Iniziative

 

 

                                   

                 I 21 ANNI DI DIRITTI CIVILI

                    I 36 ANNI DI CORBELLI

 

DIFENDEREMO SEMPRE I LORO DIRITTI!

Barcone alla deriva
quaranta morti

migranti

SIERRA_500

DIFENDIAMO DA UNA VITA I LORO DIRITTI!

SIAMO FELICI PER TUTTI I BAMBINI SALVATI, PER LA PICCOLA

FRANCESCA MARINA, LA PRINCIPESSINA DEL MARE NATA IN UNA

NAVE MILITARE ITALIANA, PER MERCY, UNA DELLE ULTIME NATE,

E PER TUTTI GLI ALTRI NEONATI VENUTI AL MONDO DURANTE I

VIAGGI DELLA SPERANZA

 

 

MA PENSIAMO ANCHE A CHI PURTROPPO NON CE LA FA AD ARRIVARE DA NOI

 

PER QUESTO DA ORAMAI QUASI 4 ANNI SIAMO IMPEGNATI E STIAMO ADESSO

PER REALIZZARE ANCHE  IL CIMITERO DEI MIGRANTI PER DARE UNA DEGNA

SEPOLTURA E UN RICORDO A QUANTI, FUGGENDO DALLA MISERIA, DALLE

GUERRE, DALLE MALATTIE E DALLE PERSECUZIONI, CERCANO DI ARRIVARE

IN ITALIA E in EUROPA E TROVANO PURTROPPO LA MORTE NEI TRAGICI NAUFRAGI. 

La visita del Presidente della Regione, Mario Oliverio, al sito dove sorgerà Il cimitero dei migranti

(i particolari di questa nostra ultima, importante  iniziativa umanitaria li trovate nelle pagine Ultimissime,

Diritti Umani, Diritti Civili Global, Politica e Sezione Video)

 

 

 

RINTRACCIATA E LIBERATA IN LIBIA LA MAMMA DEL PICCOLO CISSE

(i particolari nel comunicato che segue)

 

Comunicato stampa

L’annuncio e la gioia di Corbelli: “Rintracciata e liberata in Libia anche la

mamma del piccolo Cisse, il bambino ivoriano di 5 anni, sbarcato da solo

al porto di Corigliano il 15 luglio scorso”

 Risultati immagini per foto oliverio a sibari per migranti

Oliverio e Corbelli a Sibari, il 17 luglio, subito dopo lo sbarco

del piccolo Cisse, dei minori non accompagnati e degli altri migranti

“Ce l’abbiamo fatta. Il sogno, impossibile, grazie a Dio, si è realizzato. La triste, drammatica storia del piccolo Cisse ha, come in una favola, avuto un lieto, bellissimo finale. Con grandissima gioia do infatti la notizia che anche il secondo “miracolo” si è avverato. Anche la mamma del piccolo Cisse, il bimbo ivoriano di 5 anni, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio scorso, è stata difatti rintracciata e liberata dal centro lager in Libia dove era stata rinchiusa dalla metà di luglio. Grazie alla incessante e ininterrotta pressione mediatica-istituzionale che sono riuscito a promuovere, varcando i confini nazionali, i carcerieri libici hanno deciso di lasciarla andare, probabilmente perché stava diventando scomoda e pericolosa questa prigioniera”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ha sino a pochi giorni fa ricoperto l’incarico di delegato della Presidenza della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani. “La giovane mamma di Cisse, Fofana Nabitou, sta in questo momento ritornando nel suo Paese, la Costa D’Avorio, da dove adesso con un corridoio umanitario - grazie sicuramente anche all’intervento del Presidente della Regione, Mario Oliverio, che ho subito informato, poco fa, del felice, miracoloso esito e che per il piccolo Cisse, un caso da lui seguito con attenzione (il Governatore era stato, a Sibari, insieme a me, al Prefetto, al Questore, al Comandante provinciale dei carabinieri, al delegato della Regione per l’Immigrazione, Giovanni Manoccio, ai sindaci di Cassano e Corigliano, due giorni dopo l’arrivo del bambino, per incontrare all’Hotel Sybaris gli oltre 200 minori non accompagnati sbarcati il 15 luglio), aveva già preparato una lettera(che stava per recapitare proprio oggi) al Ministro degli Interni, Marco Minniti (come mi aveva anticipato lo stesso Oliverio sabato sera, quando ci eravamo sentiti telefonicamente per questo caso umano) - conto di farla assai presto, speriamo già nei prossimi giorni, arrivare in Italia per riprendersi e riabbracciare il suo bambino e ricongiungersi al marito e padre del piccolo, che, dopo essere stato, grazie alla nostra mobilitazione, rintracciato in Francia, si trova da venti giorni in Calabria, dove, convocato dal Tribunale dei Minori di Catanzaro, è stato sottoposto, il 6 settembre scorso, al test del Dna per la conferma, anche scientifica, della sua paternità, prosegue Corbelli. “Ho avuto da pochi istanti la bellissima notizia che, riempie il cuore di gioia, che la mamma del piccolo Cisse, prigioniera dalla metà di luglio in una di quelle prigioni orribili di Sabratha, dove con la forza era stata condotta mentre stava insieme al suo Cisse per salire su un barcone per raggiungere l’Italia, è stata liberata. La donna, prima di essere fermata, di nascosto con un gesto disperato e coraggioso, dettato dall’infinito affetto materno, aveva affidato il suo bambino ad un compagno di viaggio ivoriano con la speranza che potesse farcela ad arrivare in Italia e a ritrovare poi il suo papà che sembrava dovesse trovarsi in Francia. Il destino ha voluto che il bambino ce la facesse, sbarcando da solo il 15 luglio, al porto di Corigliano, dalla nave tedesca che trasportava oltre 900 migranti. Da quel momento è iniziata la mia battaglia e la mobilitazione istituzionale e mediatica che è andata avanti tutti i giorni e che ha portato poche settimane dopo dapprima al ritrovamento di uno zio del bambino, che viveva in provincia di Brescia, e quindi al papà di Cisse, rintracciato in Francia, a Parigi. Da dove, venti giorni fa, su convocazione del Tribunale dei Minori, è stato fatto arrivare in Calabria per il riconoscimento della paternità. Il 6 settembre, padre e figlio, separatamente e senza potersi vedere e abbracciare, sono stati sottoposti a Catanzaro al test del Dna, il cui risultato è atteso in questi giorni. Intanto il bambino continua ad essere in affido provvisorio presso la famiglia di un poliziotto di Rossano e il genitore ospitato in una struttura di accoglienza in provincia di Catanzaro. Tra pochi giorni tutta questa povera e sfortunata famiglia si ritroverà di nuovo insieme. Nessuno avrebbe scommesso un soldo che saremmo riusciti a ritrovare i genitori di questo bambino. Era infatti una impresa disperata, quasi impossibile. Ma ho sempre sperato di farcela e non mi sono mai arreso. Oggi voglio ringraziare quanti mi hanno aiutato, dall’Ong Save The Children che ha effettuato lo sbarco del bambino a Corigliano e, una volta rintracciati, ha poi tenuto i contatti, con lo zio e il papa del piccolo, l’ispettore di polizia che ha in affido Cisse, con cui mi sono sentito quasi ogni giorno, l’assessore alle Politiche sociali del comune di Corigliano, Marisa Chiurco, che per prima mi ha segnalato la sera del 15 luglio il caso di questo bambino che ho subito reso noto, Maurizio Alfano, delegato del Garante dell’Infanzia della Calabria, e lo stesso Antonio Marziale, Giovanni Manoccio, delegato dell’Immigrazione della Regione, il Tribunale dei Minori di Catanzaro e naturalmente il Presidente Oliverio, i media calabresi a me sempre vicini e la Chiesa che, con la Radio della Cei, l’Agenzia radiofonica Radio InBlu, che mi ha intervistato dedicando particolare attenzione al caso del piccolo Cisse, mi ha dato un aiuto importante. Grazie di cuore a tutti”.   

19 settembre 2017

seguono tutti i precedenti interventi sul piccolo Cisse

 

 CORBELLI, TEST DNA PER IL PICCOLO CISSE E IL SUO PAPÀ

 comunicato stampa presidenza regione- Catanzaro, 05/09/2017

 

La nave tedesca da cui è sbarcato da solo il 15 luglio a Corigliano il piccolo Cisse“La grande gioia, dell’abbraccio tra il piccolo Cisse, il bimbo della Costa D’Avorio di 5 anni, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio scorso, e il suo papà, è rimandata di qualche giorno. Il tempo di avere la certezza scientifica della paternità del genitore, con il risultato del test del Dna cui oggi il Tribunale dei Minori di Catanzaro, presieduto dal giudice Lorenzo Trovato, ha sottoposto, separatamente, il bambino e il suo papà”.

E’ quanto afferma, in una nota dell’Ufficio stampa della Giunta, il leader del Movimento Diritti Civili e delegato della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, che aveva, subito dopo lo sbarco di questo bambino, reso noto (il 16 luglio per la prima volta) questo caso umano e promosso una ininterrotta mobilitazione mediatica e istituzionale.

“Oggi, si sono ritrovati, in Tribunale a Catanzaro, senza purtroppo ancora potersi vedere, incontrare e abbracciare il piccolo Cisse e il suo papa. I giudici del Tribunale dei Minori prima di assegnare questo bambino vogliono la certezza della paternità con la conferma del test del Dna. Eccezionalmente, considerando il caso umano, i risultati del Dna saranno comunicati entro pochi giorni. Il papà del piccolo Cisse ha intanto espresso la volontà di portarsi il suo bambino in Francia con la speranza di essere presto raggiunto anche dalla moglie e mamma del bambino, una volta che individuata la prigione della Libia, dove la tengono rinchiusa gli scafisti, sarà liberata e autorizzata ad arrivare in Italia, con un corridoio umanitario, che oggi ancora una volta, prosegue Corbelli, chiedo al Ministro degli Interni, Marco Minniti, di attivare".

"Il padre del piccolo Cisse dopo il test del Dna è ritornato nella struttura di accoglienza, in provincia di Catanzaro, che lo sta ospitando, mentre il bambino, accompagnato dall’ispettore di polizia che, con la sua famiglia, lo ha in affido ha fatto ritorno a Rossano. Il bambino continua ad essere ancora tenuto all’oscuro del ritrovamento e dell’arrivo del suo papà. Si è perfettamente integrato, in modo meraviglioso in questa famiglia del poliziotto che ha altri tre bambini in affido. Il piccolo Cisse gioca e scherza con loro, ha iniziato a parlare anche in italiano, alterna paroline in francese e in italiano e ha espresso il desiderio di andare a scuola. Ma l’iscrizione a scuola non è stata autorizzata dai giudici perché tra pochi giorni, dopo i risultati del test del Dna, il bambino sarà affidato e consegnato al padre che ha già fatto sapere di volerlo portare in Francia”.

Il papà di Cisse e’ da alcuni giorni in Calabria, è arrivato da Parigi (dove era stato rintracciato). La mamma, invece, è stata fermata sulla spiaggia dagli scafisti e rinchiusa in un campo lager, perché non aveva i soldi per pagare il viaggio. La giovane donna è stata bloccata con la forza mentre stava, insieme al suo Cisse e ad altre decine di migranti, per salire su un barcone diretto in Italia. Con un gesto disperato e coraggioso, dettato dall’affetto materno, aveva, di nascosto, affidato il suo bambino, piangendo e pregando, ad un ivoriano, suo compagno di viaggio, con la speranza che potesse arrivare nel nostro Paese e ritrovare il suo papà. Così come poi, grazie a Dio, è stato. E come sarà ufficialmente, dopo il test del Dna, tra qualche giorno con l’abbraccio tra il bambino e il suo papà.

Intanto non si hanno notizie della mamma di Cisse. C’è per questo molta preoccupazione per la sua sorte, alla luce anche delle notizie di violenze, pestaggi, stupri e morti che arrivano, grazie alle denunce e ai reportage di alcuni media, dai campi lager della Libia. Insieme all’Ong Save The Children, la grande organizzazione umanitaria che ha eseguito lo sbarco nel porto di Corigliano, siamo impegnati ininterrottamente per arrivare all’individuazione e liberazione della donna. Sono personalmente fiducioso di riuscirci, grazie adesso anche all’aiuto del papà del piccolo Cisse e marito della donna”. g.m.

 

 

 

CORBELLI, FELICE E COMMOSSO. FAVOLA A LIETO FINE PER IL PICCOLO CISSÈ:

IL BAMBINO RIABBRACCERA' IN CALABRIA SUO PAPA', ARRIVATO DALLA FRANCIA

Comunicato Ufficio stampa Presidenza Regione - Catanzaro, 04/09/2017

Corbelli con Manoccio, il 15 luglio scorso, al porto di Corigliano, davanti alla nave tedesca da dove è sbarcato, da solo, il piccolo Cisse insieme ad altri 900 migranti

 

“Favola a lieto fine per il piccolo Cisse: il bimbo della Costa D’Avorio di 5 anni, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio scorso, domani

finalmente riabbraccerà il suo papà, rintracciato in Francia. Come si ricorderà, il bimbo ivoriano, era sbarcato da solo dopo che la mamma, fermata

sulla spiaggia dagli scafisti era stata rinchiusa in un campo lager perché non aveva i soldi per pagare il viaggio. Cissè era riuscito a salire comunque su un barcone diretto in Italia, grazie alla mamma che di nascosto e con un gesto disperato e coraggioso, lo aveva affidato, piangendo e pregando, ad un ivoriano, suo compagno di viaggio, con la speranza che potesse arrivare nel nostro Paese e ritrovare il suo papà”.

E’ quanto afferma, in una nota dell’Ufficio stampa della Giunta, il leader del Movimento Diritti Civili e delegato della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, che aveva, subito dopo lo sbarco di questo bambino, reso noto (il 16 luglio scorso per la prima volta) questo caso umano e promosso un'ininterrotta mobilitazione mediatica (anche con un appello, dello stesso Corbelli, dai microfoni della Radio della Chiesa, l’Agenzia radiofonica Radio inBlu della Cei) e istituzionale, in collaborazione con Il Garante dell’Infanzia della Calabria, Antonio Marziale, il suo delegato, Maurizio Alfano, l’assessore alle Politiche Sociali del comune di Corigliano, Marisa Chiurco, e il responsabile della Regione per l’Immigrazione, Giovanni Manoccio.

Corbelli da quel giorno ha quotidianamente seguito il caso del piccolo Cisse, in continuo contatto con l’Ong che aveva avuto in consegna il bambino e con l’ispettore di Polizia che da allora (dal 15 luglio) lo ha preso in affido provvisorio. Il leader di Diritti Civili, felice e commosso per questo (quasi) insperato, difficile e bellissimo risultato, ringrazia quanti “hanno contribuito a scrivere, insieme a lui, questa importante e significativa pagina di solidarietà, di accoglienza e di umanità che fa onore non solo alla nostra Calabria ma all’intero Paese. Un grazie particolare all’Ong, Save The Children (una di quelle meritorie organizzazioni umanitarie ingiustamente criminalizzate per ignobili fini politici!), alla famiglia del bravo poliziotto che da un mese e mezzo ospita questo meraviglioso bambino e al Tribunale per i Minori di Catanzaro, al suo Presidente, Luciano Trovato, e ai suoi colleghi che hanno saputo muoversi con discrezione, professionalità ed efficacia. Ritrovare il papà del piccolo Cisse è stato un vero miracolo. Adesso resta la mamma del piccolo che dobbiamo rintracciare in Libia in una di quelle prigioni lager. E per questo contiamo di avere un aiuto dal papà del bambino. Per far arrivare la mamma, una volta individuata, ho già chiesto che venga attivato un corridoio umanitario.

Mi auguro adesso che il Governo italiano ci aiuti a rintracciare la giovane madre e a farla arrivare in Italia. Il piccolo Cisse intanto ha già imparato a parlare in italiano, alterna parole in francese e in italiano. Dopo averlo incontrato, un mese fa, nel Tribunale di Cosenza, dove il bambino ivoriano era stato portato dalla famiglia affidataria per un incontro con il giudice, delegato a seguire questo caso, prosegue Corbelli, l’ho sentito al telefono nei giorni scorsi e mi ha salutato dicendomi le prime paroline in italiano. Il piccolo non sa che domani riabbraccerà il suo papà. Una volta che sarà accertata la paternità (su cui non c’è un minimo dubbio) padre e figlioletto potranno riabbracciarsi.

L’uomo si trova adesso in un Centro di accoglienza calabrese, dove, dopo il suo arrivo, ieri sera, in Calabria, è stato ospitato in attesa dell’incontro di domani con il suo bambino. Il papà del bambino è molto preoccupato, adesso teme per la sorte della moglie e mamma del bambino, con cui è rimasto in contatto sino a pochi mesi fa, prima che venisse fermata e rinchiusa dagli scafisti criminali in una di quelle prigioni spaventose in Libia, dove non c’è alcun rispetto per i diritti umani. Il papà del bambino ha sino a pochi mesi fa parlato più volte, con le videochiamate, con il suo bambino. Conserva le registrazioni che confermano la certezza assoluta della sua paternità.

La storia del piccolo Cisse, resa nota da Corbelli, per la prima volta, lo scorso 16 luglio, subito dopo lo sbarco della nave tedesca nel porto di Corigliano, aveva commosso tutti. “Grazie ad uno zio del bambino che abita in provincia di Brescia si era arrivati al papà del piccolo Cisse che vive in Francia. Domani il commovente abbraccio tra padre e figlioletto in attesa e con la speranza che anche la mamma possa presto raggiungerli”, conclude Corbelli. g.m.

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 Da Tarsia, da un luogo simbolo, dal Cimitero internazionale dei Migranti

Accorato appello di Corbelli (Diritti Civili) ai terroristi, agli uomini, alle

donne e ai ragazzi dell’Isis : “In nome di Dio, del vostro Dio, fermatevi.

Colpire anche l’Italia con una nuova strage di innocenti, significa

condannare a morte migliaia di vostri fratelli(uomini, donne e bambini),

nei campi lager in Libia e nei tragici naufragi”. Su You Tube e nel nostro

sito l’appello  integrale che sarà trasmesso anche nei Paesi arabi.

Risultati immagini per foto corbelli a tarsia

Corbelli a Tarsia per l'appello ai terroristi - 21 agosto 

Da Tarsia, da un luogo simbolo di pace, dal Cimitero internazionale dei Migranti, a breve distanza dall’ex campo di internamento fascista più grande d’Italia, quello di Ferramonti (luogo, durante la seconda guerra mondiale, di prigionia ma anche di grande umanità), accorato appello del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ai terroristi, agli uomini, alle donne e ai ragazzi dell’Isis  che hanno annunciato di voler colpire con un attentato anche l’Italia. Corbelli ha scelto Tarsia, dove questa mattina, nella immediata vigilia della posa della prima pietra della grande opera umanitaria, si è recato ed è rimasto per alcune ore in riflessione, per mandare ai terroristi dell’Isis e al mondo un messaggio di  pace e di speranza che è  stato messo integralmente in rete su You Tube (e sul sito del Movimento www.diritticivili.it) e che sarà trasmesso anche nei Paesi arabi. “Da questo luogo di pace voglio oggi guardare negli occhi e parlare ai terroristi dell’Isis, agli uomini, alle donne e ai ragazzi dell’Isis che hanno annunciato di voler colpire con una strage anche il nostro Paese, l’Italia. E voglio dire loro, in nome di Dio, del vostro Dio, fermatevi. Colpire l’Italia con una nuova strage di innocenti, significa condannare a morte migliaia e migliaia di vostri fratelli, uomini, donne e bambini, nei campi lager in Libia e nei tragici naufragi. Colpire l’Italia significa distruggere la speranza e il sogno di salvezza di questi vostri fratelli, uomini, donne e bambini che fuggono da guerre, persecuzioni e miseria e arrivano nel nostro Paese dove vengono salvati in mare e accolti nelle nostre città  e nei nostri paesi. Colpire l’Italia significa colpire l’unico Paese che, continua, da solo, a salvare in mare e ad accogliere migliaia di vostri fratelli migranti. Colpire anche l’Italia significa fermare e arrestare anche quella grande opera umanitaria, il Cimitero internazionale dei Migranti, che qui, dove mi trovo oggi, stiamo, con la Regione Calabria e il comune di Tarsia, per iniziare con la posa della prima pietra, per dare dignità alla morte di tutti quei vostri poveri, sfortunati fratelli (uomini, donne e bambini) che hanno perso e continuano a perdere la vita nei tragici naufragi.  Colpire l’Italia significa provocare nel nostro Paese una violenta reazione  xenofoba, razzista, di intolleranza e odio nei confronti dei migranti. Colpire l’Italia significa colpire l’unico Paese che continua ad aiutare e ospitare i vostri fratelli migranti. Per queste ragioni, oggi che avete minacciato di colpire anche l’Italia con una strage, in nome di Dio(del vostro Dio) vi supplico di fermarvi. Prima che sia troppo tardi. Abbandonate la guerra e la violenza, inseguite la pace. Pensate ai vostri fratelli, uomini, donne e bambini e al male che, con le vostre azioni, potere fare anche e soprattutto a loro.  Io vi auguro solo che il buon Dio, il vostro Dio, vi illumini e fermi per sempre la vostra mano omicida”.

21 agosto 2017

 

Il Premio "Acquaformosa che Accoglie" a Presule, Corbelli, Falcomatà, Facciolla e M. Alfano

Abbraccio tra il vescovo Savino e l’Imam di Acquaformosa Ahmed Berrou

 

AQUAFORMOSA (COSENZA) – L’abbraccio tra il vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino, e l’imam di Acquaformosa Ahmed Berrou.

E’ stato questo uno dei fuori programma inattesi della cerimonia di consegna della prima edizione del premio “Acquaformosa che accoglie” istituito nell’ambito del VI festival delle Migrazioni di Acquaformosa.
Mons. Savino è tra le persone che hanno ricevuto il riconoscimento assieme allo scrittore Maurizio Alfano, al Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla, al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà e al leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. “Un vero e proprio successo – afferma l’assessore all’accoglienza Giovanni Manoccio – un qualcosa di incredibile.
Avevamo avuto il sentore, tramite i numeri sui nostri canali social, di una grande attenzione, ma vedere piazza Papàs Matrangolo strapiena è stato un qualcosa di emozionante. Merito dei contenuti che abbiamo proposto e segno che davvero il Festival è qualcosa di grande”(Ansa - 25 agosto 2017).

 Corbelli ha dedicato Il Premio alle vittime dei tragici naufragi, uomini, donne e tanti poveri, sfortunati bambini

 

 

 

 

Corbelli e Manoccio : “Pronti ad accogliere in Calabria donne e bambini sgomberati con la forza a Roma e che nessuno vuole ospitare”

corbellimanoccio

 

 

Manoccio e Corbelli al Porto di Corigliano durante l'ultimo sbarco (da una nave tedesca) del 15 luglio 2017

 

UFFICIO STAMPA REGIONE CALABRIA, 26 agosto. “Le donne e i bambini, sgomberati (e alcuni anche feriti) con la forza a Roma, siamo pronti ad accoglierli in Calabria. Quegli esseri umani, più poveri e indifesi, che alcuni sindaci non vogliono nei loro comuni, li accoglieremo in Calabria, terra generosa, accogliente e ospitale. C’è pronta una dignitosa soluzione”. E’ quanto affermano, in una nota dell’Ufficio stampa della Regione, il delegato della Presidenza della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani e leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, e il delegato della Regione per l’Immigrazione, Giovanni Manoccio. “Dopo aver espresso una ferma condanna per i fatti di Roma, una grave violazione dei diritti umani che si sarebbe assolutamente dovuta scongiurare, informiamo che così come abbiamo fatto, in altre diverse occasioni, come ad esempio nelle ultime settimane aiutando a restare in Calabria le dieci madri(somale ed eritree) che, in un tragico naufragio, hanno perso i loro bambini, portati e sepolti nei cimiteri di Crotone e della provincia, siamo pronti anche in questa occasione a farci carico di questa emergenza umanitaria, affermano Corbelli e Manoccio. Le donne e i bambini dello sgombero di Roma li possiamo da subito ospitare in Calabria, in un posto bello e dignitoso. Ci assumiamo personalmente questo impegno. Se queste donne accetteranno di trasferirsi con i loro bambini nella nostra regione provvederemo a comunicare  subito alle autorità governative preposte la struttura che abbiamo immediatamente a disposizione. E’ questa la risposta, l’ennesima, di accoglienza e solidarietà che arriva dalla Calabria. La bruttissima vicenda dello sgombero di Roma, in particolare, delle donne e dei loro bambini trattati in quel modo, ha molto colpito e fatto indignare. Senza voler colpevolizzare le forze dell’ordine, che hanno eseguito degli ordini (e se c’è chi ha sbagliato è giusto che venga chiamato a risponderne), vogliamo solo rispondere con la solidarietà e l’accoglienza ancora una volta dalla Calabria, da una regione(povera, con tanti problemi ed altre emergenze da affrontare, come in questo momento soprattutto la piaga degli incendi, ma con un grande cuore e una forte dignità) che non respinge i poveri migranti, ma continua ad accoglierli nei suoi porti, nelle sue città e nei suoi paesi. Accoglie quelli che arrivano, che ce la fanno a coronare il loro sogno di salvezza e pensa anche a quelli più sfortunati (uomini, donne e anche tanti bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi, dando dignità alla loro morte con la realizzazione a Tarsia, in un luogo fortemente simbolico, del Cimitero internazionale dei Migranti. Questa è la Calabria vera, bella, accogliente e solidale. Quella per cui in tanti ogni giorno lottiamo”.

 


 
RINTRACCIATO, DOPO LO ZIO, IL PAPA' DEL BAMBINO IVORIANO.

SI TROVA IN FRANCIA, A PARIGI. E' STATO GIA' CONTATTATO

 

Dal sito della Regione Calabria

CORBELLI: "RINTRACCIATO IL PAPÀ DEL PICCOLO CISSE"

 

Presidenza - Catanzaro, 29/07/2017

 

Franco CorbelliE' stato rintracciato il papà del bambino della Costa D'Avorio di 5 anni, il piccolo Cisse, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio scorso. L'uomo ivoriano si trova in Francia, a Parigi. E' stato già contattato da una mediatrice culturale, si è profondamente commosso, ha espresso tutta la sua gioia e il desiderio di poter subito raggiungere e riabbracciare il suo bambino, che si trova a Rossano, presso la famiglia di un bravo ispettore di polizia che lo ha preso in affido provvisorio. Sta dunque per avere un primo lieto fine l'incredibile storia che aveva commosso tutti". E' quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, delegato della Regione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani e leader del Movimento Diritti Civili. "La mobilitazione e gli appelli sulla stampa, anche internazionale, che avevo subito promosso, in collaborazione con il Garante dell'Infanzia della Calabria, Antonio Marziale, e il delegato della Regione per l'Immigrazione, Giovanni Manoccio, hanno infatti sortito il risultato sperato- afferma Corbelli-. Anche il Presidente della Regione, Mario Oliverio, segue personalmente dall'inizio questo caso umano. Si è arrivati al papà del bambino grazie ad uno zio del piccolo, che vive in Lombardia, che appreso sulla stampa (grazie ai nostri appelli) dell'arrivo del suo nipotino a Corigliano, ha chiamato l'Ong che sta seguendo, insieme a noi, questo caso, fornendo le sue generalità e confermando la presenza del papà del bambino in Francia." " E' un vero miracolo- prosegue Corbelli- . Grazie a Dio ce l'abbiamo fatta a rintracciare il papà del piccolo Cisse. La Calabria scrive una nuova bella, significativa pagina di solidarietà e accoglienza, prosegue Corbelli. E' con immensa gioia che ho appreso oggi che a seguito dei nostri appelli sulla stampa, dopo lo zio, che, dalla Lombardia dove vive, si era fatto vivo, nei giorni scorsi, con una telefonata all'Ong che, con la consueta professionalità e umanità, segue questo caso umano, si è adesso arrivati a rintracciare e parlare anche con il padre del piccolo Cisse. Una mediatrice dell'Ong lo ha contattato. L'uomo ha fornito tutte le sue generalità ed è pronto a dimostrare in modo inconfutabile di essere il papà del bambino, con tanto di foto che lo ritraggono insieme al suo piccolo Cisse. Non appena avremo l'ok dalle autorità preposte siamo pronti a farlo arrivare in Calabria dal suo bambino, che sta bene, è amorevolmente assistito e si è già perfettamente integrato in questa splendida famiglia che ha anche altri tre bambini adottati." " Resta ora da rintracciare la mamma del piccolo, ancora prigioniera in Libia in un campo lager- riferisce Corbelli-, dove è trattenuta perché non ha i soldi per pagare il viaggio agli scafisti criminali. La donna per questo con un gesto coraggioso e di nascosto aveva affidato, ad alcuni suoi connazionali ivoriani, e fatto mettere il suo bambino su un barcone con la speranza che una volta giunto in Italia potesse poi ritrovare e riabbracciare il suo papà". "Salvatemi il mio bambino, fatelo arrivare in Italia, portatelo dal suo papà in Francia", aveva detto la mamma piangendo e abbracciando forte, prima di salutarlo, il suo figlioletto. "Un distacco doloroso- continua il delegato della Regione- ma con la speranza di poterlo un giorno riabbracciare in un Paese libero. Oggi questo sogno sta per realizzarsi, per adesso per il papà. In attesa che anche la mamma possa presto raggiungerli in Italia. Questo felice e miracoloso epilogo, con l'individuazione, dopo i nostri appelli, prima di uno zio, in Italia, e poi del papà, a Parigi, dimostra quanto sia stata importante, efficace e determinante la mobilitazione istituzionale e mediatica che abbiamo promosso sulla stampa per cercare di rintracciare il genitore del piccolo ivoriano, che avevamo appreso doveva trovarsi in Francia. A questo proposito avevo una settimana fa rivolto un appello anche dalla Radio della Chiesa, da Radio InBlu dell'Agenzia radiofonica della Conferenza episcopale italiana, che mi aveva intervistato per questo caso. Anche la stampa francese ci aveva contattato. Ad una giornalista avevo fornito tutte le informazioni necessarie. Nei giorni scorsi, dopo l'arresto dei tre scafisti dello sbarco del 15 luglio (quello con oltre 900 migranti e il bambino ivoriano) avevo- conclude Corbelli- rivolto un appello anche al Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Oggi ho avuto, dall'Ong, la nuova bella notizia dell'individuazione, dopo lo zio, del papà di questo bambino ivoriano".

(seguono altri precedenti comunicati)

 

 [Comunicato stampa Giunta regionale Calabria]
L’annuncio e la gioia di Corbelli: “Dopo i nostri appelli sulla stampa,

rintracciato in Lombardia uno zio del bambino ivoriano, sbarcato da

solo, due settimane fa, al porto di Corigliano, in cerca del papà che

si trova in Francia”

giovedì 27 luglio 2017

E’ a una svolta decisiva la ricerca del papà del bambino della Costa D’Avorio di 5 anni, il piccolo Cisse, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio scorso. Un'incredibile storia che aveva commosso tutti. La mobilitazione e gli appelli sulla stampa (regionale e nazionale) promossi da Franco Corbelli, delegato della Regione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani e fondatore del Movimento Diritti Civili, insieme al Garante dell’Infanzia della Calabria, Antonio Marziale, e al delegato della Regione per l’Immigrazione, Giovanni Manoccio, hanno infatti sortito un risultato importante, attualmente al vaglio delle diverse autorità preposte. Uno zio del bambino, che vive in Lombardia, appreso sulla stampa dell’arrivo del suo nipotino a Corigliano, ha chiamato l’Ong, che sta seguendo questo caso, insieme a Corbelli, al Garante Marziale e al delegato Manoccio, fornendo le sue generalità e confermando la presenza del papà del bambino in Francia. Anche il Presidente Oliverio segue personalmente dall’inizio questo caso umano ed è costantemente informato dalla struttura regionale. “Se Dio vuole – afferma Corbelli - dovremmo avercela fatta a rintracciare il papà del piccolo Cisse. La Calabria sta per scrivere una nuova bella, significativa pagina di solidarietà e accoglienza. E’ con una gioia immensa che ho appreso che a seguito dei nostri appelli sulla stampa, regionale e nazionale (che ringraziamo), si è fatto vivo con una telefonata all’Ong che, con la consueta professionalità e umanità, segue questo caso umano, uno zio del bambino ivoriano, che abita in Lombardia. Ha fornito le sue generalità. Ha confermato la presenza del papà del piccolo in Francia. Le informazioni sono attualmente al vaglio delle diverse autorità preposte, a cui sono state subito comunicate, afferma Corbelli, in una nota dell’ufficio stampa della Giunta. Ho subito informato il Presidente Oliverio, il Garante Marziale, il delegato Manoccio e naturalmente il bravo ispettore di polizia di Rossano che con la sua famiglia ha, subito dopo lo sbarco, preso in affido provvisorio il bambino. Il piccolo sta bene e si è già perfettamente integrato in questa famiglia che ha anche altri bambini adottati. La telefonata di uno zio del bambino dimostra quanto sia stata importante, efficace e spero determinante la mobilitazione che, insieme a Marziale e Manoccio, e d’accordo con il presidente Oliverio, abbiamo promosso sulla stampa per cercare di rintracciare il papà del piccolo ivoriano, che si trova in Francia. A questo proposito avevo rivolto una settimana fa un appello anche dalla Radio della Chiesa, da Radio InBlu dell’Agenzia radiofonica della Conferenza episcopale italiana, che mi aveva intervistato per questo caso. Anche la stampa francese ci aveva contattato. Ad una giornalista ho fornito tutte le informazioni necessarie. L’altro ieri, dopo l’arresto dei tre scafisti dello sbarco del 15 luglio (quello con oltre 900 migranti e il bambino ivoriano) avevo rivolto un appello anche al procuratore della Repubblica di Castrovillari, Eugenio Facciolla. Oggi ho avuto, dall’Ong, la bella notizia della telefonata di questo zio del bambino. Aspettiamo adesso la conferma delle autorità preposte cui spetta il compito di contattare il papà del piccolo. Se come sembra è stato rintracciato siamo pronti a farlo arrivare subito in Calabria per riabbracciare il suo bambino. Naturalmente faremo di tutto, come abbiamo promesso, per rintracciare in Libia anche la mamma del piccolo ivoriano e farla arrivare anche lei a Rossano dal suo bambino. L’ incredibile, triste e commovente storia del piccolo ivoriano aveva profondamente colpito tutti. La mamma del bambino, rinchiusa in un campo lager in Libia, perché non i soldi per pagare il viaggio agli scafisti criminali, con un gesto coraggioso e di nascosto ha affidato, ad alcuni suoi connazionali ivoriani, e fatto mettere il suo bambino su un barcone con la speranza che una volta giunto in Italia possa poi ritrovare e riabbracciare il suo papà”, prosegue Corbelli. “Salvatemi il mio bambino, fatelo arrivare in Italia, portatelo dal suo papà in Francia”, ha detto la mamma piangendo e abbracciando forte, prima di salutarlo, il suo figlioletto. “Un distacco doloroso ma con la speranza di poterlo un giorno riabbracciare in un Paese libero. Oggi questo sogno, conclude Corbelli, sta forse per realizzarsi, almeno per il papà. In attesa che anche la mamma possa presto raggiungerli in Italia, Paese ospitale e accogliente”.

 

 

LA CALABRIA DELL'ACCOGLIENZA. CORBELLI E MANOCCIO:

"PRONTI A DARE DEGNA SEPOLTURA A VITTIME NAUFRAGIO" 

 IMG-20170726-corbelli manoccio porto corigliano

 Manoccio e Corbelli al porto di Corigliano durante l'ultimo sbarco del 15 luglio

 

 [Comunicato stampa Giunta regionale Calabria]
Corbelli e Manoccio: “pronti a dare sepoltura migranti ultimo naufragio”

 mercoledì 26 luglio 2017

Franco Corbelli, delegato della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani, e Giovanni Manoccio, delegato per l’immigrazione, in attesa della realizzazione del Cimitero internazionale dei Migranti, i cui lavori, finanziati, con una prima tranche, dalla Regione, stanno per iniziare a Tarsia, dichiarano - in una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – che “se necessario sono pronti ad ospitare e dare degna sepoltura, in Calabria, ad alcune delle 13 vittime (tra cui diverse donne incinte e madri) dell’ultimo naufragio, recuperate su un barcone e portate ieri in Sicilia. La Calabria dell’accoglienza e della solidarietà continua ad essere, come ha detto un anno e mezzo fa Papa Francesco, un esempio per tutto il mondo”.

