Ultimissime 2007

2007

IN QUESTO ANNO, TRA LE TANTE BATTAGLIE E INIZIATIVE PIU' IMPORTANTI E

SIGNIFICATIVE, IL NUOVO PERMESSO DI SOGGIORNO PER FAR RESTARE IN ITALIA

I DUE FRATELLINI SERBI NON VEDENTI, MARKO E BRANKO, LA GARA DI

SOLIDARIETA' PER AIUTARE DUE FRATELLINI DI ACQUAFORMOSA(CS), RIMASTI

ORFANI DI ENTRAMBI I GENITORI, UNA RACCOLTA FONDI PER SOSTENERE

INIZIATIVA OCCHIOBAMBINO (PER ACQUISTO APPARECCHIATURA PREVENZIONE

CECITA' NEI NEONATI), LA CAMPAGNA UMANITARIA PER I BAMBINI DEL

BANGLADESH E DELL'UCRAINA, LA BATTAGLIA PER FAR SCARCERARE UN

GIOVANE DETENUTO FOGGIANO PARAPLEGICO E IL RICONOSCIMENTO, CON

LA MEDAGLIA D'ORO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, A SETTE GIOVANI

EROI MORTI DURANTE L'ESTATE, e tante altre storie di Giustizia e ingiustizie!

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

Diritti Civili, battaglia vinta. Medaglia d’oro per i sette eroi morti l’estate scorsa e subito dimenticati dai grandi media.

Roma

Una Medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per tutti i sette eroi che questa estate hanno perso la vita per salvare altre vite umane, per difendere la legalità e per spegnere gli incendi che hanno devastato molte regioni italiane. E’ la battaglia vinta dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, che per mesi si è battuto per “non far dimenticare e onorare, invece, degnamente questi sette eroi caduti nell’adempimento del proprio dovere e per gesti di coraggio e eroismo”. Corbelli ringrazia il capo dello Stato, che con grande sensibilità ha accolto le istanze di Diritti Civili, e lamenta invece il “silenzio dei media sui riconoscimenti a questi eroici personaggi che con grande coraggio sacrificando la propria esistenza hanno salvato altre giovani vite ed evitato delle stragi”. “L’Italia è un Paese che dimentica troppo facilmente i suoi eroi. Non è giusto. Chi ha sacrificato la propria vita per gesti di coraggio e eroismo non deve essere dimenticato ma ricordato e onorato degnamente. Così come ha fatto il Presidente Napolitano con il conferimento della Medaglia d’oro. Così come invece non hanno fatto i media nazionali, che li hanno subito dimenticati e ignorati finanche quando è stato ad essi assegnato, dopo le istanze di Diritti Civili, il massimo riconoscimento dalla Presidenza della Repubblica. Dalla fine di luglio Diritti Civili ha iniziato la sua battaglia per ricordarli e onorali degnamente questi sette eroi. Ci siamo riusciti. Tre medaglie d’oro sono state già assegnate. Le altre quattro, già definite, stanno per essere firmate dal Presidente Napolitano proprio in questi giorni. Alla vigilia di Natale è giusto e doveroso ricordarli e indicarli questi eroi come esempio per tutti”. Corbelli ricorda che, dopo le istanze di Diritti Civili, la Medaglia d’oro è stata già conferita al manovale bosniaco Dragan Cigan, morto nel mare di Jesolo il 22 luglio scorso, dopo aver salvato due fratellini trevigiani che stavano annegando; al pilota emiliano dell’aereo canadair della Protezione Civile, Andrea Golfera, deceduto il 23 luglio in Abruzzo mentre coraggiosamente tentava di spegnere un rogo; al giovane vigilante calabrese Luigi Rende, rimasto ucciso a Reggio Calabria l’1 agosto scorso, mentre si opponeva con coraggio ad una banda di rapinatori. La Medaglia d’oro, sempre su richiesta di Diritti Civili,.sta per essere conferita dal Presidente Napolitano anche ai due coraggiosi piloti campani Giovanni Baldi e Pierluigi Schiavone, volontari dell’Associazione “Humanitas”, che precipitando, e perdendo la vita, con il loro elicottero antincendio il 9 agosto a Marina di Camerota , in provincia di Salerno, hanno scongiurato una strage, evitando, con un atto di eroismo, di abbattersi sui numerosi turisti presenti in quel momento sulla spiaggia; al coraggioso caporale calabrese Eugenio Nigro, morto, il 6 agosto, mentre cercava di spegnere un incendio che minacciava il suo piccolo paese di Lappano, alle porte di Cosenza; al giovane eroe pugliese Pietro Maggiolini che l’11 agosto ha perso la vita dopo aver eroicamente salvato tre giovani amiche che stavano annegando nel mare di Palinuro (Sa).

