotidiano della Calabria, 5 aprile 2013

 

Il Quotidiano della Calabria, 3 maggio 2013

 

Calabria Ora, 2 settembre 2012

 

Il Quotidiano della Calabria, 11 ottobre 2011

 

Calabria Ora, 10 agosto 2011

 

La Gazzetta del Sud, 23 agosto 2011

 

Il Domani della Calabria, 11 maggio 2008

 

 

 Il Quotidiano della Calabria, 29 luglio 2007

 

Il Quotidiano della Calabria, 23 luglio 2007

 

IL DOMANI DELLA CALABRIA, 16 febbraio 2007

 

Il Domani della Calabria, 31 luglio 2006

 

SEQUESTRO DEL PICCOLO TOMMASO, IL BAMBINO DI PARMA, CHE VERRA' PURTROPPO POI BARBARAMETE UCCISO

CORBELLI RIVOLGE UN APPELLO AI DETENUTI(I CUI DIRITTI DIFENDE DA SEMPRE) DI AIUTARE GLI INQUIRENTI

 

 IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA, 6 marzo 2006

 

Il Giornale di Calabria, 10 gennaio 2006

 

Il Domani della Calabria, 10 febbraio 2005

 

Il Quotidiano della Calabria, 20 agosto 2004

 

 

 La Provincia Cosentina, 18 agosto 2004

 

 

Il Quotidiano della Calabria, agosto 2004

 

 

 LA GAZZETTA DEL SUD, 15 luglio 2002

 

 Il Quotidiano della Calabria, 15 marzo 2002

 

 

 La Provincia Cosentina, 4 gennaio 2000

 

  

  Il Quotidiano della Calabria, 12 febbraio 2000

 

 

 IL DOMANI DELLA CALABRIA, 18 febbraio 2000

 

Il Domani della Calabria, 8 luglio 2000

 

Il Quotidiano della Calabria, 9 luglio 2000

 

 

 La Provincia Cosentina, 20 novembre 1999

 

 

 LA GAZZETTA DEL SUD, ottobre 1999

 

 

 

 LA PROVINCIA COSENTINA, 31 ottobre 1999

 

 

IL DOMANI DELLA CALABRIA, 2 agosto 1999

 

Il Quotidiano della Calabria, 2 agosto 1999

 

 

 La Provincia Cosentina, 29 agosto 1999

Il Quotidiano della Calabria, agosto 1999

 

 Il Domani della Calabria, luglio 1999

 

 Il Domani della Calabria, 23 luglio 1999

 

Il Quotidiano della Calabria, 19 giugno 1999

 

La Gazzetta del Sud, 19 giugno 1999

 

 Il Quotidiano della Calabria, maggio 1999

 

 

 IL MATTINO, 1 aprile 1999

 

 

 Il Quotidiano, 18 marzo 1999

 

La Gazzetta del Sud, 15 febbraio 1999

 

Il GIORNALE di Milano, 6 agosto 1998

 

 

Abbiamo mandato questo articolo all'allora Ministro della Giustizia, abbiamo

combattuto e fatto scarcerare questo ragazzo disabile(inseriremo la

documentazione della nostra battaglia su questo caso).

 

 Il Mattino, 14 gennaio 1998

 

  

 Il Quotidiano della Calabria, 5 gennaio 1998

  

 La Gazzetta del Sud, 5 gennaio 1998

 

 

 IL GIORNALE di Milano, 3 agosto 1997

 

  

Il GIORNALE di Milano, 3 aprile 1995

 

  

  IL MATTINO, 29 marzo 1995

 

  

 Il CORRIERE DELLA SERA, 20 febbraio 1995

 

 

Il GIORNALE di Milano, 26 gennaio 1995

 

Il Mattino, 22 gennaio 1995

 

 

 IL MATTINO, 15 gennaio 1995

 

 

 

IL MESSAGGERO, dicembre 1994

 

 

 

    

  GAZZETTA DEL SUD, 1994

 

...continua con l'inserimento di altri numerosissimi casi (che trovate nelle

altre pagine del sito) e articoli di giornale(a partire dal 1994)

 

 

AVVISO

RINGRAZIAMO TUTTI QUELLI CHE CI HANNO SCRITTO E CHE CONTINUANO OGNI GIORNO A SCRIVERCI. CI SCUSIAMO

CON QUANTI NON SIAMO,PURTROPPO ,ANCORA RIUSCITI A CONTATTARE. SPERIAMO DI POTERLO FARE AL PIU' PRESTO.