Corbelli chiede che “non cali il silenzio su queste stragi”. E aggiunge: “purtroppo non fanno più notizia questi drammatici naufragi. La tragedia dell’immigrazione, infatti, tra l’indifferenza da una parte e l'ignobile strumentalizzazione dall'altra, continua a mietere altre vittime innocenti (tra cui, come ieri, tante povere, sfortunate donne, alcune incinte e madri). Sono queste continue stragi che spezzano il cuore, che danno una idea dell’immane catastrofe umanitaria e dimostrano quanto sia giusta, importante e doverosa la battaglia di civiltà che portiamo avanti da oramai 4 anni (dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013) per la realizzazione in Calabria del Cimitero internazionale dei Migranti, la grande opera umanitaria che il mondo già conosce, apprezza e aspetta, come dimostra l’interesse della stampa internazionale che continua a mandare a Tarsia i suoi inviati. La Calabria - sottolinea il fondatore del Movimento Diritti Civili e promotore della grande opera umanitaria sostenuta, sin dall’inizio, dal Presidente della Regione, Mario Oliverio - con gesti di grande generosità, solidarietà, umanità e civiltà, continua ad accogliere e aiutare i migranti che sbarcano nei nostri porti e, con il Cimitero dei Migranti, darà dignità alla morte di quelli più sfortunati che perdono la vita nei tragici naufragi. Verrà così cancellata per sempre la disumanità di quei corpi, quasi tutti senza volto e senza nome, sepolti, con un semplice numerino e un codice, in tanti piccoli sperduti cimiteri, calabresi e siciliani, che ne cancellano in questo modo, per sempre, ogni riferimento e ogni ricordo per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli, per portare un fiore e dire una preghiera. Sarà scongiurato l’orrore di poveri migranti sepolti, come è accaduto nei giorni scorsi, addirittura senza una bara, trattati peggio delle bestie. Con il Cimitero dei Migranti – ribadisce Corbelli -, Tarsia e la Calabria scriveranno una nuova pagina di civiltà e umanità. Un’opera straordinaria che grazie al sostegno del Presidente Oliverio e alla disponibilità del sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, e della sua comunità, sarà possibile realizzare. I lavori, superati tutti gli ostacoli burocratici e le altre emergenze, come preannunciato, stanno finalmente per iniziare. Il Cimitero dei Migranti, che sorgerà in tutt’uno con il nuovo cimitero comunale (quale segnale di rispetto e di integrazione anche dopo la morte) sarà una grande opera umanitaria, imponente e monumentale, un Parco della Pace, luogo di riflessione per le generazioni future di tutto il mondo per ricordare questa immane tragedia e perché non si ripeta mai più in futuro. Sorgerà su un’area di circa 30 mila metri quadri, in un posto di grande valore simbolico, su una collina immersa tra gli ulivi secolari (che resteranno) di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale, in parte anche ebraico, e a poca distanza dall’ex campo di internamento fascista più grande di Italia, quello di Ferramonti, che fu durante la seconda guerra mondiale luogo di prigionia ma anche di grande umanità e rispetto della dignità della persona. Il Cimitero dei Migranti – ricorda infine il leader dei diritti civili - sarà intitolato al bambino siriano Aylan Kurdi”. p.g.

 

 

 

FRANCO CORBELLI SUL BAMBINO DI 5 ANNI DELLA COSTA D'AVORIO,

sbarcato da solo a Corigliano INSIEME AGLI ALTRI MIGRANTI

 Presidenza - Catanzaro, 17/07/2017

 Franco Corbelli sul bambino della Costa d'AvorioIl delegato della Regione per la promozione e la tutela dei diritti umani e leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli che, sabato scorso, aveva rivolto un appello al Ministro dell'Interno Marco Minniti, alle autorità libiche e francesi ed al Presidente Oliverio in favore del bambino di cinque anni della Costa D'Avorio, Cisse Namory Cheik, sbarcato da solo, a Corigliano, è ritornato, con una dichiarazione, sul fatto. " Questo bambino ha la mamma rinchiusa in uno di quei campi lager in Libia e il papà si trova in Francia. Ed è lì – ha detto Corbelli - che questo piccolo migrante voleva e vuole andare. La mamma, bloccata e tenuta rinchiusa in Libia perché non ha i soldi per pagare il viaggio ai criminali scafisti, lo ha affidato ad un compagno di viaggio che lo ha messo su un barcone per farlo arrivare in Italia. Al porto di Corigliano la scoperta di questo bambino, che per fortuna gode di buona salute. Un bambino che è subito diventato la mascotte della nave, di nazionalità tedesca, dei migranti ed il simbolo dell'immane tragedia dell'immigrazione. A prendersi cura di questo piccolo è stata una brava operatrice della Polizia di Stato in servizio al porto di Corigliano. Nei prossimi giorni, insieme al Presidente Oliverio andremo a trovarlo a casa, a Rossano, dove si trova attualmente. Speriamo di potergli portare già in quell'occasione il regalo più bello: la notizia che potrà presto riabbracciare il suo papà e speriamo anche la sua mamma. Il piccolo è assistito con grande affetto da questa esemplare famiglia. Ma il suo desiderio e riabbracciare il papà e la mamma. Questa notte, prima di addormentarsi, ha pianto. Chiedo al Ministro Minniti di intervenire presso le autorità libiche e francesi. Il presidente Oliverio, che ringrazio per la sensibilità e grande umanità dimostrate ancora una volta, solleciterà subito un intervento delle Istituzioni". o.m.

 

 

 

Comunicato Ufficio stampa Presidenza   Regione

 Catanzaro 21/07/2017

Dramma immigrazione. Marziale, Manoccio e Corbelli: “La Regione aiuterà

la bambina che ha dato alla luce la ragazza somala morta(per le violenze

subite in Libia) durante il parto, mercoledì 19 luglio a Crotone”.

Risultati immagini per foto garante infanzia marziale 

Il Garante per l'Infanzia della Calabria, Marziale

“La tragedia della giovane somala morta, per le violenze subite in Libia,mercoledì all’ospedale di Crotone, mentre, incinta dava alla luce la sua creatura che, per fortuna, i medici sono riusciti a salvare, è una di quelle storie che spezza il cuore e che dà un’idea dell’immane catastrofe umanitaria legata al fenomeno dell’immigrazione.  La Regione sarà vicina e aiuterà adesso questa sfortunata bambina. Insieme al Garante dell’Infanzia della Calabria, Antonio Marziale, e al delegato della Regione, per l’immigrazione, Giovanni Manoccio, che ho entrambi oggi sentito  al telefono, siamo impegnati per dare tutto il supporto necessario per questo caso umano”. E’ quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, delegato della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani e fondatore del Movimento Diritti Civili. “Il dramma di questa giovanissima somala e di quella creatura nata e subito rimasta orfana, ha profondamente colpito tutti. E’ una tragedia immane che deve far riflettere tutti sulle sofferenze e atrocità che subiscono tanti di quei poveri disperati in fuga per cercare per salvarsi, con la speranza e il sogno di poter arrivare in Italia e in Europa, afferma Corbelli, in una nota dell’Ufficio stampa della Regione.  D’accordo con il Garante Marziale e il delegato Manoccio ho contattato il viceprefetto di Crotone, Ippolito, per avere tutte le informazioni su questo caso umano e per ribadire la disponibilità della Regione ad intervenire per aiutare questa bambina. La piccola sta per fortuna bene. Si sta adesso, prima di darla in affido, cercando di verificare la possibile esistenza del padre o di altri familiari. Dopodiché se non si dovesse trovare il genitore e nessun parente si procederà con l’affidamento, da parte del Tribunale dei minori. La mamma della bambina, la giovanissima sfortunata ragazza somala, sarà sepolta in Calabria. Anche in questo caso ho ribadito la disponibilit6à della Regione ad intervenire. Ci auguriamo che si trovi il papà di questa bambina e che entrambi possano restare nella nostra regione. Sicuramente insieme al Garante per l’infanzia, Marziale, e al delegato per l’Immigrazione, Manoccio, nel caso, faremo di tutto perché questo avvenga”. 

 

 

SIAMO IMPEGNATI QUOTIDIANAMENTE PER AFFRONTARE

DRAMMATICA EMERGENZA SBARCHI. LUNEDI' 17 LUGLIO DI

NUOVO A CORIGLIANO. CI SARA' ANCHE PRESIDENTE OLIVERIO 

 

Comunicato Ufficio stampa Presidenza Regione - 4 luglio 2017

Migranti – Vertice Corigliano, chieste leggi straordinarie per minori non accompagnati

 

Corbelli e Manoccio

I delegati della Regione per l’immigrazione e i diritti umani Giovanni Manoccio e Franco Corbelli hanno partecipato – informa l’ufficio stampa della Giunta – al vertice operativo che si è tenuto, questa mattina, al Comune di Corigliano e che è, poi, proseguito al Palazzetto dello sport dove sono alloggiati i giovani migranti. Hanno preso parte all’incontro il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci e l’assessore alle politiche sociali e all’immigrazione Marisa Chiurco, il viceprefetto vicario Emanuela Greco insieme all’assistente sociale della prefettura Sara Ottisani.
“Occorrono leggi straordinarie per fronteggiare e gestire la drammatica emergenza umanitaria dei minori non accompagnati”: questo il grido d’allarme e il forte appello-denuncia che arriva dal vertice coriglianese. Nonostante il grande sforzo profuso, la situazione dei minori sbarcati a Corigliano (217 quelli arrivati nei giorni scorsi, 166 dei quali sono ancora alloggiati nel Palazzetto dello sport e 25 in una struttura scolastica sempre del comune ionico) resta infatti particolarmente critica “soprattutto – è stato detto durante l’incontro – per la mancata risposta di tutti i sindaci della provincia all’invito del Prefetto a dare ospitalità a questi minori”. In particolare, quello che è emerso da tutti gli interventi è la enorme difficoltà a fronteggiare e gestire da parte di un solo Comune il drammatico problema dei minori non accompagnati. L’amministrazione comunale di Corigliano, per il fatto di essere luogo dello sbarco, è lasciato da solo a farsi carico di questo difficile e delicato problema. Nessun Comune della Provincia ha infatti risposto alla lettera-appello che la Prefettura aveva trasmesso in occasione di questo ultimo sbarco chiedendo la disponibilità ad accogliere alcuni di questi minori. Un fatto grave e inquietante – è stato rimarcato – che, unito a tutta una serie di ostacoli burocratici e di difficoltà per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per l’avvio dell’iter per l’assegnazione di questi minori, ha portato oggi i protagonisti dell’iniziativa a rivolgere un deciso appello alle istituzioni, Governo e Parlamento, per far fronte a questa emergenza con leggi non ordinarie ma straordinarie, che consentano di superare i diversi ostacoli burocratici e di accelerare l’iter di procedura per la ripartizione e sistemazione di questi minori nelle diverse strutture di accoglienza. Un primo importante risultato il vertice operativo di oggi lo ha comunque fatto registrare: metà dei 166 alloggiati nel Palazzetto saranno infatti trasferiti in strutture di altri comuni che sono state già individuate.
“Bisogna prendere atto – ha dichiarato Corbelli – che questo fenomeno epocale lo si può affrontare solo con leggi e provvedimenti straordinari. Le prefetture devono avere il potere di obbligare, per legge, tutti i sindaci ad accogliere questi minori. Non possono, come in questo ultimo caso, tutti i comuni far finta di niente, non rispondere all’appello del prefetto e lasciare che sia solo Corigliano a farsi carico di questa eccezionale emergenza umanitaria”. Secondo Manoccio “occorre una deroga per snellire l’iter delle procedure per facilitare così l’assegnazione di questi minori”. Il viceprefetto Greco ha ribadito il “grande impegno della Prefettura per fronteggiare questa difficile situazione”. Il sindaco Geraci e l’assessore Chiurco hanno evidenziato “lo spirito solidale e accogliente di Corigliano” ma hanno chiesto, con forza, di “non essere lasciati soli perché la situazione, già oggi assai delicata e ingestibile, diventerebbe a forte rischio anche per la tenuta sociale dei territori”.

 

Nella foto Manoccio e Corbelli al porto di Corigliano durante lo sbarco del 30 giugno

 

seguono precedenti interventi

 

Comunicato Presidenza Regione - 30 giugno

EMERGENZA MINORI. MANOCCIO E CORBELLI OGGI A CORIGLIANO

APPELLO DEI DUE DELEGATI DELLA REGIONE A MINISTERO INTERNI

Presidenza - Catanzaro, 30/06/2017

Sbarchi, Manoccio e Corbelli: appello a ministero Interni"A Corigliano Calabro si vive una situazione tremenda, drammatica, esplosiva e non più sostenibile, che rischia di precipitare da un momento all’altro se non si interviene subito. È per questo che chiediamo con forza un intervento immediato del Ministero degli Interni affinché già nelle prossime ore si possa risolvere questa drammatica emergenza umanitaria. È assurdo che su 205 minori non accompagnati 156 non siano stati ancora collocati e, nelle prossime ore, potrebbero riproporsi altri sbarchi".

 Lo dichiarano i delegati per l'immigrazione e i diritti umani della Regione Calabria, Giovanni Manoccio e Franco Corbelli che questa mattina hanno visitato Corigliano Calabro accompagnati dall'Assessore comunale alle Politiche Sociali e all’immigrazione, Marisa Chiurco, la quale, oltre a rimarcare il peso crescente dell'emergenza, ha sottolineato l'importanza di un aiuto per il ricollocamento dei minori.

“Il comune di Corigliano, che si sta letteralmente sacrificando, da solo non ce la può fare. E’ umanamente impossibile”, hanno aggiunto Corbelli e Manoccio che nel corso della visita hanno anche verificato che alcuni di questi minori necessitano di essere curati, chi per uno stato febbrile, chi per altre, per fortuna, non gravi patologie. Per tale motivo è stato fatto venire un medico ed è pervenuta un’ambulanza nel palazzetto dello sport.

I due delegati regionali hanno anche tenuto un colloquio con Roberto Pellegrino, infettologo dell'A.O. "L'Annunziata di Cosenza" che da un lato ha evidenziato come su richiesta dal Prefetto e per l'impegno del Direttore dell'U.O. di Cosenza sia stato possibile portare un infettologo direttamente al porto di Corigliano. Caso unico in tutta Italia.

"Ma - aggiungono Corbelli e Manoccio - non basta, come testimoniato dal dottore Pellegrino è infatti necessario installare, nel porto e nel palazzetto dello sport, delle docce in modo da rendere efficace il trattamento ed evitare altri problemi sanitari. A questo proposito chiederemo alla nostra Protezione civile regionale di intervenire per la risoluzione di questo problema, che prevede non solo le docce ma anche il successivo raccoglimento e smaltimento dell’acqua.

Il problema principale e più urgente resta la collocazione di questi minori in tanti piccoli centri di accoglienza che al momento purtroppo mancano. Il rischio è che questi minori possano allontanarsi e far perdere così le loro tracce. Per questo bisogna intervenire subito, con urgenza. Per scongiurare questo rischio e per dargli una sistemazione e assistenza dignitosa. Non bisogna mai dimenticare che stiamo parlando di esseri umani e come tali devono essere trattati. Non sono dei numeri, ma delle persone, povere e sfortunate, che fuggono da guerre, persecuzioni e miseria e molto spesso purtroppo perdono la vita nei tragici naufragi”. g.m. 

 

segue altro precedente intervento

 

COMUNICATO PRESIDENZA REGIONE - 29 giugno

Corigliano. Sbarcano 230 minori, Corbelli e Manoccio (oggi

nella città ionica): “Stato impotente! Situazione esplosiva.

Intervenire subito”.

 

Sbarco Corigliano 29 Giugno 2017

Il delegato della Regione per l’immigrazione, Giovanni Manoccio, e il fondatore del Movimento Diritti Civili e delegato della Regione per la tutela e promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, denunciano il drammatico caso dei 230 minori, non accompagnati, sbarcati oggi a Corigliano, metà dei quali, al momento, senza alloggio e senza assistenza adeguata. “Si tratta – affermano Manoccio e Corbelli – di una situazione che rivela l’impotenza dello Stato di fronte a questo grave e urgente problema. Per questo cheidiamo al Ministero degli Interni l’immediata creazione di una task force per affrontare subito questa drammatica emergenza umanitaria dei piccoli migranti”.
“Il Ministero degli Interni – prosegue la nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – deve creare subito una task force per affrontare l’emergenza più drammatica e urgente: quella dei minori non accompagnati. I Comuni, sede dei porti, non possono essere lasciati da soli ad affrontare tale emergenza. A Corigliano c’è da questa mattina una difficilissima situazione dei minori (ripetiamo, sono 230) non accompagnati sbarcati oggi che non si sa dove sistemare e a chi affidare per l’assistenza. E’ già da ieri sera, ancor prima dello sbarco di questa mattina, che l’assessore alle politiche sociale e all’immigrazione, Marisa Chiurco, ci ha informato della gravità della situazione che non si sa più come gestire”, affermano Corbelli e Manoccio, che preannunciano per domani mattina una loro visita a Corigliano. “Durante tutta la giornata di oggi siamo stati in contatto con l’assessore Chiurco che continua giustamente a manifestarci il grande disagio che si sta vivendo nel suo Comune. Purtroppo, non si sa come venire a capo della grave situazione”. “Mi trovavo in municipio a Tarsia (per il problema del Cimitero dei Migranti) – aggiunge Corbelli – quando a mezzogiorno ho sentito di nuovo l’assessore Chiurco, che ho messo in contatto con il sindaco Ameruso, la quale ha fornito la disponibilità di due associazioni locali (di Tarsia e di Terranova) ad ospitare una ventina di questi minori”.
“Purtroppo è un numero assolutamente insufficiente. Ne restano da sistemare più della metà, oltre un centinaio. Dove mandarli non si sa”, affermano iancora i due delegati. “Ad Acquaformosa, – aggiunge Manoccio -, sto in queste ore allestendo dei locali per poter ospitare alcuni di questi minori”. “Abbiamo sentito tutto lo sconforto dell’assessore che nonostante il grandissimo impegno che insieme al sindaco Geraci e a tutta la macchina dell’accoglienza non sa più come fare e giustamente ci telefona per informarci. E’ una situazione gravissima, insostenibile ed esplosiva che non può essere tutta scaricata solo sui Comuni portuali, sede di approdo delle navi cariche di migranti. Per questo va immediatamente creata una task force da parte del Viminale per affrontare espressamente l’emergenza dei minori non accompagnati. Senza perdere più tempo”.

 

 

 

RISPOSTA DI GRANDE CIVILTA'. RESTERANNO IN CALABRIA LE

11 MADRI DEI BAMBINI MORTI NEL TRAGICO NAUFRAGIO

 

foto IL CROTONESE - 14 giugno 

 

SBARCHI: CORBELLI E MANOCCIO, DA CALABRIA SEGNO DI CIVILTÀ

Comunicato Presidenza Regione - Catanzaro, 14/06/2017

Sbarchi: Corbelli e Manoccio, da Calabria grande civiltà

“Dalla Calabria una risposta di grande civiltà e umanità, contro ogni forma di razzismo e xenofobia. Le 11 madri, che hanno perso i loro bambini nell’ultimo naufragio, resteranno nella nostra regione. Il sindaco di Cariati, Greco, è pronto ad ospitare queste donne nel centro Sprar del suo Comune”. È quanto affermano Giovanni Manoccio, delegato della Regione per l’immigrazione, e Franco Corbelli, coordinatore del Movimento Diritti Civili, delegato della Regione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani.

 “La missione umanitaria è compiuta – prosegue la nota -, un’altra importante battaglia di civiltà è stata vinta. Ancora una volta la Calabria si conferma terra di accoglienza e di solidarietà. Le 11 giovani madri (6 dell’Eritrea e 5 della Somalia), che hanno perso i loro bambini nell’ultimo naufragio, e che erano sbarcate, due settimane fa, nel porto di Crotone insieme ai loro bambini, resteranno in Calabria, vicine ai loro figlioletti, sepolti nella città pitagorica e in altri piccoli cimiteri della provincia crotonese. Queste povere donne (il cui pianto disperato e straziante al loro arrivo a Crotone, aveva profondamente colpito tutti) dovevano essere trasferite in altre regioni e allontanate per sempre dai loro bambini. Siamo riusciti a scongiurare questa disumanità. Abbiamo evitato il trasferimento di queste donne e stiamo per farle andare adesso in alcuni centri Sprar del crotonese e zone limitrofe. Dopo la prefettura, oggi abbiamo avuto dalla Questura di Crotone le ultime informazioni necessarie su queste 11 donne".

"Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per questo importante risultato che siamo riusciti ad ottenere lavorandoci ogni giorno dal momento dell’arrivo, due settimane fa, nel porto di Crotone, dei poveri, sfortunati bambini morti nel tragico naufragio. E’ questa la nostra risposta di grande civiltà contro ogni forma di razzismo e xenofobia, contro quanti per raccattare qualche volto in più si scagliano, ignobilmente e senza alcuna pietà, contro gli immigrati, calpestando i più elementari principi di civiltà e umanità, arrivando finanche a criminalizzare le Ong che salvano in mare ogni giorno migliaia di vite umane”, conclude la nota di Giovanni Manoccio e Franco Corbelli, promotore, insieme al Governatore calabrese, Mario Oliverio, e al sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, della grande opera umanitaria, il Cimitero internazionale dei Migranti, che sta per sorgere in Calabria, nel piccolo comune del cosentino, per dare dignità alla morte di quei poveri sfortunati immigrati(uomini, donne e bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi mentre fuggono da guerre, persecuzioni e miseria.

Corbelli e Manoccio danno infine notizia della disponibilità manifestata dal sindaco di Cariati, Filomena Greco (che hanno sentito al telefono ieri e oggi), ad accogliere nel centro Sprar del suo comune, che sarà a breve operativo, queste giovani madri. Un gesto che è stato molto apprezzato dai delegati della Regione, per l’immigrazione e per i diritti umani. g.m.

seguono nostri precedenti interventi

 

manoccio e corbelli :"MADRI BIMBI MORTI

IN NAUFRAGIO RESTERANNO IN CALABRIA"

Comunicato Presidenza Regione- Catanzaro, 03/06/2017

Risultati immagini per foto manoccio corbelli

"Si sta lavorando ogni giorno e si sta facendo di tutto affinché le 11 giovani madri e, anche, due uomini che hanno perso i loro bambini nel tragico naufragio e i cui corpicini sono sbarcati sabato scorso a Crotone per essere sepolti, nei cimiteri della città e della provincia, possano restare in Calabria, vicino per sempre a quei loro piccoli angeli che un destino crudele ha strappato alla vita. E' questa la risposta di civiltà della Calabria, di una terra solidale e accogliente".E' quanto affermano, in una nota, Giovanni Manoccio, delegato della Regione per l'immigrazione e Franco Corbelli, coordinatore del Movimento Diritti Civili e delegato della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani. "Sin dal loro sbarco, sabato scorso, nel porto di Crotone – proseguono - siamo quotidianamente impegnati per evitare che quelle giovani sfortunate donne che hanno perso i loro bambini vengano adesso separate dai loro piccoli, sepolti in diversi cimiteri, della città pitagorica e in alcuni paesini della provincia crotonese. Per questo abbiamo già ottenuto un primo importante risultato evitando il trasferimento di queste donne lontano dalla Calabria." "Le abbiamo fatte restare nel centro di accoglienza di Crotone – affermano ancora nella nota Manoccio e Corbelli- in attesa di trovare per tutte loro una dignitosa sistemazione nella nostra regione. Una settimana fa, abbiamo subito contattato il vice prefetto di Crotone, Carolina Ippolito, per avere dalla prefettura la lista con i nominativi di queste donne e anche di due uomini, che hanno perso i loro bambini. Si tratta di sei donne dell'Eritrea e di cinque della Somalia, oltre due uomini, uno della Somalia e uno dell'Eritrea. Aspettiamo adesso di sapere dalla Questura di Crotone esattamente la formazione dei nuclei familiari di queste undici donne e due uomini, per poterli così ripartire nei diversi centri, scongiurando così la divisione delle famiglie." "Il Centro Sprar nazionale, del quale Manoccio, come è noto, è componente, è stato subito attivato – informano inoltre i due delegati - e ha dato il proprio assenso per questa iniziativa umanitaria. Siamo assai soddisfatti di poter dare almeno la possibilità di restare in Calabria a queste povere, sfortunate donne. Le scene strazianti di queste madri che, disperate, piangevano i loro bambini mentre venivano portati fuori dalla nave, sabato nel porto di Crotone, ci avevano profondamente colpito e commosso e per questo non le avevamo mai dimenticate, impegnandoci subito per scongiurare il trasferimento, lontano dalla Calabria." "Il dramma di quelle donne e di quei due uomini non può e non deve essere dimenticato. Per un fatto di umanità. Per questo chiediamo e ci impegneremo perché ciò avvenga – rimarcano Manoccio e Corbelli – affinché a queste povere, sfortunate donne venga concesso asilo nel nostro Paese, in modo che le stesse possano restare in Calabria, vicino a quei loro bambini strappati alla vita da un destino crudele. E' questo un atto doveroso da parte di un Paese civile. Almeno questo diritto, per queste donne e per i due uomini, deve essere rispettato." Per non perdere tempo, anche in questo fine settimana Manoccio e Corbelli hanno affrontato il problema incontrandosi ad Acquaformosa, nel luogo simbolo dell'accoglienza. "L'immane tragedia dei bambini e degli altri migranti deceduti, sbarcati sabato nel porto di Crotone – conclude la nota – dimostra, purtroppo, quanto sia importante e assolutamente urgente il Cimitero dei Migranti, la grande opera umanitaria, fortemente voluta da Corbelli, che, grazie alla Regione e al personale impegno del Presidente Mario Oliverio, si sta, finalmente, nonostante tutte le difficoltà e gli ostacoli burocratici, per realizzare a Tarsia, per dare dignità alla morte di questi poveri, sfortunati bambini e altri immigrati.

segue primo intervento

 

Migranti. Diritti Civili. “Le 11 madri che hanno perso i loro bambini

devono, se lo desiderano, poter restare in Calabria”

 

La nave PHOENIX con le salme dei bambini all'arrivo a Crotone

 “Le 11 giovani madri, che hanno perso i loro bambini nel naufragio e i cui corpicini sono stati portati ieri a Crotone per essere sepolti, devono, se lo desiderano, poter restare in Calabria, vicino per sempre a quei loro piccoli angeli che un destino crudele ha strappato alla vita”. E’ quanto chiede Franco Corbelli, responsabile del Movimento Diritti Civili e delegato della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani. “Le scene strazianti di quelle giovani donne disperate che piangevano i loro bambini mentre venivano portati fuori dalla nave ieri nel porto di Crotone, hanno profondamente commosso e fatto piangere. Il dramma di quelle donne non può e non deve essere dimenticato. Per un fatto di umanità. Per questo chiedo, e, insieme al delegato della Regione, per l’immigrazione, Giovanni Manoccio, mi batterò perché ciò avvenga, che a queste povere, sfortunate donne venga concesso asilo nel nostro Paese in modo che le stesse possano restare in Calabria vicino a quei loro bambini strappati alla vita da un fato crudele. E’ questo un atto doveroso da parte di un Paese civile. Almeno questo diritto, per queste donne, deve essere rispettato. Oggi, per avere informazioni di queste 11 madri(che sono ancora nel centro di accoglienza di Crotone) e della sepoltura dei loro bambini,  ho sentito al telefono il viceprefetto di Crotone, Carolina Ippolito, che ringrazio per quello che insieme al prefetto e agli altri suoi colleghi e diversi operatori e volontari stanno facendo per affrontare questa drammatica emergenza, degli sbarchi e delle numerose salme da seppellire. Crotone, una piccola città di poco più di 60 mila abitanti, con una provincia di appena 27 comuni, che si sta facendo carico di questo gigantesco compito. Questa immane tragedia dei bambini e degli altri migranti deceduti, sbarcati ieri nel porto di Crotone, dimostra, purtroppo, quanto sia importante e assolutamente urgente il Cimitero dei Migranti che stiamo, nonostante tutte le difficoltà e il mancato sostegno del Governo, per realizzare a Tarsia, in Calabria, per dare dignità alla morte di questi poveri, sfortunati immigrati. In pochi mesi la grande opera umanitaria, simbolo di pace e di civiltà, che il mondo apprezza e aspetta, sarà ultimata e consegnata all’umanità e alla storia”.

29 maggio 2017

 

 

OGNI LUNEDI' PADRE FEDELE DISTRIBUISCE IL LATTE AI

BAMBINI POVERI OFFERTO DAL MOVIMENTO DIRITTI CIVILI

 PadreFedele

Cosenza. Lunedì 1 maggio la prima distribuzione del latte da parte di Padre Fedele e Corbelli

Lunedì 8, 15, 22 e 29 maggio le altre distribuzioni del latte a bambini, poveri e anziani

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

I container della solidarietà(provvisti di ventilatori) aperti anche

durante l’estate a Cosenza. Ospiteranno da oggi due giovani fratelli

rumeni, uomo e donna(incinta al sesto mese) e un loro bambino che

vivevano, in condizioni disumane e allucinanti, alla stazione ferroviaria.

Il ringraziamento di Corbelli alla Associazione Onlus Mattia Facciolla

che ha aiutato sino ad oggi questa povera famiglia e che gli ha, due

giorni fa, segnalato questo caso di estrema povertà.

 

 Cosenza

La povertà e il bisogno non vanno mai in vacanza. Così come restano sempre aperti e continuano ad accogliere i clochard e i senzatetto anche durante queste giornate di caldo torrido i due container della solidarietà che la Regione Calabria, su richiesta di Franco Corbelli, ha fatto installare quasi un anno fa, nell’ottobre del 2016, in via degli Stadi a Cosenza. I drammi purtroppo non si fermano. Così come per fortuna non si ferma l’opera meritoria di Associazioni non profit come quella Onlus Mattia Facciolla Bambini Cardiopatici e il Paradiso dei poveri di Padre Fedele che, insieme al leader del Movimento Diritti Civili e delegato della Regione per i Diritti Umani, hanno in queste ore dato una provvisoria, ma dignitosa soluzione ad una famiglia di rumeni, due giovani fratelli, un uomo e una donna (incinta al sesto mese) e un loro bambino(figlio della donna), che da tempo dormivano (in condizioni disumane e allucinanti) alla stazione ferroviaria di Vaglio Lise e che sono stati sino ad oggi encomiabilmente assistiti e aiutati dall’Associazione Onlus Mattia Facciolla, che  ha, con il dott. Facciolla(papà del ragazzo, nato con una cardiopatia congenita e prematuramente scomparso all’età di soli tredici anni), due giorni fa, segnalato, nel corso di una telefonata, questo dramma a Corbelli che è prontamente intervenuto informando Padre Fedele e i suoi due collaboratori, Teresa Boero e Giovanni Valentino, che già a partire da questa sera ospiteranno la famigliola di rumeni in uno dei due container, che sono provvisti di ventilatori, che rendono la permanenza, delle persone, possibile, al riparo e al fresco rispetto alle torride temperature di questi giorni. Corbelli ha sottolineato l’importanza di questi due container, aperti tutto l’anno, “che, afferma in una nota, ci hanno consentito di togliere questo inverno dalla strada e da sotto i ponti tanti clochard, scongiurando qualche tragedia (che per fortuna infatti a Cosenza non si è verificata a differenza di altre città dove purtroppo tanti sono stati i senza tetto che hanno perso la vita per il freddo)”. Il delegato per i Diritti Umani ha ringraziato il Capo di gabinetto della Presidenza della Regione, Gaetano Pignanelli, che quei due container, d’accordo con il Presidente Oliverio e il Dirigente Tansi, mi ha autorizzato e consentito di far arrivare con due Tir, un anno fa, a Cosenza e di farli installare, su sua precisa indicazione e disposizione, nello spazio dell’ex Afor, oggi Calabria Verde. Ma il mio ringraziamento oggi, al di là di Padre Fedele, Teresa e Giovanni, va in modo particolare a questa meritoria Associazione Onlus Mattia Facciolla, al suo presidente, ai suoi componenti che in ricordo di quel meraviglioso ragazzo, Mattia Facciolla, che un destino crudele ha strappato alla vita, porta avanti ogni giorno un’opera meravigliosa, come nel caso di questa famiglia di rumeni di cui si è fatta per diverso tempo e sino ad oggi carico provvedendo al sostentamento alimentare, alle visite mediche e alle cure. Un grazie di cuore alla Associazione Mattia Facciolla, che ogni giorno onora la memoria di quello sfortunato ragazzo che in Paradiso sarà contento per quello che fanno tutti i giorni i suoi genitori per aiutare chi ha bisogno”.

5 agosto 2017

 

 

  

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(ripreso da Quotidiano del Sud e Provincia di Cosenza)

 Giovane migrante malato di tumore lasciato morire da solo

senza un familiare accanto e per molti giorni senza neppure

le medicine necessarie. Giovedì si sono svolti i funerali a

Melito Porto Salvo. Diritti Civili esprime grande amarezza e

forte indignazione per questo grave fatto e chiede adesso

(e offre il suo aiuto) di dare dignità alla morte di questo

sfortunato ragazzo, di consentire ad una sorella che vive in

Francia di poter venire a dare il suo ultimo saluto e decidere

dove seppellirlo, se lasciarlo in Calabria o riportarlo nel loro Paese.

  

Reggio Calabria

 “La triste, tragica storia del giovane migrante, Richard, 28 anni, del Camerun, malato di tumore, trasferito(dopo una sacrosanta e pacifica protesta inscenata insieme ad altri immigrati per denunciare le difficili condizioni  in cui erano costretti a vivere) da un centro di accoglienza di Gambarie d’Aspromonte a uno di Melito Porto salvo, lasciato morire senza un familiare accanto (ha due sorelle rimaste nel Paese africano e una sorella che vive in Francia, che voleva raggiungere), senza neanche per molti giorni(prima del ricovero in ospedale, a Reggio, dove si trovava dalla fine di aprile e dove giovedì 18 ha cessato di vivere) avere le medicine necessarie, è qualcosa che addolora, provoca grande amarezza e una forte indignazione”. E’ quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili e delegato della Regione per la tutela e promozione dei Diritti Umani. “Ho purtroppo appreso solo dopo la sua morte del drammatico caso di questo povero ragazzo, malato di tumore e deceduto mercoledì, in solitudine, senza nessun familiare accanto, in ospedale a Reggio. Gli sono stati vicini sino all’ultimo solo dei volontari di una Associazione e del centro di accoglienza di Melito che lo ospitava. Ieri pomeriggio(giovedì) si sono svolti a Melito Porto Salvo i funerali di questo sfortunato giovane migrante, prosegue Corbelli. Perché nonostante le gravissime condizioni a quel ragazzo non è stato concesso l’asilo e non gli è stata assicurata una adeguata e dignitosa assistenza sanitaria e umana? Perché è stato addirittura trasferito, in un’altra struttura, dopo una pacifica protesta? Perché non è stato esaudito il suo ultimo desiderio di raggiungere la sorella in Francia o almeno di poterla incontrare in Italia? Cosa hanno fatto le diverse autorità preposte che, ho appreso, erano state tutte informate su questo drammatico caso?  Le Istituzioni erano a conoscenza della tragedia di questo ragazzo che moriva giorno per giorno, tra atroci sofferenze? Ho dato la mia disponibilità e offerto il mio aiuto personale per poter far arrivare in Calabria la sorella che vive in Francia, affinché possa dare il suo ultimo saluto al povero e sfortunato fratello e decidere dove seppellirlo, se lascialo in Calabria o riportarlo nel loro Paese. Bisogna dare dignità alla sua morte. Solo questo purtroppo adesso si può fare. Un Paese civile ha il dovere di farlo”.    

 

19 maggio 2017

 

 

 [Comunicato stampa Giunta regionale Calabria]  - 11 maggio 2017
Appello di Manoccio e Corbelli per Ibe,

la piccola orfana sbarcata a Crotone

 Risultati immagini per foto manoccio

Giovanni Manoccio

Il delegato della Presidenza per l’immigrazione, Giovanni Manoccio, e il delegato della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, chiedono, con una nota ufficiale, che Ibe, la piccola orfana di soli 5 giorni, sbarcata ieri a Crotone, resti in Calabria insieme al suo papà.

Manoccio e Corbelli - informa l'ufficio stampa della Giunta - rivolgono il loro appello alle autorità preposte (Prefettura di Crotone e Ministero degli Interni) e annunciano che già da domani, dalla Cittadella regionale contatteranno la Prefettura di Crotone e le altre autorità preposte per ottenere il via libera per questa iniziativa umanitaria.

“Chiediamo – scrivono Manoccio e Corbelli - che Ibe resti in Calabria insieme a suo padre, che l’accompagna e assiste dopo la morte della mamma. La triste vicenda della neonata, Ibe, di soli 5 giorni, che in Libia ha perso la mamma subito dopo il parto, ed è arrivata ieri a Crotone insieme al suo papà, ha profondamente colpito tutti. Questa sfortunata creatura, a cui un destino crudele ha tolto la gioia di avere una mamma, è giusto che venga aiutata insieme al suo papà. Per questo chiediamo che resti in Italia (ci auguriamo nella nostra regione) insieme a suo padre. Perché questo possa avvenire ci impegneremo da subito, già a partire da domani, promuovendo alla Regione una prima iniziativa concreta. Contatteremo subito la Prefettura di Crotone per conoscere più dettagliatamente questo caso e per vedere cosa occorre fare per far restare in Calabria questa bambina e il suo papà. Dobbiamo aiutarla, abbiamo il dovere di farlo. Sicuramente per quanto ci riguarda faremo di tutto per farli restare in Calabria, per poterli continuare ad aiutare. La Regione gli sarà certamente vicina. La Calabria è questa, terra e gente dell’accoglienza e della solidarietà”.

 

 

Comunicato stampa Presidenza Regione

Catanzaro 12/05/2017

La piccola Ibe quasi certamente  resterà in Calabria con il suo papà

 

Catanzaro

Ibe, la piccola orfana di appena cinque giorni e il suo papà, sbarcati tre giorni fa nel porto di Crotone, quasi certamente potranno restare in Calabria per essere accolti ad Acquaformosa, uno dei Comuni simbolo dell'accoglienza in Calabria e in Italia. Lo rendono noto Giovanni Manoccio, delegato della Presidenza per l'immigrazione, nonché vicesindaco di Acquaformosa e Franco Corbelli, delegato della Regione per la promozione e la tutela di diritti umani e fondatore del Movimento Diritti Civili, dopo aver avuto nella giornat di ieri un primo contatto telefonico con il vice prefetto di Crotone, Carolina Ippolito.

“Abbiamo avuto ieri un primo contatto con la Prefettura di Crotone, con il vice prefetto Ippolito e abbiamo offerto la nostra disponibilità ad accogliere la bambina e il suo papà nell'ambito dei progetti Sprar”, affermano Manoccio e Corbelli. “La prefettura di Crotone – proseguono - avvierà subito una ricerca su questa famiglia per avere tutte le informazioni necessarie. Si valuterà quindi la possibilità di accogliere la bambina e il suo papà in Calabria".