29 dicembre 2007

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

Bambino gravemente malato. Appello di una madre coraggio a Corbelli

Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, risponde all’accorato e disperato appello di una madre coraggio, Angela, di un piccolo centro dell’Alto Tirreno Cosentino, che vive da sei anni, insieme al marito, entrambi disoccupati, il dramma del suo bambino Vito, 10 anni, gravemente malato, affetto dalla sindrome di Lennox Gestaut e bisognoso di continue cure e terapie. La donna dopo aver scritto alle diverse Istituzioni, tra cui anche l’ex Assessore regionale alla Sanità, Doris Lo Moro e il Ministro della Salute, Livia Turco, e non aver ottenuto alcuna risposta e nessun aiuto, nei giorni scorsi ha rivolto un accorato appello sulla stampa a Corbelli, chiedendo il suo intervento perché “venga riconosciuto il diritto ad una vita dignitosa a un bambino gravemente malato e ai genitori che l’assistono”. “Signor Corbelli , mi rivolgo a lei, ha scritto la signora Angela in una struggente lettera aperta, con la speranza che possa ascoltare questa mia disperata richiesta di aiuto”. Il dramma di questa famiglia e del loro bambino inizia 6 anni fa, il 26 ottobre 2001, quando il piccolo Vito che allora aveva 4 anni venne colpito per la prima volta da un attacco di epilessia. Da quel momento inizia il calvario, il lungo e doloroso percorso per ospedali, centri riabilitativi, terapie finché nel 2003 non venne diagnosticato al bambino, alla neuropsichiatria infantile del Careggi Cto di Firenze, la sindrome di Lennox Gestaut. “Da allora tutti i nostri sogni sono svaniti, siamo stati catapultati in una realtà drammatica. La stupenda famiglia che avevamo creato con tanti sacrifici non c’era più. Ad accudire il nostro bambino siamo io, mio marito e l’altra nostra figlia quindicenne. Abbiamo combattuto contro tutto e tutti – scrive questa madre coraggio nella lettera aperta a Corbelli - per ottenere quello che crediamo sia un nostro sacrosanto diritto. Oggi siamo stanchi. Continuiamo a lottare per nostro figlio ma le forze sento che vengono a mancare; subentra la stanchezza fisica e mentale, i problemi economici e lo stress. Siamo anche noi degli essere umani. Il nostro Vito necessita di assistenza continua, bisogna portarlo alla terapia riabilitativa tre volte alla settimana; bisogna imboccarlo, lavarlo, stargli sempre accanto. Mio marito per assisterlo ha fatto troppe assenze e ha perso anche il posto di lavoro e da allora è disoccupato. Quando capita a va a fare qualche giornata, ma niente di più. E’ sempre alla ricerca di un lavoro che non riesce a trovare. Perché non viene dato un lavoro a noi genitori di bambini diversamente abili? Bambini che noi dobbiamo curare e aiutare a crescere. Chi tutela noi genitori dandoci un lavoro per aiutare e poter continuare a curare e assistere i nostri bambini disabili? Chi tutela noi genitori quando dietro a un finto sorriso nascondiamo tutte le nostre lacrime, il nostro dolore, la rabbia , la dignità calpestata per il loro bene? Restano l’amarezza, la solitudine, la delusione che gli altri, comprese le Istituzioni, ti fanno sentire. Signor Corbelli, ci aiuti, ascolti il nostro disperato grido di aiuto”. Corbelli, rimasto profondamente colpito da questa triste e drammatica vicenda, chiede che questo appello dignitoso e accorato di questa madre coraggio non resti inascoltato. “Chi può (il Sindaco del paese dove abita questa famiglia, la Provincia, La Regione, il Ministro della Salute) aiutino i genitori di questo bambino. Mi impegnerò subito perché questa donna e il suo bambino vengano aiutati. E’ solo per aiutare questa povera gente che, disperata si rivolge a me quale ultima speranza, che continuo a combattere anche di fronte al silenzio, alla indifferenza e insensibilità di tutti”.

18 dicembre 2007

 

 
Giustizia.

Concessi arresti domiciliari giovane detenuto disabile foggiano, costretto sedia a rotelle.

FOGGIA

Ha ottenuto gli arresti domiciliari ed ha lasciato il carcere di Foggia il giovane detenuto pugliese paraplegico Andrea B. , 25 anni, disabile al 100%, costretto alla sedia a rotelle. Un'altra battaglia civile vinta dal Movimento Diritti Civili

10 dicembre 2007
 


Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili   

Malasanità. Dopo nuova tragedia di Vibo, Diritti Civili: “Fermare massacro giovani vite umane, giustizia per morte studentessa e appello a Consiglio Regionale: Istituire subito Garante Salute Calabria”

Il Movimento Diritti Civili dopo la nuova tragedia di Vibo Valentia, la tragica scomparsa della giovane studentessa Eva Ruscio, durante un intervento alle tonsille, chiede che venga fatta luce e giustizia su questa morte assurda e rivolge un appello al Consiglio Regionale della Calabria sollecitando “l’immediata istituzione del Garante della Salute, una “struttura assolutamente urgente e indispensabile per monitorare costantemente la situazione in tutti gli ospedali e strutture sanitarie della regione, coordinare interventi urgenti e prevenire casi di malasanità”. Franco Corbelli invita gli esponenti dei partiti politici a “evitare polemiche, a non strumentalizzare queste disgrazie e a lavorare tutti uniti per dare risposte ai problemi della gente, soprattutto della salute, e per evitare che si ripetano tragedie del genere”. “Non si può continuare a morire in questo modo. Non si possono spezzare delle giovanissime vite umane, e buttare per sempre nel dolore atroce e nella disperazione delle intere famiglie, per delle banali operazioni. Occorre reagire. Fare qualcosa per fermare questo massacro di giovani vite umane. Alla magistratura chiediamo di andare fino in fondo, di accertare e punire i responsabili della scomparsa della giovane Eva. Dopo questa nuova, assurda morte di questa studentessa e alla luce dei tanti casi di malasanità che continuano purtroppo a verificarsi in Calabria, rivolgo un appello al Consiglio Regionale, nella sua interezza, invitandolo ad accogliere la proposta di Diritti Civili, che ha già ottenuto il parere favorevole della Prima Commissione Consiliare della Provincia di Cosenza, e a istituire subito, superando le lungaggini burocratiche e istituzionali, la struttura del Garante della salute. Pur consapevole che questa figura del Garante non riuscirà purtroppo a risolvere tutti i problemi della sanità e ad evitare tutte le tragedie sono assolutamente convinto della straordinaria utilità ed efficacia di questa struttura, una grande opportunità per i calabresi. Il Garante della salute rappresenta una priorità per la Calabria; è una vera e propria rivoluzione nel campo della sanità calabrese, nell’interesse e a difesa dei diritti dei cittadini. Dopo la nuova tragedia di oggi a Vibo, la morte della giovane Eva, che fa seguito a quelle dell’altra studentessa vibonese Federica Monteleone, del giovanissimo Flavio Scutellà e alla luce delle numerose denunce sui casi di malasanità (le ultime, purtroppo finite tragicamente, sono proprio di questi ultimi giorni) diventa ancora più importante e urgente l’istituzione della figura del Garante della Salute, proprio per difendere e garantire i diritti di tutti i cittadini. La proposta servirà a dotare la Regione Calabria della struttura del Garante della Salute per controllare ininterrottamente la situazione nelle strutture ospedaliere della regione, verificare eventuali disservizi, casi di disorganizzazione, violazioni dei diritti dei degenti, coordinare interventi per casi urgenti e drammatici. La struttura del Garante raccoglierà, attraverso un numero verde, operativo 24 ore, le segnalazioni e le denunce dei cittadini sui casi di malasanità; provvederà quindi ad effettuare le verifiche e i relativi controlli. Il Garante è una figura istituzionale autorizzata ad avere accesso in qualsiasi struttura sanitaria pubblica della Regione, chiedere e ottenere tutte le informazioni utili alle indagini esperite, naturalmente nel rispetto della privacy della persona. Il Garante della salute sono certo servirà non solo a denunciare ma a scongiurare in futuro tanti casi di malasanità, evitando così nuove tragedie umane”. 