"Il nostro auspicio è ospitarli ad Acquaformosa dove l'accoglienza e l'integrazione sono da anni un modello a livello europeo. La bambina è bellissima, pesa tre chili e duecento, ed è attualmente ricoverata nel reparto di neonatologia all'Ospedale Civile di Crotone, con il suo papà affianco. Siamo in contatto con i responsabili dell'Azienda Ospedaliera crotonese per garantire vicinanza e sostegno della Regione a questa sfortunata famiglia”. Manoccio e Corbelli hanno espresso grande soddisfazione per questa nuova bella pagina di accoglienza, di solidarietà e di umanità che la Calabria si appresta a scrivere. Il leader di Diritti Civili ha infine reso noto che questa mattina(sabato) il direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Crotone, Agostino Talarico(sentito ieri telefonicamente dallo stesso Corbelli) si recherà a trovare la bambina in ospedale per portare il loro saluto e far sentire al papà della piccola sfortunata creatura la vicinanza delle Istituzioni.

 

  

Diritti Civili: "Il primo “miracolo”, per fortuna, si è avverato.

FORZA ARUNA. Ti vogliamo tutti bene. Il giovane migrante

(a cui a Catanzaro, lo scorso dicembre, hanno dovuto amputare

le gambe e parti delle mani), grazie a delle protesi, ha ripreso a

camminare. Ieri ha fatto 2 ore di cammino. La nostra gioia.

Una significativa risposta ai razzisti e ai terroristi"!

 Aruna insieme a Franco Corbelli e al Governatore Mario Oliverio

Aruna saluta Corbelli e il Presidente Oliverio, il giorno che sono andati a trovarlo in ospedale

“E’ una storia, quella di Aruna, assai triste e drammatica, che aveva commosso tutti in Italia e non solo. Oggi, dopo tanta sfortuna e sofferenza, il desiderio, il sogno e la speranza di Aruna Widraou iniziano, grazie a Dio, a realizzarsi. Il giovane migrante 18enne del Burkina Faso, a cui nel dicembre scorso, per la violenza subita dagli scafisti, che, sul barcone, lo avevano legato mani e piedi in modo disumano, all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro avevano dovuto amputare le gambe e parti delle mani, grazie a delle protesi alle gambe, offerte gratuitamente dalla ditta Mele di Catanzaro, ha infatti ripreso a camminare, a fare i primi passi, ad andare da solo al bagno. Ieri domenica per la prima volta ha camminato per due ore. Ho avuto la notizia e la foto di Aruna(di nuovo in piedi), da Padre Benedetto, della Comunità religiosa “Piccola Famiglia dell’Esodo” di Decollatura, che lo sta seguendo con grande affetto e che ringrazio. Esprimo tutta la mia gioia per questa bellissima e attesa notizia. Il primo “miracolo” si è avverato. FORZA ARUNA. Ti vogliamo tutti bene”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che il giovane Aruna, da alcuni mesi sta aiutando, seguendo da vicino(in stretto contatto con Padre Benedetto) e che in due occasioni(una insieme al Presidente della Regione, Mario Oliverio) è anche andato a trovare quand’era ricoverato all’ospedale catanzarese. Corbelli aveva in quell’occasione regalato al giovane Aruna un tablet moderno da usare  per rimanere in contatto con il fratello maggiore che usa Facebook e con gli altri amici rimasti in Burkina Faso. Corbelli insieme a Padre Benedetto ha anche avviato l’iter per far ottenere al giovane migrante(che per il suo dramma e la sua condizione di grave disabilità ha ottenuto un permesso straordinario umanitario in Italia per due anni) una piccola pensione e l’indennità di accompagnamento, così come previsto dalla legge del nostro Paese. “La triste e drammatica storia di Aruna deve far riflettere tutti su quello che è il dramma immane dell’immigrazione e su quello che è il dovere di un Paese civile di accogliere e  di aiutare persone così povere e sfortunate che arrivano da noi fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria. Aruna è una vittima degli scafisti criminali e della povertà del suo Paese. La sua storia deve rappresentare un monito per tutti. Quel giovane migrante è un simbolo doloroso della tragedia dell’immigrazione. L’Italia che lo accoglie, lo cura e lo aiuta è una significativa risposta ai razzisti anti immigrati e ai terroristi! La campagna per Aruna è un fatto di civiltà e un messaggio importante di pace, di distensione e di speranza in un momento storico caratterizzato purtroppo dalla violenza terroristica che continua a colpire in tante parti del mondo(risparmiando sino ad oggi il nostro Paese). Continuerò ad aiutare Aruna. Presto(non appena lui lo vorrà) farò arrivare a trovarlo in Calabria, come gli ho promesso, anche un suo fratello che vive e lavora(fa il meccanico) in Costa D’Avorio. Domani stesso farò avere un nuovo contributo a Padre Benedetto(che ho sentito di jhnuovo anche oggi) che sta raccogliendo, grazie alla generosità di diversi benefattori, dei fondi per Aruna, per pagare il debito(alcune migliaia di euro) che il giovane migrante, nel suo Paese, aveva contratto per poter intraprendere il viaggio della speranza, finito per lui in quel mondo così doloroso. Per poter pagare questo debito in Burkina Faso bisognerebbe lavorare degli anni. Per guadagnare meno di mille euro in questo Paese africano infatti ci vogliono due anni di lavoro. Oggi ho sentito di nuovo Padre Benedetto che mi ha informato dei progressi e della gioia di Aruna che cammina da solo, va da solo in bagno, non avverte più dolore per l’impianto della protesi. Presto ritornerò a trovarlo e seguirò sempre Aruna con grande affetto. La sua drammatica storia, la sua sfortuna mi hanno molto colpito. Ricordo che il giovane migrante(che è orfano di entrambi i genitori ed ha cinque fratelli rimasti in Africa) dopo essere sbarcato in Sicilia era arrivato, accompagnato da Padre Benedetto, a metà dicembre a Catanzaro dove  per le sue gravissime condizioni di salute aveva dovuto subire l’amputazione delle gambe e di parte delle mani. Aruna prima di imbarcarsi su un barcone diretto in Italia aveva, per sei mesi, camminato a piedi in diversi Paesi: Burkina Faso, Mali, Niger, Algeria e Libia. Purtroppo su quel barcone maledetto(partito dalle coste libiche e diretto in Italia) la sua vita è stata dolorosamente sconvolta da scafisti vigliacchi e assassini. Ma da ieri ha ricominciato una nuova vita. E’ un giovane forte che sogna di fare il meccanico, di avere una moto e ama il calcio e la nazionale del suo Paese per la quale davanti alla tv ha tifato in occasione della recente Coppa di Africa. Lo aiuteremo ad esaudire qualche possibile desiderio e chissà che un giorno non possano anche i suoi calciatori e idoli venire a giocare in Italia davanti ad Aruna”.

10 aprile 2017  

 

  

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili contribuisce a spese rimpatrio salma piccolo Saul,

povero, sfortunato bambino eritreo di 9 anni, deceduto martedì.

 

Il leader del Movimento Diritti Civili ha ringraziato “tutti coloro che a Paola si sono prodigati per cercare di salvare Saul, il povero e sfortunato bambino eritreo di 9 anni, gravemente malato( e deceduto martedì all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove era ricoverato)” e ha reso noto di aver dato oggi un suo contributo personale(tramite un bonifico) per “partecipare alle spese  per il rimpatrio della salma del piccolo Saul, così come giustamente e umanamente vuole la sua giovane mamma”. “Dopo aver appreso l’altro ieri del dramma del povero, sfortunato bambino eritreo, Saul(una drammatica vicenda che purtroppo non conoscevo), che non ce l’ha fatta a vincere la sua malattia(una leucemia acuta) ed è morto martedì all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove era ricoverato, dopo il suo arrivo in Italia, ho contattato chi questo bambino ha aiutato per farlo arrivare nel nostro Paese e  farlo curare, ho sentito il dott. Cosmo De Matteis, particolarmente impegnato, insieme alla sua  lodevole Associazione di volontariato Asmev, per questo caso umano. Sono stati loro, i medici dell’Asmev, infatti a far arrivare questo bambino in Italia. Ho ringraziato tutti loro e quanti a Paola(e anche altrove) si sono molto impegnati per aiutare questo bambino e la sua mamma. Mi sono quindi subito recato nella banca del mio comune e ho fatto un bonifico, all’Asmev di Paola, per contribuire alle spese  per il rimpatrio della salma del piccolo Saul, così come giustamente e umanamente vuole la sua giovane mamma. Così come in passato sono intervenuto, dando un mio contributo personale, per il rimpatrio di altri sfortunati immigrati deceduti tragicamente in Calabria. Pur nella tristezza e nel dolore per la morte di quel povero e sfortunato bambino sono soddisfatto e orgoglioso di continuare ad usare in questo modo, solo per questi fini umanitari, il fondo sociale che ho aperto dal mese di ottobre per utilizzare l’indennità che percepisco dalla Regione per il mio incarico di delegato, della Presidenza, per la tutela e promozione dei diritti umani.

8 aprile 2017

  

 

LA DISUMANITA' DI CROTONE SARA' CANCELLATA!

Stiamo per cancellare la disumanità e sofferenza dei poveri migranti

(una sessantina, uomini e donne)costretti a Crotone a vivere, per mesi,

accartocciati su buste di plastica e cartoni, sotto i ponti, in attesa del

rinnovo dei loro documenti!  Saranno ospitati in edifici ristrutturati.  

Incontri a Crotone e alla Regione tra Corbelli, Manoccio(delegato della

Regione per l'Immigrazione)e assessore Politiche Sociali comune di Crotone,

Alessia Romano. Sarà recuperato vecchio finanziamento regionale(ex Pisu)

SEGUE NOSTRO PRECEDENTE, PRIMO INTERVENTO

 

Dal sito del GIORNALE DI CALABRIA(notizia AGI) - 8 febbraio 2017 

MIGRANTI, CORBELLI: “JUVE A CROTONE NON

FACCIA DIMENTICARE DRAMMA”

 

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
CATANZARO. “Oggi, nel giorno in cui i riflettori mediatici dell’Italia e di tanti altri Paesi del mondo sono accesi sulla bella e storica città di Crotone, per l’incontro di calcio tra la squadra locale e la Juventus, e quasi nessuno, in Italia, parla della tragedia del giovanissimo migrante etiope, un ragazzino di appena 15 anni, sbarcato a Vibo e morto perchè arrivato denutrito e disidratato, chiedo che si apra uno squarcio di luce, di attenzione, di solidarietà e di umanità anche su dramma degli “invisibili”, su quel centinaio di migranti costretti a vivere, nella Città di Pitagora, sotto i ponti accartocciati su buste di plastica e cartoni, in condizioni, allucinanti, che vanno ben oltre la disumanità”. E’ quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili e delegato, per la Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, da sempre impegnato ad aiutare gli immigrati. “Si tratta – dice – come ha denunciato, nei giorni scorsi, dice dalla Gazzetta del Sud, dei dannati del cavalcavia, i cosiddetti “dublinanti”, tutti quei migranti che hanno ottenuto asilo politico e che, per effetto del regolamento di Dublino, sono poi costretti a ritornare a Crotone, località del loro primo ingresso in Europa, per rinnovare i propri documenti. Per il rinnovo ci vogliono dei mesi e questi migranti non possono, nella lunga attesa, accedere al sistema delle strutture di accoglienza(Cara, Sprar). Ci sono poi quelli che hanno fatto richiesta di asilo e aspettano per mesi, e spesso anni, una risposta e altri migranti arrivati a Crotone, ma non con gli sbarchi”. “Questi migranti di Crotone – dice Corbelli – vivono in condizioni, se mai possibile, ancora più allucinanti e disumane di quelli della tendopoli-vergogna di San Ferdinando! Dormire sotto un ponte accartocciati in buste di plastica e cartoni! Vengono aiutati da qualche associazione e alcuni volontari, che gli portano anche delle medicine per combattere malattie, come bronchite, febbre, reumatismi. Chiedo – continua Corbelli – si può consentire una simile crudeltà in una città civilissima, ospitale e accogliente come Crotone? Perchè non si trova una soluzione dignitosa e umana per questa povera gente che è lì ed è costretta ad aspettare dei mesi per ottenere un diritto(il rinnovo dei documenti) che gli spetta? Perchè, non si fa, – aggiunge – come ad esempio ho fatto io a Cosenza dove, nell’ottobre scorso, ho fatto arrivare e installare due dignitosi container della Protezione civile regionale per ospitare tutti i clochard(nostri corregionali e immigrati). Perchè non si adotta anche per i migranti di Crotone, i dannati del cavalcavia, la stessa dignitosa soluzione, togliendo così quei poveri migranti da quella condizione di disumanità e sofferenza? Aspetto e chiedo – aggiunge ancora – un intervento del Governo e del comune di Crotone. Mi auguro che i riflettori dei grandi media vengano accesi anche sugli invisibili, su quei poveri migranti che sono lì a poca distanza dallo stadio Ezio Scida, oggi al centro dell’attenzione del mondo sportivo italiano e internazionale”.
 
 
DIRITTI CIVILI AIUTERA' SEMPRE IL POVERO  ARUNA

Oliverio in visita a migrante 18enne che ha perso gambe

 comunicato Ufficio stampa Regione Calabria - 9 gennaio 2017Migrante-18enne.jpg

 Aruna con Oliverio e Corbelli

Il Presidente della Regione Mario Oliverio – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – si è recato, oggi pomeriggio, all’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, per far visita al giovane diciottenne Aruna, migrante del Burkina Faso, che ha perso le gambe, a seguito delle ferite provocatogli dagli scafisti.

Infatti, Aruna, ancora a bordo del barcone che lo avrebbe portato in Italia, ha avuto un attacco di panico. Gli scafisti, per costringerlo a stare zitto, gli hanno legato mani e piedi in modo così stretto che, giunto all’ospedale “Pugliese”, constatate le sue condizioni, il Direttore della “Chirurgia plastica” Franco Abbonante  ha dovuto amputargli gli arti inferiori. Il Presidente Oliverio, era accompagnato da Franco Corbelli, leader del Movimento “Diritti Civili”, entrambi particolarmente commossi. Erano presenti, oltre al Direttore generale dell’A.O. Giuseppe Panella, il Primario Lucio Cosco, assieme agli altri medici del reparto di “Malattie infettive” ai quali il Presidente Oliverio ha espresso il compiacimento ed il ringraziamento per quanto hanno fatto in favore di Aruna. Domani, il giovane Aruna, uscito dall’ospedale, sarà ospitato, a Decollatura, dall’Associazione “piccola famiglia” diretta da padre Benedetto, del quale il  Presidente Oliverio ha sottolineato il grande gesto di accoglienza affettuosa dimostrata, autentica caratteristica della nostra regione.

“Siamo particolarmente vicini – ha detto il Presidente Oliverio – al giovane Aruna, vittima di un’immane tragedia, al quale ho espresso la solidarietà e la vicinanza mia e del popolo calabrese. Seguiremo con grande attenzione il cammino di riabilitazione di Aruna che aiuteremo affinchè possa avere una vita il più possibile serena e dignitosa. Per questo, ho chiesto che gli vengano impiantate le migliori protesi in modo che possa muoversi agevolmente”. “Sono soddisfatto e contento, e ringrazio, per questa visita, il Presidente Oliverio. Un incontro – ha detto Corbelli - che ci ha molto commosso. E l’abbraccio che ha voluto farci Aruna per ringraziarci, ci ha segnato profondamente”.

 

 

Aruna ha diritto alla pensione di invalidita' e all'indennità 

di accompagnamento. Che gli vengano subito riconosciute.

 

MINNITI VADA A TROVARE QUESTO SFORTUNATO RAGAZZO

 

I NOSTRI PRECEDENTI INTERVENTI

Oggi la visita in ospedale(e un primo contributo

personale) di Corbelli. “La Regione, così come ho

chiesto, aiuterà Aruna, il povero, sfortunato

giovane migrante, a cui hanno dovuto amputare

le gambe. Una storia drammatica che ha colpito

e commosso tutti”!

Risultati immagini per ospedale pugliese foto

L'ospedale di Catanzaro dove è stato operato il giovane migrante

Catanzaro

Così come aveva promesso Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili e delegato, per l’Ufficio del capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, dopo aver incontrato, alla Cittadella regionale, il capo di Gabinetto, Gaetano Pignanelli, si è recato oggi, accompagnato dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera catanzarese, Giuseppe Panella,a far visita, all’ospedale “Pugliese Ciaccio”, ad Aruna, il giovane migrante del Burkina Faso, a cui, per le gravi condizioni cui lo avevano ridotto sul barcone gli scafisti, hanno dovuto, i medici del nosocomio di Catanzaro, amputare le gambe. E’ stato un incontro che ha molto colpito Corbelli che, visibilmente commosso, ha promesso al giovane sfortunato migrante che “la Regione e lui personalmente lo aiuteranno e non lo abbandoneranno”. Nella stanza dell’ospedale accanto al ragazzo c’erano tre suoi connazionali e Padre Benedetto dell’Associazione Piccola famiglia dell’esodo di Decollatura(che lo sta seguendo e che l’ospiterà poi nella sua comunità una volta uscito dall’ospedale) a cui Corbelli ha consegnato un suo personale (primo) assegno di 500 euro da dare subito al ragazzo. Il leader di Diritti Civili ha assicurato il giovane che “la Regione gli farà avere le protesi che saranno impiantate, non appena le condizioni lo permetteranno, da una ditta a Modena. La drammatica storia di questo giovane testimonia le tragedie immani e le sofferenze indicibili legate al dramma dell’immigrazione, afferma Corbelli, che ha ringraziato quanti si stanno prodigando per aiutare questo sfortunato giovane. Questo ragazzo prima di arrivare in Italia ha attraversato a piedi per mesi diversi paesi dell’Africa (partendo dalla sua Nazione, Burkina Faso, e attraversando il  Niger, il Mali, l’Algeria, la Libia). Dalla Libia a bordo di un barcone ha raggiunto l’Italia. La sua tragedia si è consumata in questo breve tragitto in mare. Gli scafisti lo hanno legato mani e piedi in modo così stretto che una volta arrivato, in condizioni disperate, si è reso necessario purtroppo amputare le gambe. Intervento che è stato effettuato il 16 dicembre all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, dove era arrivato due giorni dopo essere sbarcato in Sicilia. Vedere oggi quel ragazzo che non ha ancora neppure 18 anni, mi ha profondamente colpito e commosso. Ho appreso da Padre Benedetto che qui in Italia non ha nessun familiare. I suoi genitori sono entrambi morti. Ha 5 fratelli che vivono in Costa D’Avorio e una sorella in Burkina Faso, che non possono raggiungerlo perché non hanno i soldi e devono addirittura adesso anche pagare agli scafisti il viaggio del loro fratello perché altrimenti vengono fatti oggetto di violenza. Dovrebbero dare una somma equivalente a oltre 3000 euro, che nel loro paese per raggiungerla bisognerebbe lavorare alcuni anni. Ho promesso al ragazzo che presto uno dei suoi fratelli lo faremo arrivare in Italia per stargli vicino. Ho dato tutti i miei recapiti a Padre Benedetto e gli ho chiesto di chiamarmi per ogni necessità. Ho lasciato quella stanza dell’ospedale con le lacrime agli occhi, pensando alla sofferenza di quel povero, sfortunato giovane migrante, ridotto in quel modo da un destino crudele e da scafisti assassini e senza pietà”!

27 dicembre 2016    

a seguire i comunicati con gli altri interventi su questo caso umano

 

NEWS PPN AGENZIA DI STAMPA PARLAMENTARE
Pol - Immigrazione, forte appello di Corbelli a Gentiloni e Minniti per giovane migrante, Aruna
Roma, 31 dic (Prima Pagina News) Il sogno di di Aruna Widraou finalmente si realizza: il nuovo anno gli ha portato in regalo un tablet moderno da usare con i ragazzi, suoi connazionali, che fanno i turni con lui, in ospedale. Il tablet lo usa ora, per rimanere in contatto con il fratello maggiore, e che usa Facebook , e con gli altri amici rimasti in Burkina Faso. A regalargli il tablet è stato il leader strico del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che oggi esprime “grande soddisfazione per avere, con il suo gesto e il suo contributo, reso possibile questo che era un sogno del giovane migrante 18enne,e a cui, per le violenze subite sul barcone da parte di scafisti criminali, sono state purtroppo amputate le gambe, dai medici dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro dove, a metà dicembre, era arrivato in gravissime condizioni: Aruna al momento del ricovero aveva anche ferite profonde alle mani, che ora i medici calabresi stanno cercando di curare. Franco Corbelli è alle stelle: “Sono molto contento che grazie al mio regalo, di 500 euro, che gli ho portato martedì, quando sono andato a trovarlo in ospedale a Catanzaro, verrà esaudito, come mi ha informato ieri sera Padre Benedetto, il desiderio più intimo del giovane sfortunato Aruna, un tablet moderno da usare per rimanere in contatto con un suo fratello e con gli altri amici rimasti in Burkina Faso. Ho anche ribadito a Padre Benedetto, che ringrazio per quello che con la sua comunità sta facendo per questo sfortunato giovane, di contattare qualcuno dei cinque fratelli di Aruna, che vivono nel Paese africano, perché almeno uno di loro lo farò certamente arrivare immediatamente in Italia, in modo che possa stare accanto a questo povero ragazzo. Mi creda anche per lui sono momenti difficili e dolorosi”. Franco Corbelli è davvero instancabile, ha chiamato in giro le varie agenzie di viaggio perché siano pronte a prenotare un volo aereo: “ Spero di avere subito dall’Africa le informazioni necessarie per prenotare il volo, per poter far arrivare in Italia uno dei fratelli di Aruna. Mi auguro di poter molto presto esaudire questo nuovo desiderio. Sarebbe per me l’inizio più bello e sereno del nuovo anno”. Sembra quasi una favola, ma che non finisce qui. Il Leader del Movimento Diritti Civili aggiunge: “ Ho promesso al giovane Aruna, quando sono andato a trovarlo, che continuerò ad aiutarlo in tutti i modi possibili. La sua drammatica storia mi ha profondamente colpito. Aspetto e auspico adesso che lo Stato vada ad incontrarlo, in quel lettino di ospedale. Sarebbe un gesto particolarmente significativo e assai importante. Lo è ancora di più oggi, soprattutto in questo momento di forte rischio per i poliziotti, per tutte le forze dell’ordine e l’intero Paese, di ritorsione terroristica, dopo l’uccisione a Sesto San Giovanni del presunto attentatore di Berlino. Sarebbe bellissimo se il Premier, Paolo Gentiloni, e il Ministro degli Interni, Marco Minniti, andassero subito ad incontrare quel povero e sfortunato ragazzo in ospedale a Catanzaro. Per un fatto, innanzitutto, di umanità e come segnale di pace e di distensione dell’Italia nei confronti dei migranti, che non sono terroristi(come vogliono far credere sciacalli e populisti, più o meno interessati) ma gente povera che fugge da guerre, persecuzioni e miseria, come il povero Aruna, che per sei mesi, ha camminato a piedi attraversando diversi Paesi, Burkina Faso, Mali, Niger, Algeria e Libia. Mi creda, ma la visita del Premier e del Ministro a quel povero e sfortunato ragazzo, così sofferente in ospedale, vale più di quell’esercito e delle forze dell’ordine schierati nelle città italiane per il terrore di attacchi terroristici”.

(Beatrice Nano) 31 dic 2016 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Corbelli: “La Regione deve aiutare il giovane sfortunato

migrante a cui hanno dovuto amputare le gambe.

Già da domani mattina me ne occuperò personalmente”.

 

Catanzaro

Il  leader del Movimento Diritti Civili e delegato, per l’Ufficio del capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, Franco Corbelli, dopo aver appreso in serata del dramma di Aruna , 18 anni,  giovane migrante del Burkina Faso a cui, per le gravi condizioni cui lo avevano ridotto sul barcone gli scafisti, hanno dovuto, i medici dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, amputare le gambe, ha subito  annunciato che se ne occuperà personalmente, già a partire da domani, e chiederà alla Regione di intervenire e aiutarlo. “Già da domani mattina alla Cittadella regionale mi occuperò di questo povero e sfortunato giovane migrante la cui drammatica storia mi ha molto colpito. Chiederò alla Regione di intervenire immediatamente e personalmente non farò assolutamente mancare il mio aiuto e il mio contributo. L’appello che è stato lanciato oggi deve essere accolto. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire e aiutare questo povero ragazzo. Questo giovane migrante, così sfortunato, va seguito e aiutato. Per quello che è nelle mie possibilità lo farò sicuramente”.  

26 dicembre 2016

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili “Cancellare vergogna “Scatolone”di Reggio.

Rispettare i diritti dei giovani migranti”

Reggio Calabria

“I giovani migranti, minori non accompagnati,  che vivono(!), in condizioni disumane, nello “Scatolone”, centro di accoglienza di Reggio Calabria, devono essere aiutati e non invece, come è accaduto, dopo una loro civile protesta, fermati e portati in Questura. I diritti di quei poveri ragazzi devono essere rispettati. La vergogna dello “Scatolone”, una sorta di lager(nonostante l'impegno, apprezzabile, dei volontari che vi operano), deve essere subito cancellata. Non si possono continuare a tenere quei minori in condizioni allucinanti e inumane! Chi ha il compito e  il dovere di intervenire lo faccia subito, senza perdere altro tempo”. E’ quanto afferma, in una nota,  Franco Corbelli, da oltre 20 anni leader del Movimento Diritti Civili e, dallo scorso settembre, delegato, per la Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani. “Lo scandalo dei minori non accompagnati rinchiusi(di fatto) nello Scatolone di Reggio è un fatto indegno di un Paese civile e di una città ospitale e accogliente come è la civilissima Reggio. La città dello Stretto che sul tema dell’accoglienza è quotidianamente, e in modo esemplare, impegnata deve eliminare quella disumanità dello Scatolone. Bisogna ascoltare le giuste richieste di quei minori, rispettare i loro diritti e garantire condizioni di vita dignitose. Le diverse Istituzioni preposte, ad iniziare dal Governo e dal Ministero degli Interni, non possono continuare ad ignorare il dramma e la sofferenza di questi ragazzi, arrivati in Italia dopo lunghi, sofferti e pericolosi viaggi che sono stati costretti ad intraprendere per fuggire da guerre, persecuzioni e miseria. Assai spesso purtroppo tantissimi di questi giovani migranti non ce l’hanno fatta a coronare il loro sogno di salvezza e hanno perso la vita nei tragici naufragi. E anche tra coloro che sono riusciti ad arrivare sulle nostre coste c’è chi si è visto la sua vita dolorosamente sconvolta per sempre, come il giovane Aruna, 18enne migrante del Burkina Faso, a cui per la violenza subita, sul barcone, dagli scafisti, all’ospedale di Catanzaro, un mese fa, hanno dovuto amputargli le gambe! La storia e il dramma del povero e sfortunato Aruna(che Diritti Civili continuerà sempre ad aiutare) deve far riflettere tutti sull’immane tragedia dell’immigrazione”.    

26 gennaio 2017

 

 

LA STORIA DI NATALE. IN CALABRIA IL MIRACOLO DELLA NATIVITA'!

A Cosenza come a Betlemme oltre duemila anni fa, la notte di Natale.

Giovane nigeriana incinta(partorirà tra pochi giorni) e il suo compagno,

come la Maria di Nazaret e San Giuseppe, respinti in tante città del

nostro Paese e da tutte le strutture di accoglienza e alberghi della città

bruzia, accolti nella loro “Grotta di  Betlemme”:  i dignitosi container

dei poveri regalati da Diritti Civili a Padre Fedele.  

conteneir1 

Il dignitoso container dei poveri che ospita la giovane nigeriana

A Cosenza come a Betlemme oltre duemila anni fa, la notte di Natale, la Madonna e San Giuseppe che, nessuno volle ospitare e che furono costrette a trovare riparo in una grotta per far nascere Gesù. A raccontare questa commovente storia è Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili. “E’ non solo la storia di Natale. E’ qualcosa di più. Per chi crede, è un segnale dal Cielo. A Cosenza infatti è successa una storia che commuove e inevitabilmente richiama alla mente la nascita di Gesù. E’ con grandissima emozione che la racconto questa commovente vicenda che considero assai significativa e che sono certo farà riflettere tutti sul tema dell’accoglienza e sul significato del Natale. E’ accaduto questo. A quattro giorni dal Natale una giovanissima ragazza nigeriana, Igeon, di 25 anni, incinta e in attesa di partorire tra pochi giorni, sbarcata in Italia insieme al suo compagno e padre del bambino che sta per nascere è arrivata a Cosenza e ieri, preoccupata e infreddolita , senza un soldo in tasca, ha girovagato per la città bruzia in cerca di un tetto sotto cui dormire per dare alla luce la sua creatura. Nessuno l’ha voluta ospitare. In tante città italiane e anche a Cosenza. Per lei, nonostante l’intervento della Questura della città bruzia e le diverse telefonate fatte, non è si è trovato un posto in nessuna struttura di accoglienza, né in qualche albergo(che la ragazza non poteva pagare). Dalla Questura hanno quindi, in serata, chiamato Padre Fedele per chiedere di aiutarla e ospitarla. E Padre Fedele  l’ha subito accolta in uno dei due container che a Via degli Stadi, da due mesi, ospitano i poveri della città. Padre Fedele dopo aver ricevuto la telefonata si è recato personalmente in Questura, ha quindi mandato i suoi due collaboratori Giovanni Valentino e la segretaria Teresa Boero a prelevare questa ragazza. La giovane era impaurita e infreddolita, senza indumenti pesanti e con le scarpe e i piedi tutti bagnati. Teresa si è tolta il suo giaccone, il maglione e le scarpe e le ha date a questa ragazza. La giovane questa mattina è rimasta nel container, dove sarà ospitato anche il suo compagno e padre del bambino che sta per nascere.  Teresa le ha portato altri vestiti e Valentino il pranzo a mezzogiorno. Questa è la storia che non può non ricordare quello che accadde oltre duemila anni fa alla Madonna e a San Giuseppe, anche loro alla disperata ricerca di un tetto dove dormire e far nascere Gesù. Anche loro trovarono tutte le porte chiuse e ripararono nella grotta di Betlemme. Come la ragazza nigeriana e il suo compagno, che hanno trovato nel dignitoso container di Via degli Stadi il loro rifugio, la loro “grotta di Betlemme” dove far nascere tra qualche giorno, a Natale, il loro bambino. Ringrazio Padre Fedele e i suoi due “angeli”, Giovanni Valentino e Teresa, protagonisti encomiabili di questa bella, commovente storia di Natale. Andrò più tardi a trovare questa ragazza e il suo compagno e a portare loro un aiuto. Sono felice che quei due container della Protezione Civile che dalla fine di ottobre ho fatto installare a Cosenza per ospitare i poveri della città(che dormivano in strada e sulle panchine) servano per compiere questi piccoli miracoli”.

 

21 dicembre 2016     

  

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Solidarietà. Continuiamo ad aspettare da Rieti via libera per far

partire tir con (primo)container della Protezione civile calabrese 

per gli allevatori delle zone terremotate del Centro Italia"! 

Risultati immagini per foto container terremotati

Catanzaro

Il responsabile del Movimento Diritti Civili e delegato, per l’Ufficio del capo di Gabinetto del Presidente della Regione, per la promozione e tutela dei diritti umani, Franco Corbelli, denuncia “ritardi e disorganizzazione negli aiuti alle popolazioni terremotate” e cita a questo proposito “l’esempio del (primo) container della Protezione Civile calabrese che da quattordici giorni(da lunedì 7 novembre) aspetta il via libera per poter essere, a bordo di un tir, subito trasportato nelle regioni colpite dal sisma e messo a disposizione di quegli allevatori, che, dopo aver perso la casa, distrutta dal sisma, chiedevano, con grande dignità, solo uno di questi container(un tetto sotto cui ripararsi per l’inverno) per poter rimanere vicino alle loro stalle e ai loro animali, che non vogliono assolutamente abbandonare. Da 14 giorni la Protezione Civile calabrese aspetta di avere il via libera per trasportare con un tir nei luoghi del terremoto un primo container per ospitare questi allevatori rimasti senza casa. Purtroppo dal centro di coordinamento delle regioni terremotate, nonostante le nostre diverse sollecitazioni, non è ancora arrivata la risposta alla comunicazione della Protezione civile calabrese, inoltrata ufficialmente lunedì a mezzogiorno oltre che a Rieti anche alla Commissione di Trento, afferma Corbelli. Funzionano, purtroppo, in questo modo, così confuso e disorganizzato, i soccorsi. Mentre gli allevatori continuano, la notte, a restare e dormire all’addiaccio, in situazioni, adesso con l’arrivo del maltempo e  dell’inverno, di forte disagio e grande sofferenza, mentre, come ha riportato la stampa, una famiglia di nove persone (tra cui un anziana donna, malata di cuore!) vive addirittura in un camion frigorifero, un primo dignitoso container(provvisto dei servizi necessari) pronto per essere trasportato e messo immediatamente a disposizione di questi terremotati resta, da quattordici giorni, fermo in Calabria, a Germaneto, nella sede della Protezione Civile regionale, perché ancora non è arrivato il via libera dal centro di coordinamento di Rieti! Anche questa mattina la Protezione Civile calabrese, con cui ho parlato e sono, insieme al capo di Gabinetto, Gaetano Pignanelli, in costante contatto, ed io personalmente abbiamo fatto presente al centro di coordinamento delle regioni terremotate di avere l’unità mobile(il Tir con il container) pronta a partire. Ma non possiamo far partire il container se non arriva il via libera da Rieti. Non basta dare solidarietà concreta(come ha subito fatto, anche in questo occasione, la Calabria) se poi chi deve raccogliere questi aiuti non li coordina e non li richiede con la necessaria tempestività. Anche per promuovere queste iniziative umanitarie bisogna purtroppo lottare contro un’assurda burocrazia! Mi auguro che la incresciosa situazione si possa, già nelle prossime ore, sbloccare e quel tir con un primo container della Protezione civile calabrese possa raggiungere subito le zone terremotate e alleviare così la sofferenza di qualche famiglia, rimasta senza una casa”.

12 novembre 2016

 

 

 

LE ALTRE INIZIATIVE UMANITARIE DI DIRITTI CIVILI

Padre e figlio da due anni vivevano in una baracca disumana a

Corigliano Calabro! Sono stati tolti da quel luogo di sofferenza 

e ospitati in un piccolo dignitoso appartamento.

Grazie a Diritti Civili la disumanità è stata cancellata!

corigliano stefano bomparola

Stefano Bomparola

i due comunicati su questa ultima iniziativa umanitaria

Cosenza

Da due anni a Corigliano Calabro, un padre, Stefano Bomparola, 63 anni, bracciante agricolo, e il figlio diciottenne, vivono, in località Santa Lucia, in una baracca disumana in condizioni allucinanti e di grande sofferenza. Di questo caso umano e di estrema povertà, da alcuni giorni, si sta occupando il responsabile del Movimento Diritti Civili e delegato, per l’Ufficio del capo di Gabinetto del presidente della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, Franco Corbelli. Dopo aver appreso di questa triste, drammatica vicenda, l’esponente di Diritti Civili, si è messo in contatto con il comune di Corigliano, per avere le informazioni necessarie. Ha contattato(in questi giorni e anche oggi) l’Assessore ai migranti e alle politiche sociali di Corigliano, Marisa Chiurco, e ha dato la sua disponibilità a risolvere personalmente questo caso umano. L’assessore di Corigliano troverà subito un piccolo appartamento dove alloggiare padre e figlio. In attesa che si trovi una soluzione definitiva, Diritti Civili ha garantito che pagherà il fitto della casa per i primi mesi“. “La triste storia di queste due sfortunate persone ha molto colpito. Per questo abbiamo cercato di trovare subito una soluzione per questo caso umano. Ringraziamo l’assessore Chiurco per la sua disponibilità. E’ giusto e doveroso che padre e figlio non stiano più in quella baracca disumana, ma vadano in un appartamentino dignitoso, dove possano affrontare l’inverno e trascorrere le feste che stanno per arrivare, dignitosamente e serenamente. Una cosa è certa: si deve subito porre fine a questa disumanità. Quelle due persone non possono assolutamente più continuare a rimanere in quella baracca, dove sono addirittura rimasti due lunghi anni. Aspettiamo adesso la telefonata dell’assessore(che abbiamo sentito in questi giorni e, di nuovo, poco fa, oggi) che ci comunica che è stato trovato il piccolo appartamento(che sembra sarebbe stato già individuato dai servizi sociali del comune) per far subito arrivare  l’aiuto che gli abbiamo preannunciato e assicurato. I poveri di Corigliano hanno gli stessi diritti di tutti i poveri, sono come quelli di Cosenza, che abbiamo tolto dalla strada e fatto ospitare in due dignitosi container della Protezione Civile. Siamo felice di utilizzare in questo modo un ruolo istituzionale(anche se effimero) e i nostri soldi, per alleviare le sofferenze dell’umanità più povera e sofferente, per aiutare gli ultimi, che nel nostro cuore sono e resteranno sempre i primi”!  

17 novembre 2016

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Dopo due anni, niente più baracca e sofferenza! Padre e

figlio da ieri in un dignitoso appartamento a Corigliano.

Soddisfazione e gioia per disumanità cancellata!