5 dicembre 2007

 

 

 

Solidarietà

AIUTIAMO I BAMBINI

DEL BANGLADESH E DI KIEV

 

Sosteniamo le campagne umanitarie

dell'Unicef per il Bangladesh, colpito dal violento ciclone (www.unicef.it)

e quella di Soleterre per i bambini malati gravi di Kiev (www.soleterre.it)

 

Novembre - Dicembre 2007

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Diritti Civili chiede intervento Ministro Salute, Turco, per casi malasanità e diritti negati dei malati

 

 

Il Movimento Diritti Civili interviene per chiedere giustizia e rispetto dei diritti delle persone vittime di casi di malasanità, di operazioni chirurgiche andate male e malattie contratte in ospedale, da degenti, personale medico e paramedico, durante il loro lavoro. Franco Corbelli, che chiede e sollecita l’intervento del Ministro della Salute, Lidia Turco, nella fattispecie richiama il caso, reso noto oggi dal Domani della Calabria, della donna, Adriana M., 61 anni, di Catanzaro, che da 15 anni aspetta ancora di essere risarcita per il cattivo esito di una operazione di ernia del disco cui si era sottoposta, e che le ha rovinato la vita; dell’infermiere calabrese in pensione Antonio B. , 59 anni, che ha contratto, nell’ospedale dove lavorava, un’infezione e che anche lui aspetta invano di avere l’indennizzo, i benefici così come previsto dalla legge 210/1992, della vicenda del paziente in coma non trasferito in elisoccorso, per un ritardo di tre minuti, dell’ambulanza, e della neonata di Corigliano, deceduta dopo essere stata dimessa dall’ospedale. “Ieri ho ricevuto la lettera di un ex infermiere in pensione, il signor Antonio B., che mi denunciava il suo dramma e l’ingiustizia che sta subendo e mi chiedeva di aiutarlo. Oggi Il Domani della Calabria ha reso noto la drammatica storia di una donna che dopo un intervento chirurgico, di cattivo esito, si è vista la vita, sua e del marito distrutta, aspetta da 15 anni, dopo due sentenze del Tribunale a lei favorevoli, di avere ancora quantificato il risarcimento. Sono due storie di ingiustizie, di diritti negati. Così come il caso del paziente in coma non trasportato con l’elisoccorso dall’ospedale di Lamezia a quello di Rossano per un ritardo di tre minuti dell’ambulanza o il dramma della neonata morta a Corigliano. Chiedo al Ministro della Salute, Livia Turco, di intervenire, di far rispettare i diritti di queste sfortunate persone e dei loro familiari. Un Paese civile ha il dovere di adempiere ai propri doveri che sono quelli di rispettare i diritti di tutte le persone, delle vittime di casi di malasanità e disorganizzazione, di operazioni andate male, di malattie infettive contratte durante lo svolgimento del proprio lavoro, come nel caso del paziente in coma di Lamezia, della signora di Catanzaro, dell’ex infermiere, della neonata di Corigliano. Purtroppo per questa povera gente i diritti non esistono, vengono negati e calpestati. Al Ministro Turco chiedo di assicurare che ci sia giustizia per queste persone e per tutte quelle che ogni giorno sono vittime di malasanità, di ingiustizie e diritti negati. Sono proprio questi casi drammatici che dimostrano quanto sia importante e indispensabile la struttura del Garante della Salute che Diritti Civili sta portando avanti, nelle sedi istituzionali, e che presto diventerà legge regionale della Calabria, primo e unico caso del genere in Italia”.