 

Cosenza

La disumanità è stata cancellata! La promessa mantenuta. Il bracciante agricolo di 63 anni, Stefano Bomparola, e il figlio diciottenne, hanno abbandonato la baracca disumana, di località Santa Lucia, di Corigliano, dove, in condizioni allucinanti e di grande sofferenza, avevamo vissuto per due anni, e sono da ieri ospitati in un dignitoso appartamento(il cui fitto è stato pagato, per i primi mesi, da Diritti Civili), dove potranno passare l’inverno e trascorrere le Festività, in serenità.  Per risolvere questo caso umano e di estrema povertà, del quale, da alcuni giorni, si stava occupando, questa mattina si è recato a Corigliano il responsabile del Movimento Diritti Civili. Ad attenderlo l’Assessore ai migranti e alle politiche sociali di Corigliano, Marisa Chiurco. Il signor Bomparola, al lavoro nei campi, al telefono , ha, commosso, ringraziato Corbelli per questo gesto di solidarietà. Da parte sua l’esponente di Diritti Civili ha manifestato apprezzamento per la collaborazione e disponibilità dell’assessore Chiurco e del comune di Corigliano. L’appartamento messo a disposizione del Bomparola e del figlio si trova nel centro di Corigliano. Ieri sono andati a visionarlo, per verificare le sue condizioni, i servizi sociali del comune. E’ un alloggio confortevole e una sistemazione dignitosa. “Sono particolarmente soddisfatto e contento. Aver tolto, in pochi giorni, quelle due persone, così povere, da quella baracca disumana e da quel luogo di sofferenza, riempie il cuore di gioia e di speranza, perché significa che si può e deve aiutare chi ha bisogno, che con la solidarietà, la giustizia sociale, l’attenzione e collaborazione delle istituzioni si possono eliminare tante ingiustizie e alleviare tante situazioni di sofferenza. La triste e drammatica vicenda del signor Bomparola e del figlio, costretti a vivere da due anni in una baracca inumana, mi aveva subito molto colpito. Per questo, dopo aver, pochi giorni fa, appreso di questo caso umano, ero immediatamente intervenuto, contattando il comune di Corigliano, i servizi sociali e l’Assessore ai migranti e alle politiche sociali, Chiurco. In pochi giorni questo caso è stato risolto. E’ stato trovato l’appartamento, messo subito nella disponibilità del bracciante e del figlio. Questa mattina mi sono recato a Corigliano per portare l’assegno e regolarizzare economicamente il tutto. Avevo promesso che avrei fatto di tutto per aiutare e togliere subito quelle due persone povere da quella baracca e cancellare immediatamente questa disumanità. E così è stato. I poveri di Corigliano hanno, ribadisco, gli stessi diritti di tutti i poveri, sono come quelli di Cosenza, che abbiamo tolto dalla strada e fatto ospitare, dalla fine di ottobre, in due dignitosi container della Protezione Civile. Guardo a loro e sono contento perché penso al prossimo Natale che potranno finalmente trascorrere dignitosamente e serenamente. E’ questo il più bel regalo che potessimo fare a queste persone così povere e sfortunate”.

19 novembre 2016

 

 

dal sito del GIORNALE di CALABRIA(notizia AGI) - 25 ottobre 2016

MIGRANTI, PADRE FEDELE-CORBELLI: “A

 

COSENZA RESPINTI NEL FERRARESE”

 

 

 

 

Le barricate della vergogna nel Ferrarese per respingere le 12 donne migranti e i loro otto bambini!

COSENZA. Padre Fedele Bisceglia, fondatore dell’Oasi Francescana, e il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolgono “un accorato appello, perché quelle 12 donne migranti e i loro otto bambini respinti, con le barricate, a Goro e Gorino, in provincia di Ferrara, vengano portate in Calabria per essere ospitate, a Cosenza, nella nuova struttura di accoglienza del frate missionario, Il Paradiso dei Poveri, dove sono pronti ad accoglierle”. È quanto afferma, in una nota, Corbelli, dopo aver ricevuto poco fa una telefonata da Padre Fedele, che gli ha chiesto di aiutarlo in questa nuova iniziativa umanitaria. “La bruttissima vicenda delle dodici donne (tra cui una incinta) e dei loro bambini respinti in provincia di Ferrara – aggiunge Corbelli – ha molto colpito e fatto indignare. Per questo Padre Fedele, in nome del Vangelo e seguendo l’insegnamento di Papa Francesco, ha pensato di aprire e spalancare subito a queste povere donne e ai loro bambini le porte della sua nuova struttura di accoglienza, Il Paradiso dei Poveri, che sta ultimando a Cosenza, continua Corbelli. Mi ha chiamato poco fa chiedendomi di aiutarlo a far arrivare nella sua casa dei poveri queste mamme e i loro figlioletti. C’è la immediata disponibilità nella nuova struttura di Padre Fedele per poter ospitare queste 12 donne e gli otto bambini. Rivolgo perciò un appello al Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao – conclude – affinché intervenga e si attivi per far arrivare a Cosenza queste povere donne e i loro bimbi. Con Padre Fedele, da una vita, dalla nostra solidale e ospitale Calabria, siamo impegnati ad aiutare i più poveri, gli immigrati, quelli che vengono definiti gli ultimi ma che nel nostro cuore sono i primi”.

 

BATTAGLIA VINTA. SCRITTA PAGINA DI SOLIDARIETA' E CIVILTA'!

DUE CONTAINER DELLA PROTEZIONE CIVILE INSTALLATI A COSENZA

PER OSPITARE I POVERI. RESOCONTO DI UN PICCOLO "MIRACOLO"!

 

PADRE FEDELE E CORBELLI: "TROPPI POVERI SENZATETTO

URGENTE REALIZZARE UN NUOVO DORMITORIO A COSENZA"

  fedele-e-corbelli

 Padre Fedele e Corbelli in ospedale a Cosenza per far visita e aiutare giovane immigrato malato

da Quicosenza.it - ottobre 2016

Sono diventati una sorta di “coppia fissa della solidarietà”, Franco Corbelli del movimento Diritti Civili e Padre Fedele, il religioso e assessore al centro storico di Cosenza che annunciano di voler realizzare un dormitorio per i senzatetto della città

COSENZA – “Nella città bruzia c’è una drammatica emergenza sociale: sono i poveri che dormono per strada e attualmente sono una trentina”. Padre Fedele e Franco Corbelli, che qualche giorno fa, insieme, avevano fatto visita all’immigrato ricoverato in psichiatria a Cosenza dopo essersi denudato in chiesa per sollevare l’attenzione sul suo stato di salute, hanno discusso e affrontato questo grave e urgente problema. Insieme hanno deciso che, con il supporto soprattutto delle Istituzioni,cercheranno di fare di tutto per realizzare presto il “vecchio progetto del frate missionario di costruire un dormitorio per dare un tetto a tutta questa povera gente”.

A comunicarlo è proprio il leader del Movimento Diritti Civili che si occupa, per l’Ufficio del capo di gabinetto del presidente Oliverio, della promozione e tutela dei diritti umani. “A Cosenza continua e si aggrava, giorno per giorno – ha detto Corbelli – il dramma dei tanti clochard, uomini e donne, anche anziane (stranieri e anche tanti nostri corregionali), che vivono per strada, sopra una panchina, sotto un ponte, dietro un muro. Una situazione allucinante e disumana che con l’arrivo del freddo, delle piogge e dell’inverno diventa assolutamente insopportabile”.

“Non si può continuare a far finta di non vedere questa umanità povera e sofferente e lasciarla soffrire e morire – ha sottolineato Corbelli – e questa tragedia umana deve scuotere le coscienze di tutti.Ognuno di noi deve far qualcosa per aiutare queste persone così povere e sfortunate. Per questo sono da una vita accanto a Padre Fedele e cerco sempre di aiutarlo nella sua encomiabile opera e missione umanitaria al servizio di questa povera gente”.

“In questi giorni siamo impegnati ad aiutare il giovane immigrato malato e protagonista, domenica scorsa, di un gesto inconsulto in Chiesa. Oggi, anche grazie ai nostri ruoli istituzionali (per quanto effimeri) cercheremo in tutti i modi di realizzare il sogno e il progetto di Padre Fedele di costruire a Cosenza un dormitorio per dare un tetto a tutti questi poveri. Faremo l’impossibile(anche a costo di sacrifici personali) perchè questo avvenga e in tempi anche brevi. A Cosenza, come ha detto e promesso Padre Fedele – conclude Corbelli – non dovrà esserci un solo povero che dorme per la strada. Tutti dovranno avere un tetto. Quando avremo raggiunto questo risultato saremo tutti più sereni e contenti e potremo essere fieri e orgogliosi della nostra civilissima e ospitale città”

 

AD UN PASSO DAL TRAGUARDO DELLA CIVILTA' e DELL'UMANITA'!

PRIMA, LA PROMESSA

Dal sito del GIORNALE di CALABRIA - notizia ANSA e AGI

POVERTÀ, CORBELLI: “PRESTO SOLUZIONE PER  

 

SENZATETTO COSENZA”

 

 

 

Risultati immagini per clochard

COSENZA. Il leader del movimento Diritti Civili Franco Corbelli, in una nota, annuncia, “con soddisfazione e gioia, che sta per essere cancellata la disumanità di quella trentina di poveri, immigrati e anche tanti nostri corregionali, che a Cosenza dormono per strada o sotto i ponti. Sto facendo l’impossibile per dare a tutti loro un tetto. Se Dio vuole credo di avere trovato una soluzione dignitosa, per il futuro e, una provvisoria, per l’immediato, già per questo inverno”. L’obiettivo di Corbelli e di padre Fedele Bisceglia è quello di “costruire un dormitorio per tutti questi senzatetto, in assoluto i più poveri tra i poveri. Ieri – prosegue Corbelli – con Padre Fedele abbiamo fatto un giro per la città per vedere da vicino in che condizioni inumane sopravvivono questi poveri. Ho visto scene che mi hanno profondamente colpito, rattristato e addolorato. In attesa di vedere come e dove realizzare il dormitorio si pensa comunque ad una soluzione immediata e temporanea che ho già individuato, che considero ottimale e dignitosa e che, ultimati gli ultimi dettagli, renderò nota nei prossimi giorni, per evitare che questi poveri siano costretti a trascorrere anche questo inverno in condizioni così allucinanti e disumane, che mettono a rischio la loro stessa vita”. “Un vecchio immobile di proprietà della Regione – afferma Corbelli – è stato già individuato da me e dal capo di Gabinetto del Presidente della Regione, Gaetano Pignanelli, e potrebbe essere ristrutturato e destinato al dormitorio. Di questo grave e urgente problema ho già parlato con il presidente Oliverio, con Pignanelli e, telefonicamente, anche con il dirigente della Protezione civile Carlo Tansi. Trovo, da parte loro, sempre ascolto e attenzione per questa e per tutte le altre mie iniziative umanitarie. Per questo li ringrazio. Ho perciò chiesto di poter avere la disponibilità di un vecchio immobile della Regione per cercare di farne un dormitorio”.

 

SUBITO DOPO, I FATTI!

I CONTAINER PER I SENZATETTO!

 Notizia ANSA e AGI - 28 ottobre 2016

Trasportati e installati oggi a Cosenza due container della

Protezione civile per accogliere i poveri che dormono per

strada e sotto i ponti. Scritta una pagina di solidarietà,

civiltà e umanità. Soddisfazione e commozione per questo

piccolo “miracolo” reso possibile in pochi giorni!

Risultati immagini per container terremotati

Cosenza

Oggi a Cosenza è stata scritta una bella pagina di solidarietà, civiltà e umanità. Un piccolo “miracolo” è stato possibile in pochi giorni. Due container della Protezione civile sono stati, infatti, trasportati da Catanzaro e installati a Cosenza nello spazio di proprietà della Regione (ex Afor, oggi Calabria Verde) in via degli Stadi per essere utilizzati per accogliere tutti quei poveri(sono una ventina), uomini, donne, bambini, (immigrati e, anche tanti, nostri corregionali) che, nella città bruzia, vivono e dormono, in condizioni disumane, per strada, sulle panchine, sotto i ponti, sopra una grata, dietro un muro o in una macchina. La Regione, accogliendo l’appello del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha dunque subito messo a disposizione i due container per garantire per questo inverno una soluzione dignitosa a questi poveri e cancellare così la loro sofferenza e le condizioni di disumanità che hanno purtroppo dolorosamente segnato, per anni, la loro esistenza. Soddisfatto e commosso si è detto Corbelli, che questa battaglia ha, insieme a Padre Fedele, condotto e questa soluzione, temporanea, per l’inverno(dei container) ha pensato e proposto alla Regione, in attesa di vedere se è possibile realizzare, nella città bruzia, un dormitorio in un vecchio immobile regionale.  Con il Presidente Mario Oliverio, il capo di Gabinetto della Presidenza, Gaetano Pignanelli, e il dirigente della Protezione civile, Carlo Tansi, Corbelli ha, in pochi giorni affrontato e risolto il problema dei senzatetto a Cosenza. Ieri(giovedì) alla Cittadella regionale c’era stato un nuovo incontro con Pignanelli e, subito dopo, un sopralluogo di Tansi e Corbelli alla sede-deposito della Protezione civile di Germaneto per visionare i container da mandare a Cosenza. Questa mattina ad aspettare, in via degli Stadi, l’arrivo dei container c’era Corbelli(padre Fedele era fuori regione per impegni istituzionali). I tecnici della Protezione civile regionale hanno subito iniziato, sotto la pioggia, a installare il primo container e i primi bagni. Entro domani saranno completati tutti i lavori per l’allacciamento alla rete idrica e fognaria e per la corrente elettrica. Sempre la Protezione civile ha portato venti letti, altrettanti materassi, più lenzuoli, coperte e  cuscini. Corbelli ha voluto ancora una volta ringraziare Oliverio, Pignanelli, Tansi e il personale della Protezione civile che nonostante la pioggia oggi ha lavorato per questa iniziativa umanitaria. “Sapere che tante persone così povere e sfortunate, già da questa notte, non dormiranno più per la strada e sotto i ponti, ma avranno invece, per questo inverno( i cui primi segnali con pioggia e freddo oggi abbiamo avuto), un tetto e una sistemazione dignitosa mi riempie il cuore di gioia, afferma Corbelli. Sapere che Gheorghita Tanase, il rumeno senza una gamba e gravemente malato(che Diritti Civili aiuta da oltre 3 anni) che vive per la strada, l’anziana donna(di 70 anni!) che dorme su una panchina accanto alla statua di Padre Pio dell’ospedale dell’Annunziata, il clochard che sopravvive su una grata e tanti altri poveri potranno passare questo inverno e le feste che verranno in quei dignitosi container mi farà sicuramente trascorrere il prossimo Natale con serenità. Andrò a trovare e continuerò ad aiutare questa povera gente”.

28 ottobre 2016

 

 Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

La salma del giovane immigrato del Mali, rimasto ucciso nella

tendopoli l’8 giugno scorso, è stata finalmente rimpatriata.

Il comune di San Ferdinando si è fatto carico delle spese.

“Un atto di civiltà! Diritti Civili in questi mesi non ha mai

dimenticato questo povero e sfortunato migrante”.

Fonte della foto: Corriere della Calabria

Sekine Traore 

Reggio Calabria

“E’ stato finalmente rimpatriato e seppellito nel suo Paese, come volevano i suoi familiari e come aveva anche subito e più volte chiesto Diritti Civili, il giovane immigrato del Mali, Sekine Traore, rimasto ucciso nella tendopoli di San Ferdinando l’8 giugno di quest’anno. Il comune di San Ferdinando, attualmente commissariato, si è fatto carico delle spese per il trasporto. Il rimpatrio della salma è un atto non solo di solidarietà, ma di civiltà! Diritti Civili non ha mai dimenticato in tutti  questi mesi quel povero e sfortunato immigrato”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da pochi giorni coordinatore della struttura “Diritti Umani” della Regione Calabria. “La salma del giovane che era rimasta per molto tempo all’ospedale di Germaneto, partita, nei giorni scorsi, dall’aeroporto di Lamezia, dopo aver fatto scalo a Parigi, è arrivata a Bamako, capitale del Mali, afferma Corbelli. Non è stato facile rintracciare i familiari e il paesino di questo giovane. Alla fine si è riusciti a far giungere la salma del ragazzo nel suo paese dove sono stati celebrati i funerali ed è stato sepolto”. Il leader di Diritti Civili, colpito da questa tragica vicenda, ha seguito sin dal primo giorno il dramma di questo ragazzo, rimanendo in costante contatto, in tutti questi mesi, con il comune di San Ferdinando, con la dottoressa Cimato, dell’Ufficio ragioneria, che ha sentito continuamente e che oggi lo ha informato dell’avvenuto rimpatrio della salma. Corbelli aveva anche subito dato la sua disponibilità a contribuire al pagamento delle spese per il rimpatrio della salma(così come Diritti Civili ha fatto in questi anni per altri casi di poveri immigrati morti tragicamente in Calabria). Nei giorni scorsi contattato a questo proposito, dal comune di San Ferdinando, che aveva difficoltà finanziarie, Corbelli si era detto pronto a pagare il viaggio ad un cugino del ragazzo che avrebbe dovuto accompagnare la salma del giovane in Mali, sino al paese dove abita la sua famiglia e da dove era partito per il suo viaggio della speranza, finita purtroppo tragicamente in quella tendopoli di San Ferdinando. Viaggio che poi il cugino del giovane ha deciso di non fare. Ringrazio la commissione prefettizia, che è attualmente alla guida del comune di San Ferdinando, di avere accolto i diversi appelli(anche di altre Associazioni locali, del parroco e dei familiari del giovane immigrato) e di avere scongiurato un’altra ingiustizia, visto che inizialmente si era pensato, per motivi anche di natura economica, di seppellire il ragazzo del Mali nel cimitero di San Ferdinando. Da qualche giorno invece questo sfortunato giovane immigrato riposa nel cimitero del suo paese, dove i suoi cari possono andarlo a trovare, a portare un fiore e dire una preghiera. I migranti che perdono la vita e di cui si conosce la loro precisa identità è giusto e doveroso rimpatriarli nei loro paesi. Coloro che invece perdono la vita nei tragici naufragi e restano, per sempre, senza volto e senza nome, per conservarne un ricordo e un riferimento, vanno tutti sepolti nel Cimitero internazionale dei Migranti, che stiamo per costruire a Tarsia”.

28 settembre 2016

 

 

 [Calabria] - Ufficio stampa Regione
Intervento umanitario della Regione per una bambina disabile

martedì 27 settembre 2016

 

Il Capo di Gabinetto della Presidenza Gaetano Pignanelli ed il Coordinatore della Struttura “Diritti Umani” Franco Corbelli – informa una nota dell’ufficio stampa della Giunta - hanno incontrato ieri, nella sede della Cittadella, i genitori, disoccupati e Padre Bruno, il Frate che aveva scritto un’accorata lettera al Presidente Oliverio, di una bambina disabile calabrese di otto anni. La bambina, bisognosa di assistenza per l’intera giornata e di continui interventi chirurgici a Roma, da quando è nata, non mangia (se non per via peg), non parla e non cammina. Soddisfazione e commozione da parte di tutti per questa concreta e immediata risposta di solidarietà. E’ il primo intervento umanitario della nuova struttura per la tutela dei “diritti umani”, da poco costituita presso la Regione. E’ una storia molto triste e assai toccante, che segue da vicino(con le sue preghiere) anche Papa Francesco. A far conoscere questo dramma umano è stato Padre Bruno, da sempre accanto a questa bambina e alla sua famiglia, che nella lettera ha anche rivolto un accorato appello affinché il Presidente Oliverio aiutasse i genitori delle bimba.  Corbelli, informato della lettera, ha subito attivato il Servizio regionale che si occupa di queste problematiche. La bambina disabile ed i suoi genitori saranno subito aiutati. Questa la bella notizia che è stata comunicata alla mamma della bambina che, visibilmente commossa, ha ringraziato per questo gesto concreto di solidarietà, che aveva tante volte, con dignità, chiesto in questi anni. E’ stato un incontro molto toccante, con attimi di vera commozione da parte di tutti. Corbelli ha annunciato che andrà assai presto a trovare a casa nella sua città la bambina disabile.  “Avevo preannunciato – ha detto Corbellli - a Padre Bruno che la Regione avrebbe fatto di tutto per aiutare questa sfortunata bambina ed i suoi genitori. E così è stato. Grazie soprattutto alla sensibilità del Presidente Oliverio, che avevo nei giorni scorsi informato di questo caso umano”. o.m.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili chiede di “aiutare e dare cittadinanza italiana

a giovane migrante libico, affetto da leucemia,

sbarcato nei giorni scorsi, insieme al padre, in

Calabria. La Regione, grazie al Presidente Oliverio,

sicuramente lo aiuterà”.

A seguire intervento del Governatore calabrese

  

Catanzaro

“Ci sono storie e persone  legate al dramma dell’immigrazione, che colpiscono profondamente e che come Paese civile abbiamo il dovere di affrontare e di aiutare. Chiedo per queste ragioni che, per motivi umanitari, venga data, in Calabria, ogni assistenza e ogni aiuto possibile al giovane libico sbarcato, a bordo di un piccolo natante, nei giorni scorsi in Italia, malato di leucemia e ricoverato all’ospedale di Reggio Calabria”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rimasto assai colpito da questa drammatica vicenda umana. “ Il giovane ha fatto questo disperato viaggio della speranza insieme al padre, che ora è al suo fianco al capezzale del letto dell’ospedale reggino. Nel suo Paese, la Libia, non aveva, questo ragazzo, alcuna possibilità di cura, anche per le sue condizioni di disagio economico. Sono certo che la Regione Calabria, grazie alla sensibilità del suo Presidente, Mario Oliverio, aiuterà questo sfortunato ragazzo. Già nelle prossime parlerò di questo caso umano con il Governatore calabrese. Chiedo che questo giovane possa per motivi meramente umanitarie ottenere anche la cittadinanza italiana in modo che possa restare nel nostro Paese per continuare a curarsi. L’augurio, la speranza e la nostra preghiera è che possa presto guarire. Sarebbe questa la notizia e la vittoria più bella per una intera regione che continua, con generosità e umanità, ad accogliere ogni giorno migliaia di migranti, che pensa anche a quelli più sfortunati, che non ce la fanno nei loro viaggi della speranza e perdono la vita nei tragici naufragi(come le 16 salme di poveri immigrati arrivate oggi nel porto di Vibo), con la realizzazione, a Tarsia, del Cimitero internazionale dei Migranti, che ha visto ieri l’avvio ufficiale dell’iter con il sopralluogo del Presidente Oliverio nell’area dove sorgerà la grande opera umanitaria. Ha ragione Oliverio ed è questo motivo di orgoglio per una intera regione: la Calabria è il simbolo dell’accoglienza. Lo dimostrerà sicuramente, ancora una volta, aiutando e accogliendo anche questo sfortunato giovane migrante libico, gravemente malato”.

23 luglio 2016 

 

REGIONE CALABRIA

UFFICIO STAMPA DELLA GIUNTA

25.07.2016

Presidenza

 Risultati immagini per foto mario oliverio

La Regione sosterrà le cure del giovane migrante libico affetto da leucemia,

sbarcato nei giorni scorsi a Reggio Calabria

  

All’indomani dell’appello lanciato dal leader di “Diritti Civili”, Franco Corbelli, il presidente della Regione, Mario Oliverio, è prontamente intervenuto presso il direttore generale degli “Ospedali Riuniti” di Reggio Calabria, Frank Benedetto, per chiedere attenzione ed assicurare sostegno alle cure del giovane migrante libico affetto da leucemia, sbarcato nei giorni scorsi a Reggio Calabria insieme al padre, dopo che diversi ospedali libici non gli avevano dato più alcuna speranza di guarigione.  Il giovane, a cui è stata riscontrata anche una piccola infezione, la prossima settimana sarà sottoposto ad un intervento chirurgico.

Questa mattina, accompagnato da un interprete (il giovane e il padre parlano solo l’arabo), il direttore generale degli “Ospedali Riuniti” si è recato presso il reparto di Ematologia del nosocomio reggino per incontrare il giovane migrante, per informarlo sull’intervento del presidente della Regione teso ad assicurargli le cure e l’assistenza necessarie e per esprimergli tutta la vicinanza e il sostegno di quest’ultimo.

“Voglio pubblicamente ringraziare il presidente Oliverio -ha affermato Franco Corbelli, appena informato dell’intervento del Governatore calabrese- per il suo intervento immediato e per la sua particolare sensibilità. Il giovane, anche a causa delle condizioni di grave disagio economico in cui versa la sua famiglia, non avrebbe avuto alcuna possibilità di essere curato in Libia, che è il suo paese di origine. Per questo motivo, ormai stremato, ha compiuto insieme al padre, che ora lo assiste al capezzale del letto dell’ospedale reggino, un ultimo, disperato tentativo, affrontando un pericoloso viaggio della speranza”.

“Il nostro augurio -ha concluso Corbelli- è che questo giovane ora possa al più presto guarire, riprendere una vita sana e normale e guardare con speranza al proprio futuro. Sarebbe questa la notizia e la vittoria più bella”.  f.d.

 

 

VINTA UNA IMPORTANTISSIMA BATTAGLIA!

Il vecchio pericoloso edificio elementare di Sartano (che ospita

120 bambini!), destinato a sbriciolarsi alla prima vera scossa di

terremoto, non riaprirà il 14 settembre. Sarà demolito e ricostruito.

Dopo tanti anni finisce finalmente la grande paura! L’intervento del

Presidente della Regione, Oliverio, dopo l’appello di Diritti Civili

 

 Cosenza

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, da Sartano arriva la importante notizia tanto attesa da tutta la popolazione. La vecchia scuola elementare e materna della popolosa frazione del comune di Torano Castello(che ospita oltre 120 bambini!) dichiarata pericolosa e destinata a sbriciolarsi alla prima scossa di terremoto, non riaprirà il prossimo 14 settembre ma sarà demolita e ricostruita, nello stesso spazio nel rispetto delle norme antisismiche. I bambini in attesa della costruzione del nuovo edificio resteranno sempre a Sartano e frequenteranno l’anno scolastico in altri locali confortevoli e sicuri. Nel piccolo paese finalmente finisce così la grande paura e il terrore di una strage! E’ stata vinta la battaglia più importante della storia di questo piccolo centro. Tutti i genitori adesso possono tirare un sospiro di sollievo e mandare i loro bambini a scuola senza l’incubo che potesse accadere loro qualcosa di drammatico.  “E’ una notizia che riempie il cuore di gioia e di speranza. Non riaprendo più quella pericolosa scuola si è evitato che quel vecchio, insicuro, fatiscente edificio crollasse alla prima scossa di terremoto provocando una immane tragedia, si legge in una nota del responsabile di Diritti Civili. Voglio ringraziare il Presidente della Regione, Mario Oliverio, che accogliendo il mio appello aveva subito convocato alla Regione il sindaco di Torano. Il Governatore mi aveva chiesto(e subito ottenuto) copia della delibera della Giunta comunale di Torano del 28 maggio 2015, con la quale si attestava la pericolosità del vecchio edificio, l’impossibilità di un suo adeguamento sismico e per questo si stabiliva di demolirlo e di ricostruirlo. Il tavolo tecnico c’è stato giovedì scorso alla Cittadella regionale. Il direttore generale della Regione Calabria, ing. Domenico Pallaria, ha affrontato il problema con il sindaco e il responsabile dell’ufficio tecnico del comune toranese. Si è così deciso di non riaprire più il vecchio, pericoloso edificio e di procedere alla costruzione del nuovo plesso, accorpando dei finanziamenti già previsti(dalla stessa Regione e dal Ministero delle Infrastrutture). Dopo tantissimi anni che lotto e denuncio la pericolosità di questa vecchia scuola, finalmente oggi (a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, quando tutto sembrava perduto!) finisce la grande paura, un vero incubo che mi ha accompagnato in tutti questi anni pensando a cosa (di terribile!) poteva succedere in quella scuola a tutti quei nostri bambini e al personale che vi lavora se ci fosse stata una scossa di terremoto, anche non particolarmente forte. Ricordo che questa vecchia scuola fu costruita oltre 50 anni fa,tra il 1965 e il 1970, con calce e vecchi tufi di Taranto. Le colonne sono di fatto consumate! L’edificio ha una pericolosa lunga e larga campata sospesa nel vuoto, senza nessun appoggio solido. Proprio sotto questa campata, che domina il salone centrale dell’edificio, i bambini erano costretti a passare per entrare e uscire dalle aule, per andare al bagno, per fare la ricreazione, per andare a prendere dal contenitore le merendine, per fare i giochi, preparare il canto e tutte le recite(anche con la presenza di decine di altri bambini delle altre scuole comunali e dell’istituto comprensivo!) e ogni giorno vi stazionavano tutti in fila, diversi minuti, per prepararsi all’uscita! Venivano  tenuti in questo modo, continuamente, sotto quella campata-bomba destinata  a crollare alla prima vera scossa di terremoto! Per avere un’idea del forte rischio che potesse consumarsi una strage di bambini (e non solo!) basta pensare che Sartano si trova nella Media Valle del Crati, una delle zone a più forte rischio sismico del Paese! Se non è accaduta sino ad oggi questa tragedia è solo per un miracolo perché, per fortuna e grazie a Dio, non si è, in questi anni,  verificato quel forte terremoto che, addirittura i vertici nazionali della Protezione Civile, hanno dato per certo ci sarà in Calabria! Voglio infine ringraziare quegli autorevoli mezzi di informazione(come l’Agi) della nostra regione che hanno dato un prezioso contributo per questa importante battaglia”.

5 settembre 2016

 

 

 

dal sito di LAMEZIAOGGI(notizia AGI) - 13 maggio 2016 - Articoli su QUOTIDIANO DEL SUD e LA PROVINCIA DI COSENZA

Migranti: Corbelli, stampa inglese interessata a cimitero Tarsia

corbelli-03-07
Catanzaro – “Mentre l’Italia, che continua ogni giorno a salvare in mare migliaia di migranti, sta per scrivere una delle piu’ grandi, importanti e significative pagine di solidarieta’ e civilta’ della sua storia, con il recupero, in questi ultimi giorni, al largo di Catania, del peschereccio con le salme di diverse centinaia di migranti, morti nella tragedia del 18 aprile 2015(oltre 800 vittime: la piu’ grande catastrofe dell’immigrazione nel Mediterraneo), la stampa inglese si occupa dell’opera, il cimitero internazionale dei migranti, che sta per essere realizzato a Tarsia in Calabria, che accogliera’ poi questi poveri e sfortunati immigrati(uomini, donne e tanti bambini), dando dignita’ alla loro morte”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che da oltre due anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013, ininterrottamente si batte per far realizzare il cimitero internazionale dei migranti. “Fa piacere – spiega – ed e’ particolarmente significativo che la stampa inglese abbia deciso di occuparsi e far conoscere ai cittadini del Regno Unito la grande opera umanitaria universale che sta per essere realizzata, dal Governo, a Tarsia, grazie alla disponibilita’ e sensibilita’ del giovane, bravo sindaco, l’avvocato Roberto Ameruso e della sua ospitale comunita’. Non c’e’ dunque solo l’Europa che costruisce muri della vergogna, ma anche l’Italia della solidarieta’ e chi, come l’Inghilterra, questa straordinaria opera umanitaria apprezza e vuole oggi far conoscere ai propri concittadini. Nei giorni scorsi e’ arrivata a Tarsia una giovane e nota giornalista inglese, una freelance, che collabora con alcuni dei maggiori quotidiani inglesi. E’ venuta a realizzare un reportage sul cimitero internazionale dei migranti. E’ stata al comune di Tarsia, ha visitato il sito dove sorgera’ il cimitero dei migranti e il vicino ex campo di internamento di Ferramonti. Ha fatto una serie di interviste(al sindaco, a me, al tecnico che ha redatto il progetto preliminare del cimitero dei migranti) e un servizio fotografico per il suo reportage. L’Inghilterra conoscera’ cosi’ la grande opera umanitaria che sara’ realizzata in Italia, a Tarsia, , per dare dignita’ alla morte di quanti, fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria, perdono la vita nei tragici naufragi nel Mediterraneo. Il cimitero internazionale dei migranti – spiega ancora Corbelli – sorgera’ su un’area di 10mila metri quadrati, potra’ accogliere migliaia di salme di immigrati e sara’ intitolato al piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano, morto in un naufragio nel mare Egeo, insieme al fratellino Galip e alla giovane mamma, Rehan, le cui immagini choc hanno scosso e commosso il mondo”.

 TANASE E' MORTO Lunedì 2 gennaio. UNA SCONFITTA PER TUTTI

 

GHEORGHITA(clochard romeno, senza una gamba e molto malato)

La morte di Tanase(clochard romeno, malato e senza una gamba) e

i suoi diritti negati una sconfitta per tutti, per le Istituzioni, per la città!

Cosenza

Due clochard, amici, morti in pochi giorni. E’ il drammatico segnale della povertà a Cosenza. Dopo Giovanni, un povero cosentino 50enne, malato da tempo, da due mesi ospite dei container in via degli Stadi, deceduto pochi giorni prima del Capodanno, ieri ha terminato drammaticamente la sua esistenza anche Gheorghita Tanase, il clochard romeno, senza una gamba e da tempo, anche lui, gravemente malato, l’unico che era scampato al rogo, avvenuto il 2 marzo del 2012, in un rudere di via 24 Maggio, in cui morirono tre immigrati africani. La notizia ha profondamente colpito Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, che Tanase, a cui era particolarmente affezionato, aveva per tre anni ripetutamente aiutato, anche quando Gheorghita era stato per un mese ricoverato in ospedale a Rogliano, lo aveva tolto dalla strada, portandolo tre anni fa all’Oasi Francescana, regalandogli alla vigilia di Natale del 2013 anche la protesi della gamba, un paio di scarpe nuove e, due mesi fa, la fine di ottobre, pur di dargli un tetto sotto cui dormire e non farlo restare questo inverno per la strada(lui e gli altri clochard della città), aveva fatto arrivare e installare a Cosenza, in via degli Stadi, nello spazio dell’ex Afor, due container della Protezione Civile. Negli ultimi mesi Corbelli aveva lottato, insieme ad altri amici, per fargli ottenere la residenza a Cosenza indispensabile per poter ottenere una piccola pensioncina. Per prendere i documenti necessari avevamo organizzato anche il viaggio di un bravo volontario e amico di Tanase, Pierfrancesco, al consolato della Romania a Catania. Residenza che poi, per assurdi motivi burocratici, non gli è stata riconosciuta dal comune di Cosenza nonostante Tanase vivesse nella città bruzia da oltre 15 anni. “Tanase è adesso in una cella dell’obitorio dell’Annunziata. Si aspetta l’arrivo dei documenti dal Consolato della Romania per svolgere i funerali, di cui si occuperà Padre Fedele. Subito dopo penseremo al trasporto della salma in Romania. Ho appreso ieri sera della morte di Tanase, da alcuni amici che tanto si sono impegnati per aiutare Gherghita. Sono rimasto turbato, intristito e addolorato. Ero molto affezionato a Tanase. Gli volevo bene. Tra le tante centinaia di persone che ho, in tutti questi anni, aiutato, Gheorghita è stato uno di quelli a cui ero più attaccato. La sua drammatica storia (lui l’unico ad essersi salvato in quel rogo maledetto, perché quella notte si trovava in ospedale), la sua estrema povertà, le sue gravi condizioni di salute, il suo destino avverso mi hanno subito fatto affezionare a quest’uomo così sfortunato. Ho fatto di tutto per aiutarlo (non solo economicamente), ogni volta che andavo a trovarlo. Per toglierlo dalla strada e dal freddo dell’inverno ho fatto arrivare a Cosenza i due container per i poveri e bisognosi come lui. Nelle ultime settimane però non era ritornato a dormire nei due container. Aveva di nuovo preferito restare in via Popilia. Nonostante le sue condizioni di salute si fossero aggravate. Ieri è venuto a mancare. Considero la morte di Tanase, le condizioni di solitudine e di sofferenza in cui essa è avvenuta, una sconfitta per le Istituzioni, per quanti non l’hanno voluto e saputo accogliere e aiutare, nonostante fosse una bravissima persona da tutti benvoluta. Voleva prima di morire la pensioncina(un suo sacrosanto diritto!) per restare in Italia, potersi continuare a curare e vivere dignitosamente in un piccolo appartamento insieme al fratello. E’ morto con questo desiderio e questa speranza, irrealizzati. C’è per questo oggi in me tanta tristezza, amarezza e scoramento. A Tanase chiedo di perdonare tutti noi, quelli che lo abbiamo, con il cuore, sempre aiutato, e quelli che gli hanno chiuso le porte in faccia. Possa il povero Tanase trovare in Paradiso quella pace, quella serenità e quella giustizia che non ha avuto su questa terra”.   

3 gennaio 2017

 

LA STORIA DEL POVERO, SFORTUNATO GHEORGHITA TANASE

(anche nella pagina Politica)

 

PROMESSA DISATTESA DEL SINDACO di COSENZA, MARIO OCCHIUTO!

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Il sindaco Occhiuto, dopo averla promessa, non concede la residenza

a Tanase, il clochard romeno senza una gamba e gravemente malato,

che sogna una piccola pensione per poter restare in Italia e continuare

a curarsi. Anche Padre Fedele, assessore alla povertà, alla miseria

umana e all’immigrazione, ha detto no! La delusione e l’amarezza di

Corbelli, che aveva nel giugno scorso (anche) ringraziato il sindaco!

 Risultati immagini per foto mario occhiuto 

 Cosenza

“Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, non ha mantenuto fede alla sua promessa (fatta nel giugno scorso, subito dopo la sua rielezione) e non ha concesso la residenza al clochard romeno, senza una gamba, Gheorghita  Tanase (l’unico ad essere scampato al rogo, avvenuto il 2 marzo del 2012, in un rudere di via 24 Maggio, in cui morirono tre immigrati africani), indispensabile per ottenere il diritto ad una piccola pensione, per continuare a curarsi in Italia e sperare di poter vivere dignitosamente”! Lo rende noto il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che si dice “profondamente deluso, amareggiato e indignato per il comportamento del  sindaco Occhiuto”, che, afferma, “non risponde adesso neanche al telefono, così come anche il suo collaboratore, Cirò, che sta seguendo, per il comune, questo caso umano”! “Non è questo un comportamento degno di un sindaco che si vanta di essere attento al sociale e si inventa assessorati alla povertà, al disagio, alla miseria umana, alla discriminazione sociale e all’immigrazione! Il 12 giugno scorso dopo aver ricevuto la comunicazione da parte della sua portavoce, dell’impegno del sindaco per la residenza a Tanase, avevo pubblicamente anche ringraziato Occhiuto per la sensibilità dimostrata. Purtroppo non è così! Non c’è stata, da parte sua, questa sensibilità. Tanase infatti non può avere una piccola pensione perché non ha la residenza, pur abitando nella città bruzia da tantissimi anni ed essendo da tutti assai benvoluto. Questo fatto(la mancata residenza) lo sta portando verso la depressione e lui già gravemente ammalato rischia seriamente la vita! Eppure basterebbe poco per esaudire il suo desiderio che è anche la sua speranza di vita: manca un ente che se lo prenda in carica. Il comune, per il tramite del collaboratore del sindaco Giuseppe Cirò, si è freddamente limitato ad informare il volontario, Pierfrancesco, che in collegamento con Diritti Civili, sta seguendo personalmente il caso di Tanase che loro non possono fare nulla. Trovate un ente che se lo prenda in carica. Questa la fredda, burocratica risposta di Cirò e del comune, dopo le promesse del sindaco Occhiuto! Nessuno vuole prendersi in carica il povero Tanase. Hanno detto no oltre all’Oasi Francescana(per mancanza di posti) anche l’assessore alla povertà, al disagio, alla miseria umana e all’immigrazione Padre Fedele! E proprio questo ultimo rifiuto, per l’amicizia e l’affetto che mi lega al frate, mi addolora profondamente. Chiedo al sindaco Occhiuto: perché non onora la sua promessa? Perché non aiuta il povero Tanase? Perche non chiede ai servizi sociali del comune di prenderselo loro in carica in modo da risolvere subito il problema con il riconoscimento e la concessione della residenza? A che serve istituire un assessorato alla povertà, al disagio, alla miseria umana e alla immigrazione e poi non aiutare il povero e sfortunato Tanase, miracolosamente, ripeto, scampato al rogo di via 24 Maggio e oggi costretto a sopravvivere in condizioni allucinanti, disumane e di grande sofferenza, tra i continui ricoveri in ospedale e le notti in un magazzino fatiscente? Ricordo al sindaco Occhiuto  che Diritti Civili continua ad aiutare il povero e sfortunato Tanase,  da oramai 3 anni. Alla vigilia del Natale 2013, conclude Corbelli, l’ho tolto dalla strada, dove dormiva in condizioni disumane, l’ho portato e fatto ospitare all’Oasi Francescana, gli ho fatto realizzare e regalare (da una ditta di Castrolibero) una protesi per la gamba, gli ho finanche comprato le scarpe e in diverse occasioni gli ho anche dato un aiuto finanziario. Sono andato a trovarlo anche quando era ricoverato all’ospedale di Rogliano e mi sono preoccupato di fargli avere dalla Questura di Cosenza la documentazione necessaria per la sua permanenza in Italia. Ogni volta che Tanase è in difficoltà, chiama o mi fa chiamare. Come ha fatto anche per la vicenda della residenza per poter ottenere una piccola pensione, che naturalmente farò di tutto per fargli ottenere, anche dopo il mancato aiuto del sindaco Occhiuto”!

9 agosto 2016

seguono ultimi precedenti interventi su questo caso umano  

  

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

(con notizia AGI e articoli GAZZETTA DEL SUD - QUOTIDIANO DEL SUD e PROVINCIA DI COSENZA)

 Il sindaco Occhiuto risponde all’appello di Diritti Civili e

avvia subito l’iter per la concessione della residenza a

Tanase, il clochard romeno senza una gamba e

gravemente malato, che sogna una piccola pensione per

poter restare in Italia e continuare a curarsi.

 

Cosenza

“Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, dopo l’appello di Diritti Civili, ha subito avviato l’iter per la concessione della residenza al clochard romeno, senza una gamba, Gheorghita  Tanase (l’unico ad essere scampato al rogo, avvenuto il 2 marzo del 2012, in un rudere di via 24 Maggio, in cui morirono tre immigrati africani), indispensabile per poter ottenere il diritto ad una piccola pensione che gli consentirà di restare in Italia, di poter vivere dignitosamente e di continuare a curarsi”. Lo rende noto, con soddisfazione, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo aver ricevuto la comunicazione dalla giornalista Iole Perito, portavoce del sindaco. “Ringrazio il sindaco Occhiuto per la sensibilità dimostrata anche in questa occasione. Dopo il mio appello ho contattato la sua portavoce, Iole Perito, che mi ha comunicato che il sindaco Occhiuto ha subito dato il suo ok per la concessione della residenza al povero e sfortunato Tanase, che, ricordo, per le sue gravi condizioni di salute, negli ultimi tempi è stato più volte ricoverato all’ospedale Annunziata di Cosenza. Tanase, che Diritti Civili aiuta da 3 anni, è gravemente malato e la sua speranza per poter restare in Italia, per continuare a curarsi e avere, pur nella sofferenza, una vita dignitosa, è ottenere una piccola pensione che gli spetta, afferma Corbelli. Per ottenerla è però necessario che ottenga prima la residenza, a Cosenza, dove vive da moltissimi anni. Per questo avevo rivolto un appello ad Occhiuto, chiedendogli questo gesto di solidarietà, di umanità e di giustizia. Adesso dopo l’immediato ok del sindaco Occhiuto c’è per Tanase da superare un altro piccolo ostacolo legislativo che con un collaboratore del primo cittadino della città bruzia, Giuseppe Cirò, che ho sentito al telefono, stiamo vedendo di risolvere subito. Diritti Civili continua ad aiutare questo uomo, povero e sfortunato, da oramai 3 anni, da quando ha appreso di questo caso umano. Alla vigilia del Natale 2013, continua Corbelli, l’ho tolto dalla strada, dove dormiva in condizioni disumane, l’ho portato e fatto ospitare all’Oasi Francescana, gli ho fatto realizzare e regalare (da una ditta di Castrolibero) una protesi per la gamba, gli ho finanche comprato le scarpe e in diverse occasioni gli ho anche dato un aiuto finanziario. Sono andato a trovarlo anche quando era ricoverato all’ospedale di Rogliano e mi sono preoccupato di fargli avere dalla Questura di Cosenza la documentazione necessaria per la sua permanenza in Italia. Ogni volta che Tanase è in difficoltà, chiama o mi fa chiamare. Come è successo anche nei giorni scorsi, quando è stato ricoverato di nuovo in ospedale. Tanase vuole poter restare in Italia per continuare a curarsi. Insegue il sogno di una piccola pensione. Per averla però prima serve ottenere la residenza che il sindaco Occhiuto si è detto pronto a concedere”.

13 giugno 2016

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Appello Diritti Civili al sindaco Occhiuto: “Aiuta Tanase, il

clochard romeno senza una gamba. L’uomo, gravemente

malato, vorrebbe ottenere la residenza nella città bruzia

(dove vive da moltissimi anni) per avere così una piccola

pensione che gli consentirebbe di poter restare in Italia

per continuare a curarsi”.

 

Cosenza

“Caro Occhiuto ti chiedo di iniziare la tua nuova consiliatura con un gesto di vera solidarietà, di grande valore umanitario e di giustizia sociale. Ti chiedo di concedere la residenza al clochard romeno, senza una gamba, Gheorghita  Tanase (l’unico ad essere scampato al rogo, avvenuto il 2 marzo del 2012, in un rudere di via 24 Maggio, in cui morirono tre immigrati africani), indispensabile per poter ottenere il diritto ad una piccola pensione che gli consentirà di poter vivere dignitosamente e di continuare a curarsi”. E’ l’appello che il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge al sindaco rieletto di Cosenza, Mario Occhiuto. “Tanase, per le sue gravi condizioni di salute, negli ultimi tempi è stato più volte ricoverato all’ospedale Annunziata di Cosenza. E’ gravemente malato e la sua speranza per poter restare in Italia, per continuare a curarsi e avere, pur nella sofferenza, una vita dignitosa, è ottenere una piccola pensione che gli spetta. Per ottenerla è però necessario che ottenga prima la residenza, a Cosenza, dove vive da moltissimi anni. Diritti Civili continua ad aiutare questo uomo, povero e sfortunato,  da oramai 3 anni. Alla vigilia del Natale 2013, continua Corbelli, l’ho tolto dalla strada, dove dormiva in condizioni disumane, lo portato e fatto ospitare all’Oasi Francescana, gli ho fatto realizzare e regalare (da una generosa ditta di Castrolibero) una protesi per la gamba, gli ho finanche comprato le scarpe e in diverse occasioni gli ho anche dato un aiuto finanziario. Sono andato a trovarlo anche quando era ricoverato all’ospedale di Rogliano e mi sono preoccupato di fargli avere dalla Questura di Cosenza la documentazione necessaria per la sua permanenza in Italia. Ogni volta che Tanase è in difficoltà, chiama o mi fa chiamare. Come è successo anche nei giorni scorsi, quando è stato ricoverato di nuovo in ospedale. Tanase vuole poter restare in Italia per continuare a curarsi. Insegue il sogno di una piccola pensione. Per averla però prima serve ottenere la residenza, a Cosenza. Per ottenerla occorrono tutti i documenti necessari che Tanase adesso, accompagnato dagli assistenti sociali, si appresta ad andare a prendere al Consolato della Romania, a Catania. La residenza a Cosenza(dove vive da moltissimi anni) e una piccola pensione gli spettano per un fatto non solo di solidarietà, ma di giustizia e umanità”.

8 giugno 2016

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

(notizia ANSA e AGI e articoli QUOTIDIANO - GAZZETTA e PROVINCIA) 

Aiutiamo Tanase, il clochard romeno senza una gamba,

ricoverato in ospedale a Cosenza

Cosenza

Dramma e sofferenza senza fine per il clochard romeno, senza una gamba, Gheorghita  Tanase (l’unico ad essere scampato al rogo, avvenuto il 2 marzo del 2012, in un rudere di via 24 Maggio, in cui morirono tre immigrati africani). Tanase da alcuni giorni è di nuovo ricoverato, per una emorragia, in ospedale a Cosenza. E’ gravemente malato e la sua speranza per poter restare in Italia, per continuare a curarsi e avere, pur nella sofferenza, una vita dignitosa, è ottenere una piccola pensione che gli spetta. Per ottenerla è necessario però che ottenga prima la residenza, a Cosenza, dove vive da moltissimi anni. Ad aiutare questo uomo, povero e sfortunato, da oramai 3 anni è Franco Corbelli, del Movimento Diritti Civili, che tre anni fa, alla vigilia del Natale 2013, tolse Tanase dalla strada, dove dormiva in condizioni disumane, lo portò e fece ospitare all’Oasi Francescana, gli fece realizzare e regalare (da una generosa ditta di Castrolibero) una protesi per la gamba, gli comprò anche le scarpe e in diverse occasioni gli diedi anche un aiuto finanziario. Andò successivamente a trovarlo anche quando era ricoverato all’ospedale di Rogliano e si preoccupò di fargli avere dalla Questura di Cosenza la documentazione necessaria per la sua permanenza in Italia. Ogni volta che Tanase è in difficoltà, chiama o fa chiamare Corbelli. Come è successo anche ieri pomeriggio. "Un volontario di una lodevole Associazione (che lo segue insieme a alcuni assistenti sociali) mi ha chiamato - afferma Corbelli -  per informarmi che Tanase era ricoverato e che gli aveva chiesto di chiamarmi. Vuole poter restare in Italia per continuare a curarsi. Insegue il sogno di una piccola pensione. Per averla però prima serve ottenere la residenza. A Cosenza. Per ottenerla occorrono tutti i documenti necessari che Tanase, non appena sarà dimesso dall’ospedale, deve adesso andare a prendere al Consolato della Romania, a Catania. L’accompagnerà un fratello che l’ha raggiunto a Cosenza. Non hanno i soldi per spostarsi. Ho detto al volontario che mi ha telefonato, che mi farò carico io delle spese e che andrò presto a trovarlo in ospedale. Continuerò, con tutto il cuore, ad aiutare questo uomo, povero e sfortunato. Mi impegnerò perché ottenga (dal prossimo sindaco di Cosenza) la residenza nella città bruzia e il diritto alla pensione. Per un fatto non solo di solidarietà, ma di giustizia, civiltà e umanità”.

9 maggio 2016

 

 

Corbelli(Diritti Civili):“CALABRIA DONI ALL'UGANDA

MACCHINARIO DI RADIOTERAPIA

"La Calabria compia un gesto di grande generosità, solidarietà e umanità e regali all'Uganda un macchinario per la radioterapia per consentire ai malati di cancro di quel Paese di potersi curare e di evitare la ulteriore, atroce sofferenza di doversi recare in Kenia per le cure, avendo l'Uganda a disposizione in tutto il paese una sola macchina per la radioterapia ed essendo la stessa guasta e non più utilizzabile almeno per tutto il 2016". E' l'appello che il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, rivolge al Presidente della Regione, Mario Oliverio.

"Una notizia - ha aggiunto - che mi ha particolarmente colpito. Il dramma e la sofferenza di migliaia di malati di cancro che in Uganda e in altri Paesi vicini non potranno più curarsi perché l'unico macchinario per la radioterapia (che era stato donato ad un ospedale di Kampala nel 1995 e da allora aveva subito innumerevoli riparazioni) si è rotto e non sarà possibile ripararlo prima della fine dell'anno. Per acquistarne uno nuovo il reparto di oncologia del Mulago Hospital di Kampala non ha i fondi necessari. Il ministero della sanità dell'Uganda ha fatto sapere che prima almeno dell'anno prossimo non arriverà un macchinario nuovo e ha aggiunto che si sta pensando di trovare le risorse per finanziare ai più indigenti il viaggio nel vicino Kenya dove curarsi. Di fronte ad una notizia del genere, pensando al dramma e alla sofferenza di migliaia di malati di cancro, per la mia storia, la mia sensibilità e la mia, da sempre, vicinanza all'umanità più povera e sofferente, sento il dovere di intervenire e di farlo chiedendo al Governatore calabrese di aiutare quei poveri malati". "Se ha un senso - prosegue Corbelli - la battaglia che ho fatto due anni fa per Oliverio e lui, il Governatore, la rispetta e la onora, regali una macchina per la radioterapia all'Uganda. Solo per questi fini umanitari ho combattuto due anni fa! Oliverio lo sa! Questo regalo umanitario lo faccia, se può, da sola la Calabria o, se crede, di concerto e in collaborazione con il Ministero della Salute e il Governo italiano. Tutti dicono che per fermare il flusso migratorio bisogna andare ad aiutare i migranti nei loro poveri paesi. Oggi la Calabria e l'Italia hanno l'occasione per farlo".

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(diffuso da ANSA e AGI)

PAPA FRANCESCO ALL'ISOLA DI LESBO. DIMOSTRA TUTTA 

LA SUA GRANDEZZA E INFINITA UMANITA'!

Corbelli lo ringrazia e ricorda il suo appello del 25 settembre 2015 di

unirsi ai migranti e profughi in fuga, di fare insieme a loro

il viaggio della speranza, per far abbattere i muri della vergogna,

aprire le frontiere, per chiedere di far passare quei poveri figli

di Dio, di avere pietà almeno per quei bambini innocenti”!

Risultati immagini per foto papa francesco

“Dal profondo del cuore ringrazio Papa Francesco che, come ha confermato oggi il Vaticano, si recherà all’isola di Lesbo per incontrare i rifugiati. E’ esattamente quello che gli avevo chiesto di fare con un accorato appello il 25 settembre dello scorso anno. Papa Francesco, con questo nuovo atto di coraggio e fede, dimostra ancora una volta tutta la sua grandezza e infinita umanità”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, da oltre 30 anni impegnato ad aiutare gli immigrati. “Avevo chiesto a Papa Francesco, a lui, scrivevo, figlio di immigrati, di unirsi ai migranti e profughi in fuga dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla miseria e di fare insieme a loro il doloroso viaggio della speranza per fare aprire le frontiere e abbattere i muri e il filo spinato della vergogna e della disumanità. Gli avevo chiesto di aiutare, dare un conforto, una possibilità e una speranza a tutta quella povera gente, pensando soprattutto a tutti quei poveri innocenti bambini, alla loro atroce sofferenza. Compia, scrivevo, questo gesto coraggioso, significativo ed eclatante, prenda in braccio uno di quei bambini e bussi alle frontiere di quelle Nazioni che impediscono il passaggio dei profughi, chiedendo di abbattere i muri, di aprire le porte e di far passare quei figli di Dio, di avere pietà almeno per quei piccoli innocenti. Diritti Civili si sta occupando(con la realizzazione, a Tarsia, in Calabria, del cimitero internazionale dei migranti) dei piccoli profughi morti, Papa Francesco faccia di tutto per salvare quelli vivi. Faccia quello che Gesù farebbe al suo posto. A Papa Francesco chiedevo di occuparsi e di salvare tutti gli altri bambini profughi, in fuga, in condizioni disumane e di grande sofferenza(come dimostrano, in modo sconvolgente, quelle immagini che spezzano il cuore!), con le loro famiglie. Di fronte al fallimento dell’Unione europea, al mancato intervento dell’Onu, che Diritti Civili ha auspicato molte volte, c’è, scrivevo nel mio appello, solo un Uomo (della Chiesa) che può con la sua autorevolezza, il suo carisma, il suo coraggio, compiere il “miracolo” di abbattere i muri della vergogna e della crudeltà, aprire le frontiere, far passare e salvare quel popolo povero e disperato di uomini, donne e bambini in fuga che, dopo aver  lasciato il loro Paese e perso tutto, cerca adesso solo la salvezza. Papa Francesco, concludeva il mio appello dello scorso settembre, adesso che rientrerà dal suo viaggio, di grande successo e consenso, a  Cuba e negli Usa, inizi questo cammino più sofferto e doloroso insieme e accanto ai migranti e ai profughi. Grazie Papa Francesco. Il tuo viaggio certamente scuoterà le coscienze di tutti e sarà una speranza per quel povero e disperato popolo in fuga”.

5 aprile 2016

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili(ripreso da ANSA e AGI)

Diritti Civili al Presidente Oliverio “Aiutiamo,

organizziamo un aereo umanitario, per la 

popolazione di Madaya, assediata, che muore,

tra atroci sofferenze, per fame e mancanza

di medicine”! L’Ue, il mondo tace su questa

catastrofe umanitaria. La Calabria scriva questa

nuova, significativa pagina di solidarietà.

Risultati immagini per foto madaya Risultati immagini per foto madaya siria Risultati immagini per foto madaya siria

PUO' IL MONDO IGNORARE QUESTE IMMAGINI TRAGICHE E DOLOROSE?

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, “profondamente colpito dalle notizie e immagini che arrivano da Madaya, città siriana assediata dove, tra atroci sofferenze, si continua a morire per la fame e la mancanza di medicine”, rivolge un appello al Presidente della Regione, Mario Oliverio, chiedendogli di “aiutarlo ad organizzare un aereo umanitario, carico di aiuti alimentari e medicine, da far arrivare alla popolazione di questa città della Siria, disperata e oramai allo stremo delle forze”.  “Bambini, ragazzi, uomini, donne ridotti ad uno scheletro lasciati morire di fame, a Madaya, la cittadina siriana assediata. Altre 16 persone sono decedute per la fame, nelle ultime settimane. Il mondo tace su questa catastrofe umanitaria. Quasi nessuno ne parla. L’Unione Europea anziché intervenire continua a litigare sui finanziamenti da assegnare alla Turchia  per fermare i migranti! L’Europa preferisce continuare a chiudere gli occhi, a voltarsi dall’altra parte pensando solo a proteggere le proprie frontiere e a difendere il proprio potere politico ed economico. L’umanità che soffre, quella che muore di fame(come a Madaya e altre città siriane assediate) o annegata(come i piccoli migranti nel mare Egeo) o bruciata(come i poveri bambini in Nigeria), non interessa e non smuove le coscienze dell’Unione europea, prosegue Corbelli. Gli affamati di Madaya, così come i bambini sui barconi, sono abbandonati al loro tragico destino, in attesa che si consumi la loro sorte! Nessun grande Paese denuncia  questa indifferenza e disumanità nei confronti del popolo dei disperati. Io, per quanto la mia piccola, flebile, lontana voce può valere, continuerò, sino a quando avrò un briciolo di forza, a gridare e denunciare queste atrocità e a dare tutto me stesso, anche la mia vita se solo potessi, pur di fare qualcosa per cercare di fermarle, pur di arrestare quella strage di innocenti, pur di salvare chi muore per la fame. Per questo rivolgo oggi un appello a Oliverio, insieme al quale e al sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, pensando ai poveri  migranti e, soprattutto, agli sfortunati bambini morti nei naufragi, stiamo per realizzare il cimitero internazionale dei migranti, per dare a tutti loro una degna sepoltura e ricordare il loro sacrificio. Chiedo che la Calabria scriva questa nuova, significativa pagina di solidarietà. Al Governatore solo questo continuo a chiedere, di sostenere le mie iniziative umanitarie, per dare un senso alla battaglia che ho fatto, un anno e mezzo fa, per farlo candidare alle primarie ed eleggere alla Presidenza della Regione. La Calabria non può purtroppo fermare la strage in mare degli innocenti, né la violenza terroristica, ma può dare qualcosa da mangiare e mandare delle medicine a chi muore per la fame e per la mancanza di medicinali. Ricordo che quando Oliverio era presidente della Provincia di Cosenza, e io sedevo, come consigliere di minoranza di Diritti Civili, tra i banchi del Consiglio provinciale, insieme abbiamo promosso (siamo stati i primi a farlo in Italia!) numerose  campagne umanitarie nazionali e internazionali per aiutare le popolazioni di Paesi colpiti da terribili calamità(ricordo tra gli altri il Maremoto che sconvolse il Sud Est Asiatico nel dicembre del 2004 e il violento terremoto che colpì il Pakistan, l’anno dopo, nel 2005). Chiedo solo di continuare quelle iniziative umanitarie, che, come è noto, Diritti Civili da oltre 20 anni promuove, in Italia e in altri Paesi poveri del mondo, come in occasione dell’aereo cargo, carico di aiuti alimentari, che il 17 febbraio 2003 abbiamo consegnato all’aeroporto Fiumicino di Roma all’Ambasciatore dell’Etiopia in Italia”.        

3 febbraio 2016

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

E’ ufficiale. La Calabria e la Sicilia, dopo due anni, di nuovo in lizza

per il Premio Nobel per la Pace 2016! La richiesta è stata recapitata

lunedì, 25 gennaio, per e-mail- al Comitato Organizzatore che ha

sede ad Oslo.  Diritti Civili ha chiesto il Premio Nobel per la Pace

alla Calabria e alla Sicilia per l’accoglienza e la solidarietà ai migranti

del mondo che va avanti, con grande umanità, da moltissimi anni, e

per la realizzazione, a Tarsia, del cimitero internazionale dei migranti.

Le parole di ringraziamento e di elogio di Papa Francesco:

Il Sud Italia è un esempio di accoglienza e solidarietà per il

mondo intero”.

Appello al Governo e al Presidente Mattarella per sostegno

istituzionale all’iniziativa, così come farà la Grecia per le loro

isole anch’esse candidate al Nobel per la Pace 2016

 LaPresse/Xinhua

La Calabria e la Sicilia sono, di nuovo, dopo due anni, in lizza per il Premio Nobel per la Pace 2016! La richiesta (presentata la prima volta il 17 luglio 2014) è stata reiterata anche quest’anno ed è stata recapitata questa mattina(lunedì, 25 gennaio 2016), per e-mail- al Comitato Organizzatore che ha sede ad Oslo, dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. La richiesta è stata inoltrata nei termini e tempi previsti, che scadono(per la presentazione delle nomination 2016) il prossimo 1 febbraio.  Corbelli dunque non si arrende e, citando espressamente questa volta le parole di Papa Francesco che, il 7 dicembre 2015, ha pubblicamente detto che “il Sud Italia è un esempio di accoglienza e solidarietà per il mondo intero”, chiede che il Premio Nobel per la Pace venga assegnato alle popolazioni delle due regioni meridionali, la Calabria e la Sicilia, in prima fila per l’accoglienza e la solidarietà ai migranti del mondo che va avanti, con grande umanità e notevoli sacrifici, ininterrottamente da tantissimi anni e per la imminente realizzazione, a Tarsia, grazie al Movimento Diritti Civili e alla disponibilità e sensibilità del sindaco Roberto Ameruso e della sua comunità, di una grande opera umanitaria universale, il cimitero internazionale dei migranti, per dare una degna sepoltura alle vittime dei tragici naufragi, ad iniziare soprattutto dai tanti poveri, sfortunati bambini e proprio ad uno di loro, al piccolo siriano Aylan Kurdi, questo cimitero sarà significativamente intitolato”. Il leader di Diritti Civili chiede al “Governo italiano e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sarà venerdì in visita in Calabria, un sostegno istituzionale a questa importante iniziativa così come farà il Governo greco per l’analoga proposta, di un gruppo di accademici internazionali, dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace ad alcune delle isole greche che ospitano i rifugiati”. “Spero che l’Esecutivo e il Capo dello Stato sostengano questa richiesta di Diritti Civili a favore delle due regioni meridionali e dell’Italia, che, ricordo, continua ogni giorno a salvare centinaia di migranti in mare. Ho chiesto ufficialmente questa mattina al Comitato Organizzatore del Premio Nobel di voler assegnare il prestigioso riconoscimento del Nobel per la Pace 2016 alle popolazioni delle due regioni meridionali, la Calabria e la Sicilia, e quindi all’Italia, ricordando e citando testualmente le parole di ringraziamento e di elogio al Sud Italia, per l’accoglienza e la solidarietà ai migranti, espresse dal Santo Padre, il 7 dicembre scorso. Le affermazioni di Papa Bergoglio sono la più bella, significativa e autorevole “nomination” per queste due regioni, Calabria e Sicilia, per la loro straordinaria opera umanitaria che da tantissimi anni portano avanti per affrontare la continua e drammatica emergenza dell’immigrazione. Queste due regioni italiane si trovano, purtroppo da sole, a dover fronteggiare un continuo flusso di sbarchi di migranti, dai paesi poveri e in guerra. Sbarchi che purtroppo tante volte finiscono in tragedia con la morte in mare di centinaia di migranti. La Calabria pensa anche a questi immigrati più sfortunati dando dignità alla loro morte e ricordando il loro sacrificio con la realizzazione a Tarsia del cimitero internazionale dei migranti. Le due regioni mostrano in questo modo il loro vero volto che è quello della accoglienza, della solidarietà, dell’umanità della loro gente. Per questo meritano il Premio Nobel per la Pace 2016”.

25 gennaio 2016

 

Dal sito del GIORNALE di CALABRIA (notizia ANSA -11 e 3 novembre 2015)

MIGRANTI, CORBELLI: “APRIRE CORRIDOIO UMANITARIO PER BIMBI”

 

 

 

COSENZA. “Fermare la strage di bambini innocenti. Dopo Aylan, altri 80 piccoli profughi sono morti nei naufragi nel Mediterraneo negli ultimi due mesi. Occorre aprire corridoio umanitario per i bambini per scongiurare altre tragedie”. Lo ha detto il leader del movimento Diritti civili Franco Corbelli durante lo speciale su Radio Vaticana dedicato al cimitero dei migranti. La trasmissione, è scritto in una nota di Corbelli, “è stata aperta dalle parole che Papa Francesco pronunciò l’8 luglio 2013 a Lampedusa, ricordando le vittime delle tragedie del mare e il pianto del mondo, la grazia di poter piangere per quelle persone povere e sfortunate che perdono la vita nei viaggi della speranza”. Corbelli, ospite della trasmissione insieme al sindaco di Tarsia Roberto Ameruso, e a mons. Salvatore Nunnari, Vescovo emerito di Cosenza e Presidente uscente della conferenza episcopale calabra, ha lanciato dai microfoni della Radio Vaticana “un accorato appello ai Paesi interessati dal flusso migratorio che hanno chiuso le loro frontiere, affinché si apra subito un corridoio umanitario per far passare almeno i bambini per scongiurare e fermare così le continue stragi di piccoli innocenti nel mare Egeo e nel Mediterraneo: negli ultimi due mesi, dopo la morte del piccolo Aylan, hanno perso la vita oltre 80 bambini, come ha reso noto una organizzazione umanitaria internazionale, Save the Children. Questa strage continua di innocenti pesa come un macigno sulla coscienza di chi ha disumanamente sbarrato le frontiere dei propri Paesi”. Mons. Nunnari, prosegue la nota, ha ringraziato Corbelli per “questa opera meravigliosa che conferma l’ospitalità, la generosità e l’accoglienza del popolo calabrese per gli immigrati, anche per quelli che purtroppo perdono la vita cercando di arrivare in Europa”. Ameruso, ha ricordato la storia e la tradizione di Tarsia, paese di pace, accoglienza e solidarietà, ha reso noto che è stato contattato dal Ministero degli Interni, a cui tre settimane fa aveva recapitato il progetto preliminare del cimitero dei migranti, presentato contestualmente anche alla Presidenza della Regione Calabria, per ulteriori ragguagli tecnici sulla realizzazione dell’opera umanitaria. Corbelli ha anche invitato Papa Francesco a recarsi a Tarsia a benedire, il giorno dell’inaugurazione, il cimitero internazionale dei migranti che sarà intitolato al piccolo siriano Aylan Kurdi.

 

 

DA RADIO VATICANA - 3 novembre 2015

Società \ Sociale

Calabria. Cimitero dei migranti. Mons. Nunnari: idea meravigliosa

Bare di bambini dopo un naufragio di migranti - ANSA

Bare di bambini dopo un naufragio di migranti - ANSA

03/11/2015 13:04
 

La Regione Calabria e il Ministero dell'Interno si sono interessati al progetto approvato recentemente dal Comune di Tarsia, in provincia di Cosenza, riguardante la realizzazione di un cimitero internazionale riservato ai migranti morti nel Mediterraneo. L'iniziativa, nata da un'idea di Franco Corbelli, cittadino calabrese, presidente del movimento "Diritti Civili", ha ricevuto un incoraggiamento anche da mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano. Le sue parole al microfono di Fabio Colagrande:

R. – Il calabrese avrà anche i suoi limiti, ma è un popolo ospitale. E Corbelli, che è figlio di questa terra, e che sta facendo altre battaglie per i diritti civili molto opportune, con questa iniziativa è in linea con quella che è la nostra caratteristica e il valore che portiamo dentro, quello dell’ospitalità non solo per i vivi e comunque per quanti vivono la tragedia di essere lontani dalla propria terra, perché trovino questa accoglienza anche in quel luogo sacro che è il cimitero. L’iniziativa è meravigliosa. Si sentono già figli di questa terra, non solo perché la Calabria è terra che accoglie i migranti, la gente che viene da lontano, ma perché qui hanno uno spazio. Io ricordo, quando ero parroco a Reggio che a volte, quando moriva un musulmano, c’era la celebrazione e poi la tragedia: l’allontanamento dalla propria famiglia in questa nostra terra, perché fosse portato nella propria terra di origine. Questa iniziativa fa sentire ancora di più quella caratteristica dell’ospitalità, ma anche della vicinanza: il cimitero è il luogo che unisce tutti. Ricordiamo quando Sant’Agostino scriveva che tutto quello che facciamo per i morti sono “solatia vivorum”, consolazione per i vivi, ma soprattutto, prima ancora, educazione alla vita. Al cimitero si impara a vivere.

D. – Un’iniziativa che mette insieme due valori così importanti: l’accoglienza di chi è lontano, del sofferente, dell’immigrato in questo caso, e anche la commemorazione, la preghiera per i defunti…

R. – Sì, certamente, quella preghiera che unisce tutti, anche le nostre sorelle e i nostri fratelli che vengono da lontano. Facevo questa riflessione: qui ancora ci sono spazi riservati per l’uno o per l’altro, ma la nostra pace è nei Cieli dove saremo tutti uniti. Questo è bello: camminare nei corridoi dei nostri cimiteri e trovare gli ebrei, il cimitero dei musulmani… tutti. Nel traguardo finale saremo tutti insieme nella Casa del Padre. Qui ancora, per quanto riguarda il rispetto dei morti, ci sono delle divisioni culturali, religiose, ma la patria è nei Cieli. Quindi, saper stare già qui assieme, accanto a questi fratelli... Io me lo auguro e sarò uno dei primi che andrò a visitare questo cimitero e a portare la preghiera, fermandomi dove dei fratelli e delle sorelle hanno trovato forse non molta accoglienza nella nostra terra, in Italia, ovunque, dove ci sono ancora  riserve mentali, e purtroppo anche dei cristiani. E’ bello, però, pensare che siamo tutti insieme, forse a distanza di un chilometro tra un cimitero e l’altro, ma tutti assieme perché tutti siamo figli di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

Dal sito della GAZZETTA DEL SUD - 31 ottobre 2015

CALABRIA

CIMITERO MIGRANTI

IN CAMPO VATICANO 

 

Il Vaticano condivide pienamente il progetto del cimitero internazionale dei migranti da realizzare a Tarsia. Lunedi Radio Vaticana dedicherà una trasmissione all'iniziativa.

Cimitero Migranti
in campo Vaticano

 

 

 

 

 

 

Il Vaticano plaude al cimitero internazionale dei migranti e con la Radio Vaticana scende in campo e sceglie, significativamente, il giorno dei defunti per dedicare una trasmissione e far conoscere in tutto il mondo questa grande iniziativa umanitaria universale. Il programma, condotto dal giornalista Fabio Colagrande, andrà in onda in diretta, lunedì 2 novembre, pochi minuti dopo le 13. In collegamento telefonico dalla Calabria ci saranno Mons. Salvatore Nunnari, Vescovo emerito di Cosenza e Presidente uscente della conferenza episcopale calabra, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, promotore di questa importante opera umanitaria e il sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, che è il comune del cosentino dove sorgerà il cimitero internazionale dei migranti, su un’area di quasi 10 mila metri quadrati, in un luogo di grande valore simbolico, a poca distanza dall’ex campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia, il più grande lager italiano costruito dal Fascismo durante la seconda guerra mondiale, che si caratterizzò per la grande umanità della gente del luogo, nonostante la crudeltà della guerra e la ferocia delle leggi razziali.  “Voglio personalmente ringraziare Papa Francesco - ha detto Corbelli -   per l’attenzione e l’aiuto che la Chiesa e la Radio Vaticana daranno per il raggiungimento di questo storico traguardo umanitario". Il cimitero sarà intitolato al piccolo Aylan Kurdi morto a tre anni durante la traversata e diventato simbolo di questa strage di innocenti. 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Corbelli: “Oltre 30 bambini morti nell’ultimo mese nel Mediterraneo!

Una strage continua, una vergogna che pesa sulla coscienza dei

Paesi che hanno sbarrato le loro frontiere! Chiedo di portare a Tarsia

tutte queste piccole salme per seppellirle tutte insieme nel cimitero

internazionale dei migranti”

 

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, interviene “dopo la nuova immane tragedia di bambini nel mare Egeo”, chiede “di portare queste salme a Tarsia” e invita “il Presidente della Regione, Mario Oliverio, a finanziare subito (come si è impegnato a fare) il cimitero internazionale dei migranti, l’importante opera umanitaria”. “Dolore, sdegno e rabbia per la nuova immane tragedia di oltre 10 bambini morti nel mare Egeo. Un Olocausto di piccole vittime! Oltre 30 sono i bambini morti nell’ultimo mese nel Mediterraneo. Questa strage continua di questi piccoli innocenti è una vergogna che pesa come un macigno sulla coscienza di chi ha disumanamente sbarrato le frontiere dei propri Paesi negando anche un corridoio umanitario(come Diritti Civili continua a chiedere da mesi) e impedendo a questi bambini di poter raggiungere l’Europa via terra. Se il confine, via terra, tra la Grecia e la Turchia fosse aperto questi bambini non sarebbero mai saliti su una barcone e oggi sarebbero ancora tutti vivi! Purtroppo non potendo fare nulla per salvare questi bambini e i migranti che cercano di arrivare in Europa, fuggendo da guerre, persecuzioni e miseria, penso a quelli più sfortunati (soprattutto i tantissimi piccoli profughi) che non ce la fanno e perdono la vita nei viaggi della speranza. Da oltre due anni, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre del 2013, sto lottando perché i diritti di questi poveri e sfortunati bambini(e degli altri migranti morti) che non sono stati difesi e garantiti quand’erano in vita vengano rispettati almeno dopo la loro morte. Per questo sarà realizzato a Tarsia, in Calabria, il cimitero internazionale dei migranti, per dare a questi bambini e agli altri immigrati deceduti una degna sepoltura, per evitare che quelle salme, senza volto e senza nome, vengano disperse in tanti sperduti cimiteri. Per cancellare questa disumanità sarà costruito il cimitero dei migranti, per non dimenticare e ricordare sempre il sacrificio di questi bambini e delle altre vittime delle tragedie del mare, per dare un riferimento ai loro familiari, che sapranno dove andare un giorno per trovare i loro cari, per portare un fiore e dire una preghiera. Chiedo per questo che almeno le salme di questi bambini vengano tutte portate a Tarsia. Al Presidente della Regione, Mario Oliverio, a cui è stato presentato ufficialmente, dal sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, tre settimane fa, il progetto preliminare per la realizzazione del cimitero internazionale dei migranti, chiedo di non perdere più tempo e di finanziare subito(come si è impegnato a fare) l’importante opera umanitaria, che ricordo sarà intitolato al piccolo Aylan Kurdi, bambino siriano di 3 anni, vittima simbolo dell’orrore dell’immigrazione”.