 

2 Dicembre 2007

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Appello di Diritti Civili per due fratellini rimasti orfani di entrambi i genitori e poverissimi

 

 

 

Il Movimento Diritti Civili rivolge un appello per due fratellini calabresi, Samuele e Verena, di Acquaformosa, piccolo centro in provincia di Cosenza, rimasti, da pochi giorni, dopo la morte del padre e la scomparsa, tre anni fa, della mamma, orfani di entrambi i genitori e poverissimi. Per aiutare questi due piccoli orfani il comune di Acquaformosa e la locale Parrocchia hanno aperto un conto corrente postale per la raccolta di fondi. Il coordinatore di Diritti Civili, che domani stesso devolverà un suo contributo, invita tutti ad aderire a questa gara di solidarietà e chiede alla Regione Calabria e alla Provincia di Cosenza di erogare un contributo per questi due sfortunati fratellini. “La tragedia che ha colpito questa famiglia e il destino crudele che si è accanito contro questi due fratellini ha molto colpito tutti noi. Questi due orfanelli, Samuele, che studia all’Industriale di Castrovillari e Verena, che frequenta la seconda media ad Acquaformosa, dopo aver perso la mamma, Filomena, 35 anni, pochi anni fa, dopo una lunga malattia, nei giorni scorsi hanno visto morire all’improvviso anche il loro papà, Francesco, 39 anni, operaio, colpito da un infarto. Sono rimasti da soli, senza il sostegno economico dei loro genitori. Per questo vanno aiutati. Non possiamo lasciarli soli, non dobbiamo abbandonarli, né dimenticarli. Bene hanno fatto il Comune di Acquaformosa e la Parrocchia locale – afferma Franco Corbelli - ad aprire un conto corrente per la raccolta fondi. Quello che possiamo e dobbiamo fare è dare ognuno di noi un aiuto. Chiedo alla Regione e al suo presidente Agazio Loiero, alla Provincia di Cosenza e al presidente Mario Oliverio di erogare un contributo. Rendo noto questo appello, sulla stampa e anche sul nostro sito Internet www.diritticivili.it , perché l’iniziativa del Sindaco e della Chiesa di questo piccolo centro albanese del cosentino non resti inascoltata e non cada nel vuoto, ma venga amplificata, attraverso i media, supportata dalle Istituzioni, dai cittadini e da chi, come il Movimento Diritti Civili, da sempre promuove e partecipa a queste gare di solidarietà per aiutare chi ha bisogno, come nel caso, drammatico, dei due piccoli orfani. Aiutiamoli. Chiedo a tutti un piccolo gesto di solidarietà”. Queste le coordinate del conto corrente postate aperto dal Sindaco di Acquaformosa e dalla locale Parrocchia. Conto corrente postale n. 85613677. Intestato a Giovanni Manoccio e Amedeo Vittorio Marchianò. Causale versamento. “Per Samuele e Verena”.

 

1 Dicembre 2007

 

 

 

Comunicato Stampa Movimento Diritti Civili

 

Grande successo maratona televisiva su TELEUROPA NETWORK per OCCHIOBAMBINO, con raccolta fondi per acquisto strumento per diagnosticare e prevenire gravi patologie agli occhi nei neonati. Servono 160 mila euro.

 

 