30 ottobre 2015   

 

 

dal sito del Giornale di Calabria(notizia AGI e ANSA) - 17 ottobre 2015

MIGRANTI, CORBELLI: “PORTARE A TARSIA I BAMBINI MORTI NEI NAUFRAGI”

 CATANZARO. “Chiedo alle autorità preposte che i tre bambini morti oggi nel naufragio nel mare Egeo e tutti gli altri bambini che hanno perso la vita nelle tragedie del mare vengano subito tutti portati a Tarsia per essere sepolti insieme nel cimitero internazionale dei migranti che stiamo per realizzare in Calabria. Almeno i bambini, senza volto e nome, non disperdiamoli in tanti sperduti cimiteri. Cancelliamo questa disumanità. Evitiamo che venga cancellato, per sempre, per i loro familiari, ogni riferimento. Il loro sacrificio deve essere sempre ricordato. Diamo ai loro genitori e parenti la possibilità di sapere dove , in quale cimitero, andare un giorno per andarli a trovare, per portare un fiore e dire una preghiera. E’ questo il mio accorato appello”. E’ quanto afferma, in una nota, dopo l’ultima strage di altri tre bambini morti in oggi un naufragio nel mare Egeo, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. “Quella dei piccoli migranti che perdono la vita – aggiunge – è purtroppo una strage continua, che non si riesce a fermare e che spezza il cuore dal dolore. Dove vengono seppelliti questi bambini senza volto e senza nome? Come faranno i loro genitori e parenti a sapere dove andare a cercarli? Ecco perchè, pensando soprattutto a questi bambini innocenti, da oltre due anni lotto ininterrottamente per la realizzazione in Calabria del cimitero internazionale dei migranti, che sarà intitolato proprio ad uno di questi bambini, a quello che è purtroppo diventato il simbolo dell’orrore dell’immigrazione, al piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni trovato senza vita su una spiaggia della Turchia, le cui immagini choc hanno scosso e commosso il mondo, cambiando il corso della storia dell’accoglienza ai profughi. Non posso purtroppo far nulla per aiutare tutti quei bambini profughi respinti disumanamente, con i muri della vergogna, alle frontiere dell’Ungheria, mentre cercano con le loro famiglie di arrivare in Europa fuggendo dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla miseria, penso però a quelli ancora più sfortunati che perdono la vita nei tragici naufragi, come è purtroppo avvenuto ancora una volta oggi e soprattutto per loro che sto finalmente per far realizzare il cimitero internazionale dei migranti che sorgerà, su una superficie di quasi 10mila metri quadrati, in un luogo di grande valore simbolico, a poca distanza dall’ex campo di concentramento di Ferramonti, nel comune di Tarsia, grazie alla disponibilità e sensibilità del sindaco Roberto Ameruso e della sua comunità, e potrà ospitare oltre a tutti i bambini alcune migliaia di poveri migranti. L’opera umanitaria sarà finanziata dalla Regione Calabria con, si spera, il contributo anche del Governo e dell’Unione europea. Il costo previsto per la realizzazione del cimitero internazionale dei migranti è di circa 4 milioni di euro”.

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili : “Bambino afghano, che rimasto orfano ha tentato il suicidio in campo profughi in Croazia, venga in Italia. C’è una famiglia calabrese(una coppia di stimati professionisti) pronta ad accoglierlo e adottarlo”

 

Roma

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede che “il bambino afghano di 9 anni, che rimasto orfano ha tentato di togliersi la vita in un campo profugo ai confini tra la Croazia e la Serbia, possa venire in Italia per essere affidato ad una famiglia calabrese (una coppia di stimati professionisti) che è pronta ad accoglierlo e adottarlo”. “Ci sono storie drammatiche, legate alla tragedia dell’immigrazione, che mi colpiscono e addolorano profondamente e per questo, anche se avvengono in luoghi molto lontani dalla Calabria, cerco lo stesso di intervenire e di fare qualcosa di concreto per aiutare quelle povere e sfortunate persone. Da oltre 30 anni cerco di aiutare i migranti vivi e penso anche a quelli che perdono la vita (per i quali sto per fare realizzare, in Calabria, dopo una lunga battaglia, iniziata due anni fa, dopo la tragedia Lampedusa del 3 ottobre 2013, il cimitero internazionale dei migranti). E’ quello che ho fatto oggi dopo aver letto del drammatico caso umano del bambino afghano di 9 anni,  che rimasto solo al mondo, ha provato a togliersi la vita nel campo profughi croato di Opatovac. La vicenda è stata resa nota dall’Unicef. Il bimbo durante il viaggio della speranza ha perso la sorella, l’ultima parente rimasta: il padre e la madre, infatti, erano morti in Afghanistan, afferma Corbelli, rimasto molto colpito da questa tristissima storia. Il bambino stava disegnando in uno spazio dedicato ai giochi quando all’improvviso ha tirato fuori dalla tasca dei pantaloni una linguetta di una lattina e ha provato a tagliarsi la gola. Non è riuscito a tagliarsi, in pratica non si è provocato danni fisici, ma aveva una borsa piena di pezzi di metallo e ha cominciato a gridare che voleva morire. Dopo aver letto di questa drammatica e tristissima storia mi sono subito attivato per cercare di vedere come poter aiutare questo sfortunato bambino, per farlo arrivare e restare in Italia. In Calabria c’è una famiglia (una coppia di stimati professionisti) pronta ad ospitarlo e adottarlo. Una famiglia generosa ed esemplare che già in passato aveva risposto ad un altro appello di Diritti Civili ed era pronta ad accogliere dei piccoli fratellini profughi, che si pensava fossero orfani e che invece poi, grazie a Dio, ritrovarono i loro genitori. Quello che è importante e doveroso adesso è che quel povero sfortunato bambino non venga né dimenticato, né abbandonato. Deve essere aiutato a superare l’immane e purtroppo indelebile dolore per la tragedia che ha colpito e distrutto la sua famiglia. Per questo va accolto, con grande affetto e amore, in una famiglia attenta, sensibile e generosa. In Calabria c’è questa famiglia pronta ad accoglierlo. Chiedo all’Unicef di attivarsi perché questo bambino possa adesso arrivare subito in Italia, per essere accolto da questa famiglia calabrese”.    

 

26 settembre 2015

 

 

 

Dal sito del comune di Cosenza

Campo rom provvisorio di Vaglio Lise, Franco Corbelli

collaborerà con l'Amministrazione comunale. Occhiuto:

"Garantiremo a queste persone condizioni di vita dignitose"


12-08-2015
 

Il sindaco di Cosenza e presidente della Provincia, Mario Occhiuto, ha incontrato ieri sera, nel Palazzo di piazza XV Marzo, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. Tema dell’incontro, assai cordiale in virtù dei rapporti di vecchia amicizia tra Occhiuto e Corbelli, il campo rom temporaneo di Vaglio Lise e, più in generale, la questione dell’immigrazione.

Occhiuto ha ringraziato Corbelli per la sua disponibilità e il suo incessante impegno a favore degli ultimi e gli ha chiesto, al di là della vicenda specifica della cosiddetta tendopoli di emergenza, di collaborare nei programmi amministrativi relativamente al coordinamento di un importante progetto di aiuto agli immigrati che sta predisponendo il Comune di Cosenza. A tal riguardo, occorre ricordare infatti che palazzo Gervasi, nel centro storico, grazie alla volontà dell’Esecutivo Occhiuto diventerà sede polifunzionale per l’integrazione e l’inclusione sociale degli immigrati extracomunitari regolari.
Corbelli, dal canto suo, ha ringraziato Mario Occhiuto assicurando la sua collaborazione (a titolo gratuito) e rinunciando a ricoprire qualsiasi incarico.
Rispetto al tema dell’incontro di martedì sera, che era appunto soprattutto incentrato sul campo rom temporaneo di Vaglio Lise, Mario Occhiuto ha ribadito che il fermo intento dell’Amministrazione comunale è quello di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile alo scopo di non lasciare questi cittadini stranieri a vivere nelle tende, dopo averli finalmente strappati ai rischi del campo abusivo sul fiume. “Dopo l’urgenza della messa in sicurezza e dell’igiene pubblica – ha affermato il Sindaco e Presidente della Provincia – ci stiamo attivando per garantire proprio il rispetto dei diritti umani di queste persone. Nostro compito è di offrire soluzioni che non siano precarie bensì ottimali per la qualità della vita di tutti i cittadini, indistintamente”.
In relazione poi alla proposta del segretario provinciale del sindacato Autonomo di Polizia di Cosenza, Giovanni Palermo, di affidare la direzione della tendopoli rom di Vaglio Lise a Corbelli, unitamente a Padre Fedele, lo stesso Franco Corbelli, da sempre vicino ai più deboli, l’ha subito accolta con entusiasmo e passione, offrendo la sua immediata disponibilità ad assumere questo incarico gratuitamente, “con la speranza che – ha dichiarato - da quel luogo di sofferenza possa partire un messaggio di vera solidarietà, di fratellanza, di speranza e di rispetto dei diritti di tutti, soprattutto degli ultimi, di quella umanità più povera e sofferente, che aiuto ininterrottamente da oramai 35 anni”.
Inoltre, Corbelli ha espresso apprezzamento per la coraggiosa decisione di Occhiuto di porre fine alla vergogna della disumana baraccopoli sul fiume Crati, allestendo il campo momentaneo di Vaglio Lise come primo importante passo per garantire condizioni di vita più dignitose e sicure “a questa povera gente e soprattutto per scongiurare possibili tragedie che - ha ricordato il leader dei Diritti Civili - solo per un miracolo in questi anni si sono evitate durante i diversi incendi che hanno distrutto alcune baracche del vecchio campo di Vaglio Lise”. Franco Corbelli ha infine voluto ringraziare il sindaco Occhiuto per la sua particolare attenzione e sensibilità per il sociale. Entrambi torneranno presto a vedersi per iniziare una proficua collaborazione a supporto delle condizioni di vita degli immigrati e delle fasce più povere della popolazione.
 

 

 

Autore: IOLE PERITO 

 

dal sito del Giornale di Calabria e Nuova Cosenza(notizia Ansa e Agi) - 10 agosto 2015

 ARTICOLI OGGI(11 Agosto) su GAZZETTA DEL SUD - GARANTISTA e QUOTIDIANO

ROM, CORBELLI: “GRAZIE AL SAP PER LA PROPOSTA DI DIRIGERE LA TENDOPOLI DI VAGLIO LISE”

 

 

 

 COSENZA. “Ringrazio il segretario provinciale del Sindacato autonomo di Polizia di Cosenza, Giovanni Palermo, per aver proposto il mio nome per la direzione della tendopoli rom di Vaglio Lise”. Lo afferma il leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli in una nota. “Offro con entusiasmo e passione – prosegue – la mia immediata disponibilità ad assumere questo incarico, che considero un onore e una missione, naturalmente a titolo assolutamente gratuito, con la speranza che, nell’assoluto rispetto naturalmente anche di chi non ha condiviso la soluzione dell’Amministrazione comunale di creare provvisoriamente una più dignitosa tendopoli al posto della disumana baraccopoli, da quel luogo di sofferenza possa partire un messaggio di vera solidarietà, di fratellanza, di speranza e di rispetto dei diritti di tutti, soprattutto degli ultimi, di quella umanità più povera e sofferente, che aiuto ininterrottamente da 35 anni. Sono particolarmente felice poi se posso dividere questa missione umanitaria con una persona a cui sono molto legato, da vecchia amicizia e grande affetto, padre Fedele, con cui 30 anni fa, alla vigilia del Natale del 1985, iniziavo, con il mio giornale Contro, le mie prime campagne umanitarie per l’Africa. Tantissime sono state le iniziative umanitarie che insieme abbiamo promosso in tutti questi anni io e padre Fedele. Al campo Rom di Vaglio Lise sono poi legato in modo particolare perché proprio in quelle baracche 14 anni fa, nel giugno del 2001, scoprii il dramma dei due fratellini rom non vedenti, Marko e Branko. I due fratellini, ciechi, erano nati e vivevano in una di quelle tende-vergogne di Vaglio Lise. Chiedevano l’elemosina ai semafori. Grazie a Dio sono subito riuscito a toglierli da quella tenda-disumana, a farli ospitare, insieme alla loro famiglia, in una casa di Rende, a farli iscrivere a scuola. Li aiuto ininterrottamente questi due fratellini e la loro famiglia da quel lontano giugno del 2001”. “Per anni – conclude Corbelli – ho denunciato il rischio di questa baraccopoli e ho chiesto di intervenire per salvare i tanti bambini che vivevano nella baraccopoli di Vaglio Lise. Per questo ho giudicato positivamente la soluzione di abbattere la baraccopoli. La tendopoli non è la soluzione ideale ma è un primo importante passo per garantire condizioni di vita più dignitose e sicure a questa povera gente”.

 

Articolo del sito della Gazzetta del Sud(nella pagina Ultimissime) 

Dal sito di Telemia, Giornale di Calabria e Nuova Cosenza(notizia Ansa) - 5 giugno 2015

L'appello, Corbelli: 'salvare bimbi rom da baraccopoli di Cosenza'

 L'appello, Corbelli: 'salvare bimbi rom da baraccopoli' -

 

"Salvare i bambini rom che vivono nella baraccopoli di Vaglio Lise a Cosenza. Sono tutti a rischio". E' quanto afferma Franco Corbelli, leader del movimento Diritti Civili.
"In quelle condizioni igieniche disumane e allucinanti - prosegue - tanti piccoli purtroppo si ammalano. Penso che una tendopoli rom al posto della baraccopoli, a Cosenza, nel quartiere di via Popilia, non sia certo la soluzione ideale ma è comunque da accettare perché rappresenta una soluzione certamente più dignitosa e di maggiore sicurezza rispetto alla vergogna e disumanità di quelle tende in riva al fiume e al rischio di possibili tragedie, che ricordo, negli anni scorsi,si sono miracolosamente evitate in occasione di incendi che hanno distrutto una parte del campo nomade".
"Per questo - sostiene ancora Corbelli - va accettata l'iniziativa dell'amministrazione comunale in attesa naturalmente che il problema dei rom venga affrontato in modo definitivo, con una soluzione diversa e rispettosa delle attese, delle esigenze e dei diritti di tutti".
"Non bisogna assolutamente dimenticare le tragedie miracolosamente evitate in questi anni - conclude - e la disattenzione delle istituzioni competenti sul dramma dimenticato della comunità rom che a Cosenza ha vissuto in tende-vergogna, in alloggi di fortuna, pericolosi, in condizioni igieniche allucinanti e disumane. La situazione è da sempre assai grave e preoccupante. La baraccopoli di Vaglio Lise è una vergogna, un fatto indegno di un Paese civile".

 

 Ultimo intervento su questo caso umano - 23 luglio 2015

 Dal sito di Lameziaoggi(notizia AGI) - 26 maggio 2015 . Su Corriere Calabria e Telemia, notizia ANSA - 27 maggio 2015. Articoli su Il Quotidiano e Provincia

 A/3: crollo viadotto; Corbelli, aiutate famiglia vittima

 Corbelli-Franco26-05

Cosenza, AGI, 26 maggio– “Un mese e mezzo fa avevo rivolto un appello alle Istituzioni, ad iniziare dalla Regione Calabria, ad aiutare il fratello del giovane operaio rumeno, Adrian Miholca, 25 anni, che ha perso la vita lunedi’ 2 marzo precipitando con la ruspa per il crollo di una campata del viadotto Italia della A3. Non c’e’ stata purtroppo sino ad oggi alcuna risposta! Nessun aiuto e’ arrivato dalla Regione, ne’, sembra, dalle altre Istituzioni. Lo sfortunato operaio rumeno e’ stato completamente dimenticato! Si continua a parlare e fare riunioni (anche, a volte, inutili!) solo per il viadotto crollato! Il giovane rumeno continua ad essere ignorato e il fratello, che lavorava nello stesso cantiere, e’ tra gli indagati per questa tragedia nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Castrovillari! Chiediamo, con il rispetto che si deve all’operato della magistratura, di voler subito(se non lo ha ancora fatto) archiviare la posizione del fratello dell’operaio rumeno deceduto e al presidente della Regione e alle altre istituzioni preposte, di aiutare la famiglia di questo sfortunato lavoratore”. E’ quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli del Movimento Diritti Civili. “Mentre in tanti continuano a preoccuparsi dell’A3 chiusa (non si sa purtroppo per quanto tempo ancora) – aggiunge – tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno, vorrei che non si dimenticasse la tragedia di quel povero sfortunato giovane operaio rumeno. Avevo per questo un mese e mezzo fa chiesto che venisse aiutata la sua famiglia. Avevo auspicato che le Istituzioni preposte si facessero carico di questo caso umano, della immane tragedia che ha colpito questo giovane immigrato e la sua famiglia – prosegue Corbelli – . Avevo chiesto che quel giovane operaio non venisse dimenticato. Purtroppo invece dalla Regione Calabria e dalle altre istituzioni preposte non e’ arrivata quella risposta di solidarieta’ che mi aspettavo e che avevo espressamente chiesto ribadendo che Diritti Civili, cosi’ come ha fatto, in questi anni, per tanti altri poveri immigrati morti tragicamente, era(e’) pronto anche a partecipare concretamente ad una iniziativa di solidarieta’. La Regione non ha erogato alcun aiuto alla famiglia di questo operaio. La Regione e’ infatti assente anche in questo caso di solidarieta’. Il governatore calabrese (che ricordo – dice – deve alla mia battaglia per le primarie la sua candidatura ed elezione!) e l’assessore regionale alle politiche sociali non hanno sino ad oggi speso una sola parola su questo dramma! Diritti Civili e’ lasciato da solo anche in questa importante iniziativa di solidarieta’! La Regione – afferma – ha invece il dovere di non dimenticare il sacrificio di questo giovane rumeno(che ha perso la vita lavorando sul quel pericoloso viadotto calabrese dell’A3) e di aiutare la sua famiglia. Chiedo semplicemente solo un doveroso atto di solidarieta’ da parte della Regione e del nostro Paese. Alla magistratura chiedo un atto di giustizia con l’immediata archiviazione della posizione del fratello di questo giovane operaio. Le responsabilita’ per la morte di Adrian Miholca – conclude – non sono certo del fratello, gia’ cosi’ dolorosamente colpito da questa tragedia”.

Terremoto in Nepal, Diritti Civili invia fondi per comprare riso e tende

 

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha inviato un bonifico ad una Onlus per comprare riso e tende per le vittime del terremoto in Nepal. "Una immane tragedia - afferma Corbelli - che sembra purtroppo già dimenticata, di cui non si parla più. Dopo il mio appello del 28 aprile scorso ho aspettato per oltre 15 giorni una risposta che purtroppo non c'è stata. Per questo ancora una volta, come ho fatto in questi anni in tantissime occasioni; negli ultimi 4 mesi dello scorso anno ho in tre diverse occasioni acquistato prodotti alimentari e portato vestiti per Il paradiso dei poveri, la struttura di accoglienza di Padre Fedele. Ho deciso di agire direttamente e personalmente, destinando un mio contributo per aiutare la povera e sfortunata popolazione del Nepal, colpita dalle due terribili calamità. Ho fatto un bonifico a favore di un'organizzazione umanitaria italiana impegnata in un'iniziativa di solidarietà a favore del Nepal. Ho chiesto che la somma che ho devoluto venga utilizzata per acquistare riso e tende". "Il mio piccolo, simbolico gesto - aggiunge - spero faccia riflettere chi poteva (e doveva) intervenire e non lo ha fatto. Avrei voluto (come ho fatto 12 anni fa, per una campagna a favore dell'Etiopia) allestire un aereo cargo carico di aiuti, non solo alimentari. Avevo avuto la disponibilità del Banco Alimentare della Calabria, che si era detto pronto a dare degli aiuti alimentari. Il problema era come farli arrivare in Nepal. Avevo a questo proposito, nei giorni scorsi, rivolto un nuovo appello. Non avendo avuto alcuna risposta ho deciso di agire personalmente. Non lascio mai a metà le mie battaglie. Cerco sempre di aiutare chi ha bisogno".

 

 

Dal sito del Giornale di Calabria (notizia Agi) - 13 maggio 2015

NEPAL, CORBELLI: “REGIONE

CALABRIA DEVE INVIARE AIUTI”

 

 

 

 

 CATANZARO. Lettera aperta di Franco Corbelli al governatore Mario Oliverio sulla mancata risposta della Regione Calabria agli appelli del Movimento Diritti Civili per “una iniziativa di solidarietà a favore del Nepal, colpito, ieri, – dice – da un nuovo terribile terremoto (con altri morti e ingenti danni), dopo quello devastante del 25 aprile che ha provocato oltre 8000 vittime, tra cui anche alcuni italiani. Una immane tragedia che non deve essere assolutamente dimenticata. Perché – chiede – per la tragedia che ha colpito il Nepal la Regione Calabria non è ancora intervenuta inviando degli aiuti? Perché come ho chiesto sulla stampa, oltre 15 giorni fa, già a partire da martedì 28 aprile, la Regione non si attiva per una iniziativa di solidarietà? Perché continuare a stare inerti e silenti di fronte al dramma immane che ha colpito questo Paese, dove ricordo è rimasto ad operare un valoroso cooperante calabrese dell’Onu, Marco Cavalcante, che ha lanciato un appello chiedendo di aiutare il Nepal? Perché dalla Calabria non far arrivare un nostro aiuto e la nostra solidarietà, così come abbiamo fatto insieme, Diritti Civili e la Provincia di Cosenza, durante gli ultimi dieci anni, in tante occasioni: alla fine del 2004 per il drammatico maremoto nel Sud Est Asiatico; l’anno dopo, nel 2005, per il terribile terremoto in Pakistan e per tante altre campagne umanitarie? Informo che ho contattato l’amico Gianni Romeo, direttore del Banco Alimentare della Calabria, che si è detto pronto a dare degli aiuti alimentari da mandare in Nepal. Occorre organizzare la spedizione di questi aiuti. Vorrei , così come ho fatto 12 anni fa) allestire un aereo cargo carico di aiuti, non solo alimentari. Se non ho una risposta della Regione a questi appelli umanitari chiedo a cosa è servita la mia battaglia dello scorso anno quando ho combattuto contro tutti (e rinunciato a tutto!) pur di far svolgere le primarie del centrosinistra e far scegliere così agli elettori calabresi il loro candidato presidente? La Calabria che io sogno e per la quale mi batto da una vita è quella solidale, accogliente e ospitale. Quella – conclude – che aiuta gli ultimi, anche quelli dei paesi più lontani”.

 

 

Dal sito di Quotidiano online-quiCosenza(Notizia Ansa)

 TERREMOTO NEPAL, CORBELLI CHIEDE AD OLIVERIO

DI INVIARE AIUTI, NON SOLO ALIMENTARI

Mercoledì, 13 Maggio 2015

 

 Terremoto Nepal, Corbelli chiede ad Oliverio di inviare aiuti, non solo alimentari

 

 CATANZARO - Franco Corbelli, leader del movimento Diritti Civili, ha scritto una lettera aperta al Governatore della Calabria, Mario Oliverio.

Corbelli vuole chiedere una iniziativa di solidarietà a favore del Nepal, colpito ieri, da un nuovo terribile terremoto, dopo quello devastante del 25 aprile che ha provocato oltre ottomila vittime, tra cui anche alcuni italiani. Un'immane tragedia che non deve essere assolutamente dimenticata". "La Calabria - prosegue Corbelli - potrebbe far arrivare un nostro aiuto e la nostra solidarietà in Nepal, così come abbiamo fatto insieme, Diritti Civili e la Provincia di Cosenza, durante gli ultimi dieci anni. Ho contattato l'amico Gianni Romeo, direttore del Banco Alimentare della Calabria, che si è detto pronto a dare aiuti alimentari da mandare in Nepal. Occorre organizzare la spedizione di questi aiuti. Vorrei, così come ho fatto 12 anni fa, allestire un aereo cargo carico di aiuti, non solo alimentari. La Calabria che io sogno e per la quale mi batto da una vita è quella solidale, accogliente e ospitale. Quella che aiuta gli ultimi, anche quelli dei Paesi più lontani''.

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili al Presidente Oliverio: “La Regione Calabria si mobiliti per aiutare

il Nepal, colpito da terribile catastrofe. Come abbiamo fatto insieme in 

passato per altre calamità internazionali". AIUTIAMO QUESTI BAMBINI POVERI

Nepal, emergenza bambini: la campagna fondi di Unicef e World Food Programme

Catanzaro

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, chiede al presidente della Regione, Mario Oliverio, di promuovere una iniziativa di solidarietà per aiutare la popolazione del Nepal colpita da un devastante terremoto che ha provocato migliaia di vittime, tra cui anche alcuni italiani. Corbelli, a questo proposito, ricorda ad Oliverio “le tante iniziative di solidarietà e le numerose campagne umanitarie, nazionali e internazionali, promosse insieme quand’era presidente della Provincia di Cosenza”. “Chiedo al Presidente Oliverio di mobilitare e impegnare la Regione per aiutare la popolazione del Nepal, colpita dal terribile terremoto. Gli chiedo di organizzare subito l’invio di aiuti. Auspico che si possano ripetere le significative iniziative di solidarietà che insieme, Diritti Civili e Oliverio,  abbiamo promosso quando lui era presidente della Provincia di Cosenza e io consigliere provinciale di minoranza, afferma Corbelli. Ricordo che la Provincia di Cosenza , su iniziativa del Gruppo Diritti Civili, è stata in assoluto il primo Ente in Italia a promuovere una iniziativa di solidarietà in occasione del maremoto che devastò il Sud Est Asiatico il 26 dicembre 2004. Analoga iniziativa di solidarietà internazionale la Provincia di Cosenza e Diritti Civili promossero l’anno dopo, 2005, in occasione di un’altra terribile calamità naturale: il terremoto in Pakistan. E tante altre sono state le campagne umanitarie promosse da me Oliverio in questi anni. Per questo oggi che è Presidente della Regione gli chiedo di mobilitarsi, di promuovere subito una iniziativa  di solidarietà per aiutare la popolazione del Nepal, colpita da una così grande catastrofe. La Calabria sarà anche una regione molto povera e assai lontana dal Nepal ma è una terra generosa e solidale. Il nostro aiuto non deve mancare. La Calabria deve intervenire. Al presidente Oliverio chiedo solo questo. Considerando che nel Nepal hanno perso la vita anche alcuni italiani, e molti altri nostri connazionali risultano al momento irreperibili.  Senza dimenticare che tra chi opera in Nepal, come cooperante dell’Onu, per aiutare quella popolazione, c’è un bravo giovane professionista calabrese Marco Cavalcante, un amico che stimo molto, rimasto fortunatamente illeso insieme alla sua famiglia e impegnato in quel Paese asiatico per aiutare la popolazione locale. Un motivo di orgoglio, il giovane cooperante cosentino, per la Calabria e una validissima ragione in più perché la nostra regione si mobiliti subito per il Nepal. E’ questa la Calabria solidale per la quale lotto da una vita. Vorrei che, la mia regione, ad esempio, un milione di euro(!) anziché liquidarlo (per un incarico di revisione -consulenza semestrale, in ambito sanitario!) ad una società lombarda, lo destinasse ai poveri calabresi e a chi, come il Nepal, è stato colpito da una così terribile catastrofe”!

 

28 aprile 2015

 

 

L'appello di Diritti Civili e l'immediata risposta del Sindaco Occhiuto, che ringraziamo. 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Appello Diritti Civili per bambino rumeno(da 10 anni a Cosenza),

 

cieco dalla nascita, , con gravissimi problemi motori e spasticità,

che non può andare a scuola e a fare terapia, perché non c’è più

il servizio trasporto del comune.

 

  

Cosenza

Il leader del Movimento Diritti Civili denuncia il “caso di un bambino di origine rumena, da 10 anni a Cosenza, cieco dalla nascita, che non può più andare a scuola e, nella struttura preposta, a fare terapia perché, non ha più il servizio trasporto che è stato in qualche modo assicurato dal comune di Cosenza sino allo scorso anno. Questo sfortunato ragazzino esce di casa per andare a scuola e a fare la terapia solo quando la madre ha la possibilità di poterlo accompagnare. Di fatto, in questo modo, gli viene negato il diritto allo studio e all’assistenza”. Corbelli(dopo aver ricevuto una accorata richiesta di aiuto per questa vicenda umana) chiede al sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, di intervenire e di risolvere il caso di questo sfortunato ragazzino, non vedente dalla nascita, con gravissimi problemi motori e spasticità. “Questo ragazzo non è autonomo, dipende totalmente dalla persona adulta anche per soddisfare i suoi bisogni primari. La mamma lo ha portato in italia dalla Romania, per sottrarlo a morte certa, circa 10 anni fa,qui nella nostra città questa donna ha fatto i salti mortali per dare al figlio quanto necessario e fino allo scorso anno con la frequenza della scuola primaria, tutto sembrava procedere, i servizi di accompagnamento a scuola, per la terapia, in qualche modo venivano soddisfatti. Con l'inizio del nuovo anno scolastico tutto è precipitato, questo è quanto scritto nell’e-mail che ho ricevuto, afferma Corbelli. La mamma di questo ragazzino, nel mese di settembre, ha fatto domanda al comune di Cosenza per avere il servizio trasporto a scuola con accompagnatore. Ma a tutt’oggi non c’è stata una risposta. Ancora niente, le promesse tante. Questo ragazzo adesso va a scuola solo quando c’é la disponibilità della macchina della mamma e qualcuno che si presti ad assisterlo. Per la terapia lo stesso problema, diventa tutto difficile e inaccettabile. Ora signor Corbelli, è scritto ancora nella missiva, possiamo fare in modo che qualcuno si accorga e operi in modo tale che a questo sfortunato ragazzino non vengano, in nome di una maledetta crisi finanziaria, negati i diritti più elementari”! “ Auspico e mi aspetto un intervento del sindaco Occhiuto”, conclude Corbelli.

 

23 gennaio 2015

 

La immediata ed esemplare risposta del Sindaco.

Dal sito del GIORNALE di CALABRIA

 

SOLIDARIETÀ, SINDACO DI COSENZA

 

“RISOLVEREMO IL PROBLEMA DEL

BIMBO CIECO”

 

 

 

 

 

COSENZA. Il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, dopo l’appello del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, “si è immediatamente interessato – è detto in un comunicato dell’ufficio del portavoce del primo cittadino – affinché la vicenda del ragazzo romeno non vedente, che ha difficoltà a raggiungere regolarmente la scuola ed a fare terapia, possa trovare una rapida risoluzione da parte degli uffici comunali competenti”. “Ringrazio al riguardo Franco Corbelli – ha dichiarato il primo cittadino – per l’appello che mi ha rivolto. Nonostante le difficoltà oggettive che gli enti pubblici attraversano sul piano finanziario, è nostro impegno principale supportare le persone più bisognose e garantire in particolare ai giovani diversamente abili il diritto allo studio con un’adeguata assistenza alle famiglie. Sarà adesso mia premura seguire personalmente il caso del nostro concittadino romeno”.

 

Il nostro ringraziamento

 

Solidarietà:Corbelli,grazie impegno Occhiuto per bimbo cieco
        
            (ANSA) - COSENZA, 24 GEN - Franco Corbelli, del Movimento
Diritti civili, in una nota "ringrazia il sindaco di Cosenza,
Mario Occhiuto, per l'immediata risposta al suo appello per il
caso del bambino di origine romena, da 10 anni a Cosenza, cieco
dalla nascita, che non può più andare a scuola e, nella
struttura preposta, a fare terapia perché, non ha più il
servizio trasporto che è stato assicurato dal comune di Cosenza
sino allo scorso anno".
   "Corbelli, che ha subito informato la mamma del bambino,
tramite una insegnante di sostegno del piccolo disabile -
riporta ancora la nota - sottolinea l'attenzione e la
sensibilità del sindaco Occhiuto e della sua amministrazione
alle problematiche sociali. Grazie al suo pronto intervento
quello sfortunato bambino e la sua mamma potranno affrontare la
vita difficile e sofferta di tutti i giorni con più serenità".
   "Lo ringrazio per questo. Non è la prima volta - dice
Corbelli - che il sindaco Occhiuto interviene dopo un appello di
Diritti civili. L'ha fatto, con un suo assessore, già in altre
occasioni. Per questo va apprezzato e incoraggiato a continuare
la sua attività amministrativa. Con lo stesso impegno e la
stessa sensibilità per le tematiche sociali. Sono certo che
adesso anche come presidente della Provincia di Cosenza saprà
affrontare l'emergenza sociale con lo stesso impegno e la stessa
sensibilità". (ANSA).

 

 

 

 

Solidarietà per il "Paradiso dei poveri": Corbelli consegna

viveri all'associazione di Padre Fedele

 

AGI. Calabria, Martedì 16 Dicembre 2014

 

Il Movimento Diritti Civili, guidato da Franco Corbelli, questa mattina ha consegnato centinaia di chili di viveri al Paradiso dei Poveri, associazione fondata da Padre Fedele Bisceglia, che li ha immediatamente distribuiti a decine di bisognosi della citta', in piazza Kennedy. "Non e' il primo atto di generosita' che fa Franco Corbelli - ha detto Padre Fedele - e io lo propongo ufficialmente come uomo dell'anno e addirittura al premio Nobel per quello che fa da trent'anni. L'amicizia tra me e Padre Fedele - ha detto Corbelli - parte da lontano: esattamente 30 anni fa, quando ero un giovane giornalista, ho dedicato un numero speciale del mio giornale, "Contro", a quello che Padre Fedele faceva per i poveri dell'Africa, e oggi ci ritroviamo a lavorare insieme per i poveri. Chi puo', doni ai poveri - conclude Corbelli - perche' ce n'e' davvero tanto bisogno". (AGI)

 

 

 NOTIZIA AGI E ARTICOLO GIORNALE DI CALABRIA , 15 dicembre 2014

NATALE: “DIRITTI CIVILI” CONSEGNA

 

PACCHI DONO ALL’ASSOCIAZIONE

 

“PARADISO DEI POVERI

 

 

 

 

 

    

COSENZA. Il Movimento Diritti Civili consegnerà all’associazione “Il Paradiso dei Poveri Onlus” di Cosenza, fondata da Padre Fedele Bisceglia e dal suo collaboratore Giovanni Valentino, i pacchi dono per Natale da distribuire a tanti indigenti e clochard che vivono in città. L’appuntamento è per mezzogiorno a Corso Mazzini, in Piazza Kennedy, sotto l’albero allestito per le Festività. Padre Fedele e Valentino distribuiranno i pacchi dono ai poveri. “È questo – si legge in una nota – il nuovo gesto di solidarietà del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ha risposto ancora una volta all’appello di Padre Fedele e vuole in questo modo testimoniare la vicinanza e l’aiuto di Diritti Civili alle persone più povere, deboli ed emarginate. È il terzo gesto di solidarietà di Diritti Civili a favore dei poveri di Padre Fedele negli ultimi tre mesi. Il 23 novembre c’era stata l’offerta di vestiti pesanti per poveri italiani e stranieri, per tanti clochard che dormono in strada e rischiano di morire per il freddo”: vestiti, cappotti, giacche, giubbini, anche per bambini(alcuni nuovi, altri appena usati, per un valore di alcune migliaia di euro), erano stati consegnati da Corbelli a Padre Fedele. Il 1* settembre – continua la nota – Diritti Civili aveva consegnato un furgone con un carico di prodotti alimentari(alcuni quintali di latte, pasta e altri generi alimentari). Le buste con i prodotti alimentari Padre Fedele e Valentino li avevano consegnate ai poveri davanti alla loro struttura il “Paradiso dei poveri. Il leader di Diritti Civili era intervenuto, la prima volta, dopo un appello di Giovanni Valentino, che lo aveva telefonato, chiedendogli di aiutare “Il Paradiso dei Poveri” che era rimasto senza latte(che l’Associazione di Padre Fedele distribuisce ogni giorno insieme ad altri generi alimentari, ad una sessantina di famiglie indigenti). Domenica 23 novembre, giorno delle elezioni regionali, rispondendo ad un nuovo appello di Valentino, Corbelli si era recato al “Paradiso dei poveri” e aveva consegnato a Padre Fedele un carico di vestiti pesanti da dare ai tanti clochard che dormono in strada e che rischiavano di morire per il freddo”. “Sono contento – dice Corbelli – ogni volta che posso aiutare una persona povera e bisognosa. Ringrazio Padre Fedele e Valentino che chiedendo il mio intervento mi danno la possibilità di aiutare tante persone povere, conclude Corbelli. È questa la Calabria che sogno e per la quale lotto da una vita, quella della Giustizia sociale, dell’aiuto ai poveri e agli immigrati, della solidarietà. È questo il Natale più bello, aiutare chi ha bisogno e chi soffre”.

GAZZETTA DEL SUD, 17 dicembre 2014

 

 

 IL QUOTIDIANO, 17 dicembre 2014

 

 

In questa pagina tutte le nostre innumerevoli iniziative degli anni passati(molte delle quali vengono documentate anche in altre pagine del sito)

e la nostra nuova proposta per l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace alla Calabria e alla Sicilia

 

PREMIO NOBEL PER LA PACE ALLA CALABRIA E ALLA SICILIA PER L'ACCOGLIENZA E

LA SOLIDARIETA':LA PROPOSTA DI CORBELLI

 

PREMIO NOBEL PER LA PACE ALLA CALABRIA PER L'ACCOGLIENZA E LA SOLIDARIETA': LA PROPOSTA DI CORBELLI -
ANSA e TELEMIA - 16 luglio 2014. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, propone di chiedere il riconoscimento del Premio Nobel per la Pace alla Calabria e alla Sicilia per l'accoglienza e la solidarietà in favore dei migranti.
"Oltre duemila immigrati - afferma - solo negli ultimi 10 giorni. 1023 questa notte a Reggio. 116, sempre oggi, a Crotone.
834 il 4 luglio scorso. Altri 40 il 3 luglio. La Calabria continua, da moltissimi anni, ad accogliere, con grande umanità e generosità, i poveri immigrati che sbarcano sulle coste italiane. La regione mostra il suo vero volto che non è quello delle processioni con l'inchino della statua davanti alla casa del boss, ma è quello della accoglienza, della solidarietà. E' questa Calabria solidale che accoglie come fratelli gli immigrati e si appresta adesso a realizzare una importante opera umanitaria: un cimitero dei migranti, per dare una degna sepoltura, conservare un ricordo e dare un riferimento, un luogo preciso per quei poveri e sfortunati immigrati, senza un volto e senza un nome, che perdono tragicamente la vita, mentre cercano di sbarcare sulle coste italiane, fuggendo dalla miseria, dalle guerre, dalle malattie e dalle persecuzioni, e vengono seppelliti, e il loro ricordo in questo modo cancellato per sempre, in tanti sperduti cimiteri siciliani e calabresi".
"Questa Calabria, terra di pace, di solidarietà, di accoglienza e di integrazione, oggi merita - conclude - che gli venga riconosciuto e assegnato il Premio Nobel per la Pace".

 

IL GARANTISTA, 17 luglio 2014 

 

IL GIORNALE, 18 luglio 2014

 

 

IL QUOTIDIANO, 19 luglio 2014

 

 

corbelli

Emergenza immigrazione: Sicilia e Calabria in lizza per il Nobel per la Pace – IL TESTO della richiesta

di Marta Genova

Franco Corbelli,  da 20 anni presidente del Movimento Diritti Civili (Italia), ha scritto una lettera al Comitato Organizzatore del Premio Nobel  che ha sede ad Oslo,  chiedendo che la Calabria e la Sicilia ricevano il Premio per la straordinaria opera umanitaria svolta e che continuano a svolgere, nell’affrontare quella che è ormai diventata un’ emergenza: quella dell’immigrazione.

A scanso di equivoci, la richiesta è fatta per il Popolo e non per il “ Governo”. Non si sa mai che qualcuno decidesse di attribuirsi premi immeritatamente o decidesse di cavalcare l’onda di un premio Nobel.

Le amministrazione locali delle città maggiormente coinvolte nel fenomeno, nelle due regioni, fanno il possibile per rendere l’accoglienza efficace, nonostante le enormi difficoltà logistiche ed economiche ma tutto questo non potrebbe succedere senza il forte senso di accoglienza e ospitalità che da sempre  contraddistingue Siciliani e Calabresi. 

Corbelli da oltre 35 anni è impegnato, in Italia e nel mondo, in difesa degli ultimi. i più poveri, deboli,  emarginati, degli ammalati, dei disabili, degli immigrati.  Tra le tante battaglie civile e iniziative di solidarietà vi è la più recente per la realizzazione in Calabria del cimitero dei migranti. Un luogo per poter  dare degna sepoltura, a quegli uomini e donne che rimangono vittime degli sbarchi clandestini, uomini e donne senza un volto e senza un nome.

Grazie alla sua lettera, di cui vi riportiamo il testo di seguito, La Commissione adesso valuterà la richiesta ed il 15 ottobre si avrà l’esito. 

IL TESTO 

Chiedo all’ illustrissimo Comitato Organizzatore del Premio Nobel di voler assegnare il prestigioso riconoscimento del Nobel per la Pace a due regioni italiane, la Calabria e la Sicilia, per la loro straordinaria opera umanitaria che da tantissimi anni portano avanti per affrontare la continua e drammatica emergenza dell’immigrazione. Queste due regioni italiane si trovano, purtroppo da sole, a dover fronteggiare un continuo ininterrotto flusso di sbarchi di migranti, dai paesi dell’Africa, del Medio Oriente e di altre Nazioni povere e in guerra. Sbarchi che purtroppo tante volte finiscono in tragedia con la morte in mare di centinaia di migranti. Solo nei primi 10 giorni di questo mese di luglio sono arrivati in Calabria e in Sicilia oltre 4000 immigrati. Nonostante la portata e la drammaticità della situazione la Calabria e la Sicilia continuano, da moltissimi anni, da sole(senza purtroppo il sostegno come dovrebbe invece essere doveroso dell’Unione Europea e degli altri Paesi della stessa Europa, molti dei quali, di questi Paesi, sono la destinazione finale di questi migranti che sbarcano in Italia), con grandi sacrifici,  a far fronte a questa continua emergenza e ad accogliere, con grande umanità e generosità, i poveri immigrati che sbarcano sulle coste italiane. Le due regioni mostrano in questo modo il loro vero volto che è quello della accoglienza, della solidarietà. E’ questa Calabria solidale che accoglie come fratelli gli immigrati che si appresta adesso a realizzare anche una importante opera umanitaria (la prima e unica del genere in Italia e nel resto del mondo): un cimitero dei migranti, per dare una degna sepoltura, conservare un ricordo e dare un riferimento, un luogo preciso per quei poveri e sfortunati immigrati, senza un volto e senza un nome, che perdono tragicamente la vita, mentre cercano di sbarcare sulle coste italiane, fuggendo dalla miseria, dalle guerre, dalle malattie e dalle persecuzioni, e vengono seppelliti, e il loro ricordo in questo modo cancellato per sempre, in tanti sperduti cimiteri siciliani e calabresi. Una iniziativa questa, del cimitero per gli immigrati, promossa dal Movimento Diritti Civili(ho personalmente regalato un mio terreno alla Regione Calabria dove realizzare questo cimitero per i migranti) e sostenuta dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Cosenza. Questa Calabria, terra di pace, di solidarietà, di accoglienza e di integrazione, oggi ritengo merita che gli venga riconosciuto e assegnato Il Premio Nobel per la Pace. Un riconoscimento che premi insieme alla Calabria, anche naturalmente Lampedusa e la Sicilia. Il Movimento Diritti Civili chiede il Premio Nobel per la Pace alla Calabria e alla Sicilia per questo straordinario e ininterrotto impegno umanitario. La Calabria e la Sicilia meritano questo prestigioso riconoscimento. Le due Regioni dell’accoglienza, dell’ospitalità, dell’integrazione, la Sicilia di Lampedusa e la Calabria di Riace, Badolato, di Acquaformosa(solo per citare i tre casi più noti di integrazione, legati all’immigrazione) devono vedersi riconosciuta la loro grande umanità, solidarietà, generosità. La Calabria e la Sicilia che accolgono i migranti del mondo e li ospitano come fratelli, in segno di pace, di solidarietà e di amicizia, meritano oggi il prestigioso Premio Nobel per la Pace! La Calabria, mi si consenta, questa ultima considerazione, lo merita anche per quanto fatto, all’inizio di luglio, di quest’anno, nel porto di Gioia Tauro, luogo scelto per l’importante, delicato e rischioso trasbordo delle armi chimiche siriane. Una operazione internazionale di disarmo questa che è valso all’Italia il plauso unanime del mondo intero, tra gli altri anche da parte dell’Opac. La stessa organizzazione umanitaria internazionale per la proibizione delle armi chimiche(l’Opac) a cui lo scorso anno è stato assegnato Il Premio Nobel per la Pace. Sperando che questa richiesta del Movimento Diritti Civili venga accolta dall’illustrissimo Comitato Organizzatore del Premio Nobel, saluto con ossequio.

Franco Corbelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DAL GIORNALE ON LINE SICILIANO, SUDPRESS, 22 luglio 2014

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

Solidarietà. Le battaglie di Diritti Civili per aiutare gli “ultimi”!

Nessuno vuole più ospitare Tanase, il clochard romeno invalido,

senza una gamba e gravemente malato(l’unico ad essere scampato

al rogo, avvenuto il 2 marzo dello scorso anno, in un rudere di via

24 Maggio, a Cosenza, in cui morirono tre immigrati) che viveva

sotto un albero, che Diritti Civili sta aiutando da quasi un anno e a

cui prima dell’ultimo Natale, ha anche regalato una protesi (per la

gamba, persa per una malattia).   

 

Cosenza

Dramma senza fine per il clochard romeno invalido, senza una gamba, Gheorghita Tanase, e battaglia ininterrotta, da quasi un anno, del leader del Movimento Diritti Civili per continuare ad aiutarlo e salvarlo. Franco Corbelli dopo averlo, lo scorso anno, aiutato economicamente aveva anche esaudito il desiderio di Tanase: avere al posto della gamba, persa a causa di una malattia, una protesi. Pochi giorni prima dell’ultimo Natale Corbelli (grazie ad una ditta di Castrolibero) ha regalato la protesi a questo povero e sfortunato immigrato. Oggi Tanase rischia di morire in mezzo ad una strada. Nessuna struttura vuole infatti più ospitare il clochard Gheorghita (l’unico ad essere scampato al rogo, avvenuto il 2 marzo dello scorso anno, in un rudere di via 24 Maggio, in cui morirono tre immigrati africani), gravemente malato, senza una gamba, cammina appoggiandosi sulle stampelle, che viveva in’aiuola, sotto un albero, a Viale Mancini, che chiedeva l’elemosina  durante il giorno nel centro della città, e sino al maggio scorso ospitato all’Oasi Francescana, e per circa un mese ricoverato all’ospedale di Rogliano, da dove è stato purtroppo dimesso, mercoledì scorso. Corbelli, informato da una assistente sociale di Rogliano che Tanase era ricoverato da una ventina di giorni in questo ospedale, che non potevano più tenerlo e che, soprattutto nessuna struttura sanitaria e di accoglienza, di quelle contattate dall’ospedale, era in grado, né disposta  ad ospitarlo, martedì scorso è corso al nosocomio del Savuto per cercare una soluzione e per evitare che il povero clochard, senza una gamba e affetto da gravi patologie, si ritrovasse di nuovo in mezzo ad una strada, costretto a dormire sotto un ponte o sotto un albero come aveva fatto per mesi lo scorso anno, a Viale Mancini, a Cosenza, con il rischio adesso di morire, a causa delle gravi patologie di cui soffre. Corbelli ha consegnato, una settimana fa, un nuovo contributo economico a Tanase e si è subito attivato per organizzare (e pagare) il ritorno di questo clochard in Romania. Tanase ha preferito però restare per un po’ di tempo ancora in Italia, per seguire la terapia che gli è stata prescritta dai medici dell’ospedale e per continuare così a curarsi. Mercoledì scorso Tanase doveva presentarsi in Questura per un adempimento burocratico. I carabinieri di Rogliano erano stati informati ma non hanno accompagnato Tanase in Questura. Per questo alcuni medici dell’ospedale e Corbelli hanno pagato un taxi per fare accompagnare Tanase a Cosenza. In Questura purtroppo è stato rimandato al giorno dopo(lo scorso giovedì) Per evitare ulteriori disagi e sofferenze al povero invalido rumeno(che aspettava, per il secondo giorno consecutivo, sotto la pioggia, in mezzo alla strada) Corbelli ha chiamato la Questura, chiedendo e ottenendo l’intervento del Questore,  che ha fatto subito trattare, dall’ufficio preposto, il caso di questo clochard. Corbelli ha anche contattato il direttore dell’Oasi Francescana (che ha spiegato che non c’era purtroppo più un posto disponibile nella struttura, che, ha ricordato, Tanase aveva lasciato, di sua volontà, lo scorso maggio) e l’assessore del comune di Cosenza, Manfredo Piazza, per trovare a Tanase una sistemazione in qualche struttura. L’assessore Piazza si è attivato, dicendosi pronto a far pagare dal Comune una stanza d’albergo per due-tre giorni. Il leader di Diritti Civili è riuscito a trovare invece una sistemazione alternativa un po’ più prolungata, facendo ospitare per una decina di giorni Tanase da due suoi amici connazionali, con i quali Corbelli è in contatto. In attesa di trovare una struttura che lo possa ospitare sino a quando il clochard non finirà le sue cure e potrà così ritornare in Romania. Corbelli aspetta a questo proposito una risposta dal comune di Cosenza. “Questo è quanto ho fatto in questi ultimi sette giorni per continuare ad aiutare il povero Tanase, afferma Corbelli. La mia candidatura alle primarie, come si vede, è assolutamente irrilevante rispetto al mio impegno civile e umanitario che va avanti ininterrottamente da oltre 20 anni ed è la cosa per me più bella, importante e irrinunciabile. Rivolgo oggi un appello a qualche struttura disposta ad accogliere questo povero e sfortunato immigrato. Questo uomo va aiutato e non lasciato soffrire e morire in mezzo ad una strada. Mi auguro che qualcuno raccolga il mio appello e dia la disponibilità ad accoglierlo. Un paese civile ha il dovere di farlo. Una città ospitale, come Cosenza, deve aiutare questo clochard. Mi auguro che questo accada, che arrivi la risposta che aspetto. Spero di non essere lasciato da solo a continuare a combattere questa altra importante e doverosa battaglia civile e umanitaria”.

26 agosto 2014

 

IL GARANTISTA, 27 agosto 2014

 

IL QUOTIDIANO, 27 agosto 2014

 

segue precedente intervento per "caso umano Tanase" 

 

ANSA

Cosenza, dicembre 2013

Donata protesi clochard romeno

 

L'uomo, un immigrato romeno, a cui la malattia ha portato via una gamba, potrà avere una protesi. L'iniziativa umanitaria è del Movimento Diritti Civili. Oggi l'uomo vive nell'Oasi Francescana

Il clochard romeno, Gheorghita Tanase, malato, senza una gamba, oggi ospite dell'Oasi francescana, avrà una protesi che sostituirà la gamba che ha perso a causa di una malattia. L'iniziativa è del leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che dopo averlo aiutato nei giorni scorsi, ora  ha avviato i contatti con il titolare di una ditta  che realizza queste protesi che dopo aver effettuato le misurazioni necessarie realizzerà praticamente la protesi. Il leader del movimento diritti Civili si era detto  molto colpito da questoi caso e da un altro (un clochardche dorme su una panchina davanti l'ospedale di Cosenza)"dalle disumane  condizioni  nelle quali erano costretti a sopravvivere questi due poveri e sfortunati immigrati" ed aveva subito promosso una iniziativa umanitaria per aiutarli

 

 

 

Filippine: Corbelli, appello aiuto a cittadini e istituzioni

 

 

(ANSA) - CATANZARO, 14 NOV -"Faccio appello alle istituzioni, alle associazioni e ai cittadini calabresi perché diano un aiuto alla popolazione delle Filippine colpita dal devastante supertifone che ha provocato migliaia di morti, centinaia di migliaia di sfollati e tanti, purtroppo, bambini rimasti orfani". E' quanto afferma, in una nota, Franco Corbelli, del movimento Diritti civili.
   Corbelli, in una nota, chiede che venga dato "un contributo ad una delle  tante iniziative umanitarie promosse anche in Italia, tra gli altri dalla Caritas, dall'Unicef. Adesso che i riflettori mediatici iniziano a spegnersi, non bisogna dimenticare la tragedia che ha colpito le Filippine e gli aiuti di cui ha assoluto e urgente bisogno quella popolazione. La Calabria non può restare indifferente rispetto  alla catastrofe che ha colpito le Filippine. Nella nostra regione vive una folta comunità, sono oltre 3.500, che svolge onestamente il proprio lavoro, si è perfettamente integrata con la popolazione calabrese. Anche per loro è giusto aiutare oggi i loro connazionali così duramente colpiti da questa calamità''.
   ''Per questo - conclude - chiedo che le istituzioni, i Comuni, le Povince, le Regioni, gli altri enti, le associazioni e i cittadini, ognuno nell'ambito delle proprie competenze e possibilità, diano un contributo per questa importante causa umanitaria''. (ANSA).

 CORBELLI HA DATO IL SUO CONTRIBUTO CON UN BONIFICO ALLA CARITAS

 

 IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA, 15 novembre 2013

 

 

 

GIA' 16 ANNI FA LA CALABRIA MERITAVA IL NOBEL

PER L'ACCOGLIENZA AGLI IMMIGRATI!

RICORDIAMO QUESTA BELLA, SIGNIFICATIVA INIZIATIVA DI DIRITTI CIVILI NEL 2000

 

2000. IMMIGRAZIONE. INIZIATIVA DI DIRITTI CIVILI

PREMIO NOBEL PER LA PACE E LA SOLIDARIETA' ALLA CALABRIA

ESTATE 2000. ACCOGLIENZA E SOLIDARIETA'. DIRITTI CIVILI PROMUOVE

INIZIATIVA PER ASSEGNAZIONE PREMIO NOBEL PER LA PACE ALLA CALABRIA

PER L'ACCOGLIENZAOSPITALITA' DEGLI IMMIGRATI. NUMEROSE FURONO LE

ADESIONI ILLUSTRI, DA MARIO SEGNI A GIACOMO MANCINI, DA VITTORIO

SGARBI AL PRESIDENTE DELLAREGIONE, LUIGI MEDURI. LA CAMPAGNA VENNE

SOSTENUTA DALLA PROVINCIA DI COSENZA E DAL SUO PRESIDENTE ANTONIO

ACRI CHE ORGANIZZARONO INSIEME A CORBELLI E AL PRESIDENTE DEL COSENZA

CALCIO, PAOLO PAGLIUSO, LA GIORNATA DELL'ACCOGLIENZA OSPITANDO SUGLI 

SPALTI DELLO STADIO SAN VITO 100 CURDI DI BADOLATO, APPOSITAMENTE

FATTI ARRIVARE A COSENZA DOMENICA 17 SETTEMBRE 2000 IN OCCASIONE DEL

DERBY DI SERIE B TRA IL COSENZA E IL CROTONE

La Provincia Cosentina, 31 luglio 2000

Il Giornale di Calabria, 1 agosto 2000

  

 Il Quotidiano della Calabria, agosto 2000

 

  

   IL DOMANI DELLA CALABRIA, 4 agosto 2000

 

    

  LA GAZZETTA DEL SUD, 4 agosto 2000

 

     

      IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA, settembre 2000

 

      

    IL DOMANI DELLA CALABRIA, domenica 17 settembre 2000   

    continua con l'inserimento di altra documentazione su questa iniziativa

 

 

 

LA CAMPAGNA DI "DIRITTI CIVILI" PER I BAMBINI DELL'ETIOPIA(2003)

  "Diritti Civili", il nostro aereo(carico di aiuti alimentari) e la nostra campagna per aiutare i bambini etiopi

poveri e ammalati che rischiano di morire per la fame e le malattie.

(Tutti i particolari di questa straordinaria iniziativa di solidarietà nella pagina DIRITTI CIVILI GLOBAL 

e il servizio della RAI nella SEZIONE VIDEO)

 

  

UNA PREMESSA DOVEROSA. SOLIDARIETA' VERA. L'ESEMPIO DI DIRITTI CIVILI

Abbiamo rifiutato 50mila euro di finanziamento della Regione Calabria per un "Progetto Solidarietà"

che avremmo dovuto utilizzare solo per la struttura (spese di segreteria, consulenze, collaborazioni..)

Abbiamo chiesto che questa somma venga destinata interamente per i bambini poveri e ammalati.

(Diritti Civili continuera' gratuitamente, come ha sempre fatto, per 20 anni, il suo grande impegno civile ,

libertario e umanitario). Tutto viene documentato nella pagina Diritti Civili Global

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA E SOLIDARIETA' CONCRETA IN FAVORE DEL PICCOLO ALI, IL BAMBINO

IRACHENO RIMASTO, PER COLPA DELLA GUERRA, SENZA GENITORI, SENZA FRATELLI E PARENTI E

CON LE BRACCIA AMPUTATE. GRAZIE AL NOSTRO INTERVENTO E ALLA NOSTRA CAMPAGNA

ABBIAMO FATTO CONCEDERE DAL PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA,ON.LE GIUSEPPE

CHIARAVALLOTI(CHE RINGRAZIAMO INSIEME AL SUO CAPO DI GABINETTO, FRANCO MORELLI) UN

CONSISTENTE CONTRIBUTO IN DENARO , PROPRIO PER IL PICCOLO ALI E PER ALTRI BAMBINI

IRACHENI AMMALATI.(Nelle pagine Diritti Civili Global e Diritti Umani)

 

LA NOSTRA BATTAGLIA IN FAVORE DI AMINA(nella pagina Diritti Umani)

 

DOPO SAFIYA ABBIAMO LOTTATO E VINTO ANCHE LA BATTAGLIA PER AMINA, L'ALTRA DONNA NIGERIANA

CHE ERA STATA CONDANNATA A MORTE PER ADULTERIO (nella pagina Diritti Umani)

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA PER FAR SCARCERARE STEFANO SURACE,L'ANZIANO GIORNALISTA,RIMASTO

IN PRIGIONE PER 8 MESI PER UN REATO DI DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA RISALENTE A 35 ANNI FA !

(nella pagina DIRITTI CIVILI GLOBAL)

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA(VINTA!) PER SALVARE IL GIOVANE ESULE CUBANO, ORIEL DE ARMAS PERAZA

,CONDANNATO(PER LE SUE IDEE POLITICHE!) ,NEL SUO PAESE(CUBA),AL …CARCERE E ALLA TORTURA !

IL PATRIORA CUBANO, DOPO LA NOSTRA BATTAGLIA INIZIATA IL 4 SETTEMBRE 2002 E SOSTENUTA DA POCHI

MEZZI D'INFORMAZIONE(IN PRIMA FILA IL QUOTIDIANO LIBERO , LE AGENZIE DI STAMPA E IL TG1) RESTERA' IN

ITALIA. RINGRAZIAMO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI AVER RISPOSTO AL NOSTRO APPELLO E DI ESSERE

INTERVENUTO. LA BATTAGLIA E' STATA DEFINITIVAMENTE VINTA IL 12 AGOSTO 2003 CON LA CONCESSIONE DELL'ASI-

LO POLITICO IN ITALIA AL GIOVANE ESULE CUBANO E ALLA SUA FAMIGLIA.(nella pagina Diritti Civili Global)

 

  

 

LE BATTAGLIE CIVILI E DI SOLIDARIETA' DI CORBELLI SONO INIZIATE OLTRE 30 ANNI FA, MOLTO PRIMA

DELLA NASCITA DEL MOVIMENTO “DIRITTI CIVILI”

 

LE (PRIME) CAMPAGNE PER LA VITA IN FAVORE DELLE POPOLAZIONI AFRICANE CHE MUOIONO

PER LA FAME ! CITIAMO QUELLE PIU' IMPORTANTI(CHE VENGONO ANCHE RICORDATE E DOCUMENTATE

, INSIEME A TUTTE LE ALTRE, NELLA PAGINA DIRITTI CIVILI GLOBAL)

1980 - CAMPAGNA SOS SOMALIA !

1985 - NATALE FOR AFRICA !

2001 - CAMPAGNA IN FAVORE DEI

BAMBINI AFGHANI E AFRICANI(POVERI E

MALATI DI AIDS!)

2002/2003 - LA CAMPAGNA PER I BAMBINI ETIOPI E IRACHENI

2004. CAMPAGNA UMANITARIA PER AIUTARE BAMBINI ZIMBABWE

2004. CAMPAGNA UMANITARIA PER AIUTARE IL SUD EST ASIATICO COLPITO DAL DEVASTANTE MAREMOTO 

2005. INIZIATIVA UMANITARIA PER AIUTARE LA POPOLAZIONE DEL PAKISTAN COLPITA DA UN VIOLENTO TERREMOTO 

 e ancora le campagne per Il Niger, per la Liberia, per Chernobyl....

 

LA TRISTE E BELLA(PER IL LIETO FINE) STORIA DI GIOVANNI VALENTINO

IL CUSTODE DELLA MENSA DEI POVERI DI COSENZA(Nella pagina Diritti Civili Global)

 

 

LA BATTAGLIA PER SALVARE IL GIOVANE PROFUGO,JASIM, GRAVEMENTE MALATO !

 (nella pagina Diritti Civili Global)

 

 

 

LA STORIA DI MARKO E BRANKO, I DUE FRATELLINI NON VEDENTI(è nella pagina Diritti Civili Global)

.

 

A seguire un lungo elenco di altre importanti iniziative  

 

LA NOSTRA PROPOSTA AL GOVERNO DI AIUTARE I PICCOLI PROFUGHI ,DESTINANDO LORO UN FONDO

SPECIALE !

8 luglio 2002

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA E LA DENUNCIA ALLA CORTE EUROPEA DI STRASBURGO IN FAVORE DEI PROFUGHI

CURDI RESIDENTI A BADOLATO.

Era il 29 agosto 1998 !

 

 

 

LA BATTAGLIA PER SAFIYA! ABBIAMO RACCOLTO SUL NOSTRO SITO OLTRE 1000 ADESIONI!

SAFIYA E' STATA "GRAZIATA"!

La nostra campagna in favore di SAFIYA e' iniziata nel settembre del 2001 ed e' andata avanti per

alcuni mesi sino alla notizia della VITTORIA!(Questa battaglia la ricordiamo anche nella pagina Diritti Umani)

 

 

LA CAMPAGNA IN FAVORE DEI PROFUGHI DEL KOSOVO !

NELL'APRILE DEL 1999 ABBIAMO PROMOSSO NELLE SCUOLE ITALIANE,PARTENDO DALL'ISTITUTO

"PIZZINI" DI PAOLA,UNA STRAORDINARIA GARA DI SOLIDARIETA' DENOMINATA "1000 LIRE(DA PARTE

DI OGNI STUDENTE) PER I FRATELLI PROFUGHI DEL KOSOVO" CHE HA RACCOLTO ALCUNI MILIARDI IN

TUTTA ITALIA,NONOSTANTE IL VERGOGNOSO SILENZIO DEL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

DI ALLORA(BERLINGUER!) E DELLA SOLITA STAMPA DI REGIME(TUTTI SILENTI,TRANNE IL TG2

DIRETTO IN QUEL PERIODO DA CLEMENTE MIMUN)(di questa iniziativa parliamo anche nella pagina Diritti Civili Global)

 

 

 

LA BELLA BATTAGLIA CIVILE (VINTA!)PER FAR RIPORTARE NEL SUO PAESE(E DARLE COSI' DEGNA

SEPOLTURA) LA DONNA CURDA MORTA SOFFOCATA NELLA STIVA DI UNA DELLE TANTE CARRETTE

DEL MARE SBARCATA A CROTONE E STRACARICA DI PROFUGHI!

QUESTA DONNA PER MANCANZA DI SOLDI NON POTEVA ESSERE RIPORTATA NEL SUO PAESE COME

VOLEVANO I SUOI FAMILIARI!

GRAZIE ANCHE ALLA COLLABORAZIONE DELLA PREFETTURA DI CROTONE ABBIAMO VINTO ANCHE

QUESTA BATTAGLIA E LA POVERA E SFORTUNATA DONNA E' STATA COSI' RIPORTATA E SEPOLTA NEL

SUO PICCOLO PAESE DA DOVE ERA PARTITA IN CERCA DI  LIBERTA' E DI FORTUNA !

Era il 17 ottobre 2001 !

 

 

L'AIUTO DATO ALL'IMMIGRATO HALITI CHE PER LA POVERTA' ASSOLUTA NON POTEVA RAGGIUNGERE LA

SUA FAMIGLIA IN CALABRIA. ERA STATO OPERATO A CORTINA E NON POTEVA RITORNARE  IN CALABRIA,

PERCHE' NON AVEVA NEPPURE I SOLDI PER PAGARSI IL BIGLIETTO.

PER QUESTA INIZIATIVA RINGRAZIAMO IL SINDACO DI BISIGNANO,D'ALESSANDRO.

Era il 31 maggio 2002 !

 

 

 

LA BATTAGLIA PER LA PICCOLA MARIANNA,UNA BAMBINA SERBA CHE CHIEDEVA L'ELEMOSINA PER

COMPRARE LE MEDICINE ALLA MAMMA MOLTO MALATA!  ABBIAMO AIUTATO E FATTO CURARE LA

DONNA E TOLTO DALLA STRADA LA BAMBINA!

Era il luglio del 2001 !

 

 

 

UNA DELLE MIE PRIME E BELLE BATTAGLIE DI OLTRE 20 ANNI FA: LA STRAORDINARIA GARA DI

SOLIDARIETA' PROMOSSA PER RACCOGLIERE FONDI E FAR OPERARE DUE GEMELLINE NATE

QUASI DEL TUTTO CIECHE. L'OPERAZIONE VENNE EFFETTUATA. LE GEMELLINE(OGGI DUE

SIGNORINE) ANTONELLA E MARIA FRANCESCA DI ROTA GRECA , OGGI VEDONO E VIVONO FELICI

NEL LORO PAESINO. ALCUNI ANNI FA SONO ANDATO A TROVARLE.

Era(il giorno della guarigione) Il 25 ottobre 1980 !(Questa storia è raccontata e documentata nella pagina Diritti Civili Global)

 

  

 

ABBIAMO RACCOLTO L'APPELLO DI ARIANNA,UNA BAMBINA DI 3 ANNI,DI UN PAESINO DEL POLLINO,

CON IL PAPA' IN CARCERE! LEI VIVE CON LA SUA MAMMA CHE E' POVERISSIMA E CHIEDEVA

DI ESSERE AIUTATA. HO CONTATTATO IL SINDACO DI QUESTO PAESINO.L'AIUTO C'E' STATO !

Era il giugno 2002 !

 

 

ABBIAMO RACCOLTO L'APPELLO DI DUE BAMBINI,CAROLINA E VINCENZINO,CHE CHIEDEVANO

SOLO DI POTER ABBRACCIARE E STARE CON IL LORO PAPA',UN NOTO MEDICO AGLI ARRESTI

DOMICILIARI IN CASA DEI SUOI GENITORI(PER ALCUNE PRESUNTE RICETTE FALSE!),CHE NON

POTEVANO VEDERE PER IL DIVIETO IMPOSTO AL MEDICO DI USCIRE DALLA CASA DOVE

SCONTAVA LA DETENZIONE DOMICILIARE!

PER VINCERE QUESTA BATTAGLIA SIAMO STATI COSTRETTI AD "OCCUPARE" IL TRIBUNALE

DI CASTROVILLARI !

Era il 18 maggio 1999 !

 

 

 

LE GARE DI SOLIDARIETA' PER AIUTARE E SALVARE I PICCOLI STEFANO,DESIDERIA……..

(vengono ricordati nel nostro sito)

 

 

 

LE BATTAGLIE CIVILI(DURATE ANNI!) IN FAVORE DELLE PICCOLE C. B. DI MAZARA DEL VALLO

E CARMELA PARISI DI NAPOLI,CHE HANNO PORTATO ALL'APPROVAZIONE DI LEGGI DI GRANDE

CIVILTA' E UMANITA'

(sono raccontate nella altre pagine del nostro sito);

 

 

 

LE "TRISTE" STORIE E I NOSTRI INTERVENTI PER LA PICCOLA BIANCA,PER FRANCESCO…

(sono ricordate nelle altre pagine);

 

 

 

LA CAMPAGNA DI NATALE PER RACCOGLIERE FONDI PER I POVERISSIMI BAMBINI AFGHANI

E AFRICANI(MALATI DI AIDS)

Natale 2001 !

 

 

LA CAMPAGNA(IN TELEVISIONE) PER AIUTARE LA PICCOLA ANNA, LA BAMBINA PORTATA

DA PADRE FEDELE DAL CONGO IN ITALIA

Primi mesi del 2002 !

 

 

 

LA GARA DI SOLIDARIETA' PROMOSSA IN TELEVISIONE PER AIUTARE UNA RAGAZZA CALABRESE,

MARIA GRAZIA,CHE DOVEVA SOTTOPORSI PER ESSERE SALVATA AD UN DELICATO INTERVENTO

CHIRURGICO IN UN CENTRO ALTAMENTE SPECIALIZZATO.

Era il 20 aprile 1999 !

 

 

 

 

LA CAMPAGNA PROMOSSA PER AIUTARE GAETANA UNA DONNA DI 40 ANNI NON VEDENTE.

E' STATA OPERATA A CUBA. SPERIAMO E PREGHIAMO CHE POSSA RIVEDERE LA LUCE.

UN MIGLIORAMENTO C'E' GIA' STATO .

Ci siamo occupati di questo caso dagli inizi del 2001 !

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DELLA PICCOLA DISABILE,GIOVANNA, "RESPINTA"(OSTACOLATA)

DALLA SCUOLA ELEMENTARE! ABBIAMO "OCCUPATO" LA SCUOLA E FATTO RITORNARE TRA

I BANCHI LA BAMBINA!

Era il dicembre 1997 !

 

 

 

LA BATTAGLIA PER UN'ALTRA BAMBINA DISABILE,CLEMENTINA,DI BELVEDERE,ALLA QUALE

VENIVA NEGATO IL DIRITTODI ESSERE ACCOMPAGNATA A SCUOLA !

BATTAGLIA VINTA !

Era il dicembre 1998 !

 

 

 

UN'ALTRA BATTAGLIA PER EVELINA, RAGAZZA DOWN, ALLA QUALE VENIVA NEGATA L'ISCRIZIONE

A SCUOLA. HO "OCCUPATO"ANCHE QUESTA SCUOLA E VINTO PURE QUESTA BATTAGLIA!

Era il settembre 1999 !

 

 

ANCORA UNA BATTAGLIA PER UN'ALTRA BAMBINA DISABILE, ELVIRA, CON DIFFICOLTA' A

CAMMINARE E PARLARE. L'ABBIAMO AIUTATA.

Era il 15 ottobre 1999 !

 

 

ANCORA UNA BATTAGLIA PER UNA BAMBINA DISABILE, VANESSA, ALLA QUALE NON VENIVA

PIU' RICONOSCIUTO IL SERVIZIO DI ACCOMPAGNAMENTO E  ASSISTENZA A SCUOLA.

SIAMO RIUSCITI A VINCERE ANCHE QUESTA BATTAGLIA !

Era il 20 febbraio 2002 !

 

 

 

UN'ALTRA BATTAGLIA PER UN BAMBINO DI 5 ANNI DI CATANZARO SOTTRATTO AI NONNI E DATO

IN AFFIDAMENTO.

Era il 16 febbraio 2000 !

 

 

 

LA LUNGA BATTAGLIA PER LUANA, LA BAMBINA DI CESENATICO SOTTRATTA AI SUOI GENITORI E IN

PARTICOLARE ALLA MAMMA!

Questa battaglia e' stata iniziata nel mese di Settembre del 2000.

 

 

UNA NUOVA BATTAGLIA PER LA PICCOLA ASSUNTA E LA SUA MAMMA. LA BAMBINA DOVEVA ESSERE

SOTTRATTA ALLA MAMMA E DATA IN AFFIDAMENTO. LO ABBIAMO IMPEDITO !

Era il 7 marzo 2000 !

 

 

UN'ALTRA BATTAGLIA PER FAR RIDARE LA PENSIONCINA AD UNA BAMBINA DI MORANO,MARIANGELA,

7 ANNI,OPERATA DI TUMORE AD UN OCCHIO ALL'ETA' DI 18 MESI!

BATTAGLIA VINTA |

Era il 21 luglio 2002 !

 

 

 

ANCORA UNA BELLISSIMA BATTAGLIA(VINTA) IN FAVORE DI DUE ORFANELLE ,SIMONA E SILVANA

RUGGERO,CHE NON AVEVANO NEPPURE I SOLDI PER PAGARE LE SPESE DEI FUNERALI DEI LORO

GENITORI DECEDUTI UNO DOPO L'ALTRA A DISTANZA DI UN MESE!

SONO RIUSCITO A FARGLI SUBITO OTTENERE LA PENSIONE CHE ASPETTAVANO DA UN ANNO !

Era il 10 luglio 1999 !

 

 

LA BATTAGLIA PER AIUTARE UN GIOVANE IN COMA DOPO UN INCIDENTE STRADALE IN TOSCANA.

DANIELE TORMENTONI DOPO 4 MESI SI E' SVEGLIATO DAL COMA,GRAZIE ALLO STRAORDINARIO

AFFETTO DELLA MAMMA CHE GLI E' STATA SEMPRE VICINA E AL GRANDE IMPEGNO DEL

MOVIMENTO "DIRITTI CIVILI" CHE HA ATTIVATO PER QUESTO GIOVANE L'ASSESSORATO REGIONALE

ALLA SANITA' DELLA TOSCANA E L'ALLORA MINISTRO DELLA SANITA', ROSY BINDI.

IL RAGAZZO SI E' SVEGLIATO DAL COMA IL 21 MAGGIO 1997. SPERIAMO E PREGHIAMO CHE GUARISCA

COMPLETAMENTE

 

 

 

 

LA PENSIONE FATTA OTTENERE ,IN BREVE TEMPO,DOPO 7 ANNI DI (INUTILE) ATTESA, AD UN GIOVANE

,GIUSEPPE CAPPARELLI, RIMASTO CIECO A SEGUITO DI UN TRAUMA SUBITO DURANTE UNA PARTITA

DI CALCIO LA PENSIONE L'HA OTTENUTA NEL 1997 !

 

 

 

 

LA LOTTA DURATA ANNI PER PRIMA FAR OTTENERE GRATUITAMENTE LA CURA DI BELLA AD UNA DONNA

MALATA DI CANCRO,CARMELA IELPO,E POI DOPO LA SUA MORTE FAR RIDARE LA PENSIONE A SUO

MARITO (E PADRE DISOCCUPPATO DI TRE GIOVANISSIMI FIGLI) CHE ERA STATA SOSPESA ALLA POVERA

DONNA POCO PRIMA CHE MORISSE!

UNA VERGOGNA! UNA DONNA CHE HA TANTO SOF-ERTO PRIMA DI MORIRE E CHE SONO FELICE DI AVER

SEMPRE AIUTATO !

Era il settembre 1998 !

 

 

 

LA BATTAGLIA PER FAR RIOTTENERE LA MISERA PENSIONE DI APPENA 250 MILA LIRE CHE  AVEVANO

SOSPESO AD UNA DONNA DI REGGIO CALABRIA, ANTONIA ALOI, DISABILE E COSTRETTA A VIVERE CON

UN RESPIRATORE ARTIFICIALE!

DI QUESTO CASO COME DI TANTE ALTRE NOSTRE BATTAGLIE CIVILI SE NE OCCUPO' IL TG2, DIRETTO

ALLORA DA MIMUN.

VINCEMMO NATURALMENTE ANCHE QUESTA BATTAGLIA!

Era l'agosto 1998.

 

 

LA LETTERA APERTA DI CORBELLI AI RAPITORI DI SILVIA MELIS. L'APPELLO A LIBERARLA!

LA LETTERA E' STATA PUBBLICATA IL 19 MARZO 1997 SU "L'OPINIONE" E SU ALCUNI

QUOTIDIANI DELLA SARDEGNA.

 

 

 

LA STRAORDINARIA MOBILITAZIONE DI "DIRITTI CIVILI" PER ALESSANDRA SGARELLA,

LA DONNA  MILANESE RAPITA DALLA 'NDRANGHETA !

PER 5 MESI CORBELLI HA RIVOLTO OGNI GIORNO DAGLI SCHERMI DI TELEREGGIO

UN APPELLO, AI BANDITI, PER LIBERARLA!

Dal mese di gennaio all'inizio dell'estate del 1998 !