Cosenza

Grande successo della maratona televisiva per la raccolta di fondi per sostenere Occhiobambino, la gara di solidarietà per l’acquisto di un importante strumento diagnostico, Ret Cam II, per la cura di gravi patologie agli occhi nei neonati, il cui costo è di 160 mila euro. L’iniziativa è stata promossa dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, e dall’emittente regionale Teleuropa Network. Lo speciale televisivo è andato in onda in diretta giovedì 29 novembre, dalle ore 15 alle 17 e dalle 20,30 alle 22,30, ed è stato condotto dalla giornalista Rosalba Baldino. Insieme a lei in studio erano presenti lo stesso Corbelli, il promotore dell’iniziativa Occhiobambino, il dottor Alessandro Tortorella, dirigente medico dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Annunziata, il primario di Oculistica dello stesso ospedale civile di Cosenza, dott. Aurelio Scrivano. Corbelli, in una nota, parla di “una importante iniziativa e di un grande impegno e sforzo televisivo reso possibile grazie alla disponibilità e alla sensibilità dell’editore di Ten, Antonio Gatto, del direttore e della intera redazione del network regionale. Questa maratona televisiva per la raccolta di fondi, per l’acquisto dell’importante strumento che serve a diagnosticare e prevenire gravi patologie agli occhi nei neonati, voluta da Diritti Civili e subito sostenuta dall’editore di Ten, servirà a dare un aiuto concreto alla lodevole iniziativa del dottor Tortorella e del primario Scrivano che purtroppo sino ad oggi ha raccolto solo una piccolissima parte della somma necessaria per l’acquisto di questa fondamentale apparecchiatura per curare  neonati con problemi di vista che se non diagnosticati in tempo portano alla cecità assoluta. Sino ad oggi infatti sono stati raccolti solo 12 mila euro. Ne servono altri 140 mila, che speriamo di raccogliere con questa maratona televisiva”.   Il leader di Diritti Civili, per questa iniziativa si batte da mesi, ha rivolto un appello anche ai sindaci dei 155 comuni della provincia cosentina per quella che definisce “una grande battaglia civile per il raggiungimento di un straordinario obiettivo e la creazione di una importante struttura diagnostica al servizio di tutti i futuri nascituri, soprattutto di quelli figli di persone più povere. Serve una mobilitazione straordinaria e una grande gara di solidarietà  Dotare il reparto di oculistica dell’ospedale dell’Annunziata di questo moderno e sofisticato apparecchio – conclude Corbelli - significa salvare la vista a molti bambini che nascono (tanti in provincia di Cosenza e in Calabria) purtroppo con gravi patologie che se non individuate e curate in tempo portano purtroppo alla perdita della vista”. Nel corso della maratona televisiva Corbelli ha illustrato anche la sua proposta di legge per l’istituzione del Garante della Salute della Calabria. Per dare un contributo a questa iniziativa di solidarietà, queste sono le coordinate del conto corrente aperto dal dott. Tortorella per Occhiobambino. Banca Bcc Mediocrati – Filiale di Cosenza. C/c n. 103117. Abi: 07062. Cab: 16200. Causale: “Per iniziativa Occhiobambino”.

 

30 Novembre 2007

 

 

 

 

Comunicato stampa Movimento Diritti Civili

 

Dramma immigrazione. Diritti Civili “Aiutare i profughi e i familiari delle vittime”

 

 

Il Movimento Diritti Civili interviene sul dramma dell’immigrazione, chiede al Governo, nel rispetto delle leggi vigenti, di aiutare i profughi (ed economicamente anche i familiari delle vittime) che arrivano sulle nostre coste e afferma che la Calabria, anche in occasione del tragico sbarco di Roccella, ha “mostrato il suo vero volto, che è quello dell’accoglienza, della solidarietà e dell’umanità”. “La Calabria di fronte alla tragedia dell’immigrazione, ad un problema immane che come ha denunciato oggi il Presidente della Repubblica, Napolitano, dovrebbe interessare l’intera Europa, ha ancora una volta dato una risposta di grande civiltà, solidarietà e umanità. Dall’impegno della Regione Calabria a quello straordinario della Chiesa, delle Associazioni di volontariato e delle forze dell’ordine che si sono subito attivate e prodigate per dare assistenza ai profughi e per collaborare alle ricerche dei clandestini dispersi in mare. C’è da essere fieri di questa Calabria, di questa terra ospitale. Questa regione solidale e positiva purtroppo non fa notizia. E’ la stessa Calabria che accoglie i due fratellini Marko e Branko, piccoli profughi serbi, non vedenti e, grazie al questore di Cosenza, Raffaele Salerno, che ha accolto l’appello di Diritti Civili, li fa restare in Italia per poterli continuare a curare. Chi arriva nel nostro Paese fuggendo da guerra, fame e miseria deve, nel rispetto delle leggi vigenti, essere accolto e aiutato. Soprattutto quando si tratta di bambini e di persone malate. Bisogna evitare che si ripetano tragedie come quelle accadute in queste ore in Calabria e in Sicilia. Non compete a noi dare risposte e indicare soluzioni per questo drammatico problema dell’immigrazione