SEMPRE PER LA SGARELLA IL BLITZ DURANTE LA FINALE REGIONALE DI MISS ITALIA

IN CALABRIA, CHE SI SVOLGEVA A RENDE. E L'APPELLO DELLE 50 RAGAZZE FINALISTE

CON, IN MANO, LA FOTO DELL'IMPRENDITRICE LOMBARDA

Era l'agosto 1998

 

 

 

 

LE BATTAGLIE,GLI APPELLI E LE MANIFESTAZIONI PER TUTTE LE PERSONE CALABRESI

IN MANO AI SEQUESTRATORI. NELL'OTTOBRE DEL 1995 CORBELLI HA "ACCOLTO" L'ALLORA

MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, FILIPPO MANCUSO, DAVANTI AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI REGGIO

CALABRIA CON UN CARTELLO AL COLLO SUL QUALE ERANO RICORDATE TUTTE LE

PERSONE ANCORA NELLE MANI DEI SEQUESTRATORI: CARTISANO,CONOCCHIELLA,MAL-

GIERI,MEDICI,LICHERI,SIRCANA, CHECCHI….

PERSONE DI CUI DA ANNI NON SI AVEVANO (E NON SI HANNO NEPPURE OGGI )NOTIZIE!

MANIFESTAVO E CHIEDEVO L'IMPEGNO DELLO STATO!

Era,ripeto,l'ottobre del 1995 

 

 

 

LA LETTERA APERTA A CHIARA AZZOLINA,LA CORAGGIOSA RAGAZZA DI NISCEMI CHE SI E'

VISTA DISTRUGGERE LA FAMIGLIA  (IL PADRE E IL FRATELLO UCCISI DALLA MAFIA E DAL

RACKET E LA MADRE MORTA SUICIDA) E DENUNCIO' LE ASSENZE ECCELLENTI DELLO

STATO AI FUNERALI DEI SUOIFAMILIARI!

CHIARA RICORDO' NELLA SUA DENUNCIA COME A NISCEMI, IL SUO PAESE,APPENA POCHI

GIORNI PRIMA DEI FUNERALI, LO STATO FOSSE INVECE PRESENTE A "FESTEGGIARE"

(CON FUOCHI DI ARTIFICIO!) LA LOTTA ALLA MAFIA!

 

AI FUNERALI DEI FAMILIARI DI CHIARA, APPENA TRE GIORNI DOPO,NON C'ERA INVECE

NESSUNO DEI PERSONAGGI "ECCELLENTI"! UNA VERGOGNA CHE DENUNCIAI ANCH'IO,

CON FORZA CON UNA LETTERA APERTA ALLA CORAGGIOSA CHIARA ALLA QUALE

AUGURO DI AVERE GIUSTIZIA E SERENITA' PER IL RESTO DELLA SUA VITA.

La mia lettera aperta venne pubblicata Il 28 marzo 1997 sulla Gazzetta del Sud

 

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA PER FAR LUCE SUL BARBARO ASSASSINIO DI ROBERTA

LANZINO,LA GIOVANE STUDENTESSA DI RENDE.

LE NOSTRE DENUNCE,LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI(FATTE PRESENTARE),

GLI ESPOSTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL CSM,ALLA MAGISTRATURA ..

A PARTIRE GIA' DAL 1995!

 

 

 

LA BATTAGLIA PER FAR RIDARE LA PENSIONE AD UNA VECCHIETTA DI 80 ANNI,

CIECA, A.C.,DI CELICO ! UNA MISERA PENSIONE CHE LE ERA STATA

VERGOGNOSAMENTE SOSPESA !

Era il 17 novembre 1999 !

 

 

 

 

UN'ALTRA BATTAGLIA PER UN'ALTRA ANZIANA ,GRAVEMENTE MALATA, ANGELA L.

ANCHE A QUESTA POVERETTA AVEVANO SOSPESO LA PENSIONE-VERGOGNA!

GLIELA ABBIAMO FATTA RIDARE !

Era il 13 luglio 1999 !

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI UN GIOVANE ,G. D.,AMMALATO  DI AIDS,SPOSATO E

DISOCCUPATO!

Era il 27 giugno 2001 !

 

 

 

LA BELLISSIMA BATTAGLIA(VINTA!) PER FAR OTTENERE LE MASCHERINE PER

L'OSSIGENO AD UN AMMALATO GRAVE,FRANCESCO IMBROGNO, COSTRETTO ,

PER MESI , PER RESPIRARE A TENERE INFILATI NEL NASO DUE TUBICINI DI

FERROFILATO! QUESTO PERCHE' NESSUNO RIUSCIVA A TROVARGLI LE

MASCHERINE PER L'OSSIGENO CHE GLI ABBIAMO FATTO DARE NOI DI

"DIRITTI CIVILI" IN POCHI GIORNI!

Era il 2 febbraio 2002 ! 

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI UNA DONNA INVALIDA AL 100%(HANDICCAPATA

DALLA NASCITA) MICHELINA MELE, ALLA QUALE AVEVANO SOSPESO LA

MISERA PENSIONE DI 380 MILA LIRE AL MESE !

Era il 1 settembre 1998 !

 

 

 

UN'ALTRA PAGINA DI SOLIDARIETA' E UMANITA' ,"LONTANA" NEL TEMPO.

ERA IL 1980 QUANDO RIUSCII A FAR OTTENERE IL DIRITTO ALLA PENSIONE

AD UNA DONNA ELISA A.,45 ANNI,POCHI GIORNI PRIMA CHE QUESTI MORISSE!

Era il 20 luglio 1980 !

 

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI UN INVALIDO IMPEGNATO CONTRO  LA MAFIA E

ABBANDONATO DA TUTTI. IL SUO NOME E' PASQUALE GALLO!

Era il 18 luglio 1998 !

_________________________________

 

 

LA TRAGEDIA DELL'ALLUVIONE DI SOVERATO E I NOSTRI APPELLI  A NON

SOSPENDERE LE RICERCHE DELL'ULTIMO SCOMPARSO NON ANCORA

RITROVATO : VINICIO CALIO' .

Era il 17 settembre 2000 !

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI UN TRAPIANTATO.GIOVANNI PERRI, CHE

RIVENDICAVA IL DIRITTO AD AVERE UN ALLOGGIO DECENTE PER NON

MORIRE! VINTA ANCHE QUESTA BATTAGLIA!

Era il 14 gennaio 2000 !

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI UN ANZIANO DI 80 ANNI,OPERATO DI

TUMORE, AL QUALE NON VENIVANO PIU DATE GRATUITAMENTE LE

MEDICINE!

Era il 17 gennaio 1998 !

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI UN INVALIDO,UMILE POLIZZO,AL  QUALE ERA

STATA NEGATA LA SACROSANTA PENSIONE!

SIAMO RIUSCITI A FARGLI DARE LA PENSIONE !

Era il 10 ottobre 1999 !

 

 

 

 

L'APPELLO PER AIUTARE LA FAMIGLIA DI MARCO,UN RAGAZZINO DI 13 ANNI

UCCISO DA UN GIOVANE DI 18 ANNI ! UNA DISGRAZIA CHE SEGNO' LE

DUE FAMIGLIE!

Era il 15 febbraio 1999 !

 

 

 

ABBIAMO FATTO RIDARE UNA ABITAZIONE AD UNA VECCHIETTA

(SOLA AL MONDO) CHE ERA STATA ALL'IMPROVVISO SFRATTATA E

BUTTATA IN MEZZO ALLA STRADA!

SIAMO ANDATI AD ..OCCUPARE IL MUNICIPIO ! L'ANZIANA SI CHIAMA

CONCETTA CAPOLINGUA, AVEVA 71 ANNI.

Era il 27 novembre 1997 

 

 

 

ABBIAMO DENUNCIATO IL DRAMMA DI UN MALATO DI SCLEROSI MULTIPLA AL

QUALE VENIVA NEGATO UN FARMACO VITALE.

L'UOMO SI CHIAMA FRANCESCO M.,63 ANNI. ABBIAMO COMBATTUTO ANCHE PER LUI !

Era il 30 aprile 1997 !

 

 

 

 

ABBIAMO DENUNCIATO IL CASO DI UN ALTRO PENSIONATO AL QUALE AVEVANO RITIRATO

IL TESSERINO SANITARIO. L'UOMO,POVERO, NON POTEVA ACQUISTARE LE MEDICINE!

ABBIAMO PROTESTATO !

Era il 17 gennaio 1998 !

 

 

ABBIAMO RACCOLTO L'APPELLO DI UN UOMO,DIONIGI TUCCI ,AL QUALE DA UN ANNO E MEZZO

VENIVA IMPEDITO DI VEDERE I SUOI 7 FIGLI !

Era il 1999 !

 

 

 

ABBIAMO RACCOLTO IL GRIDO DISPERATO D'AIUTO DI UN GIOVANE EX TOSSICODIPENDENTE,

FRANCO V., CHE VIVEVA CON LA MADRE ADOTTIVA. ENTRAMBI  MALATI NON AVEVANO DI CHE

VIVERE! ABBIAMO ATTIVATO LE ISTITUZIONI CITTADINE.

Era il 10 febbraio 2000 !

 

 

 

ABBIAMO FATTO OTTENERE LA PENSIONE AD UNA DONNA DI 65 ANNI, IDA GUARINO, DA SETTE

ANNI PARALIZZATA IN UN LETTO !

Era il 23 novembre 1999 !

 

 

ABBIAMO DENUNCIATO IL DRAMMA DI UNA COPPIA DI ANZIANI VITTIME DI UNA BANDA DI USURAI!

VINCENZO M. E MARIA L. DI FERRARA. LI ABBIAMO SEGUITI E AIUTATI PER DIVERSI ANNI!

L'UOMO,IMPAZZITO,PER LE INGIUSTIZIE SUBITE(VENNE ANCHE ADDIRITTURA ARRESTATO PER …

ASSEGNI NON SUOI CHE RISULTAVANO DA LUI FIRMATI!) E' PURTROPPO SCOMPARSO

DUE ANNI DOPO(NEL 1998)!

Era il 28 febbraio 1996(quando feci la prima denuncia sulla stampa).

 

 

 

ABBIAMO FATTO RIDARE LA PENSIONE ALL'EMIGRANTE ARGENTINO,PADRE DI 14 FIGLI, CHE ERA

RIENTRATO IN CALABRIA,DOPO 50 ANNI! LA PENSIONE GLI ERA STATA SOSPESA PER LA CRISI

ARGENTINA! L'UOMO NON AVEVA PIU DI CHE VIVERE ! IL SUO NOME: ARCANGELO SALATINO.

Era il gennaio 2002 !

 

 

 

LE GRANDI BATTAGLIE PER L'A3 E LE GRAVI MINACCE DELLA MAFIA A CORBELLI 

CI SIAMO BATTUTI PER RENDERE PIU' SICURA L'AUTOSTRADA SA-RC

ABBIAMO IN TV PROMOSSO DELLE VERE E PROPRIE CAMPAGNE E

ABBIAMO FATTO ELIMINARE DEI TRATTI-KILLER,COME QUELLO DI

MONTALTO UFFUGO(GIA' TEATRO DI INCIDENTI MORTALI)EVITANDO

CERTAMENTE ALTRE TRAGEDIE E ALTRI LUTTI !

PER QUESTO CORBELLI VENNE MINACCIATO DI MORTE DALLA MAFIA DEGLI APPALTI

E OTTENNE PER UN CERTO PERIODO, DAL MINISTERO DEGLI INTERNI, LA PROTEZIONE.

Era il febbraio 2002 !

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI MICHELE ZAFFERANO, UN DIALIZZATO,POVERISSIMO,AL

QUALE AVEVANO TOLTO LA MISERA-PENSIONE !

L'UOMO, CHE VIVEVA IN UN TUGURIO, NON CE L'HA FATTA ED E' MORTO!

LO RICORDEREMO SEMPRE LO SFORTUNATO SIGNOR ZAFFERANO, ABBANDONATO

DALLO STATO E PER IL QUALE CI SIAMO STRENUAMENTE BATTUTI  RIUSCENDO AD

OTTENERE QUALCHE PICCOLA COSA !

Era il mese di febbraio del 1999 !

 

 

 

ABBIAMO FATTO RIDARE LA PENSIONE AD UN ANZIANO DI 71 ANNI,FRANCESCO P.,

CIECO ASSOLUTO ! L'UOMO CON UNA PROTESI AL POSTO DEGLI OCCHI VENIVA

DICHIARATO "RIVEDIBILE"! UNA VERGOGNA !

Era il 4 ottobre 2000 !

 

 

 

CI SIAMO BATTUTI PER EVITARE CHE UNA VECCHIETTA ,FILOMENA S., SOLA E CIECA,

VENISSE SFRATTATA DAL "TUGURIO" IN CUI VIVEVA ADDIRITTURA SENZA LUCE !

Era il 7 marzo 2002 !

 

 

 

 

ABBIAMO DENUCIATO LO SCANDALO DELLA PENSIONE NEGATA AD UN RAGAZZO

POLIOMELITICO,GIOVANNI D.F., 35 ANNI !

Era il 15 febbraio 1998 !

 

 

 

 

CI SIAMO BATTUTI PER FAR RITROVARE UN VECCHIETTO L.C.,SCOMPARSO DA DUE GIORNI

DA CASA ! ABBIAMO PARTECIPATO PERSONALMENTE ALLE RICERCHE. GRAZIE A DIO ALLA

FINE I CARABINIERI LO HANNO RITROVATO VIVO "BLOCCATO"  IN UN DIRUPO !

Era il 2 ottobre 1999 !

 

 

 

 

LA BELLISSIMA BATTAGLIA PER FAR RIDARE LA MISERA PENSIONE AD UN DIALIZZATO

FRANCO REALE,PADRE DI FAMIGLIA E DISOCCUPATO!

ABBIAMO VINTO ANCHE QUESTA BATTAGLIA !

Era il 7 gennaio 2002 !

 

 

 

 

ABBIAMO DENUNCIATO LO SCANDALO DELLE CENTINAIA DI MIGLIAIA DOMANDE DI

PENSIONE DI GUERRA CHE DA 30-40 ANNI SONO ANCORA INEVASE ! UNA VERGOGNA !

Era il 16 gennaio 1998.

 

 

HO DENUNCIATO ANCORA UNA VERGOGNA:LA PENSIONE NEGATA AD UN DIALIZZATO ,

A.F.M.,58 ANNI,PADRE DI 3 FIGLI E IN FIN DI VITA !

Era il 17 maggio 2001 !

 

 

 

 

CI SIAMO BATTUTI PER FAR  OTTENERE UN LAVORO AD UN GIOVANE HANDICAPPATO,

SALVATORE S. !

Era il 27 febbraio 2002 !

 

 

 

 

ABBIAMO LOTTATO E VINTO UNA BELLA BATTAGLIA IN FAVORE DELL'AVAS

(UN'ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO PER L'ASSISTENZA E IL SOCCORSO) !

Era l'8 marzo 2002 !

 

 

 

 

LA BATTAGLIA PER FAR RIDARE LA PENSIONE AD UN GIOVANE PARAPLEGICO,

G.S.,ORFANO DI ENTRAMBI I GENITORI !

Era il 13 giugno 2002 !

 

 

 

 

LA BATTAGLIA PER FAR RIDARE LA PENSIONE AD UN DISABILE ,CARMELO C. !

Era il 13 giugno 1999 !

 

 

 

 

ABBIAMO PER PRIMI DENUNCIATO LO SCANDALO DELLE OLTRE 50 MILA DOMANDE DI

PENSIONE D'INVALIDITA' INEVASE(SOLO IN CALABRIA!)!

Era il 29 maggio 2001 !

 

 

 

LA SOLIDARIETA' ALLA SIGNORA ROSA A. MADRE DI 4 FIGLI COSTRETTA A VIVERE IN

UN ALLOGGIO IN CONDIZIONI DISUMANE !

Era il 2 novembre 2001!

 

 

 

RICORDIAMO TRE VALOROSI MILITARI DIMENTICATI DALLO STATO! SONO :

ALBERTO DE FALCO,FINANZIERE BARBARAMENTE UCCISO A BRINDISI DA

ALCUNI CONTRABBANDIERI ; DINO NIGRO E GIUSEPPE FIORETTI, MILITARI

MORTI IN KOSOVO IN CIRCOSTANZE MAI CHIARITE!

IL GIORNO DEI LORO FUNERALI A ROSSANO(COSENZA),MONTALTO UFFUGO

(COSENZA)E TUSCANIA(VITERBO) LO STATO E' STATO LATITANTE !

"DIRITTI CIVILI" HA DENUNCIATO LA VERGOGNOSA ASSENZA DELLO

STATO,HA CHIESTO ALLE ISTITUZIONI DI AIUTARE LE LORO FAMIGLIE

E RICORDA I TRE MILITARI!

Era(il giorno dei funerali di DE FALCO) Il 25 febbraio 2000 e il (giorno dei funerali

di NIGRO e FIORETTI) 20 agosto 2001 !

 

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DI UN EX CARABINIERE "EROE",ANTONIO

DE ROSE,PREMIATO DALL'ARMA PER UN GESTO EROICO COMPIUTO A

PALERMO DURANTE IL SERVIZIO DI LEVA E POI BOCCIATO(ED ESCLUSO!)

AL CONCORSO PER RESTARE NEI …CARABINIERI !

Era(il giorno di questa nostra denuncia) l'11 novembre 1999.

 

 

 

 

 

LE CONTINUE BATTAGLIE CONTRO LA CRIMINALITA'  ORGANIZZATA E LE

RIPETUTE RICHIESTE DELL'INVIO DELL'ESERCITO IN CAMPANIA,IN

PUGLIA,IN CALABRIA E IN SICILIA !

Era il 29 luglio 1999; il 4 marzo 2000 ! il 1998 ……..

_____________________________

 

 

LA LOTTA PER EVITARE LA CHIUSURA DEGLI UFFICI POSTALI NEI PICCOLI CENTRI

SOPRATTUTTO DEL SUD. LA NOSTRA PROTESTA E' FINITA ANCHE IN PARLAMENTO

GRAZIE AD UN'INTERROGAZIONE PRESENTATA DALL'ON.LE DOMENICO PAPPATERRA(SDI).

Era il febbraio 2002 !

_________________________________

 

 

 

LA BATTAGLIA IN FAVORE DEI DIALIZZATI ! PER CREARE NUOVI CENTRI DI DIALISI,PER

NON FAR CHIUDERE QUELLI CHE CI SONO!

LA VIGILIA DI FERRAGOSTO DEL 2002 CORBELLI L'HA PASSATA INSIEME AI DIALIZZATI

CALABRESI A PROTESTARE DAVANTI ALL'OSPEDALE DI SERRA SAN BRUNO!

L'ultima protesta,ripeto,e' stata fatta Il 14 agosto 2002 !

IL 27 AGOSTO 2002 ABBIAMO AVUTO LA NOTIZIA,DALL'ASL N.8 DI VIBO VALENTIA CHE IL

SERVIZIO DI DIALISI ERA STATO RIPRISTINATO PER TUTTE LE 24 ORE NEL VIBONESE E IN

TUTTA LA CALABRIA !

ABBIAMO VINTO ANCHE QUESTA BATTAGLIA IN FAVORE  DEI DIRITTI DEI DIALIZZATI !

CHIEDIAMO CHE CI SIA SEMPRE MASSIMO RISPETTO E MASSIMA ATTENZIONE PER

TUTTI GLI AMMALATI !

27 agosto 2002(giorno del riconoscimento dei diritti dei dializzati!)

 

 

 

 

ANCORA UNA PROTESTA PER  GLI AMMALATI DI RENI(NON DIALIZZATI,GRAZIE A DIO!)

AI QUALI ERA STATA SOSPESA L'EROGAZIONE GRATUITA DEI COSTOSI CIBI DIETETICI

(QUALI PASTA,PANE,FARINA) NECESSARI PER EVITARE IL RICORSO ALLA DIALISI !

Era il 29 luglio 2002 !

UNA PRIMA RISPOSTA POSITIVA(AI NOSTRI APPELLI) E' ARRIVATA DALLA REGIONE

CALABRIA, CON L'APPROVAZIONE DELL'ULTIMO BILANCIO REGIONALE.

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA PER L'ISTITUZIONE DEL SERVIZIO DI RADIOTERAPIA IN TUTTI

GLI OSPEDALI !

Era il 19 giugno 2002 !

 

 

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA IN FAVORE DEL MANTENIMENTO DELL'IMPORTANTE SERVIZIO

DI ELISOCCORSO A COSENZA E IN CALABRIA.

Agosto 2002(e piu volte in futuro)

 

 

LA DENUNCIA DI UNA NUOVA VERGOGNA E INGIUSTIZIA: INSEGNANTE, MALATA D I

CUORE, DEVE RESTITUIRE LO STIPENDIO PER IL …PERIODO DI MALATTIA!

G.I.,56 ANNI, DI VIBO VALENTIA HA CHIESTO AIUTO A "DIRITTI CIVILI". ABBIAMO

DENUNCIATO QUESTA VERGOGNA.

Era il 23 settembre 2002

 

 

 

Una nuova bella battaglia vinta!

PADRE E FIGLIA ENTRAMBI MALATI, SENZA SOLDI PER CURARSI.

L'UOMO G.L. 40 ANNI, LA FIGLIA A.L. ,16 ANNI, MALATA DI DIABETE E BISOGNOSA DI

CURE A ROMA. ABBIAMO PROMOSSO UNA GARA DI SOLIDARIETA' E LI ABBIAMO AIUTATI.

Era il 20 ottobre 2002. 

 

 

Una nuova bella conquista civile!

ABBIAMO DENUNCIATO "L'ENNESIMA VERGOGNA": LA MISERA PENSIONE SOSPESA

DA UN ANNO E MEZZO(DAL MARZO 2001) AD UNA POVERA DONNA ,FRANCA G.,

43 ANNI,MALATA DI MENTE, INVALIDA AL 100% E MADRE DI 3 FIGLI !

Era il 26 agosto 2002 !

ALCUNI MESI DOPO, ESATTAMENTE, AGLI INIZI DI DICEMBRE, ABBIAMO FATTO

RIOTTENERE LA PENSIONE ALLA POVERA DONNA!

 

 

 

 

ANCORA UNA DENUNCIA PER UN'ALTRA VERGOGNA !

UN'ANZIANA DONNA,PARALIZZATA E DIALIZZATA, NON POTEVA RIENTRARE A CASA

(AL SESTO PIANO) PER UN GUASTO DELL'ASCENSORE!

NATURALMENTE SIAMO INTERVENUTI E ABBIAMO RISOLTO ANCHE QUESTO

CASO!

Era il 29 agosto 2002 . 

 

 

LA NOSTRA DENUNCIA PER UNA NUOVA, INCREDIBILE VERGOGNA: UNA CARROZZINA

NEGATA AD UN UOMO DI 80 ANNI,E.F. ,PARALIZZATO !

LA MOTIVAZIONE(ALLUCINANTE!) : E' TROPPO MALATO, LA CARROZZINA PUO' ESSERE

DANNOSA!!!!!!!!!!!!

LA CARROZZINA ERA STATA CHIESTA DAL MEDICO CURANTE E DAI FAMILIARI

DELL'ANZIANO UOMO, PER ALLEVIARE ALLO STESSO AMMALATO QUALCHE DISAGIO

E UN PO' DI SOFFERENZA!

Era il 3 settembre 2002 !

 

 

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA IN FAVORE DI UN PADRE DI FAMIGLIA, CON TRE FIGLI, DI CUI

2 DISABILI, CHE DA 16 ANNI ASPETTAVA UN ALLOGGIO POPOLARE ED ERA COSTRETTO

A VIVERE IN CASA DELLA SUOCERA IN UNA CONTRADA DI COSENZA. ABBIAMO AIUTATO

ANCHE QUESTO POVERUOMO.

Era il 4 settembre 2003.

 

 

LA DENUNCIA DI UNA NUOVA VERGOGNA : UN'INSEGNANTE G.I. 55 ANNI, DI VIBO VALENTIA,

MALATA DI CUORE, PIU' VOLTE OPERATA, COSTRETAT A RESTITUIRE LO STIPENDIO PER IL

…PERIODO DI ASSENZA DOVUTO ALLA MALATTIA!

Era il 23 settembre 2002!

 

 

 

 

Ancora una battaglia vinta in favore di un padre e di una figlia gravemente malati e senza soldi per curarsi!

G.L.(40 ANNI) E A.L.(16 ANNI) MALATA QUEST'ULTIMA DI DIABETE E BISOGNOSA DI CURE A ROMA,

NON AVEVANO IO SOLDI PER CURARSI. ABBIAMO PROMOSSO UNA GARA DI SOLIDARIETA' E

ABBIAMO AIUTATO PADRE E GIOVANE FIGLIA.

Era il 20 ottobre 2002!

 

 

 

LA NOSTRA BATTAGLIA PER LA PICCOLA SARA , UNA BELLISSIMA E SFORTUNATISSIMA BAMBINA

DI BUONVICINO(Cosenza) COLPITA DA UNA RARA MALATTIA(ALMENO IN UN PAESE EVOLUITO COME

L'ITALIA), LA TUBERCOLOSI, CHE NON SI E' RIUSCITI A SCOPRIRE IN TEMPO.

QUESTA BAMBINA E' PURTROPPO MORTA ALL'OSPEDALE DI COSENZA.

DIRITTI CIVILI HA APPRESO DI QUESTO CASO SOLO QUANDO LA  BAMBINA ERA GIA' DA ALCUNI

GIORNI IN COMA. DOPO LA SUA MORTE HO AIUTATO LA POVERISSIMA FAMIGLIA DI QUESTA

BAMBINA FACENDOLA CURARE IN UN OSPEDALE DI COSENZA (AL MARIANO SANTO) PER

SCONGIURARE CHE QUALCHE ALTRO COMPONENTE DI QUESTO NUCLEO FAMILIARE SI AMMALI

DELLA STESSA GRAVE PATOLOGIA.

HO SENTITO POI CONTINUAMENTE AL TELEFONO IL PAPA' DELLA BAMBINA PER INFORMARMI

,PER AIUTARLI E PROGRAMMARGLI LE VISITE MEDICHE.

La piccola SARA(OGGI IN PARADISO) e' morta agli inizi di settembre del 2002 .

 

 

 

 

La nostra denuncia-appello per il dramma di due genitori , con due bambini da mantenere, che vivono

in una "casa"(!) di 40 mt quadrati senza luce ne' riscaldamenti!

27 novembre 2002

 

 

 

UNA NUOVA GRANDE BATTAGLIA DI "DIRITTI CIVILI" FINITA IN UNA BELLA FAVOLA DI NATALE.

E' LA STORIA DI UN GIOVANE DISABILE CALABRESE P.M., 37 ANNI, RIMASTO SOLO AL MONDO DOPO

LA MORTE DEI GENITORI E COSTRETTO ALLA SEDIA A ROTELLE PER UNA BRUTTA MALATTIA, AL

QUALE AVEVANO ADDIRITTURA SOSPESO ANCHE LA MISERA PENSIONE D'INVALIDITA'.

GRAZIE ALL'INTERVENTO DI CORBELLI SUBITO DOPO NATALE E' STATA RIDATA LA PENSIONE AL

GIOVANE E ASSEGNATO ANCHE UN ALLOGGIO DA PARTE DEL COMUNE DI SAN FILI.

29 dicembre 2003.

 

 

 

La nostra battaglia in favore di una famiglia che da 30 anni vive nel terrore di vedere la propria abitazione

sepolta da una frana.

8 gennaio 2003!

 

 

 

LA NOSTRA INIZIATIVA PER FAR RICORDARE DALL'AMBASCIATA DELL'ALBANIA IN ITALIA OLTRE ALLA FIGURA

DELL'AVVOCATO GIUSEPPE BAFFA ANCHE QUELLA  DEL SUO GIOVANE COLLEGA,AVV.FRANCESCO PERROTTA,

MORTI ENTRAMBI IL 13 GENNAIO 2000 IN UN INCIDENTE STRADALE VICINO TARANTO MENTRE SI RECAVANO A

BRINDISI PER PERORARE LA CAUSA DEI CLANDESTINI ALBANESI MORTI PER L'AFFONDAMENTO DELLA LORO

MOTOVEDETTA NEL CANALE DI OTRANTO.

18 gennaio 2003.

 

 

Altra battaglia vinta.

L'incredibile vicenda di un pensionato,L.T. 70' anni, dato per… morto dall'Inps e per fiortuna invece vivo e

vegeto al quale era stata sospesa la pensione per …decesso!! Corbelli e' riuscito a far subito riottenere la

pensione che incredibilmente questo poveruomo non riusciva piu' a riottenere nonostante la dimostrazione

della sua……esistenza in vita!

23 gennaio 2003!

 

 

 

Una nuova battaglia vinta!

ABBIAMO FATTO RIOTTENERE LA PENSIONE(SOSPESA DA TEMPO) AD UNA DONNA DI 52 ANNI INVALIDA AL 100%!

Era il 4 febbraio 2003!

 

 

 

 

Una nuova bellissima battaglia e una grande conquista civile.

ABBIAMO FATTO RESTARE CON I GENITORI ADOTTIVI UN BAMBINO DI 5 MESI, IL PICCOLO ORESTINO.

Il Tribunale dei Minori di Catanzaro aveva stabilito che doveva essere sottratto a questi genitori e mandato

in un collegio in attesa di essere poi successivamente affidato ad un'altra famiglia che ne avesse fatto richiesta!!

Corbelli e' riuscito a farlo restare ai genitori adottivi che disperati si erano rivolti al Movimento Diritti Civili!

Era il 6 aprile 2003!

 

 

 

 

La nostra battaglia in favore delle case di cure per gli anziani e per la trasparenza delle convenzioni tra le stesse

strutture e l'Ente regionale. Gli appelli e le denunce di DIRITTI CIVILI.

9 aprile 2003.

 

 

 

 

Il nostro piccolo contributo per salvare la vita di una giovanissima ragazza Daniela B. rimasta gravemente ferita in

un incidente stradale e bisognosa di sangue per le trasfusioni. Abbiamo fatto una serie di appelli in televisione e

sui giornali. Daniela , grazie a Dio, ce l'ha fatta!

26 aprile 2003.

 

 

UNA NOSTRA IMPORTANTE BATTAGLIA PER AIUTARE GLI AMMALATI DI PATOLOGIE GRAVI COSTRETTI A RECARSI AL

NORD E ALL'ESTERO PER POTERSI CURARE! ABBIAMO CHIESTO CHE VENISSERO EROGATI I CONTRIBUTI PREVISTI

DALLA LEGGE E CHE PER I TAGLI ALLA SANITA' ERANO STATI DA TEMPO SOSPESI.

14 maggio 2003.

 

 

ALTRA GRANDE CONQUISTA!

ABBIAMO FATTO RIPRISTINARE NELL'OSPEDALE REGIONALE DELL'ANNUNZIATA DI COSENZA L'ESAME DI BIOPSIA

PROSTATICA SOSPESO DA TEMPO E FONDAMENTALE PER LA SCOPERTA E LA CURA DEI TUMORI ALLA

PROSTATA.

Segnaliamo a questo proposito la collaborazione della Azienda Ospedaliera cosentina competente.

2 giugno 2003.

 

 

Sempre in tema di Sanita'. Altra bella Conquista in favore degli ammalati.

ABBIAMO FATTO INSTALLARE I CONDIZIONATORI D'ARIA AL REPARTO DI ORTOPEDIA DELL'OSPEDALE DI COSENZA

(indispensabili , per i degenti paralizzati a letto, nei periodi di caldo africano!)

Li avevano chiesti e li aspettavano (inutilmente!) da …10 anni!

24 giugno 2003.

 

 

 

Ancora una bella vittoria!

Abbiamo fatto ottenere la pensione di invalidita' ad un ex calzolaio F.M.,60 anni, dializzato e piu' volte operato al cuore!

Il poveruomo aspettava la pensione da alcuni anni , temeva di morire e di non vedere riconosciuto questo suo sacrosanto diritto!

26 giugno 2003.

 

 

 

 

ANCORA UNA CONQUISTA MOLTO IMPORTANTE!

Abbiamo fatto subito ripristinare l'assistenza oncologica agli ammalati gravi che era stata sospesa da una clinica di 

Vibo Valentia, convenzionata con la Regione Calabria(per i soliti problemi di tagli alla sanita')!

2 luglio 2003

 

 

Ancora per la Sanita', altre belle conquiste in favore degli ammalati!

SIAMO RIUSCITI AD OTTENERE LA CREAZIONE DI NUOVI REPARTI DI EMATOLOGIA E TISIOLOGIA IN ALCUNI OSPEDALI

CALABRESI!

Luglio 2003.

_____________________________

………………le nostre battaglie

continuano ogni giorno in Italia e ,

in tanti casi, nel mondo!

 

 

 

 

 

 

 


“Ce l’abbiamo fatta. Il sogno impossibile, grazie a Dio, si è realizzato. La triste, drammatica storia del piccolo Cisse ha, come in una favola, avuto un lieto, bellissimo finale. Con grandissima gioia do infatti la notizia che anche il secondo “miracolo” si è avverato. Anche la mamma del piccolo Cisse, il bambino ivoriano di 5 anni, sbarcato da solo al porto di Corigliano il 15 luglio scorso, è stata difatti rintracciata e liberata dal centro lager in Libia dove era stata rinchiusa dalla metà di luglio. Grazie alla incessante e ininterrotta pressione mediatica-istituzionale che sono riuscito a promuovere, varcando i confini nazionali, i carcerieri libici hanno deciso di lasciarla andare, probabilmente perché questa prigioniera stava diventando scomoda e pericolosa”. E’ quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che ha sino a pochi giorni fa ricoperto l’incarico di delegato della Presidenza della Regione per la tutela e la promozione dei diritti umani.

 

“La giovane mamma di Cisse, Fofana Nabitou, sta in questo momento ritornando nel suo Paese, la Costa D’Avorio, da dove adesso, con un corridoio umanitario - grazie sicuramente anche all’intervento del Presidente della Regione, Mario Oliverio, che ho subito informato del felice, miracoloso esito e che per il piccolo Cisse, un caso da lui seguito con attenzione (il Governatore era stato, a Sibari, insieme a me, al Prefetto, al Questore, al Comandante provinciale dei carabinieri, al delegato della Regione per l’Immigrazione, Giovanni Manoccio, ai sindaci di Cassano e Corigliano, due giorni dopo l’arrivo del bambino, per incontrare all’Hotel Sybaris gli oltre 200 minori non accompagnati sbarcati il 15 luglio scorso, insieme ad altri 700 migranti), aveva già preparato una lettera (che stava per recapitare proprio oggi) al Ministro degli Interni, Marco Minniti (come mi aveva anticipato lo stesso Oliverio sabato sera, quando ci eravamo sentiti telefonicamente per questo caso umano) -, conto di farla arrivare assai presto in Italia, speriamo già nei prossimi giorni, per riprendersi e riabbracciare il suo bambino e ricongiungersi al marito e padre del piccolo. Ricordo che il padre, dopo essere stato, grazie alla nostra mobilitazione, rintracciato in Francia, si trova da venti giorni in Calabria, dove, convocato dal Tribunale dei Minori di Catanzaro, è stato sottoposto, il 6 settembre scorso, al test del Dna per la conferma, anche scientifica, della sua paternità, prosegue Corbelli.

 

“Ho avuto da pochi istanti la bellissima notizia che, riempie il cuore di gioia, che la mamma del piccolo Cisse, prigioniera dalla metà di luglio in una di quelle prigioni orribili di Sabratha, dove con la forza era stata condotta mentre stava insieme al suo Cisse per salire su un barcone per raggiungere l’Italia, è stata liberata. La donna, prima di essere fermata, di nascosto con un gesto disperato e coraggioso, dettato dall’infinito affetto materno, aveva affidato il suo bambino ad un compagno di viaggio ivoriano con la speranza che potesse farcela ad arrivare in Italia e a ritrovare poi il suo papà che sembrava dovesse trovarsi in Francia. Il destino ha voluto che il bambino ce la facesse, sbarcando da solo il 15 luglio, al porto di Corigliano, dalla nave tedesca che trasportava oltre 900 migranti. Da quel momento è iniziata la mia battaglia e la mobilitazione istituzionale e mediatica che è andata avanti tutti i giorni e che ha portato poche settimane dopo dapprima al ritrovamento di uno zio del bambino, che viveva in provincia di Brescia, e quindi al papà di Cisse, rintracciato in Francia, a Parigi. Da dove, venti giorni fa, su convocazione del Tribunale dei Minori, è stato fatto arrivare in Calabria per il riconoscimento della paternità. Il 6 settembre, padre e figlio, separatamente e senza potersi vedere e abbracciare, sono stati sottoposti a Catanzaro al test del Dna, il cui risultato è atteso in questi giorni. Intanto il bambino continua ad essere in affido provvisorio presso la famiglia di un poliziotto di Rossano e il genitore ospitato in una struttura di accoglienza in provincia di Catanzaro. Tra pochi giorni tutta questa povera e sfortunata famiglia si ritroverà di nuovo insieme. Nessuno avrebbe scommesso un soldo che saremmo riusciti a ritrovare i genitori di questo bambino. Era infatti una impresa disperata, quasi impossibile. Ma ho sempre sperato di farcela e non mi sono mai arreso.

 

Oggi voglio ringraziare quanti mi hanno aiutato, dall’Ong Save The Children che ha effettuato lo sbarco del bambino a Corigliano e, una volta rintracciati, ha poi tenuto i contatti, con lo zio e il papa del piccolo, l’ispettore di polizia che ha in affido Cisse, con cui mi sono sentito quasi ogni giorno, l’assessore alle Politiche sociali del comune di Corigliano, Marisa Chiurco, che per prima mi ha segnalato la sera del 15 luglio il caso di questo bambino che ho subito reso noto, Maurizio Alfano, delegato del Garante dell’Infanzia della Calabria, e lo stesso Antonio Marziale, Giovanni Manoccio, delegato dell’Immigrazione della Regione, il Tribunale dei Minori di Catanzaro e naturalmente il Presidente Oliverio, i media calabresi a me sempre vicini e la Chiesa che, con la Radio della Cei, l’Agenzia radiofonica Radio InBlu, che mi ha intervistato dedicando particolare attenzione al caso del piccolo Cisse, mi ha dato un aiuto importante. Grazie di cuore a tutti”. g.m.